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Trascrizione
00:05Parliamone con Giampiero Massolo, ambasciatore diplomatico di lungo corso, oggi vicepresidente
00:10di Mundis. Buongiorno Massolo, grazie di essere con noi.
00:13Buongiorno, grazie a voi.
00:15Cosa cambia soprattutto nella politica internazionale americana, nella politica estera e in quella
00:22che è nel primo effetto, ovvero la guerra in Iran, Massolo, con questo voto secondo
00:26lei?
00:26Diciamo che in politica estera probabilmente cambia poco, nel senso che il Presidente
00:32degli Stati Uniti, già di per sé questo Presidente degli Stati Uniti, ci ha abituato a governare
00:38molto per ordini esecutivi, ma ha prerogative molto ampie per quanto riguarda la politica
00:44estera e di sicurezza, per cui il Congresso può influire o cercare di mitigare, tagliando
00:52o canalizzando in maniera diversa i finanziamenti che le amministrazioni del governo Bush poi
01:00finiscono per chiedere. Ma al di là di questo e al di là della possibilità comunque per
01:06il Presidente di vetare legislazioni che non ritenesse consone, per il resto la linea
01:12di politica estera e la possibilità di agire non sono particolarmente, diciamo così, mitigate.
01:19Ci sono due punti, un punto è che un Presidente ormai visibilmente anitrazoppa non ha la percezione
01:29di essere un anitrazoppa, evidentemente lo ha dimostrato dicendo che se il suo nome fosse
01:34stato sulle liste probabilmente avrebbe vinto, cosa tutta da dimostrare, ma soprattutto forse
01:40anche avrà un sentimento di rivalsa, di voler dimostrare, quindi l'anitrazoppa potrebbe essere
01:47anche un'anitra arrabbiata e questo evidentemente sulla linea di politica estera non avrebbe una
01:52buona influenza. Dall'altra parte proprio, e chiudo, proprio per essere percepito ormai
01:58come anitrazoppa, potrebbe venire meno l'incentivo, che già non era particolarmente rilevante
02:05per gente come Putin o come per gli Ayatollah, in Iran a arrivare ad una qualche conclusione
02:12delle guerre che ci affliggono, Ucraina e Iran.
02:15E questa è una lettura analitica di quanto sta succedendo, molto interessante, non solo
02:21anche perché la prima lettura, forse quella anche dei mercati, è che la guerra in qualche
02:26modo va in retroscena e quindi si vendono i titoli della difesa. Eppure però c'è da
02:34dire che la guerra in Iran è stato uno degli argomenti che come motore poi dell'inflazione
02:39del carovita e caro energetico negli Stati Uniti ha determinato anche questo voto. Le faccio
02:45sentire, grazie a Simone Fausti, che cosa ha appena scritto sui social un politologo particolarmente
02:50influente come Ian Bremmer?
02:52Sì, esatto, Adolfo, appena sono uscite i primi spogli, le prime votazioni, Ian Bremmer,
02:58lo vediamo insieme cosa ha twittato, ha scritto, questa notte la guerra voluta da Trump in
03:04Iran si sta rivelando il più grande disastro per un Presidente degli Stati Uniti dai tempi
03:08di Bush in Iraq. Perché? Lo sappiamo, per l'ondata blu. Ecco qui il grafico forse più
03:13importante di quelli visti finora. Sostanzialmente identifica il cambiamento del margine di voto
03:19a favore dei democratici rispetto alle elezioni che videro scontraste Trump, Harris, Kamala
03:24Harris nel 2024 per la Presidenza. Ian Bremmer però guarda anche al futuro e dice sostanzialmente
03:30se fossi J.D. Vance non è con questo bilancio che vorrei candidarmi. Impossibile vincere nel
03:362028 facendo la parte della Kamala di Trump.
03:40E questo l'abbiamo sentito, Massolo, è uno dei punti fondamentali, ovvero la proiezione
03:46che tutto questo dà non soltanto sui prossimi due anni di governo ma anche su come cambierà
03:51l'America quando tornerà al voto per le presidenziali. Io le chiedo da una parte è vero quello che
03:56ci ha detto, ovvero che ha ampi poteri per quanto riguarda Trump in politica estera, dall'altra
04:01però insomma dovrà scendere a patti se non sui temi di politica estera, comunque sui
04:07temi di politica interna e ovviamente i democratici eserciteranno la propria influenza per determinare
04:14anche i primi oltre ai secondi. Tutto questo cambia le prospettive, d'altronde i repubblicani
04:21si rendono conto di aver puntato su un cavallo che in qualche modo li ha portati a sbattere
04:29e adesso bisognerà ricostituire le fila. Che cosa vede di strutturale nei cambiamenti
04:35della politica americana, oltre che ovviamente nella reazione emotiva e contingente degli
04:42elettori di questa notte?
04:43Al punto di vista strutturale diciamo che cambiare non è stato Trump, Trump ha secondato
04:51un cambiamento in atto che era quello dell'America first, del ripiegamento dell'America dalle
04:57questioni del mondo, dalla conduzione di una politica estera dell'americano medio, come diceva
05:04Biden, cambiamento che risale almeno alla fine del primo mandato di Obama con l'inizio
05:12poi del secondo, con le crisi economiche finanziarie e poi industriali, certi medi lasciati fuori
05:19al freddo, insomma sappiamo bene. Trump evidentemente esaspera queste caratteristiche ma non bisogna
05:25pensare che ci sarà un facile ritorno al passato, ci illuderemmo se pensassimo che Trump sia una
05:32nube tossica, Trump sicuramente ha caricato gli significati della nube, ma la nube esiste
05:39e continuerà ad esserci. Due dinamiche saranno da seguire con attenzione dal punto di vista
05:48centrale, finora erano in qualche modo diciamo nelle mani di Trump, direi quasi ricattati da
05:59Trump. Adesso che, come si diceva, sono andati a sbattere con Trump, vediamo se riusciranno
06:06in parte ad affrancarsi e poi, come dice Bremmer, fossi Vance non vorrei fare Kamala Harris nel
06:122028 e come Vance forse anche Rubio, vediamo se ci saranno degli ulteriori sviluppi. Quanto
06:18ai democratici invece? Beh, un conto è presentare dei candidati opportuni per le singole realtà
06:25locali, da un lato i più progressisti, dall'altro quelli più rassicuranti, un pochino più centristi.
06:32Altra è fare una sintesi fra le varie anime del partito, che non sono poche, una specie
06:37di campo largo e l'edizione americana, su di un solo nome alla vigilia delle elezioni
06:44presidenziali. Vedremo, sono due dinamiche da seguire con attenzione.
06:49Insomma, ambasciatore, lei ci insegna che la realtà è sempre più articolata di quanto
06:53una lettura immediata o semplicistica possa garantire. Io le chiedo soltanto un'altra
07:00cosa prima di salutarla, perché lei ha parlato di una nube che era già in circolazione, di
07:05cui Trump si è fatto in qualche modo interprete, c'è però non solo una nube ma anche uno spettro
07:10con i quali fanno i conti di Stati Uniti e allora che cosa significa nelle relazioni dei
07:15due grandi contendenti del momento, ovvero America e Cina, tutto questo?
07:19Mi viene in mente la fantastica copertina dell'Economist di qualche giorno fa, mai disturbare
07:25il tuo avversario quando sbaglia e credo che la situazione da questo punto di vista non
07:30potrebbe essere migliore per la Cina. Detto questo, fra superpotenza e manifestamente
07:37la parola chiave è compatibilità, dunque non si mordono fra loro, non affondano i colpi
07:43e siamo in una specie di stallo che sta in questo momento nell'interesse di entrambi.
07:51Quando si vedono e si sono visti in abbondanza e ancora si vedranno, Trump e Xi da qui a
07:56Fidano altre due volte, di fatto hanno gestito un armistizio, una tregua piuttosto che dare
08:06contenuti ad un rapporto futuro. Questa è la fase e questa rimarrà almeno fino alla fine
08:11della presidenza Trump, poi vediamo.
08:14Grazie Gian Piero Massolo, ambasciatore diplomatico, vicepresidente di Mundis, grazie di essere stato
08:20con noi.
08:21Gian Piero Massolo, vedete?