Il cantautore cosentino sbarca a Roma con il documentario "Brunori Sas - Il tempo delle noci", dopo aver portato il brano "L'albero delle noci" a Sanremo 2025. l film, diretto da Giacomo Triglia, segue Dario Brunori nella gestazione del suo ultimo album, in cui si confronta con la paternità, le sue paure, la necessità di trovare un nuovo equilibrio interiore e la volontà di ritrovare un senso nella vita e nella musica.
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«Dal documentario emerge l'aspetto collettivo, questo noi che c'è e questa è la cosa che mi piace di più. Anche lui (il regista Giacomo Triglia ndr) era dentro questo mondo, c'è una sua compartecipazione che rende il documentario un vestito in cui ci si sente comodi».
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Lo ha detto l'artista Brunori Sas in riferimento al documentario presentato al Festival di Roma.
00:05Sì, sì, mi sono riconosciuto anche perché è un documentario in cui in realtà il ruolo di Giacomo non è solo il ruolo dell'osservatore,
00:14cioè con lui da tempo facciamo videoclip, tutto ciò che è video, quasi tutto ciò che è immagine mia è stata curata da Giacomo,
00:24per cui mi conosce così bene che anzi forse il pericolo era che ci potesse essere troppo, che non emergessero invece degli elementi di contrasto rispetto a questa cosa qua,
00:35per cui assolutamente mi riconosco e riconosco anche il fatto che anche lui era dentro la lavorazione dell'album,
00:42perché stando lì chiaramente come tutte le persone, penso che questa cosa emerga dal documentario, l'aspetto collettivo, questo noi che c'è,
00:49e questa è la cosa che mi piace di più, anche lui era dentro, quindi si scambiano le cose, anche se non si vede,
00:55anche in qualche momento si vede, c'è una sua compartecipazione che per forza di cose poi rende il documentario,
01:01come dire, un vestito in cui ci si sente comodi.
01:05Spesso i volontieri ti definiscono cantautore, ti riconosci in questa definizione?
01:10Sicuramente sì, indubbiamente, anche se molti vogliono sfuggire all'etichetta,
01:16ma se uno della definizione la deve dare così, perché è normale che la sintesi di quello che fai
01:24in qualche modo deve finire in una casella, sicuramente è la casella in cui mi riconosco di più.
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