00:00L'ozono troposferico danneggia la salute di persone e piante. Secondo un'analisi di
00:06Lega Ambiente, sul periodo maggio-settembre 2026, Brescia è una delle province padane
00:12più esposte a criticità. Nel dettaglio, è un inquinante che si forma tramite reazioni
00:16fotochimiche che coinvolgono ossidi di azoto e composti organici volatili. Se da una parte
00:22si registrano miglioramenti nell'area bresciana sul fronte PM10, questo inquinante secondario
00:28torna a far preoccupare. Nelle persone può infatti provocare infiammazioni delle vie respiratorie,
00:33ridurre la funzionalità polmonare e aggravare patologie come l'asma. L'ozono troposferico
00:39danneggia però anche la vegetazione, andando ad alterare la fotosintesi, rallentando la crescita
00:44delle piante e riducendo la resa delle colture. Secondo i dati rilevati dalla stazione del villaggio
00:50Sereno, Brescia si colloca al quarto posto tra le province delle quattro regioni della pianura
00:55padana per giorni di sfioramento del limite di legge, con 100 superamenti su 153 giorni
01:02totali. Lega Ambiente si focalizza poi sulla Lombardia e la definisce la regione europea
01:07dell'inquinamento. Il problema dello zono troposferico si accentua però in estate, sempre
01:13secondo l'Associazione Ambientalista, quella appena passata è stata un'estate nera. Tutti
01:18i 35 capoluoghi del bacino padano hanno infatti superato la soglia normativa di 25 giorni di sforamento
01:25all'anno. Il 2026 segna poi un netto peggioramento della qualità dell'aria nella pianura padana,
01:31con un totale di 2834 giorni di superamento dei limiti di ozono nelle città monitorate.