00:01Temperature elevate, siccità prolungata, vegetazione secca e raffiche di vento sono alcuni dei fattori
00:06che contribuiscono a generare vasti incendi. In quest'ultimo periodo la situazione in Europa
00:12è critica, con diverse aree della Francia e Spagna devastate dalle fiamme. Per ora non
00:17è allarme nel Bresciano, che resta però sotto osservazione per la grande quantità di boschi
00:22sempre più secchi messi a dura prova dalle temperature roventi. Esistono poi alcuni
00:27strumenti con cui regione, province e comunità montane programmano la gestione del territorio.
00:32Da un lato ci sono i piani antincendio boschivo locali, uno storico dei roghi, dove viene tenuta
00:38traccia delle aree bruciate. Dall'altra c'è la carta regionale PRIM, che incrociando
00:43vegetazione, pendenze e presenza umana misura il rischio potenziale. Più a rischio sono le
00:48strutture isolate, spesso edificate con tetti di legno, verande e depositi all'aperto. Sul
00:56accumulo di legname secco, che diventa combustibile ideale. La serie storica più imponente appartiene
01:02alla Valle Trompia, dove tra il 1990 e il 2023 si sono registrati 945 incendi per oltre 13.000
01:10ettari complessivamente inceneriti. Il rischio teorico non coincide poi necessariamente con
01:15i comuni più interessati dagli incendi negli anni scorsi. Osservando le griglie territoriali
01:20emerge infatti una netta spaccatura. Mentre la pianura meridionale presenta valori quasi nulli,
01:26la fascia collinare, prealpina e valliva si tinge quasi in modo omogeneo di classi di
01:31rischio medio-alte. Il pericolo potenziale interessa per lo più i versanti delle valli,
01:36le colline attorno alla città e le zone lacustri.
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