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“Oggi il radiologo ha superato la fase puramente diagnostica approcciando anche la terapia grazie alla radiologia interventistica, che rappresenta ormai il quarto pilastro nella cura del cancro insieme alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia. Tutti i radiologi interventisti oggi fanno parte dei team multidisciplinari per definire l'approccio più corretto al paziente e alla patologia stessa”. Lo ha detto Gianpaolo Carrafiello, professore ordinario di Diagnostica per Immagini università degli Studi di Milano e direttore del dipartimento Area dei Servizi policlinico di Milano, partecipando seconda giornata del 52° Congresso Sirm - Società italiana di radiologia medica e interventistica.

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00:04Il radiologo oggi non è più solo un diagnosta, ma ha superato la fase diagnostica approcciando
00:10anche la terapia grazie alla radiologia interventistica che rappresenta il quattro pilastro nella cura
00:17del cancro insieme alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia. Per cui la radiologia
00:25interventistica oggi riveste un ruolo fondamentale e tutti i radiologi interventisti oggi fanno
00:31parte di quelli che sono i team multidisciplinari per l'approccio più corretto al paziente e
00:38alla patologia stessa. Esistono diversi tipi di trattamento, sia per cutanei con le ablazioni,
00:45ablazioni che possono essere utilizzate, metodiche che a loro volta utilizzano il calore o il
00:54freddo, quindi le microonde, la radiofrequenza o la criablazione, oppure delle metodiche non
00:59termiche come ad esempio l'elettroporazione irreversibile che dà un'alterazione a livello
01:05delle membrane cellulari. Questo favorisce la penetrazione del farmaco nelle cellule tumorali
01:11o addirittura le distrugge. Per contro, questo tipo di trattamenti sono dei trattamenti che
01:18possono lavorare in maniera sinergica anche con la chemioterapia perché danno un cambiamento
01:25dell'assetto immunologico del paziente che esprime più antigeni e quindi ha una maggiore
01:30efficacia anche il farmaco chemioterapico che poi viene utilizzato successivamente. Sicuramente
01:35negli anni la patologia oncologica più studiata e maggiormente trattata è l'epatocarcinoma,
01:42il tumore primitivo del fegato, ma oggi anche le metastasi epatiche hanno sicuramente un beneficio
01:50notevole, tanto che gli ultimi studi dell'attratatura hanno dimostrato che i trattamenti di tipo
01:55ablativo sono quasi simili alla chirurgia stessa, con vantaggi che sono a favore del paziente
02:04in quanto riducono i tempi di degenza e il paziente ha sicuramente una migliore compliance
02:09nei confronti di questo tipo di terapie. In altri ambiti, come ad esempio nel tumore
02:14renale, c'è un'efficacia intorno al 94-95%, un'efficacia clinica ed ancora c'è il grande
02:23vantaggio che sono metodiche nephron-sparing, quindi non distruggono il terreno ma distruggono
02:30soltanto la lesione tumorale. Questo è per quanto riguarda tutte le terapie abbatiche.
02:37Poi ci sono le terapie di tipo endovascolare, quindi anche in patologie più diffuse, quando
02:42c'è da aggredire un intero organo con dei trattamenti chemioterapici locali. Tutto questo
02:52riduce sempre quelli che sono gli effetti sistemici a favore di un maggiore successo sul
02:57trattamento locale stesso. Per contro oggi abbiamo qualche limite nelle dimensioni dei tumori
03:03che possiamo trattare, perché possiamo trattare in maniera sicura dei tumori fino a 3-3,5
03:09centimetri. Dopodiché l'ablazione in una singola sessione, in un singolo posizionamento, può
03:15non essere più totalmente efficace. Però l'azione molte volte non è solo quella di distruggere
03:21totalmente il tumore, ma è di cambiare l'assetto immunologico del paziente in modo che il paziente
03:26possa rispondere meglio alla chemioterapia.

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