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  • 7 mesi fa
Come sostiene il Wall Street Journal :«Se indossi i leggings sei un Boomer». Leopardati, a righe, floreali, con perline, strass o in tessuti lucidi e trasparenti. Dopo oltre un decennio di dominio totale, i leggings sembrano aver lasciato spazio a pantaloni morbidi, larghi e non attillati. Comodi sì, negli anni ’80 esplodono per questo motivo, ma performativi. Legati ad un’idea di comfort e sport che esibisce le forme. Più che un addio definitivo, la scomparsa di questi pantaloni sembra un cambio di paradigma e un nuovo approccio al corpo femminile: silhouette fasciate che evidenziano la fisicità cedono il passo a look rilassati e autentici, scelti soprattutto dalla Gen Z, che preferisce uno stile più inclusivo e meno ossessionato dalla perfezione estetica. Ma è davvero la fine dei leggings?
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L'origine dei leggings, dalla nascita al boom degli anni Ottanta
I leggings hanno una storia lunga e affascinante. Nati negli anni Cinquanta come fuseaux - ideati da Emilio Pucci da indossare sotto maxi abiti - i leggings sono stati rivoluzionati da Mary Quant negli anni Sessanta come capi da abbinare a minigonne e plateau. Negli anni Ottanta esplodono nella versione colorata e fluorescente, simbolo della mania per l’aerobica e dell’abbigliamento sportivo di quegli anni. Nei primi anni Duemila tornano prepotentemente di moda: neri, stampati, con fantasie galattiche o dettagli brillanti, diventano il capo passepartout per palestra, viaggi e brunch. Perfetti per l’estetica “girlboss”, coordinati con crop top e blazer oversize, incarnavano la combinazione perfetta tra fitness, carriera e lifestyle iper-performativo.
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La moda cambia con la Gen Z
La pandemia e il cambio generazionale hanno accelerato la metamorfosi del guardaroba femminile. La Gen Z, stanca dell’athleisure iper-performativa, predilige capi morbidi, fluidi e autentici. I leggings attillati lasciano il posto a pantaloni ampi, in cotone o lino, con elastico o coulisse, perfetti per stare a casa, fare smart working o vivere le giornate con comodità senza rinunciare allo stile. L’idea di comfort si evolve: non più un’esibizione del corpo, ma una scelta consapevole e rilassata.
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Il ritorno dei leggings… ma in chiave nuova
Nonostante tutto, i leggings non spariscono del tutto. Nel 2025 tornano sulle passerelle come capo da layering sofisticato, stratificati sotto gonne midi, abiti fluidi o trench oversize. Brand come Proenza Schouler, Ferragamo e Tibi li propongono con zip, spacchi laterali o materiali lucidi, trasformando un capo sportivo in un elemento chic e versatile. I leggings diventano così protagonisti di look creativi e inaspettati, dimostrando che il fascino di questo capo non è mai del tutto passato.
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Il nuovo paradigma della moda
Più che una fine, quella dei leggings è una trasformazione. La comodità rimane, ma abbandona l’idea di perfezione e iper-performance. Ora la moda celebra libertà, autenticità e scelte consapevoli: pantaloni morbidi, destrutturati e curati nei materiali diventano la nuova uniforme del relax, elegante ma comoda. Se i leggings torneranno, sarà con un nuovo spirito: meno uniforme da palestra, più elemento di stile creativo e personale.

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