00:00Oggi esploriamo il Monte Gelvison, una delle vette più significative del Cilento, noto
00:10non soltanto per la sua bellezza naturale, ma anche per il forte legame con la spiritualità.
00:15La montagna infatti domina il paesaggio con i suoi 1.705 metri di altezza ed ospita il
00:20santuario dedicato alla Madonna del Monte di Novi.
00:23Questo santuario è una meta di pellegrinaggio da secoli, si pensi che la prima traccia
00:27scritta risale al 1131, anno in cui la Bate Leonzio lo nomina Ruptis Sanctae Mariae, ovvero
00:34la Roccia Santa di Maria.
00:36Ancora oggi ospita i fedeli che vi accolgono numerosi ogni anno per celebrare la Vergine
00:41attraverso una ritualità che conserva nella sua radice veramente la traccia di tradizioni
00:46antichissime.
00:47Quali sono le origini di questo luogo sacro e cosa lo rende così importante per il territorio?
00:53Partiremo dall'analizzare il nome del Monte Gelvison e la sua storia, tenendo in conto
00:58sia l'ipotesi più accreditata, ovvero quella che vuole una radice araba di questo oronimo,
01:02sia terremo in conto una nuova intuizione.
01:04Il nome del Gelvison fa la sua apparizione per la prima volta in alcuni documenti del
01:08XVII secolo.
01:10Nel corso del tempo la montagna ha avuto diverse denominazioni, si pensi per esempio che nel
01:141660 viene indicata come la Montagna Sacra di Santa Maria del Monte di Novi.
01:19Oggi la zona del santuario appartiene al comune di Novivelia e è una frazione con la denominazione
01:24di Monte Sacro, mentre invece Gelvison è la denominazione geografica del Monte.
01:29È un luogo dove storia, folclore e leggende si incrociano, rendendolo un punto di riferimento
01:34affascinante per chi voglia comprendere il territorio.
01:37Tra i boschi sembra ci siano ancora l'eco delle leggende del monaco che lavandosi nelle
01:41acque sorgive riuscì a guarire tutte le sue malattie, oppure dei briganti che si sono
01:45nascosti nelle grotte.
01:47Prepariamoci dunque a questo approfondimento che riguarda quella che è molto di più di
01:51una semplice vetta, ma ha un vero e proprio simbolo.
01:53Siamo qui oggi col professor Luigi Vecchio, archeologo, docente di storia greca presso
02:05l'Università di Fisciano in provincia di Salerno e direttore scientifico di alcuni
02:10progetti volti alla salvaguardia del patrimonio epigrafico di Poseidonia Pestum e di Elea
02:15Velia.
02:16Proprio lavorando ad uno di questi progetti, Vecchio ha avuto l'intuizione che apre nuovi
02:20scenari sul significato dell'oronimo del Gelbi, sono sul significato del nome.
02:25Si dice che i romani prendevano il ferro dall'elba, Polibio dice che durante le guerre puniche
02:31prendevano il ferro all'elba e lo portavano in altri posti per essere lavorato e quindi
02:35c'era questa ipotesi che questo ferro lavorato a Velia fosse dell'elba.
02:38Abbiamo fatto analizzare le scorie e la collega austriaca che dirigeva lo scavo e ci hanno
02:44dato una compatibilità al 50% con l'elba.
02:48Mi rimaneva l'altro 50% di possibilità che fossero risorse altre, diciamo.
02:54Poi a Caselli in Pitteri, in questo sito della Valle del Bussente, abbiamo riscontrato la
02:58stessa situazione, cominciato a capire se appunto nel territorio ci fossero mai state
03:04lavorazioni legate appunto a ferro e ho scoperto per esempio a Murigerati, che è lì nel golfo
03:11di Policastro, che si è conservata ancora oggi molto bene una ferriera, ce l'hanno
03:15anche restaurata, si visita e quindi poi cercando nella bibliografia ho scoperto questo
03:23mondo delle ferriere attive nel Regno di Napoli fino all'Unità d'Italia praticamente e cercando
03:29ho scoperto che c'erano ferriere a Novi, anzi la più antica di queste sembrerebbe essere
03:34proprio quella di Novi che funziona già nel Cinquecento.
03:37A Novi probabilmente ce n'era più di una perché c'è un toponimo della toponomastica
03:44stradale locale che è Via delle Ferriere, quindi mi fa pensare che forse ce n'era pure
03:50più di una.
03:51Erano a Rofano, sulle pedici del Monte Jambison e poi c'erano queste nella zona della Valle
03:56del Bussento, questo ancora non l'ho capito, se nella zona gravita verso il Bussento ci
04:01fossero altre risorse ferrose, qualcuno mi diceva il Monte Centaurino o altro, oppure
04:06arrivavano da altrove, non lo so, perché la lavorazione era anche legata al fatto che
04:11chiaramente si richiedeva legname e a presenza di legname e di acqua, quindi i posti dove
04:18c'erano contemporaneamente fiumi e boschi erano i luoghi più adatti per la lavorazione.
04:22Questa di Novi è stata sì una sorpresa perché funziona già nel Cinquecento e Novi è il
04:28paese di riferimento per l'area del Jambison, il santuario è sempre stato regato amministrativamente
04:33a Novi, i celestini che lo amministravano avevano sede e convento a Novi e queste risorse
04:39sono forse, adesso non mi so dire, ma non so, tre o quattro chilometri più su del paese insomma,
04:47quindi sono alla portata e sono affioramenti, non sono miniere, sono affioramenti, se andare
04:53lì e si vedono. La teoria più popolare sul nome Jelbison è che il nome abbia origini arabe,
04:59secondo questa ipotesi deriverebbe da Jabal al-Sanamon, che significa letteralmente Monte
05:05dell'idolo o Monte degli idoli, un riferimento alla sacralità del luogo che da secoli attira
05:11pellegrini per il culto mariano. L'ipotesi del toponimo arabo è supportata dal fatto che esistono
05:17altri toponimi come per esempio Mongibello, nome del vulcano Etna, simili. Quali sono le evidenze
05:23storiche o linguistiche che la portano a mettere in discussione la tesi per cui l'oronimo sia di
05:30origine araba? Noi con la presenza araba nel nostro territorio abbiamo uno strano rapporto,
05:35tendiamo a volte ad attribuire a questa presenza araba molto più di quello che effettivamente ha
05:40significato. E quale motivo gli arabi avrebbero dovuto dare un nome a quel monte? Sì, si sono
05:46insediati per brevi periodi lungo la costa, facevano incursioni verso l'interno, ma non
05:51risultano incursioni in quell'area. A me la cosa è sempre sembrata curiosa, però essendo io uno
05:57studioso del mondo arabo non mi sono mai avventurato. Infatti la prima cosa che ho
06:00fatto è di sgomberare il campo dall'ipotesi che possa trattarsi di arabo. Ho chiesto un parere
06:08a Riccardo Contini che è ordinario di ideologia semitica d'Orientale a Napoli, è un'autorità,
06:13lui mi ha detto che è molto difficile, improbabile, altamente improbabile, perché la radice araba è
06:19gbel, non gelb. Invece l'altra sua ipotesi, che possa essere una radice germanica, è gelb,
06:26io la trovo molto convincente, però provi a sentire i germanisti. Ho sentito i germanisti,
06:33a cominciare dall'Arcamone, che mi hanno detto di essere l'autorità massima in Italia,
06:37e mi hanno detto che la loro ipotesi è buona. Secondo questa ipotesi, Gelbison deriva da
06:43Gelbesen, letteralmente ferro giallo. Quest'ipotesi è legata dunque alla composizione mineraria del
06:49monte e alle lavorazioni metallurgiche locali. Ho accettato la pietra nello stagno,
06:54ho presentato l'ipotesi con un punto interrogativo fino al titolo, perché è una proposta però
06:58confortata da arabisti, grottologi, germanisti, ho indagato sul versante della mineralogia,
07:07cioè capire questo termine che rilevanza avesse, e mi hanno tutti confortato dicendo che la
07:13metallurgia in Europa era un monopolio tedesco nella tecnologia, nella terminologia, l'unico
07:20trattato fino all'Ottocento era tedesco, e quindi si usava spesso una terminologia che era anche
07:25tedesca, le maestranze direttamente o indirettamente si erano formate alla scuola tedesca, i tecnici si
07:31erano formati alla scuola tedesca, l'uso di un termine tedesco era ampiamente giustificato in
07:35questo quadro di un monopolio della Germania nelle tecniche, nella terminologia, eccetera.
07:40Poi aggiungiamo che nel Regno di Napoli chi gestiva le miniere erano famiglie genovesi,
07:47e novi, è il feudo di una famiglia genovese, però sarebbe interessante capire le attestazioni
07:53più antiche, soprattutto se per esempio Gerbison non indichi una parte per il tutto.
08:01Secondo il mito archeologo Luigi Leuzzi, sul monte si troverebbero alcuni speroni megalitici,
08:07uno è molto noto, in dialetto lo chiamiamo Ciampa Recavado, è una colonna di pietra che
08:12si erge sulla quale i pellegrini cercano, tirando una monetina, di centrare questa colonna.
08:18Secondo lei è d'accordo con questa teoria?
08:21Io sono un po' scettico, nel senso che i siti che hanno individuato sono talmente
08:26tanti questi siti megalitici, ai quali però non fa riscontro nessuna presenza antropica.
08:32Sì, ci sono delle cose anche del mio collega Elio De Magistris che insegna
08:37della Lucania e lui dice che probabilmente sulla cima c'è una frequentazione già antica.
08:43Il buon Don Carmine Troccoli nei vari lavori che ha fatto lì al santuario ha trovato dei
08:50reperti di età lucana, vasi, statuette che io ho visto in fotografia su alcuni suoi libri.
08:56Poi penso che sarà scesa anche lei in quegli ambienti ipogeici sotto la versione attuale
09:04del santuario che lui chiama cripta, ma che chiaramente non è una cripta, sono semplicemente
09:09i resti delle fasi precedenti sui quali hanno costruito.
09:13C'è un punto dove si vede un muro in blocchi squadrati, esattamente come la stessa tecnica
09:20della fortificazione della Civitella, per esempio.
09:23Quindi quello sembrerebbe, così com'è difficile dirlo, sembrerebbe una struttura antica,
09:32però poi è interrotta perché hanno aperto questo muro in blocchi e a un certo punto
09:36si apre una porta che hanno aperto in età moderna e si vede che hanno rotto la tessitura.
09:40Dovrebbe essere una struttura antica realizzata in quel luogo, non è tutta la storia del
09:44posto da indagare.
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