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  • 5 minuti fa
"Credo che l'Europa non dovrebbe trattare lo stoccaggio come un tema di mero mercato. Quando affidarlo a quest'ultimo non funziona, devono intervenire i governi". Lo afferma Agostino Scornajenchi, amministratore delegato Snam, in occasione dell’evento, organizzato all’Auditorium Parco della Musica a Roma, con cui la società ha celebrato i suoi 85 anni.

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00:04Io credo che l'Europa forse dovrebbe trattare il tema dello stoccaggio non come un tema
00:08di mero mercato, perché la giustificazione del fatto che gli stoccaggi in Europa sono
00:13bassi, tranne l'Italia, è che lo stoccaggio è un meccanismo affidato al mercato, ma ci
00:18si affida al mercato quando il mercato funziona, quando il mercato non funziona devono intervenire
00:22i governi, esattamente quello che è successo in Italia.
00:24La rete italiana è già aperta a nuove soluzioni, la rete italiana e i colleghi di Snam hanno
00:29fatto un lavoro straordinario nel corso degli ultimi anni, chi fa il mio mestiere normalmente
00:34tende a raccontare quello che ha fatto lui, io racconto con piacere quello che hanno fatto
00:38gli altri, 85 anni di infrastrutture e di investimenti e di competenza sono quelle che ci hanno permesso
00:44di uscire rapidissimamente dalla crisi del gas russo, arrivava una montagna di gas da
00:49un unico fornitore e nel giro di pochi mesi abbiamo completamente riposizionato i flussi,
00:54adesso arriva maggior gas da Nord Africa, arriva molto gas dall'Azerbaijan con il TAP,
00:59una infrastruttura che nessuno voleva e senza la quale oggi il paese sarebbe spento e lo
01:04stesso con il posizionamento di due navi ricassificatrici, una a Piombino e l'altra a Ravenna senza
01:10le quali il paese non avrebbe superato gli ultimi inverni e mi lascio dire le ultime
01:14estati, perché quest'estate quando le temperature che tutti ricordiamo ci affaticavano, il paese
01:22in quel momento andava a gas perché c'era poca produzione idroelettrica, perché c'era
01:27poco import e come ho detto nella domanda precedente, quando gli altri non ci sono dobbiamo
01:31esserci noi. Continueremo a fare questo, noi non sappiamo quale sarà l'evoluzione della
01:36geopolitica, non sappiamo quale sarà il futuro di cose che poi vengono anche decise al di fuori
01:42della nostra possibilità di controllo. Dovremo avere un'infrastruttura resiliente, in qualche
01:48caso ridondante, per poter rapidamente muoverci rispetto a quelli che saranno i flussi del futuro.
01:53Quello che è sicuro è che in questi tempi un po' particolari il confine fra infrastrutture
01:59civili e infrastrutture belliche è sempre più sottile, ma in effetti forse questa non
02:05è una novità, tutte le volte che ci sono tensioni fra paesi, tutte le volte che purtroppo
02:11si fa il ricorso alle armi, le infrastrutture energetiche sono sempre le prime a essere attaccate
02:16e quando non c'era energia erano infrastrutture idriche, erano i confini territoriali ad essere
02:21attaccati. Questo pone una riflessione a chi fa il gestore di infrastrutture, che è una
02:27riflessione che occupa moltissimo del nostro tempo e della nostra concentrazione ed è un'importante
02:32riflessione che stiamo portando avanti con le istituzioni per assicurare la massima protezione.
02:38Una rete è di per sé protetta, proprio perché ha una sua naturale ridondanza, perché è fatta
02:45di magliatura evidentemente. Quello che deve essere monitorato è che questa rete oggi
02:50è anche integrata invece con dei punti singoli di ingresso, che sono per esempio le unità
02:55di ricassificazione, che evidentemente richiedono un apparato di protezione diverso sul quale
03:03ci stiamo rapidissimamente attrezzando.

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