00:00Lei ha scritto un libro dedicato a Nicona della cucina sarda, ma anche che ha trasmesso l'immagine della Sardegna
00:08nel mondo.
00:10Che cosa voleva raccontare in questo libro?
00:13Intanto volevo dare la parola a Suborceddu, cioè fare in modo che fosse lui a raccontare la sua storia,
00:21che è una storia lunghissima, che accompagna i sardi praticamente da quando siamo arrivati su quest'isola
00:27e che ci aiuta a rivelare in una maniera anche abbastanza inattesa degli snodi decisivi della nostra storia, della nostra
00:36identità,
00:38che hanno visto il maialetto non solo come piatto, ma come simbolo, come oggetto rituale, parte dei nostri vissuti.
00:50Cioè in qualche modo ci siamo accompagnati, e questo chiaramente non lo dico solo io,
00:55a un certo punto arrivano a dirlo alcuni dei nostri più grandi artisti, delle nostre più grandi menti,
00:59da Grazia Deledda a Costantino Nivola, addirittura dicono il maiale si è sacrificato per noi,
01:05ci ha tenuti in vita quando rischiavamo di estinguerci.
01:09E perché questo? Perché se torniamo indietro vediamo che già dai tempi nuragici,
01:15noi vediamo che al centro di alcuni rituali fondamentali, che chiaramente noi condividiamo
01:20con uno spazio mediterraneo più ampio, ma che qui assumono una valenza molto forte,
01:25il maiale diventa un simbolo di fertilità, un simbolo di abbondanza, un simbolo di prestigio, di potenza.
01:31Il maialetto che cosa rappresenta per i sardi?
01:34Sicuramente oggi significa un'occasione di convivialità, un'occasione di ritrovarsi.
01:41Diciamo che dalla notte dei tempi a oggi rimane questa idea che attraverso quel rito,
01:47la cottura, la condivisione, il consumo, si riunisce in qualche modo la comunità.
01:53Ovviamente in alcuni casi è una comunità familiare, in alcuni casi è la comunità paesana,
01:58in altri casi è la comunità che celebra un santo, ma c'è sempre questa idea di un qualcosa che
02:05ci lega.