00:00La mafia che si sostituisce allo Stato grazie alla forza del potere
00:03intimidatorio in un territorio dove troppo spesso la legalità viene ancora
00:08calpestata. E' quanto accaduto per anni a Barcellona dove un'azienda appartenuta a
00:12Gliofria, famiglia già più volte finita nelle maglie della giustizia, viene
00:16prima sequestrata nell'operazione antimafia Gota 1 e poi confiscata dallo
00:21Stato. Eppure per anni Gliofria, esponenti apicali di Cosa Nostra
00:24barcellonese, hanno continuato a gestire l'impresa di smaltimento a autovetture
00:29usate e compravendita di ricambi come se niente fosse, come se non ci fosse un
00:34provvedimento giudiziario. Nonostante la confisca e la nomina di un
00:37amministratore era ancora Salvatore Ofria, 61 anni, ad occuparsi in prima
00:42persona e con la complicità dei familiari più stretti di tutto ciò che
00:46riguardava l'aspetto commerciale, la gestione degli introiti illeciti,
00:50l'assunzione di dipendenti, tutti rigorosamente in nero. Le indagini
00:54condotte dalla DDA di Messina, coordinate dal procuratore Antonio D'Amato, dall'Aggiunto
00:59Vito di Giorgio, dai sostituti Fabrizio Monaco, Francesco Massare e d'Antonella
01:03Fradà, hanno portato stamane all'arresto di 15 persone. Associazione mafiosa,
01:08estorsione, peculato, alcune delle accuse contestate a vario titolo agli indagati
01:12arrestati dalla squadra mobile al comando del dirigente Vittorio La Torre
01:17e del commissariato di Barcellona. 14 sono finiti in carcere, solo una, Chiara
01:22Ofria, 25 anni, ai domiciliari. Indagini minuziose eseguite anche con
01:27l'ausilio di telecamere nascoste, con il determinante apporto del collaboratore
01:31di giustizia Marco Chiofalo, precedente per l'associazione mafiosa, che dal 2011
01:36al 2013 ha lavorato in nero nell'impresa in questione.
01:40Chiofalo ha raccontato i meccanismi che regolavano l'attività dell'azienda.
01:43Salvatore Ofria, con il fratello Domenico, i figli Carmelo e Giuseppe, tutti
01:48arrestati nell'operazione, lavoravano nell'impresa senza alcuna cautela.
01:52La loro presenza in azienda era quotidiana, così come nei locali era
01:56frequente incontrare esponenti della famiglia mafiosa barcellonese.
01:59Stipendie ai dipendenti e attività commerciali venivano svolte in nero, così
02:04l'azienda poteva applicare prezzi più vantaggiosi rispetto alla concorrenza.
02:09Nei 30 giorni monitorati dagli investigatori l'azienda ha guadagnato 63
02:13mila euro, con una proiezione nell'arco di 12 mesi di oltre 600 mila euro.
02:18Il tutto, secondo l'accusa, con la complicità dell'amministratore giudiziario,
02:23il commercialista di Paternò, Salvatore Virgilito. Il professionista, asservito al
02:28potere del clan, non segnalava alla magistratura gli incassi aziendali, le
02:32assunzioni dei dipendenti, la presenza di esponenti mafiosi all'interno
02:36dell'azienda. Un silenzio complice che ha portato al suo arresto per peculato.
02:41Ma gli ofria estendevano il loro potere anche al di fuori dell'azienda. Dopo aver
02:45costretto un dipendente a dare le dimissioni, perché sospettato di aver
02:49rubato somme di denaro, avrebbero minacciato un imprenditore che lo aveva
02:53assunto nella propria azienda. Un traditore della mafia non poteva più
02:57lavorare. La famiglia aveva inoltre creato il
03:00cosiddetto borsello nero, nel quale confluiva il ricavato delle vendite.
03:04Una parte era destinato al sostentamento delle famiglie degli affiliati detenuti.
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