Milano, 04 settembre 2025 “Lui era sempre appassionato di giornalismo per cui, quando arrestavano qualcuno, andava dietro la porta dell'ufficio di mio padre e sentiva che cosa aveva combinato questo tizio.” Così Puccio Fede, fratello di Emilio Fede, a margine dei funerali del giornalista presso la Chiesa di Dio Padre a Milano 2.
00:00È una cosa molto divertente quella che vi racconto, che la racconto non so se lui, non gli dispiaceva raccontarla.
00:11Dovete sapere che mio padre era il comandante della polizia a Lido di Roma, lui comandava il commissariato di Lido di Roma
00:23e noi avevamo un appartamento all'ultimo piano, nel lattico, della palazzina dove c'era il commissariato, abitavamo noi, compreso Emilio ovviamente.
00:3713 anni, 14 anni lui aveva, roba del genere.
00:42Lui era sempre appassionato di giornalismo per cui quando arrestavano qualcuno
00:48andava dietro la porta dell'ufficio di mio padre a Origliare
00:57e sentiva che cosa aveva combinato questo tizio che avevano arrestato.
01:03Dopodiché saliva su a casa e telefonava al giornale.
01:07Il giornale allora era il messaggero, roba del genere.
01:10E arrivava sempre primo il messaggero su queste notizie perché le riceveva direttamente dalla voce di mio fratello.
01:25E così lui è diventato giornalista perché dopo un po' i giornali che avevano il loro corrispondente d'Aostia
01:32hanno messo da parte i loro corrispondenti perché tanto c'erano le notizie più fresche e più sicure
01:40che gli dava lui.
01:43Era più bravo un cronista di razza?
01:45Era proprio nato col sangue, col DNA del cronista.
01:50Poi lui ha fatto cronaca nera ovviamente, lì pure stava alle nottate intere
01:55a fare le poste in giro, a recuperare notizie e alla fine poi si è messo un po' più in alto
02:07e dirigeva soltanto, no?
02:10Ma per il periodo lui ha fatto la gavetta vera, quella del giornalista che correva in giro senza macchina
02:20perché i giornalisti una volta non avevano la macchina.
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