Esattamente un anno fa, il 19 giugno 2024, moriva Satnam Singh, il bracciante indiano vittima di un drammatico incidente sul lavoro in un'azienda agricola del pontino. Lasciato agonizzante dal datore di lavoro, che non lo soccorse in tempo, Satnam perse un arto e subì un trattamento crudele: il suo corpo, abbandonato nei pressi della sua abitazione, divenne simbolo di una realtà lavorativa disperata. Oggi, la Prefettura di Latina ha convocato forze dell’ordine e istituzioni locali per fare il punto della situazione e valutare i cambiamenti avvenuti in seguito a quella tragedia. Tra il 19 giugno e la fine del mese, si sono registrate oltre 3.200 nuove assunzioni regolari nel settore agricolo, segno di un tentativo tardivo di regolarizzazione. La Cgil, tuttavia, denuncia che i numeri rivelino quanto era diffuso il lavoro nero e ribadisce l’urgenza di intervenire: occorre garantire permessi di soggiorno che assicurino diritti e dignità ai lavoratori, abolendo definitivamente il sistema di sfruttamento che ha causato la morte di Satnam. Il ricordo di quell’incidente, carico di amarezza e indignazione, spinge verso una riflessione profonda sui diritti dei lavoratori e sulla necessità di riformare un settore ancora troppo spesso segnato da abusi.