00:00Più volte ho avuto l'occasione di apprezzare la straordinaria eccellenza dell'orchestra e del
00:11coro dell'Accademia, ogni volta con una ammirazione e una riconoscenza particolarmente elevata.
00:20Riflettevo che nel corso del tempo ci sono state fasi in cui vi è un idioma che si è affermato come
00:38idioma universale. Per tanto tempo era stato il latino, pensando all'offra Europa. Per il
00:46Settecento, metà del Novecento è stato il francese, adesso è l'inglese, o meglio l'americano.
00:53Ma c'è nel corso dei secoli, dei millenni, un linguaggio che ha sempre inalterato e accompagnato
01:02l'umanità. È la musica, che è un linguaggio universale, che esprime al pari per alcuni aspetti,
01:13più profondamente e più intensamente per altri aspetti, rispetto al linguaggio parlato,
01:18rispetto agli idiomi, esprime sensibilità, sentimenti, passioni, attese. Ed è un linguaggio
01:29che non ha bisogno di passaporto, non ne ha, perché non ha frontiere, è un patrimonio
01:36dell'umanità, nel suo complesso. E questo è il contributo che tutta l'arte fornisce,
01:45la musica nel suo specifico in maniera particolarmente intensa e particolarmente efficace, a legare
01:52l'umanità. E in questa stagione, in cui riaffiorano inattesi e preoccupanti atteggiamenti di contrapposizione
02:04o di sopraffazione, questo richiamo a un valore che accomuna l'umanità, senza frontiere, senza
02:14appartenenza, senza confini, senza passaporti, è un contributo straordinariamente importante.
02:21Per questo il ringraziamento per l'Accademia è particolarmente alto.
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