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  • 2 giorni fa
Trascrizione
00:04La conoscenza ha fatto, fa, potrà fare la differenza, secondo me la domanda che ci possiamo
00:10fare oggi è che cosa vuol dire ancora gestire la conoscenza, perché tutto sommato con l'intelligenza
00:16artificiale di fatto la conoscenza è a disposizione di chiunque in maniera molto rapida, quindi
00:21perché ha ancora un valore la conoscenza? Ecco oggi abbiamo raccontato con diverse voci
00:27che forse il valore non sta più solo nel detenere la conoscenza, ma proprio perché il contesto
00:32cambia ed è accelerato anche dall'intelligenza artificiale, forse il valore sta nell'essere
00:36capaci di metterla in discussione la conoscenza, quindi trovare quei giusti meccanismi per consentire
00:42anche a chi non ha avuto ancora modo di creare il suo giudizio e creare la sua capacità di
00:48valutare la conoscenza attuale, mettendo nelle condizioni questi individui di dare un contributo
00:55al challenge della conoscenza, probabilmente ne creiamo di nuova che risponde meglio forse
01:01anche all'evoluzione della realtà. I giovani sì, sono proprio loro che non sono più solo
01:06oggetto di knowledge transfer, di apprendimento, ma probabilmente possono essere trasformati
01:11in challenger della conoscenza, perché tutto sommato sono quelli che ancora mantengono
01:16la distanza da tutte quelle assunzioni implicite, da tutti quei vincoli che ci sono, che sono
01:21insiti nelle persone che ormai appartengono all'organizzazione da molto tempo, ecco forse
01:25proprio il ruolo dei giovani è quello di fare le domande che mettono in discussione la
01:29conoscenza e le aiutano a devolvere. Flessibilità sicuramente, perché comunque dicevo è una
01:34conoscenza che si deve adeguare al contesto, altrimenti rischiamo che le organizzazioni diventino
01:40sempre più efficienti nel fare quello che sanno già fare, anche quando le condizioni di
01:44contesto stanno mutando.

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