00:00Una eccezionale attitudine criminale, disinvoltura a intrattenere legami con figure criminali di primo piano, ma ancora più dall'impermeabilità
00:08al trentennale periodo di carcerazione, non essendo mutate né l'indole né la conoscenza delle dinamiche criminali nel territorio romano e nazionale.
00:17Così il GIP di Roma descrive la figura di Marcello Colafigli, storico esponente della Banda della Magliana,
00:23tornato oggi in carcere nell'ambito di un'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Piazzale Claudio,
00:29coordinata dai sostituti Giovanni Muserò e Francesco Minisci, su un'organizzazione criminale dedita al narcotraffico.
00:37Colafigli, detto Marcellone, si trovava in regime di semilibertà. Non appena è stato ammesso lo svolgimento del lavoro esterno al carcere,
00:45sfruttando la copertura offertagli dalla responsabile della cooperativa, aggiunge il GIP nell'ordinanza carico di 28 persone,
00:52ha organizzato in breve tempo un rilevante numero di importazioni di cocaine e dashish, di ingente quantità e con abilissime modalità,
01:00sia nell'escogitare il trasferimento del denaro ai fornitori colombiani, sia nel trasporto del narcotico, sfruttando canali italiani ed esteri,
01:08e programmando infine di fuggire all'estero con i proventi in un prossimo futuro, mediante l'utilizzo di documenti falsi.
01:15Condannato Piergastoli, Colafigli è stato riconosciuto colpevole anche del sequestro e dell'omicidio del duca Massimo Grazioli Lante della Rovere,
01:23considerata come l'azione con cui la banda ha iniziato la propria attività criminale, e dell'omicidio come mandante di Enrico De Pedis detto Renatino.