00:00Sì, perché ci troviamo anno per anno alle conferenze che prendono atto che le cose vanno
00:11peggio. Allora, mentre dobbiamo continuare a batterci per ridurre le emissioni, abbiamo
00:18anche il dovere di adattarci al cambiamento, perché altrimenti, soprattutto in Italia,
00:22noi contiamo dopo ogni alluvione dei danni delle vittime, che sono dieci volte quello
00:29che avrebbe potuto accadere se avessimo programmato e trasformato il territorio. Quindi adattamento
00:36significa fare i conti con il mondo che cambia, con tanta acqua o con troppo poca, perché
00:42purtroppo questo significa che abbiamo periodi di siccità prolungata e abbiamo alluvioni incontrollabili
00:49e quell'acqua che scende non la sappiamo immagazzinare, perché abbiamo gli acquedotti bucarellati,
00:54perché abbiamo le dighe che non funzionano. Quindi questo è il più grande investimento
00:58da fare in Italia oggi, nelle città e in tutto il territorio. La stragrande maggioranza
01:04delle persone conviene che oggi ci siano dei cambiamenti enormi, basta fare due conti ed
01:12è un fatto obiettivo. Se non vogliamo litigare, concentriamoci su quello che si chiama adattamento,
01:18ovvero sia fare in modo che le città assorbano le piogge eccessive, intervenire su demolizioni
01:25e ricostruzioni, natura, ritorno dalla natura in città, tutta una serie di provvedimenti
01:30pratici, estremamente utili, che danno lavoro, fanno crescere le nostre industrie, creano
01:36nuove professioni e migliorano la qualità della vita.
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