00:00La banalità dell'amore è un testo che racconta sostanzialmente una grande storia d'amore,
00:06ma non una storia romantica o melenza, una grande storia d'amore fra due intellettuali,
00:10Anna Arendt e Martin Heidegger. Anna Arendt è una teorica della politica raffinatissima,
00:17è l'autrice del saggio sul processo Eichmann, La banalità del male, e Martin Heidegger,
00:22uno dei filosofi più importanti del ventesimo secolo di fede nazista, o quantomeno,
00:27adottato dai nazisti come riformatore dell'università. Il loro incontro avviene quando Anna è una giovane
00:37studentessa dell'università, e lui è un suo docente, e diventa un incontro che le condiziona tutta la vita.
00:44Nello spettacolo però non si racconta solo questo, ma si racconta anche di una strana intervista
00:50compiuta da un giovane apparentemente dell'università di Gerusalemme, che in realtà è il figlio di un amico
00:57di Anna quando lei si è innamorata di Heidegger. Le storie si intrecciano perché vediamo Anna giovane
01:05insieme ad Anna matura e Savion Leibrecht, che ha scritto il testo, ha secondo me mescolato con grande abilità
01:13i carteggi Arendt-Heidegger con dei documenti dell'epoca e anche con alcuni estratti dalla banalità del male
01:20di Anna Arendt stessa. Oggi il tema è, ahimè, di grandissima attualità, perché le posizioni che Anna Arendt
01:31esprimeva su Israele sono delle posizioni che sono tornate purtroppo di grandissima attualità.
01:40E quindi è un testo che invita a pensare, ad emozionarsi, a riflettere, a capire la storia di questi grandi personaggi.
01:50Grazie a tutti.
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