00:00Siamo a un bivio fondamentale. Oggi non siamo più in grado di curare tutti e
00:04quindi dobbiamo tornare a dare risposte soprattutto ai più fragili.
00:08Abbiamo una forchetta che va tra l'8 e il 12 per cento di persone che non
00:12riescono ad avere accesso ai servizi sanitari, non hanno risorse per la
00:16sanità privata e non hanno possibilità di accedere a quella pubblica per la
00:20burocrazia e per le liste d'attesa. La vera sfida è riportare al centro la
00:24missione principale del Servizio Sanitario Nazionale e rendere la sanità
00:27universale. L'innovazione ci aiuta moltissimo, non deve sostituire la
00:30persona, non deve fare diagnosi, ma ci aiuta nel completare le diagnosi, nel
00:35velocizzare i tempari, nel far sì che lo stesso professionista possa in un
00:40giorno, senza un ulteriore sforzo mentale, lavorare con più persone.
00:45Lavorare con più persone ci aiuta in una prima fase a smaltire le liste
00:49d'attesa, ma la vera sfida è connettere il territorio, la medicina generale, con
00:53quell'ospedaliera, perché solo con una grande appropriatezza delle prescrizioni
00:57e con un'unione, con dei percorsi comuni tra territorio e ospedale, si potrà in
01:02futuro realizzare il vero obiettivo che abbiamo, ovvero curare chi ha bisogno.
01:06Non dobbiamo curare l'aspettativa, dobbiamo curare le necessità.
Commenti