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  • 2 giorni fa
Rimini, 26 ago. (askanews) - La transizione energetica è una delle sfide più complesse del nostro tempo. Bisogna trovare l'equilibrio tra ambizione climatica e realismo economico, al cuore delle contraddizioni europee: obiettivi ambiziosi ma tempi spesso irrealistici che rischiano di penalizzare famiglie e imprese. Se ne è discusso al Meeting di Rimini."Forse manca un po' di pragmatismo, un po' di realismo, che è la dimensione che in questi ultimi 10-15 anni è mancata in questo annoso dibattito sulla transizione energetica - ha spiegato il presidente di Illumia, Marco Bernardi -. Il pragmatismo è la fedeltà ai dati di realtà, cioè dare il primato dei dati di realtà rispetto alle idee, i desideri, i sogni, anche giusti". "Il sistema energetico è complesso - ha ricordato Paolo Arrigoni, presidente di Gse - occorre un approccio olistico e pragmatico: bisogna puntare alla sostenibilità ambientale ma non dimenticarsi di quella economica e sociale, garantire la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza energetica che nel nostro Paese è eccessivamente legata". Le rinnovabili rappresentano il 15% della produzione mondiale - sono buone notizie, ma è ancora una montagna da scalare. Contemporaneamente, nel 2024 carbone e petrolio stanno aumentando a livello mondiale. Le emissioni che dovevano essere 20 miliardi di tonnellate sono 37."Questi sono dati di realtà - ha aggiunto Bernardi - che non si possono negare. C'è un interessante titolo dell'Economist che racconta di un dato spesso taciuto: c'è una domanda inevasa di energia grandissima, cioè il consumo di un cittadino africano è uguale a quello di un frigorifero europeo".Una necessità di dati affidabili che trova riscontro anche nelle preoccupazioni espresse a livello europeo. "Il problema - ha detto l'auroparlamentere Giorgio Gori - è che questa cosa non è semplice da fare. E' auspicabile che Bruxelles trovi flessibilità nell'implementazione e metta risorse economiche, come hanno fatto Cina e Stati Uniti. L'Europa dice cosa fare in modo dirigista ma spesso non fornisce quell'aiuto economico che faciliterebbe la transizione". Adottare un approccio realista non significa rinunciare al cambiamento, ma scegliere strategie che tengano conto dei tempi e delle risorse necessarie. Il realismo tempera e orienta la speranza di una giusta transizione.

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00:00La transizione energetica è una delle sfide più complesse del nostro tempo.
00:05Bisogna trovare l'equilibrio tra ambizione climatica e realismo economico al cuore delle contraddizioni europee.
00:12Obiettivi ambiziosi ma tempi troppo realistici che rischiano di penalizzare famiglie e imprese.
00:18Se ne è discusso al meeting di Rimini.
00:20Forse manca un po' di pragmatismo, un po' di realismo, che forse è la dimensione, la categoria che in questi ultimi 10-15 anni,
00:28in questo annoso dibattito sulla transizione energetica, è mancato.
00:32Il pragmatismo è la fedeltà ai dati di realtà, cioè partire il primato dei dati di realtà rispetto alle idee, i desideri, i sogni, anche giusti.
00:42Il sistema energetico è un sistema complesso per il quale occorre un approccio olistico, pragmatico.
00:48Bisogna puntare alla sostenibilità ambientale ma non dimenticarci di quella economica e sociale.
00:54Bisogna garantire la sicurezza energetica, garantire una riduzione della dipendenza energetica che nel nostro paese è eccessivamente elevata.
01:03Le rinnovabili rappresentano il 15% della produzione mondiale.
01:07Sono buone notizie ma è ancora una montagna da scalare.
01:11Contemporaneamente nel 2024 carbone e petrolio stanno aumentando a livello mondiale.
01:16Le emissioni, che dovevano essere di 20 miliardi di tonnellate, sono 37.
01:21Questi sono dati di realtà che non si possono negare.
01:25C'è un interessante articolo, titolo dell'Economist, che dice un dato che spesso è taciuto,
01:31cioè che c'è una domanda in evasa di energia grandissima, cioè il consumo di un cittadino africano è uguale a quello di un frigorifero europeo.
01:39Una necessità di dati affidabili che trova riscontro anche nelle preoccupazioni espresse a livello europeo.
01:45Il problema è che questa cosa non è semplice da fare, quindi secondo me è auspicabile che Bruxelles trovi un po' di flessibilità
01:54nell'implementarla, un po' di soldi, perché servono delle risorse come hanno dimostrato sia la Cina che gli Stati Uniti
02:03per fare dei cambi così vistosi e l'Europa tende a dire cosa si deve fare in modo molto dirigista,
02:11che può apparire dirigista e spesso però non ci mette quell'aiuto economico che può facilitare la transizione.
02:19Adottare un approccio realista non significa rinunciare a cambiamento,
02:23ma scegliere strategie che tengano conto dei tempi e delle risorse necessarie.
02:28Il realismo tempera e orienta la speranza di una giusta transizione.

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