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Nomi, Cose, Città – Talk, puntata del 27 novembre

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Trascrizione
00:00:00Eccoci, eccoci, appunto buonasera e benvenuti a un nuovo appuntamento di
00:00:30appuntamento del nostro formato nomico Se Città Talk, vi ricordo un appuntamento ogni
00:00:35giovedì sera dalle 21 circa fino alle ore 22. Martedì scorso è stata una importantissima
00:00:44giornata, chiaramente da un valore simbolico importante perché è stata la giornata mondiale
00:00:50per l'eliminazione della violenza contro le donne, un tema molto caldo, caldissimo che
00:00:55purtroppo, e lo vedremo, continua in un certo senso a dividere anche un po' il mondo politico.
00:01:05Vi do giusto qualche dato. La Sicilia si trova al terzo posto in Italia per numero di femminicidi.
00:01:13Nel 2024 le vittime sono state 8 con un tasso dello 0,32% ogni 100.000 donne e 6 su 8 hanno
00:01:26avuto luogo all'interno di un appuntamento, insomma di contesti domestici, spesso per mano
00:01:32di partner o di ex partner. Un'emergenza ormai da anni molto preoccupante, interviene il mondo
00:01:40politico con alcune novità, l'introduzione del reato di femminicidio, una legge che è stata
00:01:47approvata due giorni fa e che introduce dei concetti importanti come quelli del controllo,
00:01:56possesso e dominio. Si ferma invece il cosiddetto DDL sul consenso in materia sessuale.
00:02:07E poi c'è anche un altro tema che è perché il governo in un certo senso, insomma dobbiamo
00:02:13dirlo, continua a tagliare i fondi per combattere questo terribile fenomeno e ne parleremo perché
00:02:23ci saranno anche alcuni dati. Ne parleremo questa sera con degli ospiti importanti, alla
00:02:30mia sinistra il magistrato Clio Di Guardo, lo faremo anche con la presidente del centro
00:02:38antiviolenza Leonde, Elvira Rottigliano, e alla mia destra con la psicoterapeuta Margherita
00:02:45Bilello e con Caterina Altamore, insegnante responsabile donne della CGL Palermo. Insomma,
00:02:53la canna a fuoco è tanta come sempre, a tra poco.
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00:06:58Eccoci tornati quindi il tema, appunto l'abbiamo detto prima, la violenza di genere.
00:07:05Ecco appunto vedete il nostro titolo e mi rivolgo subito alla dottoressa Di Guardo.
00:07:12Ricordiamo l'appunto magistrato nella sezione, nel dipartimento fasce deboli a Palermo.
00:07:20Ecco le chiedo dottoressa intanto dal suo osservatorio cosa ci può dire insomma di questo fenomeno,
00:07:26quanto è grave e se c'è stato in un certo senso un incremento.
00:07:32Grazie Giorgio, intanto mi preme ringraziare ovviamente il giornale di Sicilia, ovviamente te,
00:07:42per questo invito che reputo particolarmente rilevante ovviamente in questo momento storico
00:07:49soprattutto trovare un canale di comunicazione con i cittadini, ovviamente seppur a distanza,
00:07:55che permetta anche di avvicinare la stessa magistratura ai cittadini.
00:08:03Grazie a lei, anzi per essere qua.
00:08:05Per quanto riguarda il tipo di attività ovviamente che svolgo e quelli che sono i numeri
00:08:13che noi vediamo quotidianamente, come è ben detto io mi occupo insieme a tanti altri magistrati,
00:08:21sostituti procuratori, di fasce deboli, quindi di reati di cosiddetto codice rosso,
00:08:28concetto ormai entrato fondamentalmente, purtroppo, nelle case fondamentalmente di tutti gli italiani.
00:08:34Si tratta di reati ovviamente di maltrattamenti, stalking, violenze sessuali, violenze ovviamente su minori
00:08:42e anche la stessa pornografia minorile, nonché altre tipologie di reato.
00:08:47Innanzitutto noi come Dipartimento, intanto siamo il Dipartimento della Procura della Repubblica di Palermo
00:08:54con il numero più alto di sostituti procuratori e già questo fa capire la mole del fenomeno
00:09:03che richiede un numero di sostituti elevato.
00:09:06Abbiamo ogni giorno due sostituti procuratori sono impegnati nella gestione del cosiddetto turno di codice rosso
00:09:18quindi le notizie di reato che riguardano reati di codice rosso
00:09:26che vengono trasmesse dalle forze dell'ordine vengono valutate e gestite da due magistrati.
00:09:33Gli ingressi quotidiani, oltre ovviamente compreso anche il sabato
00:09:37quindi è un'attività che ci impegna tutti i giorni della settimana.
00:09:45Il numero di ingressi è elevato ovviamente.
00:09:49Si parla di, viaggiamo sui 8-10 fascicoli di codice rosso al giorno
00:09:58e a volte proprio a sostituto, quindi moltiplicati per due.
00:10:04Ovviamente è 80 sostanzialmente al mese, mi pare di capire che la media è quella.
00:10:11Sì, tutto giù, sì.
00:10:12Ci dà qualcosa, però già un po' ci dà la dimensione, il metro del fenomeno.
00:10:19Prego, scusi.
00:10:22Ovviamente è di questi procedimenti, ovviamente non tutti
00:10:27in molti di questi procedimenti, ovviamente quelli più delicati, più particolari
00:10:34viene nel momento in cui ricorrono ovviamente i presupposti previsti dal codice
00:10:40viene avanzata la richiesta di misura cautelare.
00:10:44Quindi nei casi ovviamente meno gravi si tratta di un allontanamento dalla casa familiare,
00:10:51un divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico
00:10:57e nei casi ovviamente più gravi, ovviamente sempre andando a valutare proporzionalmente
00:11:04l'adeguatezza anche della misura cautelare, gli arresti domiciliari alla custodia cautelare in carcere.
00:11:10Facendo una...
00:11:13Scusi, poi questo è anche un tema, diciamo, nel tema perché il braccialetto, insomma,
00:11:18non mi riferisco, quanti casi purtroppo ci sono stati di tantissimi uomini che appunto
00:11:24per legge insomma devono stare lontani, diciamo, dalla donna e poi dopo purtroppo abbiamo visto
00:11:31i casi.
00:11:31Purtroppo il braccialetto elettronico ha i suoi limiti, nel senso che spesso è accaduto
00:11:37che viene lo stesso soggetto cui è applicato nella stragrande maggioranza percentualmente
00:11:45uomini riesce a staccarlo fondamentalmente, perché si tratta di un vero e proprio braccialetto.
00:11:53In questi casi ovviamente immediatamente le forze dell'ordine, una volta che si rendono
00:11:59conto di questo, trasmettono gli atti in procura che procede tempestivamente a chiedere un aggravamento
00:12:05di misura.
00:12:07Le tempistiche sono velocissime, noi avanziamo richieste di misura in media anche per tre
00:12:15procedimenti a settimana, quindi comunque viaggiamo su numeri elevati.
00:12:21Sono numeri grossi, insomma, importanti.
00:12:24E le risposte del GIP sono altrettanto veloci.
00:12:25L'interrompo subito perché prontamente la regia ci fa vedere un palazzo importante, giusto,
00:12:31insomma, Montecitorio, perché il reato di femminicidio è stato approvato qualche giorno fa.
00:12:37Sì, 25.
00:12:38Brevemente.
00:12:39Lei chiedeva se è fatta, diciamo, di questo rispetto.
00:12:42Sarà utile, non è utile, perché poi intorno a questo c'è anche tanta politica, insomma,
00:12:48se ne parla e c'è chi dice che è una misura spot.
00:12:52Brevemente così puoi dottare la parola.
00:12:54Ovviamente bisognerà poi valutare i risvolti pratici comunque nel tempo e ovviamente ci dovranno
00:13:04essere anche degli aggiustamenti normativi perché non è stato introdotto solo il 577 bis,
00:13:10sono state fatte tante modifiche al codice penale, sempre comunque nell'ottica di prevenzione
00:13:16della violenza di genere o comunque della donna in quanto tale, violenza contro la donna
00:13:23in quanto tale e violenza domestica.
00:13:25Certamente la risposta punitiva, quella dell'ergastolo, per questi fatti specie di omicidio
00:13:32nei confronti della donna in quanto donna per motivi di odio, discriminazione, controllo
00:13:38e quant'altro. La risposta dell'ergastolo presumo che possa avere una valenza, un'importanza
00:13:50ai fini deflattivi fondamentalmente dei reati di femminicidio e ritengo che possa, seppur
00:13:59ovviamente in parte in qualche modo far passare il messaggio non ancora capito da molti della
00:14:07parità fondamentalmente tra uomo e donna. Però ovviamente, ripeto, purtroppo come tutte
00:14:17le cose bisogna vedere un attimino come sì.
00:14:18Rottigliano, lei è anche un avvocato, le faccio appunto la stessa domanda, innanzitutto
00:14:28se concorda con il magistrato e lei chiede se fattano su questo nuovo reato.
00:14:35Ma noi, intanto grazie per la possibilità di parlare questa sera e per l'invito rispetto
00:14:41ad affrontare queste tematiche. Io parlo a nome personale ma anche rispetto al ruolo
00:14:48che rivesto all'interno dell'associazione perché noi come centro antiviolenza ci siamo
00:14:52molto spese negli anni per cercare di portare avanti la specificità di tutto ciò che accadeva
00:14:58a livello di violenza nei confronti delle donne. Il reato di femminicidio da molti è stato
00:15:03vissuto come un inutile duplicato. Molti hanno sempre in questi anni, in questo periodo
00:15:09in particolare, detto ma c'è già il reato di omicidio, esiste già, non c'è motivo di
00:15:15un duplicato, è una corsia preferenziale. Io credo invece che sia, non soltanto al punto
00:15:20di vista della fattispecie penale, importante che venga indicata e non vedo questi rischi
00:15:26di poca individuazione di quelle che sono le specifiche all'interno della norma. Quindi
00:15:33non ravviso un rischio di genericità della norma stessa. Ma aggiungo che il reato di
00:15:39femminicidio non è vero che è una sorta di duplicato perché il reato di femminicidio
00:15:44non ci dice che è stata uccisa una donna, ci dice perché è stata uccisa una donna. Quindi
00:15:50dobbiamo, ha anche una sua valenza culturale da questo punto di vista perché cominceremo
00:15:54a fare i conti con quella particolarità che porta un uomo ad uccidere una donna. Non
00:16:01è generico, è tutto ciò che tu rivesti in questo momento e che per me va eliminato.
00:16:07Quindi è l'uccisione della donna in quanto tale, in quanto riveste tutta una serie di
00:16:12caratteristiche che sono insopportabili all'altro. Quindi dal mio punto di vista l'accolgo, l'accolgo
00:16:19volentieri, questa nuova fattispecie, chiaramente siamo consapevoli tutti che lo scopo di deterrenza
00:16:28è uno scopo limitato come tutte le norme. Tant'è vero che i numeri non sono cambiati
00:16:33in questi anni rispetto alla quantità di reati e minori, per quanto gravi, quindi le lesioni,
00:16:42non trattamenti in famiglia e i femminicidi. Ci attestiamo ogni anno su 110, 115, quindi
00:16:47questo per dire se un uomo purtroppo decide che vuole uccidere una donna, ha il netto della
00:16:53possibilità di impedirglielo perché fisicamente è in carcere. Ci saranno i casi, come spesso
00:16:58purtroppo leggiamo anche sui giornali, di chi taglierà il braccialetto elettronico, evaderà
00:17:04dagli arresti domiciliari.
00:17:05Sono tanti purtroppo, ma il punto è, è una fattispecie di reato che ci consente di
00:17:11cominciare a nominarla questa tragedia.
00:17:15Senta, le denunce sono in crescita, questo appunto glielo chiedo perché qualità, diciamo,
00:17:23c'è del suo ruolo.
00:17:24Le denunce sono in crescita nel senso che c'è un sommerso che sta cominciando ad emergere
00:17:30e questo grazie, devo dire, alla risposta in termini di intervento da parte di tutte
00:17:35quelle agenzie che si occupano della presa in carico delle donne che subiscono violenza.
00:17:41Quindi quella formazione professionale che è fondamentale quando si parla di violenza
00:17:45di genere e che ormai è più diffusa rispetto a 10-15 anni fa. Quindi le donne si affidano
00:17:51con più fiducia alle istituzioni perché sanno di poter essere accolte e in linea di massima
00:17:57di poter ottenere una risposta. Quindi non è un aumento dovuto a chissà quale particolare
00:18:04incremento, è un aumento che fa emergere il sommerso perché i numeri ci dicono sostanzialmente
00:18:11che anche lì è quasi costante la quantità di situazioni che viviamo.
00:18:17Noi quest'anno abbiamo ricevuto dal 1 gennaio al 31 ottobre a Palermo, al centro antiviolenza
00:18:22le onde e 374 fisicamente richieste di aiuto e i numeri sono sempre gli stessi, non
00:18:29variano di tanto. Quindi vuol dire che funziona l'accoglienza, funziona il sistema.
00:18:36Ecco, il sistema dunque funziona, dottoressa Bilello. In un certo senso l'ASP come si comporta
00:18:43per cercare di arginare questo fenomeno. Lei ha un ruolo importante, ecco, lo vuole ricordare
00:18:50lei così?
00:18:51Sì, grazie prima di tutto di questo invito. Una buona occasione per informare i cittadini
00:18:58e le cittadine di ciò che anche l'ASP o comunque tutta la realtà della rete occupata
00:19:07nella lotta alla violenza di genere ha avviato. Io sono la coordinatrice di un centro di cura,
00:19:16il centro cura degli esiti delle relazioni violente, istituito, riorganizzato dall'ASP
00:19:25nell'ultimo anno. L'ASP ha mostrato negli anni sicuramente una grande attenzione alla questione,
00:19:33al contrasto, a fronte di una richiesta continua di aiuto, di assistenza e cura da parte delle
00:19:42donne che subiscono la violenza di genere. L'analisi dell'esperienza pregressa ci ha un po' indicato
00:19:51la necessità di ridisegnare, riorganizzare i servizi, soprattutto nell'ottica di creare
00:19:59reti, sia interne che esterne. Il nuovo modello organizzativo ha previsto prima di tutto
00:20:06una presa in carico globale della persona che si rivolge ai servizi, l'idea di una immediata
00:20:15risposta e della necessità di prevedere una continuità nell'assistenza. Inoltre ha previsto,
00:20:26ha dato molto rilievo alla corresponsabilità degli operatori e dei servizi. Proprio per
00:20:34questo è stato dato, mandato al servizio di psicologia, al servizio sociale e professionale
00:20:38e al Dipartimento Salute della Famiglia che qui rappresento, l'incarico di riorganizzare
00:20:45i percorsi di accesso, sia quelli di cura, quelli assistenziali. Partendo dai primi servizi
00:20:52tutti i giorni presidi, i territoriali, i consultori familiari all'interno dell'ambito
00:20:59del Dipartimento e della riorganizzazione di questo centro specializzato, dedicato alle
00:21:07donne. Dottoressa, mi scusi, questo coordinamento
00:21:10per quale ora ci diceva. Secondo lei potrebbe essere migliorato in qualche maniera? C'è qualche
00:21:19criticità, qualche falla?
00:21:22Negli anni fortunatamente il problema delle scarse risorse umane prova a essere risolto.
00:21:31personale, sostanzialmente manca sempre questo. Posso dire che sicuramente uno dei livelli
00:21:37su cui noi stiamo lavorando è anche quella di una migliore formazione sia degli operatori
00:21:42interni che quelli della rete esterna, proprio per migliorare, implementare la capacità di
00:21:49intercettare soprattutto quel sommerso di cui parlava la dottoressa.
00:21:54potrà migliorare, abbiamo pensato di iniziare dalla ristrutturazione, di utilizzare un modello
00:22:03organizzativo che preveda l'individuazione di numerosi referenti, dei referenti, dei punti
00:22:10di riferimento, tutti i servizi preposti, quindi la salute mentale, i servizi di neuropsichiatria
00:22:17infantili, i centri dedicati al disagio psichico.
00:22:22Poi scusi, il sommerso come si intercetta?
00:22:26Allora, negli anni gli operatori, prima di tutto l'equip dei consultori familiari ha cercato
00:22:36di affinare la capacità di intercettare quelli che vengono considerati degli indicatori di rischio.
00:22:42tutti i consultori hanno come obiettivo oggi prioritario quello di utilizzare un assessment,
00:22:52una valutazione per misurare dal pericolo dell'incolumità delle donne che incontriamo
00:23:00anche analizzare il tipo di relazione, di dipendenza che può esistere tra una donna e chi perpetua
00:23:07violenza. Centrale, secondo noi, è sicuramente la presa in carico, la possibilità di assicurare
00:23:16a queste donne una prima accoglienza, un ascolto empatico e per questo questo centro, composto
00:23:26da due psicologhe e tre assistenti sociali, come equip predispone dei percorsi, delle risposte
00:23:34immediate, ci proviamo, fortunatamente non da soli, ma sempre in interconnessione con tutto il resto
00:23:43della rete.
00:23:44Ci dirà poi dopo magari una domanda anche su cosa queste donne che sono vittime di violenza
00:23:50e chiaramente le dicono, perché poi si interfacciano con lei, quindi poi magari un passaggio
00:23:56insomma su questo lo facciamo. Altamore, invece a lei chiedo che lei è responsabile, ci gede Palermo,
00:24:04però è anche un insegnante, giusto? Quindi l'insegnamento dell'educazione sessuale nelle scuole
00:24:12ha subito uno stop?
00:24:15Sì, diciamo che ha subito uno stop, intanto ringrazio anche io per questa opportunità,
00:24:21a questa occasione essere insieme è importante, è parlare di questo argomento. La scuola, parliamo
00:24:29di prevenzione, deve partire da lì, anche se non possiamo dare tutto il carico alla scuola,
00:24:34però è parte integrante di questa rete, perché a scuola si intercetta il problema, si può
00:24:41intercettare, perché abbiamo a parte gli alunni, abbiamo le famiglie, quindi noi dobbiamo
00:24:47sicuramente, possiamo intercettare come insegnanti, ci vuole la formazione e questo
00:24:52diciamo è un altro problema, però devo dire che gli insegnanti, le insegnanti non possono
00:24:57sicuramente fare tutto, perché non sono tuttologhe.
00:25:02E cosa serve quindi?
00:25:03Come coordinamento donne, Palermo, l'anno scorso abbiamo scritto una lettera al Ministro,
00:25:09l'abbiamo fatta approvare al collegio dei docenti, al consiglio di istituto dove c'erano
00:25:16appunto i genitori, l'abbiamo fatta approvare al collegio dei docenti, al consiglio di istituto
00:25:17dove chiedevamo delle figure presenti, istituzionalizzati, quindi all'interno delle scuole, perché spesso
00:25:25noi intercettiamo il problema, parliamo anche con le donne, però poi non troviamo più lo
00:25:33sportello pronto, magari passano meglio, non c'è nessuna risposta, la risposta è quella
00:25:39che invece è l'educazione sessuale, attenzione, quindi la prevenzione non può essere fatta
00:25:46a progetto ad ore, non ci basta un progetto di un'ora, quindi se dobbiamo fare intanto
00:25:51una rete, una rete dove c'è scuola, dove ci sono le istituzioni, dove ci sono, quindi
00:25:56questo, perché la prevenzione è la rete, se non c'è una rete, la prevenzione non può
00:26:02esistere, quindi, poi però devo dire una cosa molto importante, quando si dice la scuola,
00:26:07la scuola è importante, le famiglie però sono in stato di povertà e questo non aiuta
00:26:11le donne, perché le donne dipendono spesso dai giovani, quindi i tagli, ma tornando alla
00:26:18scuola, i tagli anche che subiamo non aiutano tutto questo, perché se accorpiamo le scuole,
00:26:25se mettiamo più alunni nelle classi, le insegnanti pure formate non hanno il tempo di essere un
00:26:31faro, come abbiamo detto ieri all'incontro, un faro di attenzione che poi può subito
00:26:37attivare tutte quelle procedure che sono importanti e fondamentali, quindi dobbiamo capire, il 25
00:26:44novembre è una giornata di commemorazione o dobbiamo veramente partire e cominciare a
00:26:49lavorare per la prevenzione, perché siamo stanche di parlare dopo l'omicidio, dopo la
00:26:54violenza, ci sono donne che hanno paura, ma hanno paura anche, hanno paura perché spesso
00:26:59non trovano, non solo nella scuola perché non può, perché è sovraccaricata, ma spesso
00:27:07anche quando vanno in caserma, è capitato di donne che non trovano anche le forze dell'ordine
00:27:13preparati per intervenire immediatamente, attivare quelle procedure che la rete deve comunque
00:27:20poi proteggere tutti, quindi la cosa fondamentale è iniziare a lavorare, l'abbiamo anche chiesto,
00:27:28con un tavolo di regia, un tavolo tecnico, provinciale, regionale, che mette insieme tutti
00:27:36questi mondi, quindi scuola, sindacati, magistrati, quindi tutte le associazioni, perché è solo
00:27:47così si può andare avanti, perché se monitoriamo, perché non bastano sapere i dati, sono diminuiti,
00:27:52si sono aumentati, bisogna lavorare, è chi veramente vive.
00:27:55Però se ne parla da anni però, mi pare che si fanno o dei piccoli passi o dei piccoli
00:28:01passi.
00:28:01Ho sentito per esempio la politica che dice, però non si può ottenere tutto subito,
00:28:05ma il problema non è ottenere subito, è iniziare, perché poi ognuno fa quello che può,
00:28:11certo, ognuno fa quello che può, ma ci sono le carenze, le notiamo tutte.
00:28:16Rottigliano, io le chiedo perché mi sono segnato alcuni dati che secondo me sono molto
00:28:20importanti, stando sempre su questo tema della politica che a volte magari si dimentica qual
00:28:28è la priorità nelle cose.
00:28:31I fondi sappiamo che non bastano per sostenere le case rifugio, i comuni sopportano un costo
00:28:38di rette di 2,6 milioni di euro, ma per esempio la regione Sicilia ne può rimborsare solo 1,4
00:28:46e quindi questo già mi sembra un problema molto serio, no?
00:28:50Fa parte dei problemi che ci dicono che di fatto la politica non è che se ne voglia
00:28:54occupare proprio tanto tanto, o meglio se ne occupa a interventi spot, servirebbe proprio
00:29:00la continuità per poter garantire i servizi, noi come centro antiviolenza siamo sul territorio
00:29:06da oltre 30 anni, abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare fondamentalmente con progetti, con
00:29:11progetti, con convenzioni, proprio per poter garantire la continuità del servizio, perché
00:29:16nel momento in cui dovessero un domani finire i fondi, noi non potremmo dire alle donne
00:29:20per esempio che abbiamo ospiti nelle case rifugio e indirizzo segreto, beh è finita,
00:29:25interrompiamo il progetto di uscita dalla violenza, non vi accompagniamo più nel vostro
00:29:29percorso, quindi noi lavoriamo a prescindere da quello che poi sono le risorse che per noi
00:29:34sono preziose, ma siamo consapevoli che dobbiamo proprio metterci noi del nostro, per garantire
00:29:40quello che è il progetto di continuità, è quel discorso che facevo prima dell'affidamento
00:29:47delle donne, perché noi riceviamo delle donne che creano con noi una relazione e sanno
00:29:52di poter essere non soltanto in un luogo di protezione, di ascolto qualificato, ma anche
00:29:56in un luogo di progettazione per il loro futuro, quindi un inserimento lavorativo, la possibilità
00:30:03di un'abitazione quando usciranno alla casa rifugio e indirizzo segreto, la possibilità
00:30:07di avviamento al lavoro e tutto questo è frutto di lavoro certosino delle nostre socie che
00:30:13si occupano della progettazione, delle operatrici che rispondono al telefono e che cercano
00:30:18a loro volta di mettersi in contatto con gli altri servizi, questo lo dico anche perché
00:30:22rispondendo all'ottoressa Altamore, noi siamo le coordinatrici della rete antiviolenza cittadina
00:30:27che abbiamo creato da un protocollo del 98, implementandolo sempre più negli anni e oggi
00:30:33ci sono tutti quei soggetti istituzionali e non che fanno parte proprio della rete di quelle
00:30:38istituzioni che si occupano di un segmento del percorso che la donna intraprende di uscita
00:30:43dalla violenza, quindi anche la scuola fa parte della rete, il proprio editorato agli
00:30:48studi, ma siamo consapevoli che se mancano le risorse ai vari soggetti che fanno parte
00:30:53della rete poi inevitabilmente rimane l'intento di collaborare, di utilizzare una metodologia
00:31:00condivisa per affrontare il percorso delle singole donne, ma nella sostanza poi ci si trova
00:31:06un po' con le armi dimezzate. Spuntate diciamo. Eh sì, questo sì. Prego, prego, sì. Mi ha fatto
00:31:15pensare una cosa, in realtà se posso ovviamente da quello che è il punto di vista lavorativo
00:31:23della magistratura, ecco, di quello che vedo quotidianamente, certamente la scuola e gli
00:31:32insegnanti, seppur con le poche risorse che hanno, stanno, fanno comunque un ottimo lavoro
00:31:42e questo lo vediamo quotidianamente perché tantissime chiamate anche al 112, quindi per
00:31:51violenze domestiche, vengono effettuate molto spesso dai figli, dai figli minori, anche comunque
00:31:57veramente di tenerissima età, figli che chiamano, che un tatto nei carabinieri per chiedere aiuto
00:32:07perché la... Quindi comprendono subito, subito, subito. La pericolosità di certi gesti
00:32:12magari. Subito, veramente subito, chiedendo proprio l'aiuto delle forze dell'ordine perché
00:32:18magari nel frattempo il papà sta picchiando la mamma e quindi devo dire che a livello di
00:32:27consapevolezza, soprattutto comunque dei giovanissimi, comunque c'è, è un dato, perché veramente
00:32:37tantissimi, tantissimi procedimenti, paradossalmente poi magari la madre in realtà al di là dell'intervento
00:32:45immediato in cui conferma le violenze subite, magari dopo qualche giorno troppo alla ritrattazione
00:32:53è un altro dato importante comunque nei fascicoli di codice rosso e magari i minori invece comunque
00:33:01con la genuinità che li contraddistingue continuano comunque a confermare, a raccontare
00:33:08quelle che sono le dinamiche vissute in ambito familiare.
00:33:11La dottoressa mi ha fatto un assist involontario perché la famiglia ha chiaramente un ruolo importante
00:33:19e ne ha parlato qualche giorno fa la madre di Sara Campanella, Cetti e Zaccaria, in un convegno
00:33:27che si è svolto all'ARS e prego la regia di mandare il contributo.
00:33:32La morte di Sara, un femminicidio atipico, improvviso, inspiegabile, senza precedenti di violenza, ci insegna che il pericolo
00:33:45non sempre si manifesta con segnali riconoscibili. Ci dice che la violenza può colpire anche quando
00:33:54nulla lascia presagire il peggio. E' proprio per questo la sua storia deve essere raccontata, studiata, capita.
00:34:06Deve diventare un monito, un faro, per le altre giovani e per le loro famiglie. Le forme di violenza purtroppo
00:34:13ci testimonia Sara, si presentano in varie forme, in questo caso in maniera silente, inaspettata e improvvisa
00:34:21e ci gridano quanto sia diffusa la violenza di genere in qualsiasi luogo, anche dentro le scuole, proprio nei luoghi
00:34:30che dovrebbero essere quelli più sicuri e pieni di vita. I film visibili della violenza possono anche iniziare
00:34:39con gesti apparentemente enormi. La prevenzione della violenza parte dalla famiglia, parte dal modo in cui insegniamo l'amore,
00:34:48dal modo in cui affrontiamo le frustrazioni, dal modo in cui ci assumiamo le responsabilità dei comportamenti dei nostri figli.
00:34:57Educare significa dire sì quando è giusto, no quando è necessario.
00:35:05Il femminicidio di Sara è un femminicidio atipico, che riscrive una pagina nuova nella storia dei femminicidi.
00:35:14perché chi uccide non è marito, non è figlio, non è compagno, non è ex, ma è un collega di corso.
00:35:32Né compagno di studi, né amico, nulla.
00:35:38Non c'era alcun tipo di aggressione, né fisica, né verbale.
00:35:43Non c'è mai stata il nulla. Nulla era, nulla faceva.
00:35:49Eppure nel suo silenzio ha primo amato Sara, poi l'ha odiata perché non veniva ricambiato.
00:36:02Con un semplice sguardo che voleva che fosse ricambiato, o un sorriso che Sara elargiva verso tutti
00:36:12perché era una persona splendida che amava la vita, amava se stessa e amava gli altri.
00:36:19E questo è inaudito.
00:36:22Perdere oggi mia figlia per nulla, per niente e per nessuno oserei dire chiunque, come lo definiva mia figlia,
00:36:34non lui, ma chiunque fosse nulla, è assurdo.
00:36:43Non c'erano abisaglie.
00:36:47Mia figlia non poteva denunciare ciò che non esisteva.
00:36:55Sono parole molto forti queste, dottoressa Riguardo.
00:36:58Io volevo chiedere qual è il profilo dell'uomo che poi si rende responsabile di questi reati.
00:37:07Se c'è, tra virgolette, un identikit.
00:37:13Sì, ovviamente è una domanda che sorge spontanea, però la risposta in realtà non è semplice.
00:37:22Nel senso che reputo che non si possa delineare l'identikit del tipico uomo maltrattante,
00:37:30anche perché si tratta di reati che hanno una portata trasversale.
00:37:41Quindi riguardano tutti i soggetti comunque appartenenti alle più disparate classi sociali.
00:37:48Quindi in ciascuna tipologia, ciascuna fattispecie ha le proprie caratteristiche peculiari.
00:37:57Ovviamente le caratteristiche per integrare la fattispecie di reato
00:38:03vi sono certamente violenze fisiche, ma non necessariamente.
00:38:10Anche soltanto delle minacce di natura psicologica.
00:38:16Quindi anche spesso si assiste a vere e proprie opere di volta denigrare quella che può essere la compagna,
00:38:25la moglie, la fidanzata, quindi farla sentire sempre inferiore a sé.
00:38:36E ripeto, ovviamente poi nei casi più gravi si trascende in vere e proprie violenze fisiche.
00:38:43Queste potrebbero essere le caratteristiche comuni, l'identikit del soggetto maltrattante ad esempio,
00:38:53ma semplicemente sono i presupposti per l'integrazione della fattispecie di reato.
00:39:00Ripeto, sono tipologie di reato che riguardano tutte le diverse categorie sociali
00:39:12e ovviamente quindi si manifestano con caratteristiche diverse.
00:39:18Oggi denunciano donne di qualsiasi estrazione sociale,
00:39:26magari comunque in passato donne che appartenevano ad estrazioni sociali più elevate,
00:39:35tra virgolette, magari per timore del dirizio,
00:39:42comunque per mantenere un determinato status non denunciavano.
00:39:46Oggi non è più così, quindi ripeto, si tratta di reati che hanno una portata trasversale,
00:39:52che si manifestano nei più disparati modi,
00:39:56a secondo ovviamente anche della tipologia sociale comunque di riferimento.
00:40:03E questo è importante perché poi spesso si dice che poi spesso questi sono magari reati che vengono dalle periferie
00:40:13o da contesti magari un po' più, come dire, fragili, ma invece sappiamo che purtroppo la cronaca ce lo racconta.
00:40:19Non è così anche, è probabilmente, il sommerso c'è anche nei livelli più alti, tra virgolette,
00:40:29del soggetto appartenente.
00:40:31Dottoressa Bilello, le chiedo quello che le avevo chiesto prima, insomma,
00:40:35la mia curiosità era quella, cioè le donne, quando vengono e parlano appunto con lei,
00:40:43donne chiaramente vittime di violenza, cosa le dicono, cosa le raccontano magari a primo incontro?
00:40:51Beh, diciamo, quello che proviamo ad ascoltare senza giudizio, senza atteggiamenti giudicanti
00:41:00che possano limitare la loro disponibilità a narrare le loro storie,
00:41:06è spesso caratterizzato da quelle che, insomma, possono essere vissuti di grande vergogna,
00:41:15senso di colpa, difficoltà nel proteggere i figli quando sono presenti, senso dell'umiliazione,
00:41:25il senso di inferiorità, portano nei loro racconti proprio tutti gli effetti, gli esiti delle violenze,
00:41:36spesso anche croniche, che vivono all'interno della famiglia.
00:41:40Quello che a volte è difficile veramente è rimanere capaci di contenere,
00:41:50di aiutarle a regolare quel disequilibrio emozionale, tutti gli effetti legati al trauma
00:42:01che portano a grossissime quote di depressione, di ansia, di ipervigilanza.
00:42:07Quindi non se ne esce poi, diciamo, in una maniera semplice?
00:42:12Il nostro compito?
00:42:14Assolutamente no. Il nostro compito è quello di aiutarle a risignificare la loro storia,
00:42:20a elaborare parti dei traumi che queste donne hanno vissuto.
00:42:25È un percorso molto lungo, immagino.
00:42:27Assolutamente lungo, importante.
00:42:30E proprio per la complessità non può essere affrontato solo con la cura, assolutamente.
00:42:36La collega raccontava della necessità di avviare dei percorsi che siano di prevenzione,
00:42:43bisogna entrare nelle scuole, nei contesti di aggregazione, nelle parrocchie, nei centri,
00:42:49proprio per lavorare sull'affettività, la conoscenza della sessualità in ogni ordine e gradio delle scuole,
00:42:59in ogni contesto sociale, assolutamente.
00:43:05Allora torniamo, ora torneremo ad affrontare questo tema e chiamo subito la pubblicità,
00:43:12quindi ci fermiamo.
00:43:13Altra poco.
00:43:14Quando scegli un extravergine cosa metti sul piatto?
00:43:26Olio Pantaleo, il sole in tavola.
00:43:51Al 20 novembre e al 3 dicembre 2025, da Sisa, sono arrivati i Black Days.
00:43:57Ecco alcuni esempi.
00:43:58Olio extravergine di oliva Pantaleo, un litro, a 4,99 euro.
00:44:03Minestrone Findus Tradizione, un chilo, a 2,49 euro.
00:44:07Caffè, lavazza, crema e gusto classico, 250 grammi per quattro, a 12,90 euro.
00:44:13Sisa, sempre vicino a te.
00:44:15Che era bella mia soglia, come c'era soglia mia moglie.
00:44:20Uno spunto, come era bella.
00:44:23Però era taccagna.
00:44:25Mai per Pasqua si presentò con una cassata.
00:44:29Ma ora, cara suocera, il regalo te lo faccio io.
00:44:32Ti porto da Affari in Oro.
00:44:35Un tarrisi cari.
00:44:37Ma rischio, ma rischio, ma rischio.
00:44:40Arrivederci, suocera.
00:44:42Affari in Oro.
00:44:44Contante all'istante.
00:44:46CBC Food, il mare, come non l'hai mai gustato.
00:44:56Pescheria e ristorante in un unico posto.
00:45:00Scegli il tuo pesce fresco e portalo a casa.
00:45:03Oppure siediti e goditelo.
00:45:05Cucinato al momento dai nostri chef.
00:45:07CBC Food.
00:45:09Fresco.
00:45:10Buono.
00:45:11Irresistibile.
00:45:14Eccoci tornati.
00:45:15Ecco, dottore Sabirello, è stata bruscamente interrotta.
00:45:18Stiamo appunto parlando, no?
00:45:20Delle difficoltà delle donne, no?
00:45:23Di superare, insomma, se possiamo dire così.
00:45:28Questi terribili traumi.
00:45:30Ma la difficoltà sicuramente è quella di accogliere
00:45:34e accompagnarle in un percorso di fuoriuscita.
00:45:38È chiaro che a volte i sentimenti di impotenza, di vergogna, no?
00:45:44Pervadono anche gli operatori e le operatrici, soprattutto, che incontrano queste donne.
00:45:49Anche sentimenti di delusione quando le donne si ritrovano anche a dover ritirare le denunce
00:45:55proprio per le lungaggini dell'iter investigativo
00:46:00o per le paure, la pericolosità delle loro azioni.
00:46:05E quindi è importante, diciamo, star dalla parte sempre, prendere una posizione di alleanza con queste donne
00:46:14e aiutarle anche a superare la percezione di sentirsi da vittime a investigate donne, no?
00:46:23Oggetto dell'agonia, per esempio.
00:46:27Quindi questo è un altro aspetto importante.
00:46:30Personalmente, a volte, ho anche fatto fatica
00:46:33o trovato delle difficoltà a capire, a comprendere empaticamente, no?
00:46:39Le relazioni di dipendenza affettiva che si creano all'interno della famiglia
00:46:45e a sostenere quella che dovrebbe essere una competenza genitoriale, l'attenzione.
00:46:51A volte per noi il pretesto anche per segnalare presso i pronto soccorso,
00:46:57presso gli ospedali, è la presenza di minori per i quali noi siamo obbligati.
00:47:04Nei confronti alle donne dobbiamo sempre trovare un consenso, accompagnarle, no?
00:47:09Alla denuncia.
00:47:10Con i minori invece.
00:47:11Con i minori e noi abbiamo l'obbligo, un'attenzione particolare che oggi viene rivolta da tutti gli operatori
00:47:21e da tutti i servizi preposti alla tutela.
00:47:23Altamore, le posso chiedere come si approcciano i giovani a questo fenomeno?
00:47:29Lei che chiaramente fa anche l'insegnante, quindi giustamente ne ha.
00:47:33Chiedo un aiuto, chiedo un aiuto continuamente ai docenti soprattutto,
00:47:38perché spesso non trovano aiuto da parte dei genitori, perché sono assenti o non sono pronti o preparati,
00:47:45perché spesso, purtroppo, per il lavoro, i dati ce lo dicono.
00:47:52I nostri giovani, i nostri ragazzi, i nostri alunni sono sempre più soli, si sentono sempre più soli.
00:47:59Quindi per questo è importante, rispetto a quello che ahimè dice il Ministro,
00:48:04entrare nelle scuole con l'educazione sessuale, perché è la conoscenza che fa che risolve le cose.
00:48:12Se si ha la consapevolezza, allora da lì si parte.
00:48:16Quindi manca l'educazione sull'affettività, l'educazione affettiva.
00:48:21Spesso ormai giovani, e parlo soprattutto dei maschietti, ma serve anche per le ragazze,
00:48:29controllare le emozioni è diventato difficile, c'è tanta rabbia.
00:48:34Spesso, come diceva la mamma, spesso non si capisce.
00:48:37E poi invece si manifesta perché culturalmente anche il rapporto che questo ragazzo aveva con la madre
00:48:44era un rapporto sbagliato, perché la mamma, io c'ero in quell'incontro,
00:48:48la mamma fomentava questo suo disagio, perché diceva questa non ti vuole,
00:48:56quindi faglielo vedere chi sa.
00:48:58Insomma, nei messaggi lei fomentava, quindi spesso anche questo rapporto sbagliato.
00:49:03Quindi la scuola, se non riusciamo a raggiungere le famiglie, ma le possiamo raggiungere le famiglie,
00:49:08come ho detto poco fa, nelle parrocche, possiamo raggiungere tutte le famiglie,
00:49:13ma bisogna investire, bisogna che il ragazzo sappia che trova uno sportello gratuito,
00:49:19perché questo è importante, quindi è l'accesso gratuito a tutti.
00:49:22E anche si parla sempre di uno psicologo di base, che se ne parla tanto,
00:49:28ma in realtà poi non si sa, ancora non è partita questa cosa.
00:49:32Quindi se dobbiamo, spesso che non aiuto, molto spesso lo trovano,
00:49:37ma tante volte non lo trovano, troppe volte non lo trovano.
00:49:41E quindi dobbiamo partire, allora, siccome abbiamo un dato,
00:49:45il dato dice che siamo al terzo posto per, l'hai detto all'inizio,
00:49:50quindi dobbiamo capire perché la Sicilia è al terzo posto.
00:49:54Fatto sicuramente culturale, sicuramente a livello nazionale.
00:49:58Abbiamo anche il fattore, come dicevo poco fa, economico, questo di qua influisce tantissimo.
00:50:03C'è paura, c'è l'uomo che ha una cultura rispetto al nord, che vede la donna come di sua proprietà.
00:50:13Il patriarcato, diciamo.
00:50:15Il patriarcato.
00:50:16Quindi dobbiamo veramente iniziare dalle basi, dalla scuola dell'infanzia, si inizia da lì.
00:50:22Guardate se molti dicono che bisogna partire dalla scuola superiore, secondaria, secondo grado.
00:50:28Il patriarcato non è assolutamente così, perché molte cose si seminano in quel periodo.
00:50:34Un'età molto importante, non lo dico io, lo dicono neuroscienze.
00:50:38Quindi se da tre anni in poi si comincia a seminare il rispetto, quello diventerà cultura,
00:50:46diventerà poi anche il rapporto con i coetani e con il mondo.
00:50:52Quindi ribadisco che la scuola è importante, ma è importante anche dare un supporto alle famiglie.
00:51:02È quello che volevamo, che chiedevamo all'ospiacista nella scuola.
00:51:06Non deve aiutare soltanto l'alunno, ma serviva anche per aiutare i docenti in difficoltà, ma anche le famiglie.
00:51:12I genitori, perché spesso anche loro si sentono soli e non sanno come affrontare certe situazioni, anche con i propri figli.
00:51:20Tottigliano, emergono nuovi tipi di violenza, lei che ha un osservatorio importante?
00:51:29Sicuramente negli ultimi anni l'utilizzo ormai diffusissimo dei social ha chiaramente creato nuove condizioni di sofferenza
00:51:39attraverso nuove modalità di aggressione.
00:51:44Si parla tanto ormai di revenge porn, anche questo è entrato nel nostro comune sentire, nel nostro quotidiano,
00:51:51ma ci sono anche tutte quelle serie di azioni violente che si perpetrano attraverso l'utilizzo dei social,
00:51:59l'utilizzo anche del cellulare stesso, quindi un'azione invasiva nei confronti della vita privata della vittima
00:52:07che diventa ancora più pesante perché ha un eco esponenziale rispetto a ciò che si diceva.
00:52:13Se vent'anni fa una ragazza veniva disturbata, molestata attraverso una lettera o attraverso le parole dette dalla singola persona,
00:52:23oggi queste stesse parole, se pubblicate sui social, hanno un effetto defagrante
00:52:29che spesso crea un'ulteriore condizione di sofferenza e di paura nella vittima stessa.
00:52:34Quindi sì, c'è stato questo cambiamento che è strettamente connesso e legato all'utilizzo dei social,
00:52:40all'utilizzo di tutto quello che sono le piattaforme, quindi la possibilità anche di utilizzare immagini
00:52:47non soltanto della persona stessa ma ormai con l'intelligenza artificiale anche finte.
00:52:52La nuova fattispecie di reato prevede proprio questo, diventa reato anche se io utilizzo il viso di una persona
00:52:59su un corpo che non è il suo e lo diffondo perché quello comunque è un'aggressione all'integrità fisica e psicologica
00:53:06di quella persona e quindi sicuramente grossa responsabilità nelle nuove modalità di aggressione
00:53:13alla sfera personale intima della vittima è data dall'utilizzo del mezzo informatico.
00:53:19La quantità di denunce che arrivano alla polizia postale oggi sono davvero inquietanti come numero
00:53:26perché passa tutto da lì. Noi ormai i processi penali, la dottoressa di guardo mi può dare conferma,
00:53:33arriviamo con pacchi di documentazione di screenshot, fotografie, le mail, i video caricati su TikTok.
00:53:41Che sa quanto ne ha?
00:53:44TikTok è mai diventato un secolo.
00:53:48Non si risolve il problema togliendo il cellulare.
00:53:51Assolutamente.
00:53:52Perché non hai risolto il problema, bisogna fare un uso consapevole.
00:53:56Non è il togliere, è invece esserci, spiegare come deve essere utilizzato, essere la sentinella.
00:54:02Quindi i genitori che fanno usare ovviamente il cellulare al figlio di, col profilo TikTok al figlio di sei anni,
00:54:09già c'è qualcosa che non va.
00:54:13Allora, alla violenza digitale vorrei ricordare la violenza nei luoghi di lavoro nei confronti delle donne
00:54:28e non ultimo la violenza nei confronti di minoranze etniche delle migranti.
00:54:36L'azienda si è dotata di un consultorio migranti e di un'attenzione particolare a quelle che sono le cure delle mutilazioni genitali
00:54:44che sono uno dei problemi delle donne migranti che arrivano nel nostro territorio.
00:54:50Penso che sia importante ricordarlo.
00:54:52Infatti ieri abbiamo avuto all'interno della CGL e della Camera del Lavoro un incontro con l'ASPE
00:54:59proprio perché riteniamo importante anche formare il personale all'interno dei sindacati
00:55:07perché spesso arrivano però non abbiamo le competenze anche per aiutare e dare la direzione giusta del percorso.
00:55:15Quindi ieri è stato anche importante perché abbiamo scoperto delle cose che all'interno dell'ASPE vengono fatte
00:55:20e che possono sicuramente aiutare noi sindacalisti, l'RSU, ad aiutare proprio per quella rete fondamentale e importante
00:55:30che dobbiamo tutti, non solo la politica ma anche tra di noi, fare perché ribadisco è fondamentale la rete.
00:55:39Allora, l'ultimissima domanda alla dottoressa Riguardo che è più una provocazione se posso permettermi.
00:55:46Secondo lei questo reato è efficacemente punito?
00:55:51Quale reato?
00:55:52Scusi, la violenza di genere in generale, cioè o bisognerebbe apportare alcuni correttivi?
00:56:02Allora, in termini di violenza di genere, quindi violenza nei confronti delle donne comunque in quanto tali,
00:56:10la tipologia di reati, volte a tutela delle donne nella stragrande maggioranza in termini percentuali,
00:56:21poi ovviamente si tratta di fattispecie di reato che tutelano chiunque, quindi il soggetto alla persona in quanto tale,
00:56:28purtroppo nella stragrande misura esponenziale si tratta di vittime di sesso appartenente al genere femminile.
00:56:40Certamente reputo che si tratti di un numero di reati e di tipologia di reati con delle risposte sanzionatorie assolutamente adeguate.
00:56:54Ha maggior ragione, ma si sta lavorando, si lavora già a livello internazionale, poi ovviamente recepite a livello nazionale da tantissimi anni,
00:57:05ancora prima del 2019 dell'entrata del cosiddetto codice rosso, dell'entrata in vigore del codice rosso.
00:57:12Si lavora incessantemente sul fine di implementare fondamentalmente tutta quella che è la risposta sanzionatoria a questi fenomeni, a questo fenomeno sociale.
00:57:26Quindi reputo di sì che si tratti di fattispecie di reato adeguate, che con l'ultima, con la legge da pochissimo approvata...
00:57:37Femminicidio.
00:57:38Femminicidio, ma che non è solo il femminicidio.
00:57:40Cioè non solo il femminicidio, vabbè viene chiamato così diciamo...
00:57:43No, solo per dire che ci sono tutta una serie di fattispecie di aggravanti anche per i maltrattamenti, per lo stalking, per lo streggio permanente,
00:57:55proprio previste ad hoc, qualora si tratti di vittime donne e di reati commessi per motivi di odio, di discriminazione, di controllo.
00:58:07Quindi sono state previste non soltanto la fattispecie di reato autonoma del femminicidio, ma tutta una serie di aggravanti,
00:58:15quindi con aumenti di pena da un terzo alla metà, anche proprio per la singole fattispecie di maltrattamenti, di stalking, di lesioni aggravate.
00:58:23Quindi in realtà ad oggi è stata ulteriormente implementata la risposta sanzionatoria.
00:58:30Il problema dunque, allora mi viene da dire, dato che c'è appunto questo incremento, forse come dire, culturale, insomma sociale,
00:58:37cioè forse il problema sta più lì.
00:58:40Poi la magistratura, insomma le forze dell'ordine sono pronte, sono sempre diciamo sul pezzo.
00:58:45L'intervento da parte nostra e delle forze dell'ordine è immediato, però poi manca forse diciamo...
00:58:51Purtroppo quello che è su cui bisogna lavorare anche in realtà non è solo la risposta sanzionatoria, ma è anche il recupero del soggetto,
00:58:59perché in realtà ricordiamo che la pena ha una funzione anche rieducativa, quindi in realtà non bisogna soltanto pensare alla pena,
00:59:09li mettiamo in carcere e buttiamo la chiave, bisogna comunque ovviamente implementare tutte quelle forme di centri di recupero comunque per uomini maltrattanti, per esempio.
00:59:21investire in questo.
00:59:24Perfetto, io ringrazio i miei ospiti, purtroppo dobbiamo chiudere, quindi ringrazio Altamore, Bilello, Di Guardo e Rottigliano.
00:59:33Vi do appuntamento a giovedì prossimo per una nuova puntata di Nomi Cose Città Talk.
00:59:39Una buona serata a tutti.
00:59:51Grazie a tutti.
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