00:03Molto si discute, e ne abbiamo anche questa mattina parlato fin qui, in particolare della
00:10intelligenza artificiale e delle sue diffuse e sempre crescenti applicazioni. Il fenomeno
00:19suscita attese, induce a ritenere possibili progressi eccezionali nei campi più diversi,
00:27ma alimenta al contempo preoccupazione che possa divenire strumento di dominio a disposizione
00:37di pochi e a scapito dei diritti e della dignità di molti. Vorremmo dire, anche in questa occasione
00:47così importante, che sarebbe un errore nutrire il timore o addirittura coltivare il rifiuto
00:55di strumenti che già sostengono e possono ulteriormente incrementare in misura significativa il benessere
01:04collettivo. Tuttavia occorre agire rapidamente e con efficacia, perché non prevalgano usi
01:13impropri e incontrollati di questa straordinaria tecnologia. È essenziale predisporre e applicare
01:21una regolamentazione appropriata. L'Unione Europea, all'avanguardia, come avviene in diversi
01:31ambiti e come sarebbe saggio riconoscere, ha già posto in essere una disciplina tra le più
01:38avanzate in ambito internazionale, in grado di orientare lo sviluppo e, se necessario, limitare
01:46le applicazioni dei sistemi di intelligenza artificiale, in modo da precluderne impegni
01:53contrastanti con l'interesse generale e con i diritti fondamentali.
01:59Il rischio, talvolta riconosciuto dalle stesse Big Tech, è che lo sviluppo dei modelli
02:07attraverso l'apprendimento automatico possa condurre a una perdita di controllo e processi
02:14tecnologici. L'esigenza è quella di porre un freno a una competizione sempre più esasperata
02:22tra un numero limitato di soggetti, con esiti che allo Stato la scienza non è in condizione
02:30di prevedere. Se ci limitassimo a essere spettatori dell'espansione in ogni direzione
02:38del potere computazionale, potrebbero risultarne pregiudicati i valori fondativi della centralità
02:46della vita umana e al contempo della nostra democrazia.