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Una produzione TCS S.r.l. 2021 #canale13 www.telecostasmeralda.tv

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Novità
Trascrizione
00:22La pandemia ha rivoluzionato la vita di milioni di persone disorientati, spaventati e provati
00:27da un virus che sta mettendo a dura prova la tenuta sanitaria, economica e sociale del
00:31Paese. Stretti nella morsa dell'emergenza, abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini
00:35e rimodulare la nostra esistenza. La tutela del diritto alla salute a fronte di un sistema
00:40sanitario impreparato ad un evento epocale di tale portata ha messo necessariamente in
00:44discussione non solo la libertà individuale dei cittadini, ma anche la possibilità di
00:48godere a pieno di altri fondamentali diritti costituzionali che non hanno retto alla prova
00:53del Covid. Tra tutti quella all'istruzione e al lavoro, fortemente condizionati dalle
00:57restrizioni decise dal Governo.
01:05Buongiorno e benvenuti all'appuntamento con l'informazione di Telecosta Asmeralda. Lo
01:09avete sentito dal nostro sommario nel giorno dell'epifemia e in vista delle nuove restrizioni
01:14a partire da domani abbiamo voluto dedicare uno spazio di riflessione su tutte le conseguenze
01:20non solo sanitarie che il Covid ci sta lasciando in eredità. A pesare sulla coscienza collettiva
01:26non sono solo i morti, ma anche la vita spezzata di milioni di persone. Lavoro, istruzione e
01:32socialità sono radicalmente cambiati, rivoluzionando la vita quotidiana delle persone. La scuola è
01:38stato uno dei temi più dibattuti nell'anno della pandemia, ha dovuto cedere in buona parte
01:44la didattica a distanza con notevoli disagi per gli studenti e le famiglie. A rischio non solo
01:50la socialità dei giovani, ma anche l'emergere di nuove disuguaglianze nell'accesso all'istruzione.
01:55Valentina Urgio.
01:57Meet, Zoom, Teams, WhatsApp, YouTube, linguaggio oramai corrente per indicare le piattaforme
02:01digitali che dal marzo scorso hanno sostituito la presenza dell'insegnante e dei ragazzi nelle
02:06classi. Dalla scuola dell'infanzia all'università ci si è armati di computer, tablet e smartphone
02:11per seguire la tanto discussa e didattica a distanza. Nessuno infatti poteva immaginare
02:16che la seconda parte dell'anno scolastico 2020 sarebbe stata l'insegna del lockdown. Eppure
02:21è successo e si è dovuto correre ai ripari, dare risposte anche caotiche inizialmente
02:26a una situazione mai accaduta prima.
02:28Che cosa ha tolto alla scuola la pandemia?
02:30Ha tolto gli alunni in presenza, la sua vita, perché chi sceglie di fare questo lavoro sceglie
02:36di lavorare con i ragazzi. Quindi noi abbiamo lavorato con i ragazzi, noi il mondo della scuola
02:43in senso lato, ma i ragazzi non sono fisicamente presenti, mi manca la loro voce.
02:48È stato tutto un susseguirsi di video lezioni registrate o live con gli studenti che hanno
02:52scatenato la voglia di mettersi in gioco, anche dei docenti che hanno spesso trasformato
02:57il loro regolare orario scolastico pur di assicurare l'apprendimento anche in una situazione
03:01assolutamente inedita. Partecipare alle lezioni online non è stato certamente semplice, mancanza
03:06di dispositivi come computer e tablet, assenza di connessioni internet e inesperienza rispetto
03:11alle piattaforme da usare sono stati tre motivi che hanno creato non poche difficoltà.
03:16E dal punto di vista della didattica, al di là della presenza, che cosa è mancato
03:21secondo lei Preside?
03:22Più che è mancato è stato diverso, cioè i docenti in primis si sono dovuti cimentare
03:29con un modo diverso di fare il loro lavoro. Non sono ancora in grado di dire se sia meglio
03:34o se sia peggio. È certamente diverso perché parlare ad uno schermo, spiegare, non è la stessa
03:42cosa, di analoghe operazioni, di analoghe frasi, di analoghe schermate, fatte vedere in classe,
03:49perché appunto la vita della scuola è anche fatta di chimica e quella lo schermo non la dà.
03:56Ma inutile negarlo, le difficoltà sono state tante, quasi al pari dei vantaggi che per una volta
04:00hanno garantito il diritto allo studio veramente a tutti, anche se è indubbio che della socialità
04:05dal vivo si è sentita la mancanza. E questo significa che evidentemente non siamo pronti a fare a meno
04:10dello stare insieme a scuola, di condividere il quotidiano tra compiti, scherzi, interrogazioni,
04:14esami, pianti e irrisate. Insomma, la scuola non può essere sempre dad.
04:19E che cosa secondo lei porteranno dietro i ragazzi di questa esperienza, di quest'anno così particolare?
04:27Forse inaspettatamente il desiderio di venire a scuola, laddove invece poteva esserci il desiderio
04:34di saltare un giorno di scuola. Forse ci si è riappropriati del valore aggiunto della scuola,
04:40che non è solo la trasmissione di contenuti.
04:43Che cosa potrà rimanere anche di questa esperienza come didattica a distanza, di quest'uso
04:49così prepotente della tecnologia anche?
04:52La certezza che si può navigare in qualsiasi acqua.
04:55E sempre a proposito di scuola, Eleonora Bullegas ha sentito per noi Giuseppe Pino Aquila,
05:01coordinatore regionale dei Presidenti dei Consigli d'Istituto.
05:05La pandemia per il Covid-19 ha modificato in modo inevitabile abitudini e comportamenti
05:11quotidiani. Per far fronte alle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria, anche il
05:16mondo della scuola si è dovuto adattare. Tra tante difficoltà e spesso con pochi mezzi
05:20a disposizione, tanti dirigenti scolastici hanno cercato di garantire la piena sicurezza
05:26all'interno degli istituti scolastici e molti docenti si sono dedicati alla didattica a distanza
05:32per provare a mantenere viva e vitale la relazione di fiducia con i loro alunni.
05:37Ciò che è mancato principalmente è stata la coesione tra i ragazzi, perché ovviamente
05:43la didattica a distanza ha fatto sti che si perdesse quella magia che abbiamo vissuto tutti
05:49quanti, ovvero della condivisione, della partecipazione, dell'inclusione tra i ragazzi,
05:55che è fondamentale per la crescita. Questa è la prima cosa che è mancata. Lasciamo da
06:01parte la didattica vera e propria che è andata avanti grazie allo sforzo in mane dei docenti
06:08che si sono dovuti reinventare un altro lavoro. Hanno dovuto mettere mano a tantissime cose
06:15ed è solo grazie a loro se la parte didattica è andata avanti. Ovviamente ciò che tutti
06:24quanti noi vogliamo, ovviamente è un periodo difficilissimo, sappiamo benissimo che ancora
06:27la strada è lunga anche se tutti quanti noi speriamo nel vaccino per poter ritornare
06:33nuovamente a scuola. Però è molto molto difficile. Noi ovviamente speriamo nel 7 gennaio.
06:42A causa delle restrizioni legate all'emergenza sanitaria i bambini e le bambine che frequentano
06:47le scuole dell'infanzia e le primarie di primo grado quest'anno hanno dovuto rinunciare
06:53anche alle tradizionali recite scolastiche.
06:55Questa è una parte che ovviamente manca tantissimo. Sappiamo benissimo che i bambini più piccoli,
07:01soprattutto quelli dell'infanzia o i bambini delle scuole elementari e della scuola primaria
07:05tengono tanto al Natale, anche perché il Natale per loro è quel momento di gioia, di
07:12euforia, di inclusione. Sappiamo benissimo che il Natale è quel momento in cui in una
07:17riuscita scolastica non ci sono differenze di credo, non ci sono differenze di ceto sociale,
07:24non ci sono differenze di provenienza geografica. Si è tutti quanti uniti che è proprio il vero
07:30senso del Natale, ovvero la nascita di un qualcosa.
07:34E poi ci sono loro, i ragazzi appunto, che di colpo si sono ritrovati a fare i conti
07:39con un mondo improvvisamente nuovo. Sentiamo a loro dalla loro viva voce quali sono le
07:45difficoltà e quali soprattutto le cose di cui hanno sentito maggiormente la mancanza.
07:52Ciao, sono Alice, ho 9 anni, questi giorni ne devo fare 10, però sono molto dispiacita
08:00perché non posso festeggiare il compleanno con nessuno. Una delle poche cose che mi ha
08:06fatto uscire da casa è l'equitazione, perché io faccio equitazione e quindi mi ha fatto uscire
08:14da casa. Le scuole con il Covid è un po' difficile perché devi tenere la mascherina
08:23a 5 ore.
08:24Questo virus diciamo che mi ha tolto una semplice passeggiata all'aria aperta, mi ha negato
08:31gli affetti, come ad esempio dare un abbraccio a un amico, mi ha tolto lo sport che io praticavo
08:39quasi giornalmente, mi ha tolto gli scout che per me erano importantissimi, mi ha tolto
08:48il contatto con i miei compagni che adesso non si può più fare e diciamo in poche parole
08:53questo virus mi ha tolto la libertà.
08:57Durante la quarantena mi è mancato stare con le mie amiche e con i miei familiari perché
09:04non ci possiamo più vedere, poi uscire e andare magari quando vedo una persona mia
09:12cara, abbracciarla oppure salutarci o facciamo domandante.
09:20Le limitazioni imposte dal lockdown hanno influito nei comportamenti e nelle abitudini
09:26quotidiane, a risentirne maggiormente soprattutto le persone più fragili.
09:30Ma c'è anche chi ha trovato l'occasione per riflettere e cambiare in meglio, come ci
09:35racconta lo psicologo e psicoterapeuta Enrico Maria Secci al microfono di Eleonora Bullegas.
09:41Questa lunghissima pandemia per il Covid-19 ci ha messo tutti un po' a dura prova, ecco
09:47quali sono secondo lei gli aspetti che ci sono mancati di più in tutti questi mesi?
09:53Allora, quello che è maggiormente accaduto è stata una perdita dei rapporti umani, a
10:00mio avviso, dell'empatia e soprattutto ognuno di noi ha rischiato di perdere una teoria del
10:05mondo, di un mondo buono, di un mondo valido. Molte persone, quasi la totalità delle persone
10:12vive, è un disturbo da adattamento, stando ai manuali, è un disturbo post-traumatico
10:20da stress che sta mettendo a dura prova le persone. Quindi quello che stiamo perdendo
10:25è proprio la capacità di adattarci rispetto a una situazione che ci sorprende e ci logora.
10:33Ecco, in che modo si può riuscire a recuperare la socialità nel momento in cui si riuscirà
10:38finalmente a uscire da questa pandemia?
10:42Questa pandemia sta fornendo a tutti noi un'opportunità, quella di costruire un filtro,
10:51gestire in modo diverso le relazioni, decidere finalmente chi frequentare, definire i nostri
10:58confini. Quindi penso che mano a mano che le cose vanno avanti, mano a mano che le persone
11:04si centrano su se stesse, possano raggiungere un livello di equilibrio migliore, ovvero selezionare
11:14le persone e soprattutto selezionare le persone da vedere, con le quali frequentarsi, con le quali
11:20intrattenere un rapporto fisico, visivo, che non sia mediato dai social o dalle videocamere
11:27come questa pandemia ci sta costringendo a fare.
11:30Quindi non solo aspetti negativi ma anche positivi che potremmo portarci dietro poi in futuro?
11:37Penso di sì, penso di sì. Questa funzione amplificatrice della pandemia che ha un doppio livello di funzionamento.
11:47Uno è quello di peggiorare le condizioni che già prima della pandemia erano critiche.
11:54L'altro è quello di amplificare la possibilità di accedere a risorse che già erano disponibili prima
12:01e aumentarle per la gran parte delle persone. Per cui sì, direi di sì. Molti di noi possono accedere
12:08a un nuovo livello di funzionamento, disfarsi di cose che un tempo erano disturbanti, dolorose, ingombranti
12:16e dedicarsi a quello che potremmo chiamare resilienza psicologica.
12:21Bene, ora ci lasciamo per un piccolo spazio di pubblicità.
12:37Tra le attività che hanno maggiormente sofferto in quest'ultimo anno ci sono soprattutto quelle legate alle arti sceniche.
12:45Dai teatri alle scuole di danza o recitazione, il lockdown ha fatto emergere l'importanza di un mondo
12:53che nutre lo spirito e che non può essere solo legato alle dirette streaming.
12:58Alessandra Addari
13:02Anche le scuole di teatro hanno finito per rinchiudersi dentro un riquadro del computer,
13:07senza contatti con i maestri, senza un palco dove imparare l'arte nobile e della recitazione,
13:12la stessa fine delle scuole di danza dove le bambine e i bambini imparano a gestire il proprio corpo davanti
13:17ad uno specchio.
13:19Difficile trasformare questo insegnamento in DAD, acronimo del più crudo didattica a distanza.
13:24Bambini e ragazzi che non hanno potuto sognare, ma dietro loro ci sono insegnanti maestri che di riflesso hanno perso
13:31la loro fonte di reddito.
13:33Chiusa le palestre o ridotto drasticamente il numero degli allievi per ottemperare alle regole sulla distanza,
13:39sono state messe a rischio attività intere, all'interno delle quali trovano occupazione tanti professionisti
13:44che hanno trascorso anni di studio in scuole o accademie.
13:48Soffrono loro ma anche i musicisti e tutti gli artisti e questa pandemia ha permesso almeno di far venire alla
13:54luce
13:54tutto un sommerso di lavoratori quasi invisibili che hanno pochi diritti e niente paracadute.
14:00Fonici, costumisti, scenografi, registi, attori, per loro il 2020 è stato un anno nero, annullati festival, rassegne, spettacoli itineranti.
14:09Gli abbiamo sentiti durante il primo lockdown che reclamavano il loro posto nella società.
14:14L'importanza di un'anima culturale in un mondo di imprenditori del divertimento per i turisti
14:19che ancora frotte si riversano in Sardegna, come l'estate sfrenata della pandemia ha dimostrato.
14:24Hanno cercato di reinventarsi tutti con spettacoli online e in qualche modo anche la regione ha cercato di supportarli
14:31senza però poter restituire loro tutto quello che hanno perduto durante questo anno terribile.
14:36Il contatto con il pubblico, l'applauso a fine scena o le prove a teatro lunghe e interminabili
14:42che solo chi fa questo mestiere sa quanto siano faticose.
14:47Il lockdown ha spezzato le gambe e i sogni ad un'intera categoria
14:50ma forse è riuscito anche a far emergere il far west di un settore legato troppo ai finanziamenti pubblici
14:56agli umori della politica o dei politici di turno.
14:59Ed il pubblico, anche questo alla fine conta, è dell'altra faccia della medaglia.
15:04Il cinema è una passione e anche godersi uno spettacolo di teatro dal vivo è un godimento per l'anima
15:10considerato superfluo da molti ma non da tutti
15:13perché trasmette messaggi che in qualche modo aiutano a riflettere sul mondo che ci circonda
15:18e non può essere solo la televisione a farlo.
15:23Simeone Lattini, da anni sulle scene dei teatri ma anche in fiction televisive,
15:28docente della scuola di arte drammatica, racconta in questa intervista ciò che ha provato
15:33chi vive di arte scenica durante il lungo anno di restrizioni.
15:37Lo ha sentito per noi Alessandra Adari.
15:40È stato un periodo difficile per tutti evidentemente, quindi non solo per il mondo dell'arte,
15:45però è evidente che un mondo come il nostro, dello spettacolo, che ha a che fare con il pubblico
15:50e dove il contatto con la gente è un presupposto fondamentale, è evidente che ne ha subito danni colossali.
15:58Forse all'inizio non siamo stati bravi noi nel mostrare quanta difficoltà avessimo
16:05e fare in modo di ottenere i giusti aiuti, i giusti riconoscimenti da uno Stato che sembrava
16:12un po' trascurarci, forse pensando come un vecchio adagio, diciamo così, del mondo dello spettacolo,
16:17che sia un mondo non fondamentale, insomma faccia parte di quegli elementi trascurabili,
16:23non fondamentali come altri settori lavorativi. È evidente invece che il mondo dell'arte
16:27in questo periodo proprio di grandi privazioni è stato di grandissimo aiuto per tutte le persone
16:33che si sono ritrovate da sole a casa, quindi il pubblico che noi normalmente siamo abituati
16:40a vedere in sala l'avevamo a casa. Hanno chiuso delle strutture che potevano tranquillamente
16:44andare tranquillamente avanti proponendo gli spettacoli per un numero ristretto di persone
16:51con tutti gli accorgimenti del caso e invece facendo un po' di tutta il buon fascio
16:56ci hanno chiusi e bloccati e hanno bloccato un mondo intero perché non ci sono soltanto
17:02gli attori o i musicisti che vanno in scena, ma ci sono tantissime persone che ruotano
17:07intorno al mondo dello spettacolo che hanno dovuto fermare le loro attività, costumisti anche
17:12naturalmente, per dare retta a un criterio generale che uniformava tutti e questo è stato forse
17:19l'errore principale e anche un po' il rimpianto per quello che si sarebbe potuto fare.
17:25La pandemia ha cambiato anche le millenarie ritualità della Chiesa e dei suoi fedeli,
17:31tra messe a numero chiuso, cerimonie per pochi intimi, anche per la celebrazione dei funerali,
17:36ma per Monsignor Uzzeri il Covid ha dato anche l'opportunità di riflettere e ritrovarsi,
17:43come racconta in questo servizio, curato da Maurizio Melis.
17:58Ci ha messo di fronte a responsabilità diverse, che però da un punto di vista di fede è stata
18:04arricchente perché questa solitudine, anche forzata, ha aiutato molti a riprendere un rapporto
18:13personale e intimo con Dio e quindi anche a vivere in una maniera diversa tutto il partecipare sociale,
18:27mettendo nelle mani di Dio quella che è la speranza perché questo è importante e questo credo che la Chiesa
18:33l'abbia fatto in maniera igreggia, anche nei momenti in cui i luoghi di culto sono stati chiusi,
18:40rendendosi presente, ma soprattutto favorendo proprio una meditazione e una riflessione personale,
18:46dove le persone hanno capito che davvero senza Dio non si va da nessuna parte.
18:53E poi ha, credo, sottolineato un altro aspetto che forse a noi ancora un po' sfugge,
19:01perché si è fatta più pressante l'opera di carità, perché si sono manifestate esigenze,
19:08bisogni, anche in persone che non erano abituate ad avere dei bisogni di tipo materiale.
19:14Quello che abbiamo potuto vivere è stato il guardare negli occhi delle persone e vedere
19:22che il bisogno più profondo era un bisogno di speranza.
19:32In qualche modo è cambiato il modo di far Chiesa?
19:35Io direi di no, direi di no perché il Signore si rende presente sempre nello stesso modo.
19:42È cambiato il modo in cui le persone si accostano anche al problema religioso,
19:49non mutando quello che è l'essenzialità della Chiesa,
19:54no, è la persona stessa di Gesù che si manifesta attraverso la Chiesa.
20:00La mortificazione e la limitazione in questo tempo di pandemia della vita sacramentale
20:07certo ha creato una frattura.
20:10Credo che si sia vissuto un'esperienza certamente nuova,
20:14anche nella vita di fede concreta,
20:17però è un'esperienza arricchente che forse ha dato anche un senso di responsabilità maggiore ad ognuno.
20:31I suoi fedeli come hanno vissuto la situazione?
20:34Intanto è una situazione nella quale nessuno di noi poteva far nulla,
20:38però credo che chi l'abbia vissuta maggiormente con più drammaticità
20:44siano quelli che hanno avuto dei lutti in famiglia,
20:48quelli che hanno avuto delle persone che sono state malate in questo tempo.
21:00A lei personalmente questa esperienza pandemica cosa gli ha lasciato?
21:06Per alcuni aspetti mi ha fatto rinnamorare di Gesù.
21:18La lontananza dalla famiglia, la perdita del lavoro, la sua drastica riduzione,
21:23dalle uscite con gli amici alla palestra.
21:26Ma mancare è stata soprattutto la libertà di muoversi liberamente,
21:30ce lo raccontano i cittadini in questo servizio curato dal nostro Antonello Lai.
21:36In tutto questo anno che cosa le è mancato di più?
21:39Delle norme che ha fatto il governo oppure della libertà in generale?
21:44Il poter andare in palestra e incontrarmi con gli amici
21:49anche nei limiti e in piccoli gruppi e a distanza.
21:53Diciamo che la troppa, troppa chiusura ha generato poi situazioni
21:58che sono state per me disagevoli.
22:01Ecco, quindi diciamo che sì, proprio la libertà del poter decidere
22:07e del mio tempo.
22:08Ecco, questa è la cosa che mi è mancata di più.
22:10In tutto questo anno mi hanno fatto chiudere sei mesi la mia attività.
22:16Perciò mi sono mancati sei mesi di mancato incasso,
22:20sei mesi di affitti da pagare.
22:23Perciò mi è mancato tanto.
22:25Le restrizioni per me sono una misura inutile
22:31anche perché i contagi ci sono sempre.
22:35I paesi che non le hanno adottate ne hanno meno.
22:38Siamo il paese con più morti, più contagi.
22:41Perciò alla fine cosa servono tutte queste restrizioni?
22:44Un po' di tutto è mancato.
22:46Un po' di tutto, l'altro non posso dirti.
22:48La libertà è la cosa più importante, però mi è mancato.
22:51E con la libertà, vero?
22:52La libertà, la libertà.
22:54Non essere così, non poter fare quello che si vuole.
22:57Come si faceva una volta con la famiglia,
23:02vedere i nipoti, vedere i figli, quello è mancato.
23:05Poi per il nostro lavoro, sai com'è, è un po' dura per tutti.
23:10Non saprei, lockdown.
23:12La libertà.
23:14Quella sì, è mancata molto la libertà.
23:16Per l'altro, diciamo che possiamo andare avanti,
23:19ma la libertà ci manca molto.
23:20Per lei?
23:21È uguale, uguale.
23:23Libertà di che cosa?
23:28Libertà non vigilata come adesso.
23:33Se potete fare quello che uno vuole?
23:36E se per casa le fa quello che vuole?
23:37Sempre rispettando gli altri, soprattutto.
23:41Sempre rispettando le regole?
23:43Fare quelle che facevamo prima?
23:45Si faceva una volta, ecco.
23:48Tutto qui.
23:49In tutto l'anno?
23:54Non lo so, guardi, non so cosa dirle.
23:57Ma cosa deve mancata di più?
24:01Che so?
24:03La salute c'è, ci mancano questi, guardi.
24:08La cosa più importante è dopo la salute, guardi.
24:11Meno libero?
24:12Com'è?
24:13Non si è seguito costretto, un po' meno libero?
24:16Beh, insomma, tocca adattarsi, per carità.
24:19È una situazione molto brutta, non è mica che sia...
24:23È normale, eh.
24:27Bene, con questo ultimo servizio si chiude il nostro telegiornale.
24:31Io vi ringrazio per essere stati in nostra compagnia e vi do appuntamento con le prossime edizioni del nostro telegiornale.
24:36Buongiorno.
24:38Buongiorno.
24:40Buongiorno.
24:40Buongiorno.
24:41Buongiorno.
24:50Buongiorno.
24:51Buongiorno.
24:52Buongiorno.
24:56Buongiorno.
24:57Buongiorno.
24:58Buongiorno.
24:59Buongiorno.
24:59Buongiorno.
25:00Buongiorno.