In occasione della presentazione alla stampa di Le Vele Scarlatte, abbiamo incontrato il regista, Pietro Marcello, che ha parlato del suo ultimo film che ha aperto la Quinzaine des Realisateurs di Cannes 2022. Il film è al cinema dal 12 gennaio distribuito da 01 Distribution.
00:00Mi chiedevo che cosa ti ha parlato del romanzo originale, tanto da spingerti a volerne raccontare una tua versione per il cinema?
00:12Ma innanzitutto la storia che ho letto in un momento particolare della mia vita, che è subito all'inizio del covid, del confinamento.
00:19Io mi sono ritrovato in Francia a vivere lì per questioni private e mi sono imbattuto in questo libro, di cui me ne sono innamorato, di questa novella.
00:27Perché è una novella molto semplice, una novella che parla di una relazione tra padre e figlia e probabilmente mi sono interrogato anche riguardo al mio ruolo genitoriale, di essere padre in una bambina.
00:40Probabilmente è un film che ho dedicato a tutte le figlie del mondo, innanzitutto a mia figlia.
00:45In sede di conferenza stampa avete detto che questo è un film sull'emancipazione, sull'emancipazione del personaggio di Giulietta, della donna.
00:52Però prima di essere un film di emancipazione, secondo me è un film di accoglienza, è una storia di accoglienza.
00:59Mi chiedevo cosa ne pensassi di questa riflessione, se pensi che si possa adattare al film.
01:05Sì, io credo che sia l'anima del film.
01:08La cura, il mutuo soccorso, lo scambio, la famiglia allargata, che è la famiglia ricomposta, che credo, ritengo che sia il futuro.
01:14Per questo ritengo che il film sia alquanto moderno, nella sua semplicità e nel messaggio che reine e che lascia in un film che guarda al futuro, una storia che guarda al futuro, una storia dei nostri tempi.
01:28Ti sei definito archivista. Io posso dire con un buon grado di sicurezza che un fotogramma di un tuo film, che sia un materiale di archivio, documentario, di fiction, è un fotogramma di un film di Pietro Marcello.
01:43È molto riconoscibile la tua immagine. Come lavori a questo aspetto del film, dei film in generale?
01:49Ma sai, per me è impossibile avere un giudizio su me stesso, perché sono completamente mio. Sono in fondo in competizione con me stesso.
02:02Essendo in competizione con me stesso, sono sempre in crescita. È sempre un momento di crescita e di scambio.
02:07Credo nell'autocritica, credo nel cambiamento, credo nell'evoluzione degli uomini.
02:12In un certo senso, probabilmente, quando ero ragazzo avevo più tenacia, ora ho un po' più esperienza e meno tenacia.
02:17Però in fondo c'è sempre una crescita. Essendo in competizione con me stesso, sono sempre lì a confrontarmi con il mio futuro.
02:28Per quanto riguarda gli attori, hanno dei volti che sembrano senza tempo.
02:33Sia Giulietta, ma soprattutto Raffaella. Come li hai trovati? Qual è stato il momento in cui hai detto ho trovato il mio Raffaella?
02:42L'ho trovato dopo mesi, probabilmente per la sua autorevolezza, nel giocare, nel recitare insieme, nel provare insieme a Giulietta.
02:54Avevo bisogno di una figura solida come Raffaella. L'ho trovato in lui e ho scelto Raffaella dopo pochi minuti che l'ho visto.
03:00Come l'ho stato anche per Giulietta. Diciamo che le idee erano molto chiare.
03:04E credo che il film si sia cresciuto anche grazie alla figura, alla presenza di Emilie Voschi, che è un'attrice straordinaria,
03:10che mi fa pensare tanto alle attrici di Edoardo De Filippo.
03:17Nella sua grandiosità, la mia fortuna è stata anche di mettere insieme questi attori che hanno lavorato molto bene insieme.
03:26Sono attori straordinari. È stato un gran privilegio per me.
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