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  • 2 months ago
“Nella Regione Lazio si è sempre lavorato molto negli anni sulla prevenzione e sulle attività di screening: si è cominciato a portare lo screening anche nelle aree interne, perché era importante avvicinare le persone, non bastava mandare una lettera a casa ed era importante che si spostasse la sanità sui territori. Negli anni è stato fatto e mi auguro che si continui a fare perché è importante poter dare queste risposte ai nostri cittadini e costruire un percorso di presa in carico, una rete dei nostri professionisti che abbiamo in tutta la Regione Lazio”. Così Rodolfo Lena, vicepresidente della Commissione Sanità, Consiglio Regionale Lazio, al tavolo clinico-istituzionale “Oncologia nel Lazio. Diagnosi precoce, innovazione terapeutica e sostenibilità: migliorare gli outcome di cura”, promosso da DiCo Sanità e svoltosi a Roma. L’incontro ha riunito istituzioni regionali, clinici, farmacisti, economisti sanitari e rappresentanti dei pazienti, con l’obiettivo di migliorare l’accesso precoce alla diagnosi e alle cure oncologiche, valorizzare l’appropriatezza prescrittiva e garantire sostenibilità economica e continuità assistenziale.

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00:00Si è sempre lavorato molto nella nostra regione, negli anni, proprio sulla prevenzione e sulle
00:09attività di screening. Si è cominciato a portare lo screening anche nelle aree interne,
00:15perché era importante avvicinare le persone allo screening, perché non basta assolutamente
00:21mandargli una lettera a casa e quindi era importante che si spostasse la sanità sui
00:26territori. È stato fatto negli anni, mi auguro che si continui a fare, perché è importante
00:31poter dare queste risposte ai nostri cittadini, è importante anche costruire successivamente
00:37un percorso di presa in carica, una rete dei nostri professionisti che noi abbiamo in tutta
00:44la regione Lazio e quindi è anche importante che questa rete dia risposte in tutti i nostri
00:48territori. Si arriva nel centro, nel lab rispetto a situazioni molto particolari, ma deve essere
00:55anche il territorio periferico che dà risposte, superato la parte dello screening e quindi
01:01l'accertamento della patologia, può dare risposta ai nostri cittadini. Quindi maggiore
01:05territorio, meno ospedale, quando serve e quando è necessario. Questo vuol dire il coinvolgimento
01:11dei medici di medicina generale che è fondamentale, assolutamente fondamentale, la presa in carico
01:18dei pazienti, anche quando non sono pazienti, ma soprattutto per lo screening. Il medico di medicina
01:25generale è quello che vede la persona quando, diciamo così, non è ancora malata, non è
01:30un paziente, non ha patologie specifiche, ha un rapporto diretto e gli può consigliare
01:36di andare a fare lo screening. Questo per le donne succede molto più spesso, per noi
01:40maschietti diventa molto più difficile e avere un rapporto con il medico di medicina
01:45generale vuol dire anche aumentare il numero di screening, vuol dire anche salvare la vita
01:49a molte persone.
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