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  • 5 minuti fa
“L'intelligenza artificiale può davvero ottimizzare il nostro lavoro fin da prima della diagnosi: dal workflow di segreteria nell'accettazione dei pazienti fino all'ottimizzazione delle indagini in termini di riduzione dei tempi di acquisizione dell'esame”. Questa tecnologia aiuta a “ridurre gli artefatti e il rumore, ottenendo immagini più nitide che ci permettono di osservare dettagli che prima sfuggivano. Tutto questo si traduce in diagnosi più precise e precoci, soprattutto in ambito oncologico ma non solo, capaci di cambiare la storia clinica di un paziente”. Così Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm - Società italiana di radiologia medica e interventistica, intervenendo alla seconda giornata del 52° Congresso nazionale dell’associazione, in corso a Milano.

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Trascrizione
00:03L'evoluzione tecnologica porta inevitabilmente dei cambiamenti in senso ovviamente migliorativo,
00:14quindi migliori tecnologie, migliori diagnosi, efficacia ovviamente, perché poi una tecnologia
00:24perché sia valida, ne misuriamo poi l'efficacia che si traduce in termini di beneficio per
00:30il paziente. Una di queste, il congresso lo fa vedere ed è centrato su questo, è l'utilizzo
00:38dell'intelligenza artificiale. Noi abbiamo visto che l'intelligenza artificiale può veramente
00:43ottimizzare il nostro lavoro prima ancora della diagnosi, dal workflow di segreteria, nell'accettazione
00:53dei pazienti, all'ottimizzazione delle indagini in termini di riduzione del tempo di acquisizione
01:01dell'esame e che, non voglio dire, ma per alcune indagini oltre che il tempo che è necessario,
01:09ma possono anche essere un maggior comfort per il paziente. Ricordo sempre che stare sdraiati
01:15su un lettino della risonanza non è cosa molto gradita a molti. Quindi ottimizzazione dell'esame,
01:24ottimizzazione anche della qualità dell'immagine, riduciamo gli artefatti, riduciamo il rumore,
01:31vediamo delle immagini più nitide, più belle che ci fanno vedere di più. Tutto questo si traduce
01:38su diagnosi, soprattutto in ambito oncologico, ma non solo più precise, più precoci e che
01:46possono sicuramente cambiare la storia di un paziente. Naturalmente tutto questo deve essere comporta
01:55anche dei modelli organizzativi e una revisione di modelli organizzativi, a mio giudizio nuovi,
02:01organizzativi, dove il vantaggio che ci può dare nel ridurre il minor tempo, nel ridurre il lavoro
02:14standardizzato di un medico può tradursi in un tempo da spendere nella comunicazione, ma comunicazione
02:21intesa come comunicazione tra i colleghi, quindi negli incontri multidisciplinari dove la decisione
02:29di una scelta terapeutica avviene sempre in maniera condivisa e pensiamo se i professionisti non parlano
02:40tra di loro che danni possiamo dare anche in termini di comunicazione al paziente. E poi comunicazione
02:47con i pazienti e comunicazione anche non solo col paziente, ma comunicazione inteso informazione di tutte
02:55queste possibilità per non creare delle false aspettative.

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