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PALERMO (ITALPRESS) - "Oggi come USB abbiamo lanciato un grande sciopero generale. Mettiamo al centro di questo paese coloro che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare e contribuiscono alla ricchezza di questo paese, su cui invece è calato il peso pesantissimo del carovita. Oggi scioperiamo contro guerra e carovita, perché fondamentalmente questo paese continua a investire in armamenti. Entro il 2035 il 5% sarà investito in armamenti vari in riarmo, mentre invece gli investimenti in istruzione e sanità rimangono sotto il 4%. È un paese che va verso la guerra e non verso la pace". Così, Luigi Del Prete, responsabile di Usb Palermo, a margine della manifestazione organizzata nel capoluogo siciliano, che ha ha visto scendere in piazza, lavoratori, gente comune e tanti studenti.
"Non ce la facciamo più - aggiunge Marco Militello della Federazione del Sociale Usb - Si va avanti di decreto sicurezza in decreto sicurezza, ma non si cerca una risposta reale effettiva ai problemi. I nostri problemi invece li conosciamo. L'assenza di edilizia pubblica, l'assenza di una riforma del lavoro, salari bassi, tetti che cadono sulle teste di studenti e studentesse. Quello che invece noi vogliamo è la pace. Quello che noi vogliamo è lo stop del genocidio in Palestina, salari adeguati, vogliamo case perché la casa è un diritto per tutti e per tutte. Vogliamo un salario che si colleghi direttamente al carovita". "Noi come Cambiare rotta siamo in mobilità permanente dall'inizio dell'anno accademico. Siamo partiti quest'anno con posti letto non assegnati agli studenti fuorisede, agli studenti internazionali - sottolinea lo studente universitario Andrea Catania, di Cambiare Rotta -. Abbiamo montato le tende proprio in segno di protesta contro tutto ciò. Io credo che questo non sia una casualità, ma è semplicemente il frutto di scelte di un governo, di una governance universitaria che ormai ha altre priorità rispetto al diritto allo studio".
xd6/vbo/gtr

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00:03Oggi come OSB abbiamo lanciato un grande sciopero generale, mettiamo al centro di questo paese
00:08coloro che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare e contribuiscono alla ricchezza di
00:12questo paese, su cui invece è calato il peso pesantissimo del carovita. Oggi scioperiamo
00:18contro guerra e carovita perché fondamentalmente questo paese continua a investire in armamenti,
00:23entro il 2035 il 5% sarà investito in armamenti vari, in riarmo, mentre invece in investimenti
00:29in istituzione e sanità rimangono sotto il 4%, è un paese che va verso la guerra e non
00:35verso la pace. Non ce la facciamo più, si va davanti di decreto sicurezza, decreto sicurezza
00:40non si cerca una risposta reale, effettiva ai problemi, i nostri problemi invece li conosciamo,
00:44l'assenza di edilizia pubblica, l'assenza di una riforma del lavoro, salari bassi, tetti
00:49che cadono sulle teste degli studenti e le studentesse, quello che invece noi vogliamo
00:54è pace, quello che noi vogliamo è lo stop del genocidio in Palestina, salari adeguati,
00:58vogliamo case perché la casa è un diritto inerabile per tutti e per tutte, vogliamo
01:02un salario che si colleghi direttamente al carovita.
01:05Noi come Cambia di Rotta siamo in mobilitazione permanente dall'inizio dell'anno accademico,
01:10siamo partiti quest'anno con posti letto non assegnati agli studenti fuori sede, agli
01:16studenti internazionali, abbiamo montato le tende proprio in protesta di tutto ciò, io credo
01:21che questa non sia una casualità ma è semplicemente il frutto di scelte di un governo, di una
01:28governance universitaria che ormai ha altre priorità rispetto al diritto allo studio.

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