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  • 5 mesi fa
(LaPresse) Filippo Di Terlizzi, figlio di Cecilia De Astis, la donna travolta e uccisa a Milano da un’auto guidata da un tredicenne rom che insieme a tre coetanei aveva rubato la vettura a dei turisti francesi, si è presentato questa mattina di fronte al Tribunale dei Minori dove si terrà l’udienza che dovrà decidere l’affidamento dei ragazzi alle comunità. “Cosa mi aspetto dall’udienza di oggi? Che la magistratura faccia il suo lavoro, devono inquadrare e valutare questi ragazzini, inquadrarli all’interno del loro ambito familiare”, ha dichiarato Di Terlizzi a La Presse. “È una situazione che già si conosce perché si sa di che cosa vivono, di quali espedienti vivono queste persone, si sa che vivono di furti, non nascondiamocelo. Dobbiamo essere forti tutti insieme, coesi in questa situazione e ribellarci e farci sentire”, ha aggiunto. Nel giorno del funerale della madre, il figlio aveva sottolineato come la responsabilità non possa ricadere soltanto sui minorenni: “Non si può riversare tutta la colpa ai ragazzini proprio perché non hanno ancora la maturità per rendersi perfettamente conto delle loro azioni, ma questo non toglie che siano comunque responsabili. Evidentemente non hanno sviluppato una coscienza e un rispetto per il prossimo, cosa che non c’è, come dimostra il fatto che dopo l’incidente hanno abbandonato l’auto rubata e sono fuggiti”. Di Terlizzi ha poi aggiunto: “Sono stati educati a rubare e, in questo caso, anche a uccidere, senza porsi un minimo problema di coscienza”. Infine, alla domanda su quale sia per lui una giustizia giusta, ha risposto: “La giustizia potrebbe essere quella di mandare questi ragazzini in un riformatorio, in un luogo dove possono essere rieducati, per quanto si possa rieducare chi è stato introdotto nella società con queste modalità, e fare in modo che tramite l’istituzione queste persone non abbiano più modo di nuocere ai cittadini, togliendoli da questo Paese”.

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00:00Cosa mi aspetto dall'udienza di oggi? Che la magistratura faccia il suo lavoro, devono
00:06inquadrare e valutare questi ragazzini, inquadrarli all'interno del loro ambito familiare, è
00:14una situazione che già si conosce perché si sa di che cosa vivono, di quali spedienti
00:22vivono queste persone, si sa che vivono di furti, non nascondiamocelo, non giriamoci
00:30dall'altra parte, dobbiamo essere forti tutti insieme, coesi in questa situazione e ribellarci
00:36e farci sentire. Lei nel giorno del funerale a sua mamma ha detto che non è tutta colpa
00:42dei ragazzini? Assolutamente, non si può riversare tutta la colpa ai ragazzini proprio perché
00:48sono minorenni, proprio perché non hanno ancora gli strumenti, la maturità per rendersi
00:55perfettamente conto delle loro azioni, ma questo non toglie che loro comunque sono responsabili.
01:02Con questo voglio dire che i ragazzini comunque dovevano avere già sviluppato una coscienza
01:09e un rispetto per il prossimo, cosa che evidentemente non c'è, assolutamente, perché come è successo
01:16l'incidente e così se ne sono andati abbandonandoli l'auto rubata e quindi continuando la loro
01:24vita in questo modo, anzi se ne sono andati appena hanno avuto la possibilità perché sono
01:30stati rilasciati, quando evidentemente potevano già essere messi in condizione di non nuocere
01:36perché appunto i genitori non hanno permesso loro di crescere secondo i canoni della nostra
01:46società moderna, anzi li hanno educati a rubare e in questo caso anche ad uccidere senza porsi
01:54un minimo problema di coscienza.
01:57E oggi quale potrebbe essere una giustizia giusta per lei?
02:00La giustizia potrebbe essere quella di mandare questi ragazzini in un riformatorio, in un luogo
02:09dove possono essere rieducati per quanto si possa appunto rieducare dei ragazzini che
02:17sono stati introdotti nella società con queste modalità e fare in modo che tramite l'istituzione
02:28queste persone non abbiano più modo di nuocere a noi cittadini, non solo andando proprio dove
02:39si insediano con i campi Rom, ma proprio togliendoli da questo paese.
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