Il giro di vite di Londra sul credito a breve termine trascina a fondo i conti di Wonga: l’anno scorso la società britannica ha registrato una perdita di quasi 52 milioni di euro.
E pensare che nel 2012, all’apice del successo, l’azienda fondata dal sudafricano Errol Damelin aveva superato i 2 miliardi di euro di profitti lordi.
La parabola discendente è cominciata quando i suoi tassi di interesse ai limiti dell’usura e le sue pratiche di riscossione debiti sono finiti nel mirino dei legislatori.
La conseguente riforma del settore dei payday loan (i prestiti per arrivare a fine mese, molto diffusi durante la crisi) ha fatto il resto.
Commenti