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  • 4 mesi fa
Roma, 29 gen. (askanews) - La cicatrice per una appendicite ha fatto temere a Liliana Segre che non sarebbe uscita viva da Auschwitz. Il drammatico episodio è stato raccontato dalla senatrice, sopravvissuta all'Olocausto e testimone da anni degli orrori dei lager, durante la Commissione straordinaria intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all'odio e alla violenza, al Senato.

[idarticle id="2488516" title="Liliana Segre rinuncia a un evento al Memoriale della Shoah, troppi insulti sui social"]

"Quando avvenivano le selezioni per andare a morire le prigioniere a gruppi dovevano, nude, prima entrare da una porta, poi c'era il gruppo dei medici che le guardava e infine uscire, o non uscire. Io due o tre volte ho partecipato a queste selezioni, ora sono qua, però sono stata fermata ed era un momento in cui il cuore si fermava", ha raccontato.

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"Il medico mise un dito sulla cicatrice nella mia pancia e disse agli altri, 'ma che taglio orribile che hanno fatto questi medici, una ragazza così giovane'".

Segre era ben consapevole che quella osservazione poteva significare la differenza fra vivere o morire: "Io che stavo lì più morta che viva e sentivo questi che discutevano sulla bruttezza della cicatrice, ovviamente ero terrorizzata che questa cicatrice fosse così brutta da mandarmi a destra invece che sinistra e invece, dopo aver ragionato a lungo sulla cicatrice, dissero 'vai pure'".

"Quella sosta è durata qualche minuto. A distanza di 80 anni mi vedo io lì, nuda, questi tre con le dita stupite sulla mia cicatrice - ha concluso - i medici e la Shoah, quanti ne hanno mandati a morire i medici? Laureati e col giuramento di Ippocrate".

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Trascrizione
00:00Quando venivano le selezioni per andare a morire, le prigioniere tutte, a gruppi, dovevano nude entrare da una porta,
00:16poi c'era il gruppo dei medicini che le guardava, e uscire o non uscire.
00:22Io due o tre volte ho partecipato a queste selezioni e come vedi sono qua.
00:30Però sono stata fermata, e essere fermata dai tre medici era il momento che il cuore si fermava.
00:44E io l'anno prima ero stata operata di appendicite, per fortuna, e avevo, come ho, una grossa cicatrice, come si facevano allora, sulla pancia.
01:00Il medico, che poi dopo seppi chi era, ma io allora non sapevo nessun nome, non mi importava neanche,
01:10si fermò e mise un dito sulla cicatrice nella mia pancia.
01:16E disse agli altri, ma che taglio orribile che hanno fatto a questi medici, una ragazza così giovane,
01:29andare a fare un taglio così grande.
01:31Io che stavo lì, più morta che viva, sentivo questi che discutevano sulla bruttezza della cicatrice.
01:40Ovviamente ero terrorizzata che questa cicatrice fosse così brutta da mandarmi a destra invece che a sinistra.
01:51E invece, dopo aver ragionato a lungo sulla cicatrice, mi dissero, vai pure.
02:01Si erano distratte?
02:03No, non potevo ancora lavorare.
02:05Quella sosta, che è durata qualche minuto, a distanza di 80 anni, mi vedo io lì, nuda, questi tre,
02:18le dita stupite sulla mia cicatrice, i medici e la Shoah.
02:23Quanti ne hanno mandati a morire i medici laureati, giuramento di Ippocrate?
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