Giuseppe Salvatore Riina, figlio di Totò capo dei capi di Cosa nostra, torna sotto i riflettori per una intervista pubblicata sul web e realizzata da Lo Sperone Podcast. Una intervista che ha suscitato tantissime critiche e moti di indignazione.Perché Il figlio dei boss dei boss rovescia praticamente la realtà dei fatti, regalando un'immagine di suo padre molto lontana da quella riconducibile ad un uomo condannato per svariati crimini. «Mio padre non ha mai ordinato l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo. Giovanni Falcone, quando l’hanno ammazzato, non dava più fastidio alla mafia o a Totò Riina, ma ad altri dietro le quinte», ha detto davanti agli speaker Gioacchino Gargano e Luca Ferrito . E sul padre: «Era un uomo con la u maiuscola. Una persona che ha sempre combattuto il sistema. Serio, onesto, manteneva la parola data e pensava alla sua famiglia. Non l’ho mai visto compiere un atto di violenza o tornare a casa con una pistola in mano e sporco di sangue».Credit video: Lo Sperone podcast
00:00Sicuramente un padre devoto alla sua famiglia, con un rispetto assoluto per sua moglie e una devozione totale per la crescita per i suoi figli, con l'educazione.
00:11Quindi amore, devozione e rispetto.
00:15Te ne fanno una quarta.
00:17A partire dall'educazione.
00:19Tu, Giuseppe Salvatore Rina, stai parlando di suo padre, che piace o no è suo padre, quindi ricordiamo questa cosa, non è una giustificazione, è suo padre,
00:27ma ce lo descrivi come comunque un padre esemplare, valori, famiglia, no?
00:33Sì, sì, devoto.
00:35Ok, un uomo così, ripeto, inquadrato, come mai è arrivato ad utilizzare, se il termine è giusto, così tanta violenza?
00:48Ma io personalmente non l'ho visto mai usare tanta violenza.
00:50Ok.
00:50Chi racconta queste cose? Una parte forse che è partecipata a queste violenze, forse hanno partecipato più, o sono più violenti queste persone di altre.
00:59Sì, diceva che questi ordini l'avrebbero preso dalla dottor Rina.
01:02Esatto, lui delegava.
01:03Sì, sì, sì, sì. Ma questo io non te lo posso dire. Io posso raccontarti, perché io avevo 14 anni, ma non è stato mio padre, quindi io non l'ho mai visto in atteggiamenti violenti.
01:13Bravo. Mio padre e mia mamma sono state le persone che mi hanno insegnato a me, ai miei fratelli, l'educazione, i valori, l'amore.
01:21Erano rigidi quando bisognava essere rigidi e morbidi, teneri con noi quando bisognava essere morbidi e teneri.
01:27Ok? Quindi noi siamo nati in, penso, non lo so, chi è più o meno della mia età?
01:33Tu di che anno sei?
01:34Io ero il 77.
01:35Tuo padre era latitante quando...
01:37Certo, noi siamo nati tutti in latitanza a Palermo, in una delle cliniche, o la clinica ancora più importante, la clinica Noto.
01:47Noi siamo stati sempre, siamo stati all'atto della nostra nascita, registrati con il nostro nome e cognome.
01:52Quindi puoi capire benissimo, cioè noi latitante, mio padre è latitante, registra i suoi figli a Palermo, nella data, nel giorno in cui nasciamo, con il nome e cognome nostro.
02:01Questo secondo te è sinonimo di cosa? Della potenza di tuo padre o della...
02:06Del fatto che magari in quegli anni non si cercavano ciò che si voleva realmente cercare, cioè nel senso che si...
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