00:03L'Inps si sta trasformando profondamente utilizzando in maniera etica l'intelligenza
00:09artificiale. Noi stiamo costruendo un welfare language model, un modello di intelligenza
00:15artificiale del welfare che al di fuori dei modelli generalisti stia attento alla sovranità
00:22del dato, alla protezione dei dati dell'utente e alla certificabilità delle risposte. Tutte
00:28le istituzioni che sono impegnate nel campo dei diritti della previdenza sociale non possono
00:35permettersi di dare delle risposte approssimative o bacate da allucinazioni, devono dare delle
00:43risposte molto puntuali e devono anche permettere ai cittadini di orientarsi in una selva di
00:49diritti, di bisogni sempre più complessa perché le società complesse comportano poi bisogni
00:55complessi. E allora il tentativo dell'Inps, ed è anche il tipo di esperienza che vorremmo
01:01portare come modello per altre istituzioni simile alle nostre, è quello di un ente che
01:07investe tecnologia per passare dal soggetto erogatore di meri servizi a soggetto proattivo
01:15che permette all'utente di orientarsi e di conoscere prima a quali diritti può accedere,
01:24quali sono le opportunità messe a disposizione dallo Stato senza perdersi nella selva della
01:30burocrazia. Pensiamo che queste innovazioni che noi stiamo ponendo possano avere un riscontro
01:37importante anche in ambito di collaborazione interistituzionale tra enti simili europei
01:45e possano anche essere un caso di studio interessante per altre amministrazioni al di fuori del contesto
01:52europeo. Quindi queste occasioni che sono occasioni di incontro per riflettere sui grandi temi in
01:58realtà sono anche occasioni di scambio di buone pratiche in cui sicuramente l'Italia può dare
02:03un gran contributo.