🎬 Episodio 04 – Inferno Canto IV – I grandi spiriti dell’Antichità
In questo episodio, Roberto Benigni declama e interpreta con passione e chiarezza il celebre canto della Divina Commedia. Attraverso il suo stile unico, l’attore ci guida tra i versi danteschi rendendoli accessibili, emozionanti e attuali.
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#TuttoDante #RobertoBenigni #DivinaCommedia #DanteAlighieri #CulturaItaliana #Letteratura #Inferno #Paradiso
In questo episodio, Roberto Benigni declama e interpreta con passione e chiarezza il celebre canto della Divina Commedia. Attraverso il suo stile unico, l’attore ci guida tra i versi danteschi rendendoli accessibili, emozionanti e attuali.
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ApprendimentoTrascrizione
00:00:00Grazie a tutti
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00:02:00E allora noi siamo arrivati ieri sera nel terzo canto che è quello degli ignavi e nel quarto canto, questo è psicologico, è il vero incubo, è un incubo sospeso e anche i versi, lui scrive secondo lo stile del canto, questo è un canto sospeso e i versi sono tutti sospesi perché il limbo è anche in architettura, c'è il limbo, visto c'è quella curva di Androni prima di entrare si chiama il limbo,
00:02:30è proprio l'incubo dove si sente un terrore e non si capisce perché, tra l'altro ancora praticamente l'inferno ha da cominciare, è il primo cerchio, larghissimo, però l'inferno vero arriverà con il quinto appunto dove c'è le pene, dei vizi capitali e questo è un canto abbastanza potente,
00:02:50E ora io però non è popolarissimo come quegli altri, però c'è chi lo ama naturalmente da morire, io ve lo vado a, prima vi dico tersina per tersina perché è bello, non bisogna levarsi la soddisfazione di goderselo così com'è perché nessuno ci deve levare la bellezza di ingenuamente godere di questa grandezza, perché è semplice come la musica di Bach, come l'universo, complicato,
00:03:20bellezza di questa difficoltà, che bisogna andare in fondo a cercarla, io lo bene dico, che ci fa fare un po' di fatica, di vedere chi c'è, è una cosa di una grandezza, allora si era detto, si sono trovati in questo, cominciano ad andare giù nell'inferno e il terzo canto finisce così, dopo che Virgilio gli ha detto a Dante che lì non ci passa mai un'anima buona e devi stare contento che Caronte ti ha detto che tu non passerai di qui,
00:03:49dice Dante, finito questo, la buia campagna, tremò si forte che dello spavento la mente di sudore ancora mi bagna, la terra lagrimosa, piena delle lacrime, delle anime dannate, tutta piena di lacrime, tutta piena di lacrime, quella è una vera valle di lacrime, la terra lacrimosa diede vento che balenò una luce vermiglia la qual mi vinse ciascun sentimento e caddi come l'uomo cui sonno piglia
00:04:18e si addormenta con questi versi memorabili che tanti di voi conoscono, si addormenta e finisce il terzo canto e ora andò si va, hanno appena cominciato, sono appena entrati nell'antinferno
00:04:28ed eccomi qua, lui si sveglia e dice, ruppemi l'alto sonno nella testa un greve truono, si ch'io mi riscossi come persona che per forza testa
00:04:43notate la grandezza, l'endecasillabi, sono undici sillabi, sono tutte cose queste che poi ci si arriva via via quel tempo ma intanto uno piglia
00:04:51anche se non si capisce la bellezza, la musica di questa estasi proprio
00:04:57allora, ruppemi l'alto sonno nella testa un greve truono, si è svegliato
00:05:00noi qui si può dire, prima c'è stato un lampo, poi sente un tuono, c'è il passaggio da un lampo a un tuono, si è svegliato
00:05:06e non ci dice come ha fatto a andare di là, un greve truono, si ch'io mi riscossi come persona che per forza testa
00:05:13siamo sempre nel regno di Dio, e l'occhio riposato, come uno che ha fatto un lungo sonno
00:05:19intorno mossi, dritto levato e fiso riguardai per conoscerlo loco dove io fossi
00:05:28quello improvvisamente è cascato come un che il sonno piglia, si è svegliato con una cosa tremenda
00:05:33sa di essere nel mondo dell'aldilà e guarda intorno con l'occhio riposato come se avesse dormito per chissà quanto
00:05:40e non riesce a vedere niente perché c'era un buio tremendo
00:05:43vero è che sulla proda mi trovai, sulla proda, a prodare, si dice no, è quando uno approva
00:05:51sulla proda si è trovato di là dal fiume, sulla proda, perché erano nella Caronte dove Caronte portava l'anime
00:05:58sulla proda mi trovai della valle d'abisso dolorosa che in trono accoglie di infiniti guai
00:06:06lui ci trovò, finalmente vide, riuscì a vedere come una cosa tremenda perché lì ci si è conficcati
00:06:12i demoni in questa zona, quindi è un'immagine maestosa di tutti, qui ci dicono sempre i cironi, i cerchi
00:06:18non ci immaginiamo quelle cose se no si rimane in mente la scuola, invece bisogna immaginarsi un buco
00:06:23fatto dal diavolo che ci è passato dentro, scagliato dall'ira del Signore
00:06:29e lui per la prima volta fa così e vede una cosa spaventosa dove non discerne niente
00:06:35ma sa che lì c'è infiniti guai che non vuol dire guai guai ma vuol dire lamenti, cose di dolore
00:06:42insomma le parole avevano un senso diverso allora, oscura e profonda era e nebulosa
00:06:49tanto che per ficcarlo viso a fondo io non vi discernea alcuna cosa
00:06:55poi lui guardava a fondo così non c'era verso vede nulla, però sa che è in un posto orrendo
00:07:01parla Virgilio, siccome Dante non gli chiede più niente, se ne è presa a male ormai
00:07:07anche in questo quarto canto non gli fa più domande, guarda che è una cosa, le cose psicologiche
00:07:13fra loro sono meravigliose, or discendiam qua giù nel cieco mondo, non nel mondo scuro, cieco
00:07:20è ancora più forte, cominciò il poeta tutto smorto, Dante ha una paura da morire, va tornandietro
00:07:29da quando gli ha detto di andare, dal primo passo gli ha detto potrei andare, no ti ho detto tu devi venire
00:07:34poi ne fa un altro, andiamo, persino nel terzo, qui dice devi smetterla di avere paura perché
00:07:39ormai siamo entrati, ma Dante ha sempre paura, or discendiamo qualcuno nel cieco mondo, cominciò
00:07:45il poeta tutto smorto, io sarò primo e tu sarai secondo, meno male gli disse così, no vai
00:07:51prima teppo ti seguo, figurati un po', e io, poi quando parla io è la prima volta che si
00:07:58sente chi è questo io, un amico ha detto mi chiamo Dante Alighieri, chi è sto protagonista
00:08:01non si sa, c'è l'autore che è Dante Alighieri, poi c'è il personaggio protagonista io e poi
00:08:07il pellegrino, Dante è quello che va, sono tre, si deve distingue bene, è una cosa, poi
00:08:12il numero tre lo sapete, la terzina, tutta la cosa sui tre, Dante era uno su numeri, era
00:08:16meraviglioso, faceva dei giochi di grandissimo valore matematico, poetico e anche di divertimento
00:08:25allora, or discendiamo qua giù nel cieco mondo, cominciò il poeta tutto smorto, io
00:08:30sarò primo e tu sarai secondo, senti che gli dice Dante qui, e io, dice Dante, che del
00:08:36colore mi fui accorto, il poeta tutto smorto, era bianco un viso, ascende Virgilio che viene
00:08:45da là, pensa un po' e io che del colore mi fui accorto, dissi come verrò se tu paventi
00:08:52che suoli al mio dubbiare essere conforto, abbi pazienza, dice normalmente io ho una paura
00:08:59ma da morire, e te mi dici sempre non ti preoccupare Dante, e ora ti vedo bianco e mi
00:09:04dici, andiamo, andiamo Dante vai, tu pensi che io ti possa venire dietro, ma io, ecco
00:09:13allora lui dice, ed è lì a me, Virgilio, notate la sensibilità di Virgilio che poi scopriremo
00:09:20perché, e viene un colpo al cuore, l'angoscia delle genti che sono qua giù in questo cerchio,
00:09:27questo è il primo cerchio e non si sa chi c'è, non si sa chi, io vi ho detto prima il limbo
00:09:31insomma, uno deve fare finta di non sapere niente, ho sbagliato, chi lo sapeva, c'è
00:09:34qualcuno c'è che non lo sa, è benigno, lo sappiamo tutti, vabbè, ed è lì a me, l'angoscia
00:09:39delle genti che sono qua giù nel viso mi dipigne quella pietà che tu per te ma senti, gli
00:09:44dice, insomma avete capito, l'orrore che andiamo a vedere, l'angoscia delle persone che sono
00:09:50qua giù mi spianca il volto, mi dipigne quella pietà che tu per paura hai, che tu hai preso
00:09:58per paura, è pietà, ho talmente pietà di loro che divento bianco, da quanto sto male,
00:10:05c'è anche questa commiserazione, questa misericordia, che anche questa è una caratteristica
00:10:10che nessun altro al mondo aveva messo prima, è che tu per te ma senti, come spiega bene
00:10:15quella pietà che tu per te ma senti, e dice Virgilio andiamo, che la via lunga ne sospigne,
00:10:21e anche perché non ci vuol pensare più, andiamo, andiamo che il tempo a disposizione
00:10:26è poco e noi ci sa poco tempo bisogna andare, andiamo, che la via lunga ne sospigne, così
00:10:31si mise e così mi fei entrare nel primo cerchio che l'abisso cigne, vediamo che c'è,
00:10:39Quivi, secondo che per ascoltare, ancora non vedeva quasi niente, erano entrati, non
00:10:46avea pianto mai, che di sospiri, che l'aura eterna facevano tremare, non c'era nessun
00:10:55pianto, si sentiva poco, si sentiva solo sospiri, e voi immaginate di entrare in una cosa enorme,
00:11:03buia, e sentite solo fare, ma da miliardi di persone, solo così, pensate che incubo,
00:11:16solo così da miliardi di persone, pensate l'immaginazione, l'immaginazione, e dice
00:11:24ciò avvenia di duol, senza martiri, c'era dolore, ma senza che nessuno gli facesse male,
00:11:33non c'era dolore, cavea le turbe, che erano molte e grandi di infanti e di femmine e di
00:11:42infiri, c'era una moltitudine di gente, bambini, donne, uomini, ma molte, grandi,
00:11:50era una spianata, ma proprio una valle di giosaffatte, e avveniva di duol, e nessuno
00:11:57gli faceva male, ma c'era questo tormento, lo buon maestro a me, tu non dimandi, ma pensate
00:12:05ancora, ancora Dante, non gli chiede una domanda, è dal canto prima, da quando gli ha detto,
00:12:09ma poi sta un po' zitto, mi fa domina domanda, non gli ha più chiesto nulla, addirittura
00:12:14Virgilio dice per la mia volta, ma tu non mi dimandi, la vuoi far prima, ma guarda che è
00:12:18una cosa spettacolare, la dolcezza e la sensibilità che ha Virgilio, lo buon maestro a me, tu non
00:12:24dimandi, che spiriti sono questi che tu vedi, come Dio, prima mi hai chiesto un monte di
00:12:28cose, ora non mi chiedi niente, che spiriti sono questi che tu vedi, e glielo dice da sé,
00:12:33orvo che sappi, innanzi che più andi, voce del verbo andare, io ando, tu andi e gli anda,
00:12:40che Dante li inventava, ha inventato un milione di parole che noi ancora oggi usiamo e che
00:12:45non c'erano, ha inventato una lingua prendendo da tutti i dialetti d'Italia, quelle che gli
00:12:50garbavano di più, si è inventato proprio, è come uno che fa il maniscarco e fa il ferro
00:12:54di cavallo e il cavallo pure, tutto ha fatto, proprio ogni cosa. Allora dice, orvo che sappi,
00:13:01innanzi che più andi, che i non peccaro, non hanno peccato, e chi so, come mai stanno
00:13:06lì a fare questi sospiri, e se li hanno mercedi, cioè se hanno fatto delle cose buone, se li
00:13:13hanno mercedi, non basta, perché non è per battesimo che porta della fede che tu credi,
00:13:20quindi lì c'è persone che non hanno ricevuto il battesimo, e se anche sono stati buoni,
00:13:25purtroppo per la legge, Dante è sottostata alla legge di Dio, quella è la legge, poi vedremo
00:13:30perché se lui è d'accordo o no, però per ora dice come stanno le cose, e dice perché
00:13:35non è per battesimo che è porta della fede che tu credi, e se furono dinanzi al cristianesimo,
00:13:44se nacquero prima di Cristo, non adorar debitamente a Dio, e di questi cotai sono io medesimo,
00:13:53e qui ragazzi viene un colpo al cuore, il povero Virgilio sta lì, in questo orrore,
00:14:00sentite la pietà di lui che comunque è delicato, diventa bianco a andarci perché è posto dove
00:14:06lui sta, è una cosa straziante, è una cosa spettacolare, gli dice perché Virgilio è
00:14:12nato sfortunatamente poco prima di Cristo, è morto nel 19 avanti Cristo, quindi diciamo
00:14:20e gli mancava poco, e nelle sue opere, in alcune opere si sente quasi l'avvento di Cristo
00:14:27e si sente quasi l'intuizione della Vergine Maria, per questo anche Dante, ma soprattutto
00:14:32Dante l'ha scelto perché è Virgilio, perché è un grandissimo poeta, allora dice ecco
00:14:39e di questi cotai sono io medesimo, gli confessa a Dante che è perduto per sempre, per tai
00:14:48difetti, non per altro rio, siamo perduti e sol di tanto offesi che senza speme vivemo
00:14:57con disio, se c'è una cosa più orrenda di questa, cioè vivere in desiderio senza
00:15:04speranza, il limbo è un luogo colmo dell'assenza di Dio, questa è l'essenza del limbo, è posto
00:15:13orreddo, proprio assenza più acuta presenza, tutta la vita vivono nel desiderio di una cosa
00:15:21e non c'è speranza ad averla, quindi è colmo dell'assenza di Dio, questo è il limbo,
00:15:28una cosa veramente orribile, e dice poi, e Dante dice, Granduol mi prese al cor quando
00:15:40l'ontesi, certamente, però che gente di molto valore conobbi che in quel limbo, qui sappiamo
00:15:49che è il limbo, lo dice, che in quel limbo erano sospesi, e dice a Virgilio, siccome ha
00:15:56sentito che Virgilio è perduto e ha peccato, ma non per causa sua, Dante non è che lo ama
00:16:02meno, lo ama di più, gli vuole ancora più bene perché lo sa perduto per sempre, gli
00:16:07vuole ancora più bene, gli dice, dimmi maestro mio, dimmi signore, proprio gli usa due volte
00:16:15termini, ho chiamato sempre maestro, sentite la dolcezza quando si rivolge a lui e finisce
00:16:19quel fatto che non fa più domande, quando sente Virgilio come sta, comincia io per voler
00:16:26essere certo di quella fede che vince ogni errore, gli dice Dante, uscicci mai alcuno,
00:16:32c'è mai uscito nessuno qui, o per suo merto o per altrui che poi fosse beato, deve una soddisfazione,
00:16:41ma da qui dentro qualcuno se ne sarà uscito, queste persone staranno tutte qui, che poi
00:16:47l'ha portato a un paradiso il signore, e quei che intese il mio parlare coverto, coverto
00:16:53di che, non è mica coverto tanto, ha detto, ma coverto nel senso che lui dice, non ci posso
00:16:58credere che questi sono condannati all'eternità, qui non hanno fatto nulla, ma scusate, non ci
00:17:03posso credere, e dice, rispose Virgilio, io era nuovo in questo stato quando ci vidi venire
00:17:12un possente con segno di vittoria coronato, l'immagine di Gesù Cristo con due terzine,
00:17:19ci vidi venire un possente con segno di vittoria coronato, perché Gesù Cristo è risorto nel
00:17:2633 dopo di se stesso, dopo Cristo, dopo sei appunto, mi immagino sempre così dice i
00:17:33cinque e sei avanti Cristo, se ne accorgiano succede qualcosa, quattro avanti Cristo, tre
00:17:38avanti Cristo, ora dico, è morto nel 33, Virgilio è morto nel 19 avanti Cristo, dice,
00:17:45io era nuovo in questo stato, quindi era lì Virgilio da una cinquantina d'anni, e per
00:17:50un'anima sono pochissimi, qui è bella che dice, io era nuovo in questo stato, quando ci vidi
00:17:55di venire un possente, perché quando Gesù Cristo risorse, come si dice nel Vangelo di
00:18:00Nicodemo, andò negli inferi a prelevare delle anime, infatti l'inferno è tutto messo male
00:18:07questo di Dante, perché c'è stato Gesù e c'è stato un terremoto spaventoso, il passaggio
00:18:12di Cristo, vittorioso, che si è fatto uomo perché, Gesù è, il Signore si è fatto uomo
00:18:21perché gli uomini diventassero Dio, questa è la cosa che, lui che non ha mai peccato
00:18:27si è preso tutti i peccati, ha fatto tutto quello, è una cosa spettacolare quello che
00:18:31ha fatto, diciamo, a credici o non credici, comunque una volta morto è andato di là, non
00:18:37solo ha liberato tutti noi, diciamolo, ma è andato anche a liberare nell'inferno qualcuno
00:18:43che non riteneva giusto che fosse, pensate la dolcezza del Nuovo Testamento, la straordinarietà,
00:18:48straordinarietà, insomma, di questa grande novella, come la vogliamo credere, però ci
00:18:53conforta, ci conforta, perché dentro di noi una scintilla di immortalità c'è e quindi
00:18:59a quelli ci rivolgiamo, Gesù, con segno di vittoria, è andato giù, ha sconquassato
00:19:04l'inferno, le porte dell'inferno sono tutte messe male, quando vede la scritta è tutto
00:19:08dolente, perché c'è stato Gesù Cristo là dentro e ha portato via delle persone e dice,
00:19:14consegno di vittoria coronato, trasseci l'ombra, prese lo spirito del primo parente, primo
00:19:23parente è Adamo, il primo padre, del primo parente, hai capito? D'Abel, suo figlio, qui
00:19:34si capisce meglio che è Adamo, il suo figlio Abele, che era lì, ma pensa da quanto c'erano
00:19:40questi, se non se ne ricordava Gesù, oh ma che vi siete a dimenticare, nel limbo, D'Abel,
00:19:45suo figlio è quella di Noè, Noè, c'è anche Noè laggiù, nel limbo, era nato prima di
00:19:51Cristo, pensa un po', che Noè poi è spettacolare, perché il momento è come Dio è il grande
00:19:56creatore per eccellenza, è come uno che scrive un'opera, è il grande libro dell'umanità
00:20:00e Dante stesso e molti altri, Virgilio, prima di morire, la voleva distruggere la sua opera,
00:20:05ha detto bruciatele Neide, perché è brutta, perché non mi garba, la dovrei, bruciatela,
00:20:10ma tanti scrittori, così come Dio, che è uno scrittore, è un creatore, quando ha fatto
00:20:15il diluvio universale, è perché a Dio non gli garbava l'opera che aveva fatto, l'ha
00:20:20guardata e dice, mamma mia, ma è brutto, mi garba proprio questa umanità, rifò tutto
00:20:24dal capo, il diluvio universale è proprio uno che non gli è garbato e ha buttato via
00:20:29tutto e ha tenuto due o tre righe, Noè, un po' d'animali, maschi e femmini, ha ricominciato,
00:20:34quindi è proprio l'immagine della creazione, c'è quasi una citazione della creazione,
00:20:40Dabè, il suo figlio è quella di Noè, prese, di Moisei, legista e uvidiente, Mosè, prese,
00:20:47Abraham, patriarca e David, re, Abramo, il patriarca di tutto, re Davide, Israël,
00:20:54con lo padre e con i suoi nati, e con Rachele, per cui tanto fe, ora, naturalmente Israël
00:21:02gli è Giacobbe, che devo conoscere la Bibbia, è una delle pagine più meravigliose, che
00:21:06lì veramente ci si addormenta dalla bellezza come, diciamo, su una cosa che si ama, perché
00:21:11Giacobbe, insomma, no, con tutti i sui dodici figlioli e la sua moglie Rachele che va a lavorare
00:21:15per l'Ava, no, e dice, e sta lì perché vuole la sua moglie, gli garba Rachele, c'ha la
00:21:20sorella lì, ha, lavora qui, dice, guarda, se tu vuoi Rachele devi lavorare per sette anni,
00:21:24anni, perché Giacobbe, se non ve lo ricordate, qualcuno magari si è dimenticato, è quello
00:21:28di Esaú che ha venduto la prima genitura con un piatto di lenticchie, no, che con un piatto
00:21:32di lenticchie con Esaú è tornato dalla caccia, i figlioli di Isacco, il figliolo
00:21:36d'Avramo, e li deve benedire, la benedizione dei padri là era una cosa che andava, e Giacobbe
00:21:41è quello della scala santa, è quello che ha lottato con Dio, quando lui con la sua moglie
00:21:46Rachele, per cui ha lavorato sette anni, ma quando ha lavorato sette anni, il babbo di Rachele
00:21:51gli ha detto, benissimo, te la doi sposa, hai lavorato sette anni per me, fanno le nozze,
00:21:55la notte è buio, invece di mandargli Rachele, gli manda la sua sorella Lia, che era meno
00:21:59bella, però più lavoratrice, Rachele era proprio bellissima, Lia un po' meno bella,
00:22:04e lui la mattina fa l'amore, si sveglia e dice, oh questa, c'è Lia, e gli dice, eh,
00:22:09purtroppo, siccome Lia è la più grande, non puoi sposarla più piccina, se vuoi anche
00:22:13Rachele devi lavorare altri sette anni, però gli sono tutte, come si dice, sì, tutte
00:22:18le metafore, no, nel senso che c'è la vita contemplativa, che è Rachele, e la vita
00:22:24attiva, prima Gna lavorare, poi, hai capito, poi puoi fare la vita contemplativa, che adesso
00:22:30le troveremo nel Vangelo con Marta e Maria, e poi le ritroveremo nella commedia, la vita
00:22:34contemplativa e la vita attiva sono due cose spettacolari, poi lui fa figlioli con tutte
00:22:38e due, perché una non poteva, poi può essere una storia bellissima, aveva preso la prima
00:22:43genitura e il suo fratello, perché la sua mamma, Rebecca, la moglie di Isacco, allora
00:22:48ai babbo Isacco gli garbava Esau, alla mamma gli garbava Giacobbe, secondo voi, chi ha vinto
00:22:56tra due? Ha vinto la mamma di sicuro, no? Perché Esau era il primo genito, Giacobbe il secondo,
00:23:02allora il suo figlio, il babbo gli ha detto, è questo che gli lascio tutto, la mamma dice,
00:23:06va bene, gli ha detto a Giacobbe, a me tu mi garbi te, voglio lasci tutto a te, va bene,
00:23:10va bene, marito, e poi quando è stato il momento, prima si è fatto vendere la prima,
00:23:14effettivamente aveva ragione la mamma, perché Esau non era, e poi al suo babbo quando era
00:23:18un punto di morte ci vedeva poco, l'ha fregato, gli ha fatto finta che fosse quell'altro, gli
00:23:22ha fatto sentire, insomma, gli ha messo vestiti e gli odori di quell'altro figliolo, ha benedetto
00:23:26lui, è arrivato quell'altro, babbo mi viene e dici, eh, bischio, troppo tardi, io ho
00:23:29pettato, ok, a che ora ti arrivi? E quell'altro era bello, e poi c'è la scala di Giacobbe che
00:23:35vede gli angeli, storie meravigliose come la Divina Commedia, e quella di quando lotta,
00:23:40prima di incontrare Esau che c'è una guerra fra i tuoi fratelli, lui si sveglia di notte
00:23:45e lo sogna, c'è uno che lotta con lui all'alba, all'aurora, e non vede bene che è, una specie
00:23:52di luce, una lotta tremenda, e lui riesce quasi a vincere, ma a un certo punto, mentre
00:23:56sta per vincere, quell'altro gli dà una botta qui, al cavo del femore, nel nervo sciatico,
00:24:00e lui, zah, soppica, e gli dice, chi sei? E lui dice l'altro, chi sei tu? Perché se dici
00:24:06il nome, consegni la tua personalità, c'è tutti i simboli bellissimi, dice, io sono
00:24:09Giacobbe, e quell'altro gli disse, da qui in avanti sarai Israele, il tuo nome, che
00:24:14vuol dire colui che contende, perché hai vinto quasi Dio, e gli svela che l'altro è
00:24:20Dio, non gli dice il nome, ha lottato con Dio e ce l'ha fatta, e ha lottato con tutti
00:24:24e ce l'ha fatta, ecco perché gli ebrei non mangiano il nervo sciatico, perché l'ha
00:24:29toccato Dio, ecco, questa è la grandezza di questa è, allora, no, sono storie, credere
00:24:36o non credere, sono storie meravigliose, eh, a parte ora, allora vediamo, e poi si capisce
00:24:43che ci riguardano, ogni grande storia ci riguarda, va dentro di noi, eh, si sente, questo parla
00:24:49di me, allora dice, di, come che Israele con lo padre cosonati e con Rachele, per cui
00:24:56tanto fe, e altri molti, Gesù e fece li beati, Gesù Cristo ne ha salvati proprio tanti, c'è
00:25:03sempre una speranza con Gesù, ragazzi, io credo sulla speranza che all'inferno, guarda,
00:25:08un pochino se c'è Gesù, ecco, e vuoi che sappi che dinanzi ad essi spiriti umani non
00:25:15erano salvati, mai, nessuno era uscito da lì, gli dice Virgilio, eh, e poi dice, ah, ecco
00:25:23Dante dice, attenzione, non lasciavano andare perché i dicessi, cioè non è che si fermavano,
00:25:28ci dice anche che mentre gli diceva questo, camminavano, si fermavano e camminavano, mi
00:25:33ricordo questo verso, quando ero piccino, andavo con il mio babbo, mi portava per mano, andava
00:25:38in circolo, poi la sera si tornava a casa con uno, si chiamava Fattori, a Vergaio, e c'era
00:25:42un pezzo di strada, no, io ero stanco, no, e hai visto come fanno quando vanno a casa
00:25:46degli uomini, si mettono, improvvisamente, si mettevano a ragionare, ragionavano, poi si
00:25:49fermano un pentadino, capito, allora la sua moglie disse, il suo cognato, no, davvero, e poi
00:25:53rifanno altri tre passi e poi si rifermavano, ogni volta si fermavano, e poi un'altra volta
00:25:56si rifermavano, poi altri dieci passi e si rifermavano, babbo, va a casa, o sta
00:26:01buono, insomma la sua cognata e la sua stagione, il suo fratello, non ci posso dire, e lui è
00:26:05domani, allora si fanno, e poi altri tre passi, ma allora lei è, oh, cammini, e questo è
00:26:11un po' loro, facevano così, ragionavano tra sé, e dice, non lasciavano andare perché
00:26:16i dicessi, ma passavano la selva, tuttavia, la selva, dico, di spiriti
00:26:23spessi, loro mentre parlavano di queste cose, c'è pieno di spiriti, pieno di ombre
00:26:29del limbo, ma l'immagine, solo affalla, uno, come si fa a rendere l'idea di questa
00:26:35immaginazione così meravigliosa, voi immaginate, questi passano e c'è tutte ombre, gli passano
00:26:39intorno di spiriti che li vede, e fanno tutti, tutti un sospiro perché vorrebbero
00:26:45vedere Dio, perché desiderano una cosa e non c'è speranza, ecco, e gli dice poi, non
00:26:53era lunga ancora la nostra via di qua dal sonno, di quando lui si è svegliato, non
00:26:57era passata tanta strada, quando io vidi un fuoco che mi sperio di tenebre vincia, c'era
00:27:04un focherello, quindi lì si vedeva di più, questi hanno un vantaggio, quindi c'è luce,
00:27:08eh?
00:27:08di lungi ne eravamo ancora un poco, erano da lontano, ma non sì che io non discernessi
00:27:16in parte con revolgente possedei a quel loco, attenzione c'è il termine onore, onorabile,
00:27:23onorevole, che si dice un monte di volte perché c'è tutti i sapienti, e sembra qui il contrapasso,
00:27:29siccome c'è sempre un contrapasso, è come l'opposto quasi degli ignavi, gli ignavi che
00:27:34non sono mai stati punti da niente, da un'idea e seguono un ideale, questi invece sono tutti
00:27:40sapienti, tutti i grandi, sia della storia che della filosofia, della poesia, della matematica,
00:27:47delle scienze, di qualsiasi cosa, delle persone che ci hanno voluto bene proprio, di tutti
00:27:52che invece hanno avuto tante idee e hanno seguito tanti ideali, sono come sospesi, i fermi
00:27:57non seguono niente, però è più perché non sono stati illuminati dalla luce della vera
00:28:03fede, la vedono poco, ecco c'è un po' un contrapasso che è tutto da chiarire, però
00:28:08mi piace pensare che è l'opposto degli ignavi, perché questa è proprio la saggezza, la sapienza.
00:28:13Allora, e gli dice Dante a Virgilio, o tu che onori scienza e arte, questi chi sono che hanno
00:28:22con tanta onranza che dal modo degli altri li diparte, vede gente un po' appartata che hanno
00:28:28proprio l'aspetto molto di un grande onore, e quelli a me, l'onrata nominanza che di
00:28:37loro suona su nella tua vita, grazie a acquista in ciel che si li avanza, cioè più cose belle
00:28:44d'onore, di bellezza, d'onestà si fa qua, dice la Sacra Scrittura, chi fa del male sarà
00:28:51sommerso dal male e non saprà da dove gli arriva, frase tremenda, quindi anche chi fa
00:28:57del bene sarà sommerso dal bene e forse saprà da dove gli arriva, e quindi se qualcuno ha
00:29:05avuto una cosa di bellezza, d'onestà, d'onore, se ne ricorda il Signore e in qualche maniera
00:29:11grazie acquista in ciel, sebbene non siano stati battezzati, non vanno bene, ma una grazia
00:29:17gliel'ha fatta, l'ha messo di far stare un po' meglio, intanto voce fu per me udita,
00:29:22una voce improvvisamente c'è, onorate, un'altra volta onorare, l'altissimo poeta, l'ombra
00:29:28sua torna che era di partita, porca miseria, quindi magari è proprio di certo, sta tornando
00:29:35Virgilio che era uscito da qua, qualcuno ha detto, poiché la voce fu restata e queta,
00:29:40vedi quattro grand'ombre a noi venire, sembianza aveva né trista né lieta, questo è proprio
00:29:48come stanno nel limbo, né bene né mai, è tremendo, è una situazione terrificante e
00:29:54vede quattro ombre a noi venire, lo buon maestro Virgilio cominciò a dire, mira colui con quella
00:30:02spada in mano che viene dinanzi ai tre siccome sire, c'è uno insieme a altri tre che viene,
00:30:09intanto lo vede a ritornare, forse gli dispiace perché magari pensavano, se a me è arrivato
00:30:14Cristo un'altra volta alle vanne qualcuno, quando vede a torno a Virgilio secondo me ci
00:30:18rimangano un po' male, è lì nel limbo, e dice che viene dinanzi ai tre siccome sire,
00:30:24quelli è Omero, poeta sovrano, Dante Omero non lo conosceva, non sapeva il greco, non
00:30:32c'erano testi tradotti, nessuno l'ha tradotto in latino, non c'era Omero, però l'ho sentito
00:30:39dire sì da Cicerone, da Brunetto Latini, su maestri li conosceva, quelli è Omero e sapeva
00:30:45che era grandissimo, poeta sovrano, l'altro è Orazio, satiro che viene, grandissimo poeta
00:30:53che ha scritto le satire, che Dante conosce bene, perché c'era un libro di uno qui di
00:30:56Calenzano, si chiamava Rigo da Settimello, che è il comune in provincia di Calenzano,
00:31:01che aveva tradotto che si dava nelle scuole tutte ste cose qua, di Orazio, di Ovidio, c'era
00:31:06tutta una specie di centone, tutte citazioni di tutti i più grandi di tutti i tempi, e Orazio
00:31:12ha scritto le satire, quindi una cosa bellissima che l'abbia incluso tra i più grandi e tra i
00:31:16più grandi, Ovidio è il terzo e l'ultimo Lucano, i più grandi poeti insieme a Stazio,
00:31:22che lui amava di tutti i tempi, Omero prima, poi c'è Orazio, Satiro, Ovidio, le metamorfosi
00:31:29che Dante migliora, a un certo punto lui fa vedere, parla proprio a Ovidio, io ti favo
00:31:34una metamorfosi mille volte meglio della tua, e la fa veramente meglio, incredibile, ma
00:31:39a Ovidio, Ovidio, non è che parla di uno e dice una cosa spettacolare, allora dice
00:31:46è l'ultimo Lucano, quello della Farsaglia, la grande battaglia epica, e comunque erano
00:31:50tutti poeti che Dante conosceva benissimo, perché aveva letto tutto, però gli garbava
00:31:55divertissi anche, ma tanto, tanto, eh, intendiamoci, è l'ultimo Lucano, però che ciascun meco
00:32:02si convene, però siccome ciascuno viene da me, nel nome che sono la voce sola, che dice
00:32:07onorate l'altissimo poeta, fanno mio onore e di ciò fanno bene, perché sono tutti poeti,
00:32:13quindi vanno a nonare un poeta che ritorna, ecco, così vidio adunare la bella scuola,
00:32:19la bella scuola è rimasta famosa, di quel signor dell'altissimo canto che sovra gli
00:32:25altri comacui la vola, Omero, no? Vidi adunare la scuola della poesia, di cui lui dice
00:32:31quel signor dell'altissimo canto che sovra gli altri comacui la vola, tutti gli hanno
00:32:36sempre detto che Omero è irraggiungibile, poi vediamo quello che succede, eh, da che
00:32:42avrebbe ragionato insieme alquanto loro, Virgilio, Omero, Orazio, Ovidio e Lucano
00:32:48ragionarono un po' insieme, era lì 4-5 insieme, volsersi a me con salutevo il cenno
00:32:56e il mio maestro sorrise di tanto, è come se lì a parlare Virgilio avessi detto
00:33:02allora insomma va la poeta, è quello che è, è un certo tanto lì ieri, è chi è?
00:33:06Poeta, che è bravo, è uno di Firenze, è bravo, e si sono voltati tutti a guardarlo
00:33:11e gli hanno fatto così, e Dante ha fatto, e Virgilio ha fatto, ma è un'immagine bellissima
00:33:18perché voi immaginate che Dante non era tanta lì ieri come lo conosciamo noi, era proprio
00:33:22Beppe Meniconi, so, Giulio Sguazzalupi, uno sconosciuto, sconosciuto, era come Beppe e
00:33:30quindi dice, chi è quello? È un certo Beppe di Calenzano, ah sì, sì, e che fa?
00:33:35Fa poeta, e Omero lo guarda, e Dante fa, e Virgilio, è un'immagine bellissima di questi
00:33:45quattro, guardate lì, bisogna sempre ricordarsi che Dante è sconosciuto, eh, aspetta, senti
00:33:53che dice, e più dolore ancora, sai, mi fanno, mi fecerà ancora più onore, che si mi fecerà
00:34:00della loro schiera, vi dice io, io, io, perché uno vedo Omero di un buono, ragazzi, è una
00:34:10cosa dell'altro mondo, insomma, insomma, è come se tu chiami qua, non so, uno, un elettricista
00:34:17e c'è Edison, Einstein, cosa? Ci viene? Io? Sia sicuro? Bene, Giulio, piacere Einstein,
00:34:24piacere Edison, Marconi, lei che fa? Un elettricista, insomma, ecco, questi mi chiedono della corrente,
00:34:31io, c'è un po', ecco lei fa, ogniamo, o vieni, ecco, che i si mi fecerà della loro
00:34:37schiera, allora senti bello sto verso, eh, e più dolore ancora, sai, mi fanno, che i si mi fecerà
00:34:42della loro schiera, sicchio fui sesto fracco tanto senno, guardate il coraggio di Dante,
00:34:50infatti lo ha paura di essere superbo, eh, ci si mette la superbia un pochino, cioè si
00:34:56mette sesto nella poesia di tutti i tempi, cosa avrebbe detto se avesse saputo che non era
00:35:02sesto, ma il primo, questo è impressionante, cioè lui è più grande di Omero, la cosa impressionante
00:35:09è che lui sapeva di essere Dante, ha paura, addirittura si mette sesto e c'è da un coraggio
00:35:16ragazzi, a mettersi insieme e dice, senti, c'era Omero, se era tra noi, Omero, Ovidio,
00:35:21Lucano, Orazio e io, e Virgilio, se era noi, insomma, non, ma no, si mette lì, era sconosciuto
00:35:28e quello si chiamava Peppe, ma guarda che è una cosa di una grandezza, ma la cosa meravigliosa
00:35:35dell'armonia celeste di questo componimento che hai supposto nella trama dell'universo,
00:35:41ripeto, la cosa meravigliosa, incredibile è che lui non è sesto ma è il primo, è quella
00:35:47la cosa impressionante, che è diventato il primo, è quello impressionante, e dice, sicchio
00:35:53fu i sesto tra cotanto selo, così andammo infino alla lumera, dove c'era il lume, andarono
00:35:59verso il lume, senti bello questi due versi, perché sono i più grandi poeti del mondo,
00:36:04parlando, così andammo infino alla lumera, parlando cose che il tacere è bello siccome
00:36:11era il parlar colato vera, una magnificenza, cosa dici se uno parla dieci minuti con la
00:36:17madonna, dice, che ti ha detto, cosa ti ridico, ma cosa vuoi che ti ridica, nulla
00:36:23mi ha detto, sto zitto, e dice, parlando cose che il tacere è bello siccome era il
00:36:29parlar colato vera, queste sono due versi bellissimi, dice, attenzione ora, venimmo al
00:36:39pie d'un nobile castello, attenzione che ora fa delle immagini, delle invenzioni, non
00:36:44so dove trova il famoso ondole trova, ma certo c'è un'allegoria, una simbologia, è
00:36:50un'invenzione molto medievale, ma tutto sull'umanesimo, lui è proprio l'inizio
00:36:54dell'umanesimo, gli interessa le persone, gli interessa le persone, proprio la donna
00:36:59e l'uomo, vuole sapere, dice, venimmo al piede d'un nobile castello, sette volte cerchiato
00:37:06d'alte mura, cerchiato sette volte di mura, difeso intorno d'un bel fiumicello, questo
00:37:14passammo come terra dura, non si riesce a capire come hanno fatto, dice così, passano
00:37:19sto fiume camminandoci, per sette porte intrai con questi savi, per sette porte, quindi si
00:37:27capisce che ci deve, nessuno ha mai capito se sono le quattro virtù teologali, le tre
00:37:32cardinali, le quattro, il quadrivio, il trivio, l'hanno cosate di tutte, a me mi è sempre
00:37:37garbato così, come mi sono immaginato un bel castello, sette volte di mura, entrano per
00:37:41sette porte più bello di così, non mi dite cos'è che non lo voglio sapere, sono sette
00:37:46porte con sette, più bello di così si muore, e dice, questo passammo, giugnemmo in prato
00:37:55di fresca verdura, e vedano qui c'è lì dentro, perché c'è un castello, lì ci sarà
00:38:00gente particolare, e tutte con sette volte che si va, penso che ci deve essere dietro,
00:38:06genti veran con occhi tardi e gravi, di grande autorità nei loro sembianti, parlavan rado
00:38:15con voci suavi, qui non sospirano, parlano con voci suavissime, allora, ah su, la tua mamma,
00:38:23beh, anch'io, e insomma, e ieri, grazie, bravo, con voci suavi, traemmoci così, da l'unde
00:38:37canti, erano in un angolo, in un canto, in loco aperto, luminoso e alto, questa è proprio
00:38:44la luce della saggezza che c'è là dentro, è proprio una specie di lampione della saggezza,
00:38:50sì che veder si potie in tutti quanti, da lassù, le vide tutti quanti in cena, buono,
00:38:59colà diritto sopra il verde smalto, sopra il verde smalto, si sta a dire, ma nessuna
00:39:07spiegazione supera mai la bellezza dei versi, colà diritto sopra il verde smalto mi fur mostrati
00:39:15gli spiriti magni, che del vedere in me stesso mi salto, questi sono versi bellissimi,
00:39:24e dice lui, solo il ricordo, solo a guardarli, mi salto era più forte, mi esaltava, mi venne
00:39:31come un'estasi, e non si può incatenare un'analisi a un'estasi, vedere come voi mi mettete lì
00:39:37e vedete, le più grandi persone del mondo vive, è una cosa bellissima, che parlano la
00:39:43sapienza, la grandezza, l'onore, la dolcezza, la beatitudine, l'amore, tutti lì, che sono
00:39:50lì che ragionano, e gli sono mostrati a lui i vidi Elettra con molti compagni, Elettra
00:39:58non è quella di Sofocle, non la tragedia, Elettra la mamma di Dardano, quello che ha fatto
00:40:03la creatrice di Troia, diciamo che ha fatto la città di Troia, la creatrice di Troia,
00:40:09con molti compagni, infatti dice, tra qua i conobbi Ettore ed Enea, che naturalmente
00:40:14è la madre di tutti i grandi troiani che poi hanno fatto l'Italia, la grandezza di Roma,
00:40:19Enea e quindi tutta l'Italia, e poi c'è il verso famosissimo, Cesare armato con gli occhi
00:40:26grifagni, vede Giulio Cesare, che all'epoca sua armato con gli occhi grifagni vuol dire
00:40:32da guerrieri, come uno sparviero, quando ci dice lo sparviero grifagno, e questa è
00:40:37un'endecasillava, cioè una descrizione di uno che è rimasta nella mente e non si sa
00:40:41come, o sono i suoni, Cesare armato con gli occhi grifagni è rimasta proprio un'endecasillava
00:40:47che è rimasto per sempre. Vidi Camilla, di cui si è parlato nel canto primo, che è la
00:40:53la, diciamo, la figlia del re De Volcino, la vergine Camilla, che ha lottato contro noi
00:41:00Enea per fare, però è morta per l'Italia, quindi dice Vidi Camilla è un'eroina di Virgilio,
00:41:07dell'Eneide, quindi l'ha messa là. Camilla è la Pantasilea, la Pantasilea, no, la Pantasilea
00:41:14se si può perdere tempo è spettacolare, la Pantasilea, o la Pentesilea, è la regina
00:41:20dell'Amazzoni, ora pensate chi ci ha messo dentro, aspetta, la regina dell'Amazzoni,
00:41:24le Amazzoni sono spettacolari, donne, quanto mi caperebbe conoscere una, vi dico, sarebbe
00:41:29spettacolare, le Amazzoni sono donne sempre a cavallo, armate, guerriere, figlie di Marte,
00:41:36però, però di Diana, Artemide, la dea della forza, vergine, la forza femminile, guerriera
00:41:44e vergine, un uomo sazzarda, a sola guardarla è morto, no a guardarla vuol dire un mi caperebbe,
00:41:50allora è proprio stramorto, ma a guardarla anche per sbaglio, ora ho visto Diana, sei
00:41:53morto, perché è sempre ignuda, sta lì, c'è il gonnellino, ma è vergine, è la forza
00:41:59guerriera, quindi erano dedicate tutte le, e vivevano vicino alla Grecia le Amazzoni,
00:42:04tutte donne, solo donne, quando volevano un uomo per continuare la specie, che ogni tanto
00:42:12gli serviva, perché le donne non è che guardano l'uomo bello, scelgono l'uomo che gli fa
00:42:17meno schifo, è proprio la natura delle femmine nel mondo, perché è proprio la rugiata
00:42:24di Dio, la cosa più bella che c'è, addirittura gli dà fastidio certe volte i maschi, si vede
00:42:29che gli animali, gli dicono, va via di qui, perché proprio loro cercano per la specie
00:42:35quello che gli fa meno schifo di noi maschi, scelgono, andiamoci, e le, le, le, le, le,
00:42:41la pentasilea, le Amazzoni andavano in un paese vicino, pigliavano degli uomini, quelli
00:42:46che gli garbavano di più, che gli facevano meno schifo, e facevano dei figlioli, facevano
00:42:51dei figlioli, se nascevano maschi, li ammazzavano subito, oppure li vendevano come schiavi per
00:42:57fare due soldi, se nascevano femmine, gli tagliavano il seno destro, che il nome proprio Amazzoni
00:43:03viene Amazzon, senza seno, perché sennò dava noia per l'arco e le frecce, e quindi
00:43:10se no destro non ce l'avevano le Amazzoni, erano tutte bellissime, una cosa meravigliosa,
00:43:14e crescevano con loro, e naturalmente tutti i maschi venivano, e vivevano solo tra loro,
00:43:20loro vissero, però erano meravigliose, la pentasilea era la loro regina, e accorse
00:43:26peppriamo nella guerra contro Greci, no? A proteggere appunto Troiani, finché stavano
00:43:33vincendo, e Achille uccise la pentasilea, la regina della madre, mentre l'ammazzava,
00:43:40mentre l'ammazzò, gli dette la pugnalata, la guardò, e si innamorò di lei perduntamente,
00:43:46Achille gli disse, ferma tu mi garbi tanto, gli dice, troppo tardi belloccio, non c'è più
00:43:49niente da fare, e gli dice, ferma, ma quante volte glielo disse la pentasilea, ti amo,
00:43:56ti adoro, non morire, non morire, e quando l'uomo gli dice, non andai via, troppo tardi,
00:44:01troppo tardi, ma no, ma tu mi hai trattato male, gli dice, no, ti voglio tanto bene, abbi
00:44:05pazienza, troppo tardi, troppo, è tutta una simbologia di tutti i rapporti d'amore, di
00:44:12tutti i tempi, di quando l'uomo è lì, che a volte si ammazza le cose più belle, ti amo
00:44:16mi garbi tanto, no, ti amo mi lasciare, troppo tardi belloccio, non c'è niente da fare,
00:44:21e la pentasilea, Achille se ne innamorò perdutamente, e gli è rimasto sempre in testa
00:44:27la regina dell'Amazoni, questa è la pentasilea, pensate Dante, non l'ha messa, ha messo in
00:44:31mezzo la pentasilea, gli sarà garbata Dante anche a lui sicuramente, vidi Camilla e la
00:44:36pentasilea, dall'altra parte vidi il re latino, che con la vina, sua figlia Sedea, sempre quelli
00:44:43che fecero tutta la storia di Roma, eccetera, eccetera, vidi quel brutto che cacciò Tarquino,
00:44:48i più grandi della storia, come se noi ci mettessero, ci mettessimo i nostri grandi
00:44:52di adesso, da Garibaldi a chi volete voi, quel brutto, brutto è quello che cacciò Tarquino
00:44:58il Superbo, l'ultimo re etrusco che c'era a Roma e fece la Repubblica, perché a Dante
00:45:02gli garbava, che cacciò Tarquino, Lucrezia, Giulia, Marzia e Corniglia, guardate quante
00:45:08donne ci mette tra gli spiriti magni, chi era quell'uomo là, a quell'epoca le donne, non
00:45:14se ne parlava, non se ne parlava, questa è una cosa spettacolare di testa di innovazione
00:45:20quest'uomo qua, la protagonista femminile è Beatrice che lo porta vicino a Dio, una
00:45:25ragazza qualsiasi, se mettevano una donna poi facevano un eroino, una cosa eccezionale,
00:45:30lui ci ha messo proprio una, una che era lì a casa e qui è pieno di donne, lui dice
00:45:36Lucrezia, Lucrezia ora è sempre una di quelli collatino, la moglie di collatino, ma
00:45:44quelli che fecero Roma, Lucrezia, Giulia è la figliola di Giulio Cesare, no, Marzia
00:45:50è la moglie di Catone, nel purgatorio ne parla tanto, e Corniglia è Cornelia, la mamma
00:45:55dei gracchi, questi sono migioielli, le sapete tutti, sono gli spiriti magni, allora, vidi
00:46:00quel brutto che cacciò Tarquini, Lucrezia, Giulia, Marzia e Corniglia e solo in parte
00:46:05vidi il Saladino, il Saladino, il feroce Saladino, nel limbo insieme agli spiriti magni, un
00:46:12musulmano, ma è roba dell'altro mondo, ma un musulmano ci ha messo, il Saladino fa i
00:46:18più grandi di tutti i tempi, e poi con che nobiltà e solo in parte vidi il Saladino,
00:46:24penso alla dignità del Saladino, un musulmano, uno che crede in Allah, lì negli spiriti di
00:46:31Dio, insieme a Dio, ma quello era avanti mille anni a tutti, pensatela, che
00:46:35bellezza, a parte il Saladino, quella crociata che fecero, quella con Riccardo
00:46:40Cordileone, Federico Barbarossè arrivarono, loro erano orrendi crociati, ammazzarono tutti
00:46:45e il Saladino era meraviglioso, infatti se ne cantava le cesta nel Medioevo, perché
00:46:49lui che la sua religione canta meno misericordia della nostra carità come Gesù, era molto
00:46:55più misericordioso, ai nostri purtroppo non c'è guerra più orrenda di quella di quando
00:46:59ci mettono il Dio dietro, perché c'è Dio, andiamo, e li pigliano proprio, li sventrano
00:47:05dall'orrore perché c'hanno Dio dietro, è una cosa orrenda, io credo che, ora c'è
00:47:10addirittura, hanno chiamato Mediorente, uno ha chiamato il partito di Dio, ma è una roba
00:47:16ragazzi dell'altro modo, ma io spero che Dio, se c'è un Dio non mandi la loro anima, se c'è
00:47:22un'anima in paradiso, se c'è il paradiso, perché è una cosa spaventante, che preghiera il
00:47:27partito di Dio, come dovrebbe pregare uno che fa una guerra nel nome di Dio, Dio, te
00:47:32che sei tanto misericordioso e ci vuoi tanto bene, fai che li sventriamo con i sangue,
00:47:37che le loro mamme piangano, che li ammazziamo, li dividiamo in due, li storpiamo, che preghiera
00:47:42gli dice uno a Dio, se lo fa in nome di Dio, che è in nome dell'amore, che cosa, è il
00:47:48partito di Dio, con quelle cose uno rabbifidisce, fa paura, poi a fregare, vabbè lasciamo
00:47:53prendere un altro argomento questo, allora dice, il Saladino, quindi il fatto però che
00:47:59ci ha messo il Saladino, poi doveva tanto la cultura araba, è una cosa a quell'epoca
00:48:05per non parlare del libro della scala, Maometto, vabbè tutte quelle cose, poi innalzai un poco
00:48:10più le ciglia, vidi il maestro di color che sanno seder tra filosofica famiglia, eccolo
00:48:17la cultura, questo qui è, si tratta di Aristotele, e nessuno ha lodato Aristotele quanto tanto
00:48:22lì ieri, come Nicarbava, perché parlava dell'anima, dell'etica, di come ci si deve
00:48:27comportare, quello, un genio che bisognerebbe veramente chinassi ogni volta si senti il nome,
00:48:32ci innalzai un poco più le ciglia, vidi il maestro di color che sanno seder tra filosofica
00:48:37famiglia, è una definizione che, che anche questa è rimasta proverbiale, tutti lo mirano,
00:48:42tutti onori gli fanno, sta in mezzo a grandi filosofi, qui vivi Dio, Socrate e Platone
00:48:49che nanzi agli altri più presso li stanno, vedete l'ha collocati tutti, seconda quanto
00:48:54sono grandi e onore hanno, il Saladino da solo, Cesare con gli occhi grifagni, Aristotele
00:49:01in mezzo a tutti che tutti vogliono parlare con lui, ma Socrate e Platone sono più vicini
00:49:04a lui, ecco questo è come la Democrito che il mondo a caso pone, conosceva tutti, cioè
00:49:11Democrito è il filosofo che dice che è tutto fatto di atomi a caso, si dice, è
00:49:15uno che ha sbagliato, ma come faccia a sapere che c'erano gli atomi, io vado a Manicomio
00:49:19quando leggo questi greci, dice, ha detto gli atomi, ma senza microscopio, ma come faccia
00:49:23a fare, è una cosa impressionante, senza telefonini, come faccia Democrito a fare la,
00:49:29guardate sono cose impressionanti, ora dice, Democrito che il mondo a caso pone, vede lui,
00:49:35Diogenes, Diocene, quello che stava lì con Alessandro Magno, Anassagora e Tale, sono
00:49:41tutti filosofi, Empedoclesi, grande Empedocle, Eraclito e Zenone, Empedocle è quello che
00:49:48morì sull'Etna, poi c'è anche tutte quelle leggende che gli avevano previsto, dice, tu
00:49:52morirai per una cosa e casca dall'alto, allora lui stava sempre in ambiente aperti, finché
00:49:56passeggiando sulla spiaggia gli cascò una tartaruga che un'aquila aveva preso e l'ha
00:50:00perso con gli artiglieri, quando c'è il destino c'è il destino, non ci si può liberare,
00:50:05questo naturalmente, no, e questo è naturalmente, c'è quel racconto bello di Cocteau, no, il
00:50:10destino è il racconto bello arabo che dice c'è uno a Bagdad, c'è un grande signore
00:50:18con il suo servo e dice, dice, arriva il suo, il suo giardiniere in casa all'imperatore,
00:50:24dice, imperatore, mi dia il cavallo più veloce perché, c'è perché, perché era un giardino
00:50:28e ho visto la morte che mi ha guardato in maniera minacciosa, c'è, porca, allora si,
00:50:32pigli il cavallo più veloce e vai a Isfan, vai, oh vai, se entro stasera ci arrivi
00:50:37se gli dai tutto, vai e scappa, fuggire dalla morte, dopo un po' l'imperatore va in giardino
00:50:43a passeggiare e incontra la morte lui, la vede e dice, scusa ma, ha detto il mio giardiniere,
00:50:49come mai tu l'ha guardato in maniera minacciosa? Dice la morte, io, io non l'ho guardato in maniera
00:50:53minacciosa, l'ho guardato in maniera sorpresa, siccome stasera lo devo prendere a Isfan e ancora
00:50:58stava qui, ma ero preoccupata, il destino non si sfugge, allora dice, Dio ce n'è,
00:51:07sanassagro, rettale, empedoclese, eraclito e zinone, e vedi il buon accoglitor del quale,
00:51:13il buon accoglitor del quale, di Ascoride dico, di Ascoride era un greco che aveva raccolto,
00:51:21accoglitor della qualità, del quale aveva catalogato, vedi Dante, io mi vuoi bene alle
00:51:27persone brave, tutte le erbe medicamentose di Ascoride, è famoso per essere il primo
00:51:33erborista, farmacista, medico del mondo, le ha catalogate tutte, ha passato tutta la
00:51:38sua vita a dire, questa fa bene per quando c'ho qui, è migrato qui, questa fa bene per
00:51:42quando mi viene qui una macchia, questa per quando c'ho, tutte le erbe del mondo ha passato
00:51:46la vita per noi, è sempre, a catalogarle tutte, Dante mi vuoi bene, di Ascoride dico,
00:51:52e vedi Orfeo, Orfeo è il lirico per eccellenza, e Tullio, e Lino, e Seneca Morale, se qualcuno
00:52:00non lo sa va bene lo stesso, c'è esiste una poesia dei nomi, quando si catalogano i nomi,
00:52:04è la poesia dei nomi, se uno li mette male, li mette male, ma se li mette bene, belli il
00:52:09suono, Tullio, Lino, e Seneca Morale, Tullio, e Cicerone, Euclide, Geometra, Euclide, e Tolomeo,
00:52:16Tolomeo che aveva fatto tutto l'impianto tolemaico del cielo, finché non arrivò Galileo che
00:52:21lo smontò, Galileo, un pisano, Dante, tu l'avessi saputo che ti smontava tutto il tuo, un pisano,
00:52:28Galileo, pensate, Euclide, Geometra e Tolomeo, Ippocrate, Ippocrate, il medico quello del giuramento
00:52:38di Ippocrate, Avicenna e Galieno, Galieno l'altro dottore, che disse, con Ippocrate sono due
00:52:44dottori famosi, Ippocrate è il giuramento di Ippocrate, tutti i dottori lo sanno, e Galieno
00:52:48è un altro grande dottore che disse, però Galieno, il più grande medico è la natura,
00:52:54guarisce il 50% delle malattie e non sparla dei colleghi, quello disse Galieno, famoso
00:53:00per la frase, Averrois, che è il gran commento feo, Averroè, Avicenna e Averroè, era l'arabo
00:53:08che nel 1100 fece il commento a Aristotele e lo tradusse, Michele Scoto lo portò a Bologna
00:53:13e Dante Lesso e noi sappiamo se siamo qui e grazie anche a quest'arabo, quest'Averroè
00:53:17che ha tradotto tutta Aristotele e ci ha portato il sillocismo, l'algebra, tutti gli scacchi,
00:53:24la logica, lo zero che non si sapeva cos'era, i numeri, i numeri arabi, non si segnava ancora
00:53:31B, B, B, B, senza sapere fare nulla, ma i numeri arabi li avevano presi dagli indiani,
00:53:35tendiamoci, non erano arabi, loro li avevano presi, l'idea solo dello zero, di indicare con
00:53:40segno qualcosa che non c'è nulla, è una cosa già meravigliosa, e il fatto che se tu metti
00:53:45un numero da un'altra parte ve ne vuol dire dieci in più, un'intuizione che ci vuole
00:53:49decenni, voi non sapete che geni ci vuole, la sua fatta è passato diecimila anni prima
00:53:53che qualcuno ci arrivasse a queste cose, a Verroè e dice io non posso ritrarti tutti
00:53:59appieno, si ferma, però che si mi caccia il lungo tema, troppa sarebbe la gente bella
00:54:06da dire, che molte volte al fatto il dirvi è meno, sembrano frasi, sembrano ogni parola,
00:54:13sembra nata lì, quella è la grandezza dei poeti, non ce ne può stare un'altra se
00:54:17non quella, dice che molte volte al fatto il dirvi è meno, la sesta compagnia in due
00:54:22si scema, si dividano, per altra via mi mena il Savio Duca fuori della quieta, fuori di
00:54:29quell'ambiente quieto, nell'aura che trema dove c'era sospiri e vegno in parte dove non
00:54:35è che Luca, e arrivano in un posto dove veramente non si vede nulla, che è il canto
00:54:43quinto, il secondo cerchio spaventoso, beh davvero, qui si comincia a entrare davvero
00:54:48nell'inferno, oh e qui finisce e vegno in parte dove non è che Luca, dove non è, dove
00:54:55non c'è luce, finisce il quarto canto, che è un canto veramente sospeso anche nella maniera
00:55:00di scrivere, e avete visto che fa un omaggio a tutti questi, è, ma anche dolorosissimo,
00:55:07è un, fa, spacca il cuore, segue un po' le leggi divine, lui non è d'accordo, riporta
00:55:11quello che vede, ed è un canto che ci fa entrare, piano piano, perché non poteva entrare,
00:55:17boom, di schianto con tutti i dolori dell'inferno, ha catalogato l'antinferno, il limbo e ora
00:55:23si entra nell'inferno vero.
00:55:30Ruppemi l'alto sonno nella testa un greve truono, sicch'io mi riscossi come persona
00:55:46che per forza desta, e l'occhio riposato intorno mossi, dritto levato e fiso riguardai per
00:55:55conoscerlo loco dove io fossi, vero è che in sulla proda mi trovai, della valle d'abisso
00:56:02dolorosa che in trono accoglie di infiniti guai, oscura e profonda era, e nebulosa, tanto
00:56:11che per ficcarlo viso a fondo io non vi discernea alcuna cosa.
00:56:17Or di scendian qua giù nel cieco mondo, cominciò il poeta tutto smorto, io sarò primo e tu
00:56:25sarai secondo, e io che del color mi fui accorto, dissi come verrò se tu paventi che suoli al
00:56:33mio dubbiare esser conforto, ed è lì a me l'angoscia delle genti che son qua giù nel
00:56:40viso mi dipigne quella pietà che tu per te ma senti.
00:56:46Andi anche alla via lunga ne sospigne, così si mise e così mi fei entrare nel primo cerchio
00:56:54che l'abisso cigne.
00:56:57Quivi il secondo che per ascoltare non avea pianto mai che di sospiri che l'aura etterna
00:57:05facevano tremare, ciò avvenia di duol sansa martiri, che avea le turbe che erano molte
00:57:12e grandi di infanti e di femmine e di viri.
00:57:17Lo buon maestro a me tu non dimandi che spiriti son questi che tu vedi, or vuo che sappi innanzi
00:57:25che più andi, che in un peccaro e se li hanno mercedi non basta perché non è per battesimo
00:57:32che è porta della fede che tu credi, e se furon dinanzi al cristianesmo non adorarti
00:57:39vitamente a Dio e di questi cotai son io medesmo.
00:57:45Per dai difetti non per altro rio, semo perduti e soldi tanto offesi che senza speme vivemo
00:57:54non disio.
00:57:57Granduol mi prese al cor quando l'untesi, però che gente di molto valore conobbi che in quel
00:58:05limbo eran sospesi.
00:58:09Dimmi maestro mio, dimmi signore.
00:58:14Comincia io per voler esser certo di quella fede che vince ogni errore.
00:58:19uscicci mai qualcuno o per suo merto o per altrui che poi fosse beato.
00:58:26E quei che intese il mio parlar coverto rispose io era nuovo in questo stato quando ci vidi venire
00:58:34un possente con segno di vittoria coronato.
00:58:38Trasseci l'ombra del primo parente, da Bel suo figlio e quella di Noè, di Moise legista
00:58:45e obbediente, Abram patriarca e David re, Israel con lo padre e con i suoi nati e con
00:58:53Rachele per cui tanto fe e altri molti e feceli beati e vo che sappi che dinanzi ad essi spiriti
00:59:01umani non erano salvati.
00:59:04Non lasciavano andare perché dicessi, ma passavano la selva tuttavia, la selva dico di spiriti
00:59:10spessi.
00:59:11Non era lunga ancora la nostra via di qua dal sonno, quando io vidi un fuoco che mi sperio
00:59:19di tenebre vincia.
00:59:21Di lungi ne eravamo ancora un poco, ma non sì che io non discernessi in parte con revolgente
00:59:28possedea quel loco.
00:59:30O tu conori scienza e arte, questi che sono che hanno tanta onranza che dal modo degli
00:59:38altri li diparte, ed elli a me l'onrata nominanza che di lor suona su nella tua vita grazia acquista
00:59:47in ciel che si li avanza.
00:59:49Intanto voce fu per me udita, onorate l'altissimo poeta, l'ombra sua torna che era di partita.
00:59:58Poi che la voce fu restata e quieta, vidi quattro grand'ombre a noi venire, sembianza vea
01:00:06né trista né lieta.
01:00:08Lo buon maestro cominciò a dire, mira colui con quella spada in mano, che avanza innanzi
01:00:15ai tre sì come sire, quelli è Omero, poeta sovrano, l'altro è Orazio Satiro che vene,
01:00:23Ovidio è il terzo e l'ultimo lucano.
01:00:26Poi che ciascuno me così convene, nel nome che sonò la voce sola, fanno mio onore, di
01:00:32ciò fanno bene.
01:00:35Così vidi io adunar la bella scola di quel signor dell'altissimo canto, che sovra le
01:00:43altri comacui la vola.
01:00:45Da che ebbe ragionato insieme alquanto volsersi a me con salutevo il cenno, e il mio maestro
01:00:54sorrise di tanto, e più d'onore ancora sai mi fenno, che i sì mi fecer della loro schiera,
01:01:03sicch'io fui sesto fracco tanto senno.
01:01:06Così andammo infino alla Lumera, parlando cose che il tacere è bello, siccome era il
01:01:13parlar colato vera.
01:01:15Venimmo al piede d'un nobile castello, sette volte cerchiato d'alte mura, difeso intorno
01:01:23d'un bel fiumicello.
01:01:23questo passammo come terra dura, per sette porte intrai con questi savi, venimmo in prato
01:01:32di fresca verdura.
01:01:33gentile erano con occhi tardi e gravi, di grande autorità nei loro sembianti, parlavano rado
01:01:42con voci soavi.
01:01:43traemmoci così da l'unde canti, in loco aperto, luminoso e alto, sicché vedersi potì in
01:01:52tutti quanti.
01:01:53Colà diritto sopra il verde smalto mi fur mostrati gli spiriti magni, che del vedere
01:02:00in me stesso me salto.
01:02:03I vidi elettra con molti compagni, tra quai con obiettore ed Enea, Cesare armato con gli
01:02:11occhi grifagni, vidi Camilla e la Pantasilea, dall'altra parte vidi il re latino, che con
01:02:19la vina sua figlia sedea, vidi quel bruto che cacciò Tarquino, Lucrezia, Iulia, Marsia
01:02:25e Corniglia, e solo in parte vidi il Saladino.
01:02:30Poi che innalzai un poco più le ciglia, vidi il maestro di color che sanno seder tra
01:02:37filosofica famiglia, tutti lo miran, tutti onor gli fanno, qui vivi Dio, Socrate e Platone,
01:02:44che innanzi agli altri più presso li stanno.
01:02:49Democrito che il mondo a caso pone, Dio genessa, Nazagora e tale, Empedoclese, Eraclito e Zenone,
01:02:58e vidi il buon accoglitor del quale, di Ascoride dico, e vidi Orfeo, e Tullio, e Lino, e Seneca
01:03:06Morale, Euclide, Geometra e Tolomeo, Ipocrate, Avicenna e Galieno, Averroisca e Gran Commento
01:03:16Feo.
01:03:18Io non posso ritrarti tutti appieno, però che si mi caccia il lungo tema, che molte volte
01:03:25al fatto il dirvi è meno.
01:03:27La sesta compagnia in due si scema, per altra via mi mena il Savio Duca, fuor della
01:03:34queta, né l'aura che trema, e vegno in parte ove non è che Luca.
01:03:40Applausi
01:03:44Grazie.
01:03:50Grazie.
01:03:56Applausi
01:04:02Grazie.
01:04:02Applausi
01:04:07Grazie.
01:04:08Applausi
01:04:13Grazie.
01:04:19Applausi
01:04:21Grazie
01:04:31Grazie
01:04:41Grazie
01:04:51Grazie
01:05:01Grazie
01:05:03Grazie
01:05:13Grazie
01:05:15Grazie
01:05:16Grazie
01:05:17Grazie
01:05:19Grazie
01:05:21Grazie
01:05:23Grazie
01:05:25Grazie
01:05:27Grazie