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  • 9 mesi fa
Tg Giovani, protagonisti gli studenti del Leonardo Da Vinci

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00:01Inizia un nuovo appuntamento con il TG Giovani. Oggi in studio troverete gli studenti, le studentesse della scuola secondaria di primo grado Leonardo Da Vinci che fa parte dell'istituto comprensivo di Villafranca Tirrena e che per questo ci racconta le tante sfaccettature di questo istituto, dai più piccoli ai ragazzi che stanno per concludere il loro percorso alle scuole medie.
00:26Un grazie va alla dirigente di questo istituto, la professoressa Rossana Ingrassia, per aver anche quest'anno per la seconda edizione partecipato, fatto aderire i suoi studenti al progetto del TG Giovani.
00:39Oggi per loro è l'ultima puntata e dunque un altro grazie va alle docenti che hanno seguito i ragazzi in questo percorso, le professoresse Deborah Donato e Stefania Dargenzio.
00:49In studio ci saranno Aurora ed Emanuele, il TG Giovani e loro la sigla.
00:56Grazie a tutti.
01:26Anche se per noi la scelta del percorso di studio universitario è ancora lontana, abbiamo voluto incontrare la rettrice dell'Adeno di Messina, Giovanna Spadari, un'occasione per dialogare sul futuro e sull'opportunità per i giovani.
01:40Il mondo dell'arte incontra quello della scuola dell'infanzia, è la scommessa di Gabriella Papa e del progetto Crea il tuo pop-up, un vero esperimento didattico che ha coinvolto gli allunni più piccoli del nostro comprensivo.
01:59Scritto nel 1975, quest'anno il capolavoro letterario di Stefano D'Arrico compie 50 anni, un romanzo diventato vero manifesto che celebra la complessità e la bellezza dello stretto di Messina e non solo.
02:19Una storia affascinante è che lascia tanti interrogativi senza risposta, un racconto che rievoca il genio di un gruppo di studiosi capaci di scoperte straordinarie.
02:33È tutto nel libro La biblioteca dei fisici scomparsi di Barbara Bellomo.
02:37Benvenuti a questa nuova edizione del TG Giovani, oggi curata dalla redazione della scuola secondaria di primo grado, Leonardo da Vinci, che fa parte dell'Istituto Comprensivo di Villa Franca Tirrena.
02:56Io sono Aurora Del Monte e qui studio con me Emanuele Salvo.
03:00Ciao Emanuele.
03:00Ciao Aurora e bentrovati ai nostri telespettatori.
03:04Oggi per noi è l'ultimo appuntamento con il TG Giovani e dunque prima di entrare nel vivo vogliamo ringraziare tutti i nostri compagni e docenti che hanno lavorato con impegno per raccontare al meglio le attività della nostra scuola.
03:17Aurora, adesso a te la parola per il primo servizio.
03:20Anche se per noi la scelta degli studi universitari è ancora lontana, abbiamo deciso di incontrare la rettrice dell'Università di Messina, Giovanna Spadari, e il prorettore vicario Giuseppe Giordano.
03:33Accompagnati dalla dirigente Rossano Ingrassia e dalle professoresse Donato e D'Argenzio, abbiamo posto alla rettrice domande importanti per il nostro futuro e per comprendere l'importanza della nostra università.
03:46Il servizio è di Mauro Capilli e della redazione.
03:49Il 9 aprile la redazione dell'Anoardo Da Vinci è andata all'Università di Messina per incontrare la magnifica rettrice, professoressa Giovanna Spadari, e il prorettore vicario, professore Giuseppe Giordano, accompagnati dalla preside Rossano Ingrassia e dalle professoresse Donato e D'Argenzio.
04:10Buongiorno magnifica rettrice, puoi spiegare ai nostri coetanei quali sono le principali funzioni del ruolo che rivesse?
04:16Una rettrice ha anche un ruolo di capire, non solo quindi gestire questi tanti, questa moltitudine di studenti che sono qui all'università e ne abbiamo 25 mila, che sono veramente tanti,
04:31ma anche rispetto ai corsi di laurea che devono essere attivati, capire quali sono i corsi di laurea che possono anche essere di maggiore interesse dei giovani che decidono di sceglierci.
04:46Si continua ad assistere a flussi migratori degli studenti del sud, verso le università del nord Italia.
04:53Quali progetti l'Università di Messina ha messo in campo per frenare la fuga dei propri ragazzi?
04:58Bella domanda.
04:59La prima cosa, affinché i giovani non prendano un treno e un aereo per andare via, è conoscere bene l'università che io con grande orgoglio rappresento,
05:11perché è una grande università, un'offerta formativa importante, tanti corsi di laurea.
05:18Dall'altro lato, noi stiamo cercando, insieme anche alle imprese che ci sono sul territorio,
05:29di stabilire una sinergia affinché, una volta laureati all'Università di Messina,
05:35voi possiate anche avere gli sbocchi lavorativi che sono necessari.
05:42Il 7 aprile le bandiere dell'Ateneo sono state esposte a mezz'asta e tutta la comunità accademica
05:48che è stata invitata ad osservare alle ore 11 un minuto di silenzio in memoria di Sera Campanella.
05:54L'abbiamo anche vista alla fiacconata che è stata tenuta il 4 aprile.
05:58Cosa possono fare le scuole ed università come agenzie educative per prevenire questi debili episodi di violenza?
06:03Cosa possono fare le scuole e le università?
06:07Beh, finora abbiamo parlato soprattutto noi professori, adesso dovreste anche voi impegnarvi.
06:17Noi abbiamo sei sportelli di ascolto per il supporto psicologico ai nostri studenti.
06:24Esiste nella formazione a suo avviso la parità di genere?
06:28È una domanda molto bella questa, perché mi dà l'opportunità di dire qualche cosa in più di quello,
06:36rispetto a quello che tu, cioè mi solleciti delle considerazioni importanti.
06:42Prima di tutto c'è un problema legato al fatto che ragazzi e ragazze hanno una tendenza di scegliere
06:52più frequentemente determinate facoltà, in funzione diciamo del sesso.
07:00E quindi nel settore delle attività di cura, significa infermieri, per esempio, sono ormai quasi tutte donne le iscritte.
07:11Anche in medicina stiamo assistendo a una femminilizzazione delle carriere.
07:17Nelle discipline scientifiche, in alcune discipline scientifiche le STEM, sicuramente sono più i ragazzi.
07:25Si può parlare di arte alla scuola dell'infanzia?
07:29È la scommessa di Gabriella Pava e del progetto Crea il tuo pop-up,
07:34un'attività didattica rivolta ai bambini della scuola dell'infanzia.
07:38Le nostre Martina Giacobbe, Gloria Larosa, Noemi Calderone e Ludovica Cieli hanno incontrato la promotrice di quest'idea.
07:47Buongiorno, dottoressa Pava. Ci vuoi mostrare il progetto Crea il tuo pop-up?
07:51Certamente, il progetto è indirizzato alle scuole dell'infanzia e è diviso in due fasi.
07:58Una prima fase, ho mostrato ai bambini in aula delle immagini inerenti al Museo di Messina,
08:03che è un luogo a me caro, e la seconda parte invece era dedicata proprio al laboratorio.
08:08Cioè, con i bambini abbiamo realizzato un libricino, all'interno c'erano dei personaggi
08:13e ci siamo ispirati a quanto avevano visto precedentemente e appunto proiettato.
08:19In che modo si può spiegare l'arte ai bambini di questa fascia d'età?
08:23Una tecnica che io utilizzo tantissimo è fare tante domande e dubbi, quindi ad esempio
08:29cosa stai vedendo, qual è il colore che ti piace di più, qual è il personaggio che
08:34insomma sta facendo un'azione che è un po' strana.
08:38Concentrarti su un dettaglio che può essere curioso per il bambino, ad esempio faccio i piedi,
08:42le mani, i sorrisi, le espressioni e così insomma tutto va da sé diciamo.
08:50Quali benefici vi sono nella crescita emozionale e cognitiva avvicinando i bambini all'arte?
08:56Crescita emozionale, intanto i bambini riescono ad esprimersi liberamente durante le loro attività.
09:04C'è l'opportunità di farli sfogare, tra virgolette, farli divertire ma anche emozionare.
09:10Ci sono tanti bambini che si emozionano, tanti bambini e spesso gli insegnanti mi dicono
09:15questo bambino non parla e poi alla fine si esprime con il disegno, con il colore.
09:20Come si può organizzare un museo per acuire i più piccoli?
09:24Sicuramente organizzando dei percorsi didattici, quindi delle visite adatte ai bambini.
09:30Quindi intanto l'operatore culturale ha un po' questo scopo, cioè indirizzare le maestre,
09:36in primis, i bambini in dei percorsi adatti ai bimbi.
09:40Quindi far vedere soltanto delle opere principali, delle opere grandi.
09:46E a mio parere la sala didattica, cioè un museo deve avere una sala per accogliere
09:53dei bimbi più piccoli soprattutto, quindi ad esempio realizzare delle aree dove i bambini
09:58possono stare per terra, levandosi magari le scarpe come si fa in tanti musei, con dei
10:03tappetini di gomma, quindi anche creare un ambiente come in una scuola, un ambiente in cui
10:08ci sono dei mobili adatti anche ad accogliere dei bambini piccolini.
10:15Il 25 febbraio del 1975, dopo un lavoro quasi ventennale, Stefano D'Arrico pubblicava
10:22Orcinio Sorca. Quest'anno ricorre il cinquantenario della pubblicazione dell'opera. Tante
10:29l'iniziativa in programma per celebrare questo anniversario. Abbiamo incontrato il professore
10:34Giorgio Forni, dell'Università di Messina, che ha curato molti degli eventi in città.
10:39Il servizio è di Elvira Capilli, Alice Pino, Antonino Santoro, Antonio Prestopino e Giovanna
10:45Capolongo.
10:47Buongiorno, professor Patino.
10:49Si chiamano Alice Elvira e oggi voglio dire che ho avuto un'idea per un canale di
10:54qualsiasi romanzo in un tecato per il più difficile.
10:57Questo è Orcinio Sorca, è considerato un capolavoro della destinatura italiana.
11:01Ecco, anzitutto questo non è, come dire, un dato scontato, nel senso che Orcinio Sorca
11:08è un testo che è stato discusso al suo apparire, anche stroncato al suo apparire, e a un certo
11:17punto sembrava un testo che si poteva archiviare e che non era importante, ma nel 1983 un grande
11:26critico letterario europeo, George Steiner, scrisse un articolo sul Corriere della Sera
11:33dicendo che, sostanzialmente, Orcinio Sorca era un grande capolavoro, paragonabile a Melville,
11:40paragonabile a Joyce, all'Ulisse di Joyce, e questo ovviamente ha destato un nuovo interesse
11:47per Orcinio Sorca, il ritorno di un soldato dalla Seconda Guerra Mondiale, dopo l'8 settembre
11:581943.
12:00Il tema è gli effetti della guerra, cioè quello che della guerra continua dopo la guerra,
12:06il fatto che la guerra non lascia più le cose come sono.
12:10Il protagonista crede di poter tornare a casa sua, ma in realtà non può tornare a casa
12:17sua, perché quel luogo, quel posto non c'è più, sostanzialmente è completamente devastato.
12:23Qual è il significato della figura dell'orca nel romanzo?
12:28Questa è una domanda ardua, non è facile rispondere.
12:31Certamente l'orca viene paragonata alle armi della guerra, ai sommergibili, ai siluri,
12:41un brano addirittura a Mussolini, e cioè alla forza distruttiva.
12:46L'orca è l'irrompere dentro la dimensione storica di una dimensione diversa, di una dimensione
12:54che per D'Arrigo è legata a una verità più profonda degli eventi storici.
13:00Perché il linguaggio nel libro è così complesso?
13:06D'Arrigo punta a un linguaggio creativo, un linguaggio che non dà per scontato il significato
13:14delle parole, ma ricrea continuamente i significati delle parole.
13:18Che cosa vuole? Vuole un lettore che si abbandoni alla lettura.
13:22Vi portiamo adesso, insieme alle nostre classi terze, a visitare il Museo dello Sbarco a Catania.
13:28Un'occasione che è servita per approfondire una delle pagine di storia più importanti
13:33del loro percorso di studi di quest'anno.
13:36Sentiamo Elisa Migali, Antonino Santoro, Alessio Rizzo e Alice Pino.
13:40Oggi, 7 maggio, siamo qui a Catania per visitare il Museo dello Sbarco, un ricco percorso
13:50espositivo, frequenti mostri temporanei e vari iniziati culturali offrono conoscenza profondita
13:56e dettagliato dal suo sbarco ed era necessario un po' in andato sull'isola, nel quale generale
14:02è così.
14:04Lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio 1943 fu un evento centrale nella storia d'Italia,
14:11che spinse i gerarchi e il re Vittorio Emanuele III a deporre Mussolini, ma fu un momento decisivo
14:18per tutta la Seconda Guerra Mondiale.
14:20Il primo sbarco su larga scala sul ruolo europeo diede inizio alla riscossa alleata sul
14:26continente.
14:27Il Museo dello Sbarco in Sicilia è stato inaugurato al cembre del 2002 e occupa un patiglione
14:33di circa 3.000 metri quadrati presso il centro Le Ciminiere.
14:48Interessante la sala dedicata alle testimonianze, dove andremo ad ascoltare i testimoni che hanno
14:55vissuto questa storia.
14:57Il Museo dello Sbarco è opera di Gaspar Mannoia, da reggente di Salvatore Maltese e
15:01nella direzione scientifica di Ezio Costanzo.
15:04Il percorso museale si apre con la ricostruzione di una piazza di Catania negli anni 40.
15:09Una colonna sonora di sottofondo richiama il clima del fascismo e della guerra.
15:13Si passa poi a un rifugio antiaereo con la simulazione di un bombardamento.
15:17Quindi, attraverso sale in cui i pannelli descrivono i combattimenti sul territorio siciliano
15:22nel 1943.
15:24Alcune vetrine espongono uniformi, armi, oggetti ed equipaggiamenti bellici dell'epoca.
15:30Interessante la sala dedicata alle testimonianze, dove vengono proiettati stralci di interviste
15:35e testimoni degli eventi.
15:37Al secondo piano si trovano le statue di Cera, modellate dai maestri britannici del Museo
15:42Madame Cousseau, che raffigurano Hitler, Churchill e Roosevelt a colloquio.
15:47Lo scorso 14 aprile, gli alunni delle quinte classi della scuola primaria del nostro istituto
15:55comprensivo hanno messo in scena la leggenda di Colapesce.
15:59Guidati dagli insegnanti, i ragazzi hanno cantato, ballato e recitato, entusiasmando il pubblico.
16:05Ci racconta tutto Isabel Giordano.
16:09Giorno 15 aprile, le classi quarte e quinte della scuola primaria del nostro istituto
16:14hanno messo in scena uno spettacolo teatrale dedicato alla leggenda di Colapesce.
16:19La leggenda di Colapesce è un racconto veramente antico, che trova le sue radici nei canti
16:25e nelle storie dei nostri antenali.
16:32La storia racconta di Nicola, detto Cola, un giovane di Messina con una grande passione
16:41per il mare e straordinaria abilità nell'uomo.
16:48Il suo amore per il mare lo spingeva a cercare tesori sommersi.
16:54Un giorno, l'imperatore Federico II lo sfida a recuperare una coppa gettata in mare e Colapesce
17:00riuscì nell'impresa.
17:03Successivamente, Federico II lo sfida di nuovo, chiedendo di recuperare la sua corona da un mare
17:09ancora più profondo, ma Colapesce vinse anche questa sfida.
17:13Infine, l'imperatore gettò un anello in un punto particolarmente pericoloso, dove Colapesce
17:19scoprì delle colonne che sorreggevano la Sicilia.
17:31Una di esse era danneggiata e Colapesce decide di sostituirsi ad essa, rimanendo sott'acqua
17:38per sostenere l'isola.
17:40Da quel momento, Colapesce non riemersi più e, secondo la leggenda, si trova ancora lì,
17:45a sorreggere la Sicilia, con i terremoti della terra causati dai suoi movimenti.
17:50Colapesce, che è tardi e poi non ti asciughi per il pranzo, forza, esci!
17:54Ma Colapesce, non ne voleva sapere di abbandonare il suo mare.
17:59Nicola, vieni qui, non farmi arrabbiare!
18:01Così un giorno la madre, che si è sperata dalla sua disubbidenza, gli disse
18:06Ti piace tanto il mare e bene, allora possono venirti le suame e le figlie e forza a subiverci
18:11per tempo.
18:12La maledizione ci avverò, ecco la pesce, si trasforma in un essere media uomo e media pesce.
18:18Vi parliamo adesso dell'incontro con la scrittrice Barbara Bellomo, che ha coinvolto gli studenti
18:25delle classi terze.
18:27Al centro dell'iniziativa, il libro, la Biblioteca dei fisici scomparsi, un romanzo che racconta
18:33un episodio su cui non è mai stata fatta piena luce, la scomparsa di Ettore Majorana.
18:38Ma soprattutto ricostruisce l'ambiente dell'Istituto di Via Panisperna, in cui i giovani ricercatori
18:44italiani fecero scoperte eccezionali nel campo della fisica nucleare.
18:49Ce ne parlano Elvira Capilli ed Isabel Giordano.
18:53Oggi, 8 maggio 2025, abbiamo avuto il privilegio di incontrare Barbara Bellomo, autrice di La
18:59Biblioteca dei fisici scomparsi.
19:01Un libro che unisce storia, scienza e mistero in un'intenzione affascinante.
19:07Il romanzo racconta la storia di alcuni fisici del Novecento, ma la Bellomo non va ad esplorare
19:12solo le loro ricerche scientifiche, ma anche la loro vita privata.
19:16Posso solo dire una cosa, che questo libro nella mia testa è stato per tanti anni, ho fatto
19:22tanta ricerca, ho raccolto tutto l'epistolario di Ettore Majorana, le lettere che ha scritto
19:28lui e le lettere che ha ricevuto.
19:30E poi c'era la difficoltà di mettere in scena Ettore Majorana, perché è un personaggio
19:36introverso, un personaggio che non voleva farsi conoscere, un personaggio sfuggente come
19:41le sue particelle. Durante l'incontro abbiamo avuto l'opportunità di parlare con l'autrice
19:46di com'è nata l'idea di questo libro e di quale fosse il motivo per cui ha deciso di
19:50raccontare le storie di questi scienziati che hanno cambiato il corso della fisica.
19:54Mi apparsa Isa, la famosa foto della biblioteca di Via Panisperna, ho detto no, io passerò
20:02attraverso un personaggio di fantasia che porterà il lettore dentro tutto l'istituto di Via
20:07Panisperna. In quel momento ho allargato la ricerca, non che studiando Ettore già non
20:13mi fosse scontrata con un Rasetti o con Ponte Corvo, ma ho dato più rilievo anche agli
20:20altri personaggi. Sul momento uno ha un'impressione, poi conoscendole meglio i personaggi possono
20:26cambiare. Perché io veramente quando scrivo entro nel personaggio e attraverso la storia.
20:33Infatti alcune cose sono molto belle che vi ho altre molto dolorose.
20:38Nelle vagine del suo romanzo possiamo trovare molte caratteristiche e personaggi della nostra
20:42amata Sicilia. Tra gli adori più rappresentativi sceglie proprio Leonazzo Ciascia, per la comune
20:47volontà di far luce sul mistero dai mili risvolti. Lo scrittore siciliano, in che modo ha contribuito
20:53ad accrescere la sua formazione di scrittrice?
20:55Ma tanto. Ciascia è uno dei miei scrittori siciliani preferiti per aver letto. Quasi tutto
21:03lo faccio leggere ancora ai ragazzi che fanno le letture semplici, altri giorno della civetta
21:09comunque ha una bellissima prosa. E anche La scomparsa di Majorana, che pure non è un romanzo
21:18nel senso classico del tempo, è una ricostruzione meravigliosa. Quindi Ciascia l'ho voluto proprio
21:25mettere come personaggio, perché in questo libro io ho seguito tutte le ipotesi fino ad oggi
21:31trovate sulla possibile scomparsa, dove si è finito Majorana.
21:37Bene, era questo l'ultimo servizio del nostro TG Giovani. Grazie a tutta la struttura di
21:44Rettipi, che anche per questa seconda edizione ci ha ospitato e supportato. E un ringraziamento
21:49a te Emanuele.
21:51Grazie Aurora. Dalla Leonardo da Vinci di Villa Franca è tutto. Il TG Giovani torna venerdì
21:56il prossimo. Un saluto a tutti voi.
22:26Grazie a tutti.
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