00:00Mi chiedevo che cosa ti ha parlato del romanzo originale, tanto da spingerti a volerne raccontare una tua versione per il cinema?
00:12Ma innanzitutto la storia che ho letto in un momento particolare della mia vita, che è subito all'inizio del covid, del confinamento.
00:19Io mi sono ritrovato in Francia a vivere lì per questioni private e mi sono imbattuto in questo libro, di cui me ne sono innamorato, di questa novella.
00:27Perché è una novella molto semplice, una novella che parla di una relazione tra padre e figlia e probabilmente mi sono interrogato anche riguardo al mio ruolo genitoriale, di essere padre in una bambina.
00:40Probabilmente è un film che ho dedicato a tutte le figlie del mondo, innanzitutto a mia figlia.
00:45In sede di conferenza stampa avete detto che questo è un film sull'emancipazione, sull'emancipazione del personaggio di Giulietta, della donna.
00:52Però prima di essere un film di emancipazione, secondo me è un film di accoglienza, è una storia di accoglienza.
00:59Mi chiedevo cosa ne pensassi di questa riflessione, se pensi che si possa adattare al film.
01:05Sì, io credo che sia l'anima del film.
01:08La cura, il mutuo soccorso, lo scambio, la famiglia allargata, che è la famiglia ricomposta, che credo, ritengo che sia il futuro.
01:14Per questo ritengo che il film sia alquanto moderno, nella sua semplicità e nel messaggio che reine e che lascia in un film che guarda al futuro, una storia che guarda al futuro, una storia dei nostri tempi.
01:28Ti sei definito archivista. Io posso dire con un buon grado di sicurezza che un fotogramma di un tuo film, che sia un materiale di archivio, documentario, di fiction, è un fotogramma di un film di Pietro Marcello.
01:43È molto riconoscibile la tua immagine. Come lavori a questo aspetto del film, dei film in generale?
01:49Ma sai, per me è impossibile avere un giudizio su me stesso, perché sono completamente mio. Sono in fondo in competizione con me stesso.
02:02Essendo in competizione con me stesso, sono sempre in crescita. È sempre un momento di crescita e di scambio.
02:07Credo nell'autocritica, credo nel cambiamento, credo nell'evoluzione degli uomini.
02:12In un certo senso, probabilmente, quando ero ragazzo avevo più tenacia, ora ho un po' più esperienza e meno tenacia.
02:17Però in fondo c'è sempre una crescita. Essendo in competizione con me stesso, sono sempre lì a confrontarmi con il mio futuro.
02:28Per quanto riguarda gli attori, hanno dei volti che sembrano senza tempo.
02:33Sia Giulietta, ma soprattutto Raffaella. Come li hai trovati? Qual è stato il momento in cui hai detto ho trovato il mio Raffaella?
02:42L'ho trovato dopo mesi, probabilmente per la sua autorevolezza, nel giocare, nel recitare insieme, nel provare insieme a Giulietta.
02:54Avevo bisogno di una figura solida come Raffaella. L'ho trovato in lui e ho scelto Raffaella dopo pochi minuti che l'ho visto.
03:00Come l'ho stato anche per Giulietta. Diciamo che le idee erano molto chiare.
03:04E credo che il film si sia cresciuto anche grazie alla figura, alla presenza di Emilie Voschi, che è un'attrice straordinaria,
03:10che mi fa pensare tanto alle attrici di Edoardo De Filippo.
03:17Nella sua grandiosità, la mia fortuna è stata anche di mettere insieme questi attori che hanno lavorato molto bene insieme.
03:26Sono attori straordinari. È stato un gran privilegio per me.
03:34Grazie.
03:35Grazie.
03:36Grazie.
03:37Grazie.
03:38Grazie.
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