00:00Ogni anno in Europa finiscono nella spazzatura quasi 60 milioni di tonnellate di cibo, 132
00:09chili a persona. Numeri impressionanti che pesano sull'ambiente, sull'economia e sulla
00:14società. Per questo il Parlamento europeo ha approvato nuove regole vincolanti per ridurre
00:20gli sprechi alimentari, una delle sfide cruciali della transizione ecologica. Le misure prevedono
00:26entro il 2030 una riduzione del 10% degli sprechi nella trasformazione e produzione alimentare
00:32e un taglio del 30% pro capite lungo la filiera della vendita al dettaglio, della ristorazione
00:38e delle famiglie. Un obiettivo ambizioso che punta non solo a diminuire l'impatto ambientale
00:44ma anche a favorire una gestione più equa delle risorse in un'epoca in cui milioni di cittadini
00:49europei affrontano difficoltà economiche. Ridurre lo spreco infatti significa tagliare
00:54anche le emissioni di CO2. Ogni tonnellata di cibo buttato rappresenta non solo un danno
01:00etico ma anche energia, acqua e suolo consumati inutilmente. Le nuove norme entreranno in vigore
01:07nei prossimi mesi. Gli stati membri infatti avranno 20 mesi di tempo per recepirle e renderle
01:12operative con leggi nazionali. Accanto al cibo l'Europa interviene anche sul settore tessile
01:18introducendo il principio della responsabilità estesa del produttore. Chi mette sul mercato
01:24vestiti, calzature o biancheria dovrà coprire i costi di raccolta, selezione e riciclo.
01:29Il via libera del Parlamento europeo segna dunque un passo importante verso l'economia
01:34circolare, un cambio di rotta necessario in un contesto che vede l'Unione produrre ogni
01:39anno 60 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari e 12 milioni di rifiuti tessili. L'auspicio è
01:46che queste misure possano ridurre in maniera concreta sprechi e impatti ambientali, trasformando
01:52comportamenti quotidiani e sistemi produttivi, perché ciò che oggi finisce nei rifiuti potrebbe
01:58domani rappresentare una risorsa preziosa per l'intera società.
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