00:00Alessandro Preziosi riceve il premio Massimo Truisi. Cosa significa per te Massimo Truisi?
00:09Per me Massimo Truisi rappresenta sicuramente un presidio da spettatore, nel senso che non ho mai
00:22pensato minimamente nella mia vita a che cosa volesse dire fare l'attore guardando Massimo
00:29Truisi anche adesso che faccio l'attore. Il premio Massimo Truisi rappresenta l'animazione della
00:35commedia, rappresenta quelle figure leggendarie come possono essere stati Mazinger Zeta o Daitan
00:423 quando ero piccolo, cioè delle figure che rimanevano lì nel mio immaginario, appartengono
00:47alla mia adolescenza. Oggi che faccio l'attore, perché da piccolo lo imitavo. Lo continuo a
00:57vedere con una leggerezza e con una spensieratezza, è uno dei pochi attori che quando vedo non
01:05penso mamma mia ma com'è bravo Massimo Truisi. No, rido e basta, non mi faccio nessun tipo
01:10di domanda, è l'intrattenimento più puro. Poi ho scoperto, conoscendolo, vedendo i documentari,
01:17della sua grande capacità di scrittura autoriale, ideologico-politica, sardonica, irriverente e provocatoria
01:25che aveva nel suo modo di fare. Però questo è arrivato dopo, quindi per me
01:29Troisi rappresenta proprio il massimo della leggerezza e dell'intrattenimento.
01:35Ti ricordi quando hai visto il Postino la prima volta?
01:37Sì, come? Ho scritto anche un lunghissimo articolo su un libro che è stato presentato.
01:43Eh sì, sì, lo ricordo benissimo quel film, ricordo che però appunto quella marmoricità
01:53che aveva Troisi nel suo avermi accompagnato nei miei anni di leggerezza della vita e anche
02:03di comprensione di certe cose, lì un po' si è rotto l'incanto e se n'è aperto un altro.
02:09Non so come dire, mi commuove parlarne perché comunque ho sofferto con lui, mi sono sentito
02:20molto più vicino a lui, mi sono sentito un suo vicino di casa, mi sono sentito il figlio del medico
02:26che lo andava a visitare, che si sentiva i racconti del medico, allora come sta Massimo?
02:32Eh Massimo, ancora credo che non ce la faccia, ma come papà non ce la fa?
02:36Eh, non lo vedo tanto buona, sai, a Napoli poi non diciamo mai niente che possa portare male.
02:42Quindi per me è stato un film che credo abbia aperto molto i confini al cinema italiano.
02:53Credo che nonostante la regia fosse di Bagalof, quindi un regista non italiano, le musiche fossero
02:59di Bagalof e di quel famoso, importantissimo regista, di Maria Grazia Cucinotta, comunque sia,
03:04credo che abbia in qualche modo aperto un po' di più la forbice del Comedian, dell'affaboratore italiano.
03:13Grazie.
03:14Grazie.
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