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  • 8 ore fa
Una produzione TCS S.r.l. 2024 www.telecostasmeralda.tv
Trascrizione
00:28Buongiorno, buongiorno e bentornati.
00:36Buongiorno, buongiorno e bentornati.
01:00Lo sostiene la Coldiretti che nel giorno della donna vuole offrire un tributo al mondo femminile sardo che ha deciso
01:06di puntare sulla terra.
01:07In un settore a lungo considerato prerogativa dell'uomo, afferma Maria Francesca Serra, responsabile Donne Coldiretti Sardegna, la presenza femminile
01:15fa parte della nuova sfida sociale.
01:17Per le tante donne che amano abbattere barriere e pregiudizi e guardano al futuro armate di un grande ed importante
01:24bagaglio culturale ed esperienziale.
01:27Donne che vedono nell'agricoltura il nuovo volano per la propria realizzazione professionale.
01:32E per accompagnare questo percorso stiamo lavorando per superare le tante difficoltà che incontrano le imprenditrici in campagna, soprattutto quelle
01:41più giovani, a partire ad esempio dalla scarsa tutela, soprattutto nell'ambito della maternità, dove il sostegno è davvero irrisorio
01:48e non riesce a coprire i costi di un'altra persona, visto che il lavoro agricolo non si può certo
01:53fermare.
01:54Le agricoltrici, sempre secondo il quadro offerto dalla Coldiretti, stanno dando un nuovo slancio al settore. Per il 25%
02:01sono laureate, nel 60% dei casi hanno scelto di praticare agricoltura biologica.
02:07Molte donne, spiega sempre la Coldiretti, scelgono questa professione dopo diversi percorsi di vita, scelte quindi mature e coscienti che
02:15le rendono dunque più determinate.
02:17Altra caratteristica di questo mondo agricolo al femminile è la giovane età. Quasi la metà delle domande di primo insediamento
02:24agricolo provengono da ragazze under 40.
02:27Sono donne che hanno voglia di innovare e che puntano sulla creazione di aziende multifunzionali, dove accanto alla produzione c
02:35'è il laboratorio didattico, uno spazio per la socialità, quando non anche la degustazione.
02:40A predo in sostanza alle aziende e al pubblico, non a caso la maggior parte dei settori scelti sono oltre
02:46l'allevamento, il florovivaismo o la vendita diretta in aziende e nei mercati di campagna amica, agriturismo e trasformazione di
02:53prodotti agricoli.
02:54Numeri sempre più elevati. 60% delle donne vengono registrati nella produzione del biologico e del biodinamico, oltre che nella
03:02filiera di qualità attenta alla sostenibilità, alla tutela della biodiversità e delle risorse naturali, del paesaggio e del benessere.
03:10animale, in particolare poi le donne, creano legami forti con il territorio e sono un vero e proprio presidio per
03:16la sopravvivenza e la valorizzazione delle aree rurali.
03:20Donne nelle istituzioni, Ninetta Bartoli, 1946, prima sindaca d'Italia a Boruta. Vediamo.
03:29C'è la sala del comune di Cagliari, luogo denso e ricolmo di democrazia, giustizia, diritto.
03:34Ci sono donne, tante e uomini. C'è un sostantivo femminile, fragilità, che riempie una giornata.
03:41Disegna e rimanda un nome e un cognome. Ninetta Bartoli, prima sindaca d'Italia, eletta in Sardegna, 1946 a Boruta.
03:50Sala consigliare del comune di Cagliari. Un giorno e che giorno da ricordare. Un inizio.
03:56Questa giornata deve essere un inizio, una sensibilizzazione, una proposta per le figure politiche, per la cittadinanza.
04:09In un mondo di persone perfette, per così dire, e superveloci, le fragilità ci riportano a una realtà che è
04:19più vera.
04:21Cioè, di fronte anche, la forza di queste fragilità sta proprio nel fatto di farci pensare alla ricchezza che si
04:32può avere dalla diversità.
04:34una visione del femminile, ma non solo, perché ci sono anche, intanto ci sarà anche una menzione d'onore ad
04:46un uomo,
04:48chiamiamolo così, quindi alla diversità di genere.
04:53C'è proprio perché vogliamo anche riconoscere che l'attuale società ha bisogno assolutamente di una maggiore presenza di donne,
05:02ma senza dimenticare che uomini e donne collaborano, sono complementari.
05:10Da Eleonora Ninetta Bartoli fino ad Alessandra Todde, le donne, le donne che hanno segnato la politica sarda,
05:17le donne che lavorano, le donne nelle istituzioni, nella famiglia, donne l'universo che raccontano.
05:24È una giornata che mi consente di riflettere sulla convinzione che forza e fragilità non siano necessariamente attribuibili alle persone,
05:36ma ai momenti delle loro vite.
05:37E che quindi ci coinvolgano tutti.
05:40Nessuno si deve sentire escluso da questo tema,
05:43ma tutti dobbiamo far sì che tutti i giorni, anche quando ci sentiamo forti, dobbiamo lavorare per la fragilità.
05:49Fragilità che ora possiamo dire non interessare soltanto le donne,
05:53ma sicuramente le donne sanno interpretare e hanno avuto a che fare con questo tema,
06:01lo affrontano tutti i giorni a causa degli svantaggi sociali che devono condividere tutti i giorni appunto.
06:09Una cerimonia sobria e proprio per questo intensa, come l'impegno nell'organizzare un giorno come questo
06:13da parte di tutti gli attori protagonisti, dalla FIDAPA, Federazione Italiana Donne e Arti, Professioni e Affari,
06:19affiliata alla BPW, Business Professional Women International,
06:24che quest'anno hanno scelto di dedicare il riconoscimento a Michela Murgia.
06:30Donne nella chiesa, donne nel calcio, donne nella solidarietà.
06:50Calcio e vocazione, quella che anima da quasi 30 anni,
06:54Suor Silvia Carboni Cagliaritana, classe 1974,
06:59missionaria delle figlie di San Girolamo Emiliani
07:01e oggi responsabile di una casa famiglia Elmas per adolescenti difficili,
07:06come solo la loro età può essere.
07:08Eppure nostra sorella accoglie l'apostolato come un assist,
07:13di quelli decisivi per segnare un gol,
07:15per finalizzare quel risultato che nella vita, come nei campi di calcio,
07:19diventa uno strumento educativo e sociale.
07:22Una passione alla sua per il pallone, che arriva da lontano,
07:26ancora prima della chiamata di Dio.
07:28La mia vocazione è nata nei campi di calcio.
07:30Avevo 17 anni, all'epoca era anche finanzata,
07:34facevo volontariato dai pali somaschi,
07:36insieme a un altro ragazzo volontario,
07:39che poi è diventato anche lui padre Elia,
07:41che attualmente è un religioso somaschio,
07:43è una mia amica, compagna di squadra di calcio,
07:46insegnavamo a giocare nella nostra attività di volontariato
07:48a pallone ai ragazzi della casa famiglia dei pali somaschi.
07:52Ed è lì che ho incominciato, come dire, dentro,
07:55ho incominciato a muovermi qualcosa,
07:57che mi rendevo conto, che mi dava una pienezza
08:00che nemmeno io sapevo, da dove arrivasse.
08:04E naturalmente non pensavo a Dio, niente di tutto qua.
08:07Sapevo che stavo bene, era come dire, stava bene.
08:10E da lì è iniziato, come dire, un cammino,
08:12in cui ho voluto capire meglio,
08:16come dire, per cosa ero chiamata e qual era la mia vera vocazione.
08:21E non intendevo ancora la vocazione religiosa,
08:23perché un certo tipo di scelta ci viene un po' difficile,
08:27come dire, a 17-18 anni concepirla come adolescente.
08:33Però poi, insomma, mi sono messa in cammino,
08:36mi sono fatta guidare, mi sono fatta accompagnare
08:38e oggi sono qui contenta, suora e calciatrice.
08:41Dal 2021 gioca come centrale nella prima nazionale di calcio al mondo,
08:46composta interamente da suore e religiose,
08:49le Sister Football Team.
08:51Un'idea balenata nei mesi bui della pandemia
08:53alla fervida mente di Moreno Buccianti,
08:56ex calciatore e già fondatore nel 2005
08:59della Selesao dei Sacerdoti.
09:01Tanti i progetti di beneficenza e solidali anche internazionali
09:06e poi quello di Enza, dal pontefice, nel 2022.
09:09È nata, come dire, una cosa molto, se vogliamo, buffa
09:13e poi a un certo punto vi è da pensare che Dio si serve di tutte le strade.
09:18Nel 2021, dopo il Covid, è nata leggermente prima del Covid
09:23e l'idea da parte di Moreno Buccianti,
09:25che aveva già da 15 anni messo sulla Nazionale dei Sacerdoti,
09:29l'idea di trovare il gruppo di suore ex calciatrici.
09:32E così, nel giugno 2021, siamo andati a Roma per il primo raduno,
09:37eravamo 6-7 suore, ci guardavamo, dicevamo di cosa si tratta,
09:42però eravamo tutte unite dalla passione del calcio
09:45e devo dire che è stata anche, ed è, un'esperienza anche sinodale,
09:49cioè non solo dentro, come dentro una chiesa fisica,
09:53ma proprio dentro la chiesa,
09:55cioè questa esperienza, noi siamo andati anche dal Papa,
09:58ci ha accolto, ha detto anche questa mi mancava, si è messa a ridere,
10:02e poi gli aveva detto, un po' colpa sua,
10:04perché lei ci ha detto, ci ha sgridato,
10:06ci ha detto che eravamo troppo dentro i conventi,
10:08ci ha chiesto di uscire fuori,
10:09e noi siamo usciti fuori dai conventi col pallone.
10:13Missione Campi in Erba, perché il velo e la vocazione
10:16non siano d'ostacolo alla passione calcistica,
10:19a testimoniare che lo sport può essere veramente il mezzo
10:22per arrivare al cuore dei tanti, unendo soprattutto i più giovani.
10:26Oggi è l'8 marzo, una giornata particolare,
10:29che messaggio vogliamo dare alle nostre piccole e grandi donne di Sardegna?
10:34È un messaggio di speranza,
10:37è vero che per la condizione femminile,
10:40non sempre, non solo in Sardegna, ma in tutto il mondo,
10:42io in questi ultimi mesi ho viaggiato tanto in Sri Lanka,
10:45dove abbiamo un'altra opera,
10:46lì c'è ancora il fenomeno delle matrimoni combinati,
10:48e noi tramite lo studio stiamo cercando di emanciparle,
10:52però mi sento in ogni situazione anche di dolore,
10:55che è un po' l'esperienza che facciamo noi,
10:57di lanciare questa, di dare questo messaggio.
11:01La speranza, come dice Sant'Agostino,
11:02è fatto, consta di due parti,
11:04lo sdegno e il coraggio.
11:06Le sdegno per le cose viste,
11:08e per le esperienze negative fatte,
11:11ma il coraggio di cambiarle.
11:18Le parole fanno cose in questo caso,
11:20un nome, un cognome vale molto di più
11:22di tutte le parole che posso dire io.
11:25Giulia Cecchettin.
11:37Nella settimana in cui cade la giornata internazionale della donna,
11:42il Museo Universitario delle Arti e delle Culture Contemporanee
11:46inaugura un'iniziativa fortemente sentita da tutta la comunità universitaria.
11:53presentiamo infatti in questi giorni
11:57una installazione museale
11:59frutto di una call, di una chiamata
12:03che ha coinvolto tutte le studentesse e gli studenti dell'Ateneo.
12:07Una chiamata lanciata all'indomani
12:10del terribile femminicidio di Giulia Cecchettin,
12:13terribile come tutti i femminicidi
12:15che quasi quotidianamente ci vedono inermi
12:19davanti ad un problema di una tragicità assoluta,
12:25ma che forse più di altri ha colpito le giovani donne e i giovani uomini
12:29per una vicinanza anagrafica.
12:32E anche perché Giulia Cecchettin è stata uccisa poco prima
12:38che potesse raggiungere la propria laurea,
12:41poco prima che potesse compiere il suo percorso di formazione,
12:46nel suo percorso accademico. Questo ha fatto sorgere
12:50nelle studentesse e negli studenti
12:51una necessità di confronto, una necessità di parlare,
12:56una necessità di affrontare, certo in maniera individuale,
13:00ma anche in maniera pubblica e collettiva, l'accaduto.
13:04E allora è nata appunto la chiamata Ecole for Leaves,
13:09una chiamata per le foglie.
13:19L'iniziativa ha previsto che chiunque sentisse,
13:25desiderasse partecipare, portasse al museo
13:27una piccola fogliolina d'oro, facendo riferimento al gesto
13:32che le studentesse e gli studenti fanno il giorno della laurea,
13:36a donare una foglia d'oro della propria corona agli amici e alle amiche
13:42che si devono ancora laureare in segno di buon auspicio.
13:46Alle foglioline sono stati accompagnati dei biglietti,
13:49come quello accanto a me, delle riflessioni, dei pensieri
13:53che appunto le giovani giovani hanno lasciato.
13:57Oggi tutto questo diventa una installazione museale,
14:02diventa un dispositivo di riflessione
14:06che attraversa tutti gli spazi del museo.
14:16È una installazione che convive con le esposizioni
14:22attualmente presenti nei nostri spazi,
14:25che abita le esposizioni e in qualche modo ne disturba la vista appositamente,
14:34proprio per invitare l'osservatore, le visitatrici e i visitatrici
14:38a soffermarsi, a ragionare con noi, a riflettere con noi
14:42su questo tema così urgente, così importante da affrontare.
14:57Ecco, credo che la cosa più importante di tutta questa operazione
15:03sia il ribadire come il museo è un museo universitario
15:09per l'impegno diretto dell'Ateneo in questo senso,
15:13non siano soltanto dei luoghi, appunto, di conservazione e di esposizione del patrimonio,
15:20ma diventano luoghi di partecipazione e di coinvolgimento,
15:24luoghi e dispositivi attorno ai quali si raccoglie una comunità,
15:29un punto di partenza a fare in modo che l'attenzione non cada mai
15:33rispetto alla possibilità di prendersi tutti quanti la responsabilità sociale
15:40della violenza di genere e di tutto ciò che la violenza di genere
15:44comporta quotidianamente nella vita pubblica, privata e sociale.
16:05Mi fermo qua. Grazie.
16:08Grazie.
16:12Grazie.
16:14Grazie.

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