00:00Un paradosso burocratico che ha il sapore della beffa. A Castel di Leva, periferia sud di Roma,
00:04la battaglia contro l'antennone 5G si arricchisce di un nuovo polemico capitolo. Un anno fa l'Assemblea
00:10Capitolina aveva approvato all'unanimità una mozione per chiedere la rimozione del ripetitore,
00:15installato grazie al silenzio assenso a soli 60 metri da un asilo nido e da una ludoteca,
00:21ma oggi l'impianto non solo è ancora lì, ma rischia persino di raddoppiare. Un secondo
00:26operatore telefonico ha infatti chiesto di potersi allacciare alla stessa struttura.
00:30Mentre i cittadini attendono il pronunciamento del Tar, gli uffici tecnici del Dipartimento
00:35Urbanistica tirano dritto, autorizzando l'adeguamento. Dura la reazione dell'opposizione, l'ex sindaca
00:41Virginia Raggi e la consigliera Carla Canale hanno presentato un'interrogazione per chiedere
00:45lo stop immediato ai permessi. Hanno fatto due mozioni l'anno scorso, all'unanimità votate,
00:51quindi non soltanto votate dall'opposizione ma anche dalla maggioranza, che chiedevano
00:56non soltanto la sospensione dell'installazione e la revisione dell'istruttoria, ma anche
01:01l'eliminazione dell'antenna. Perché? Perché da un punto di vista c'è stato un silenzio
01:08assenso, quindi non c'è stata la vera e propria istruttoria anche alla presenza di vincoli
01:13paesaggistici ambientali in loco. Ma soprattutto perché anche l'Arpalazio ha rilasciato un parere
01:19sulla scorta della progettazione senza aver fatto un sopralluogo in loco.
01:24Sotto la lente finiscono anche le rilevazioni dell'ARPA. La richiesta è valutare l'impatto
01:29cumulativo delle emissioni per la salute dei più piccoli. La prima antenna era nata nel
01:33silenzio, questa seconda sta già facendo molto rumore.
01:37Noi speriamo che la sentenza sia favorevole ai cittadini e quindi riesca a interrompere
01:43questa procedura che non siamo riusciti a interrompere come parte politica.