Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 mesi fa
«La musica mi ha salvato la vita. Mi ha dato una ragione per vivere». Questa confessione, cruda e diretta, apre il documentario Billy Joel (titolo originale Billy Joel: And So It Goes) che arriva stasera in tv con il primo dei due episodi di cui è composto. L'appuntamento è per le 21.15 su Sky Arte (in streaming su Now e on demand), mentre la seconda parte va in onda il 5 novembre. Ecco, nel video qui sopra, un'anticipazione esclusiva del film che, come dicono le registe, «è la verità nuda di un uomo che ha fatto della propria vulnerabilità la materia prima dei suoi brani più iconici».
Il ritratto senza filtri di Billy Joel
Il documentario in due parti, diretto dalle vincitrici dell'Emmy Award, Susan Lacy e Jessica Levin, non è l'ennesimo tributo celebrativo. È un'immersione totale nella mente di uno degli artisti più complessi della musica americana della seconda metà del Novecento. Cinque ore che potrebbero sembrare eccessive sulla carta, ma che si rivelano necessarie per rendere giustizia a una carriera costruita su 121 canzoni – 110 delle quali presenti nel film – e una vita segnata da traumi profondi quanto i suoi successi.

«Non è il mio film, è il vostro», ha detto Joel alle registe. «L'unica cosa che chiedo è: raccontate la verità». E la verità, qui, non viene risparmiata. Attraverso 10 lunghissime interviste con l'artista, filmati inediti, fotografie personali e testimonianze di chi lo ha conosciuto davvero, emerge un ritratto a tutto tondo. Quello di un musicista - e di un uomo - brillante, combattivo, tormentato, ma alla fine sempre in piedi.
Le radici del dolore
Ha solo 8 anni Billy Joel quando vede suo padre andarsene. Quel vuoto non si è mai riempito davvero. La madre, affetta da disturbo bipolare, lo cresce da sola a Long Island. Il ragazzo tenta il suicidio due volte – un dettaglio straziante rivelato dalla sorella Judy Molinari nelle interviste. Sono cicatrici che non guariranno mai, ma che diventeranno il carburante della sua musica. Come dice il conduttore radiofonico Howard Stern nel documentario, la forza motrice della vita di Joel è stata probabilmente il tentativo di connettersi col padre attraverso la musica.

Quando negli anni Settanta Joel lo rintraccia a Vienna, scopre non solo di avere un fratello – Alexander Joel, oggi direttore d'orchestra – ma anche le proprie radici ebraiche. E la storia della famiglia fuggita dalla Germania nazista. Molti parenti sono stati deportati ad Auschwitz. Quella rabbia sotterranea, quel senso di perdita, danno una nuova luce a brani come Vienna. Dopo aver visto il documentario, non la si ascolta più allo stesso modo.
Le donne che hanno ispirato le canzoni di Billy Joel
La vita sentimentale di Joel è intrecciata indissolubilmente alla sua arte. Elizabeth Weber, la sua prima moglie, è la musa dietro Just the Way You Are. Una canzone che persino Paul McCartney ammette di aver invidiato. Weber non è stato solo l'amore in quella prima parte di vita e di carriera. Ma anche la manager che lo ha aiutato a costruire il suo percorso professionale. Il loro rapporto era cominciato in modo complicato: Joel si era innamorato di lei quando era ancora sposata con Jon Small, il suo amico e collaboratore nelle prime band.

Christie Brinkley arriva nella vita di Joel quando lui è esausto dopo anni di tour massacranti. L'incontro a St. Barts, suggerito da Paul Simon, segna l'inizio di un amore che finirà sui tabloid ma che regala a Joel la paternità e canzoni come Uptown Girl. Brinkley, supermodella americana, icona degli Anni 70 e 80, racconta nel film come il matrimonio sia naufragato a causa delle lunghe assenze per i tour e i problemi con l'alcol di lui.

Ma svela anche come sia stata lei a scoprire il tradimento che stava svuotando le tasche di Joel: il cognato Frank Weber, suo manager e padrino della figlia Alexa Ray, lo stava derubando. Joel è stato costretto a tornare sul palco quando avrebbe voluto stare a casa, solo per recuperare i soldi persi.
La musica prima di tutto
Il cuore pulsante del documentario è naturalmente la musica. Non c'è fase della carriera di Joel che venga trascurata. Dalle prime band – The Hassles e il gruppo metal Attila – al periodo californiano con l'album d'esordio Piano Man, nato dall'esperienza come pianista sotto falso nome in un bar di Los Angeles. Poi il ritorno a New York, la svolta con The Stranger del 1977 – che diventa il disco più venduto della Columbia Records fino a quel momento. E la straordinaria collaborazione col produttore Phil Ramone.

Bruce Springsteen, Sting, Nas, Pink, Garth Brooks: i grandi della musica si alternano per rendere omaggio al talento di Joel. Sorprendentemente, l'unico a declinare l'intervista è stato Elton John – con cui Joel ha avuto dissapori pubblici, soprattutto dopo comme...

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Non sono mai stato a mio agio davanti alla telecamera.
00:03Quando sai di essere ripreso, come in questo momento,
00:06provi un po' di tensione dentro di te.
00:08È inevitabile.
00:11Non posso nascondermi dietro al pianoforte.
00:22Non mi considero un rock star.
00:25Sono un musicista e tendo a volermi nascondere dietro alla band.
00:30Con il gruppo mi sento a mio agio.
00:32Ho preso tutti i chili che hai perso tu.
00:33Ecco dove sono finiti.
00:35Loro mi conoscono e io conosco loro.
00:37È più pesante di quanto ricordassi.
00:40Vuoi portarlo a casa con te?
00:41E chi non fa parte della nostra band lo chiamiamo civile.
00:45Se non fai parte del gruppo, sei un civile.
00:47Qualcuno deve registrare un video di me
00:49mentre improvviso la mia messa in scena.
00:55Mi piace lavorare con musicisti.
00:58Mi piace suonare per il pubblico.
01:09Per creare musica di qualità in modo costante serve completa dedizione.
01:15Non hai tempo per nient'altro.
01:17Due, tre, quattro.
01:19Qualcuno deve cantare.
01:24E poi un altro si sovrappone.
01:26Devi rinunciare ad altre cose, a una parte della tua vita.
01:35Fammi sentire come suona.
01:37Ma se ti piace.
01:38D'accordo.
01:38A volte la vita scorre e non te ne rendi neanche conto.
01:43Ho iniziato a suonare con dei gruppi quando ero ragazzo.
01:47Volevo soltanto guadagnarmi da vivere,
01:48non necessariamente diventare milionario o viaggiare per il mondo.
01:53Volevo solo coprire le spese.
01:55Per me era già un successo.
01:58Ma con il successo vero non sono sempre a mio agio.
02:01A volte è stento a riconoscermi.
02:04Questo tizio, Billy Joel, non so chi sia o cosa sia.
02:07Me ne ricordo solo quando cammino per strada e mi chiamano.
02:10Io penso, sono io!
02:14In qualche modo ce l'ho fatta.
02:16Ho scritto delle belle canzoni.
02:19Ma fin da quando ero bambino,
02:21la musica era il mio obiettivo.
02:31La musica era il mio obiettivo.
Commenta prima di tutti
Aggiungi il tuo commento

Consigliato