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00:05Marco Buti, al momento è professore all'Istituto Universitario Europeo, è stato però direttore generale degli affari economici e finanziari
00:13alla Commissione UE, tra i padri dell'attuale patto di stabilità.
00:18Buongiorno Buti, grazie di essere con noi.
00:21Buongiorno.
00:23Buongiorno Buti, il governo italiano presenta una manovra che prevede un deficit al 3,4% del PIL nel 2027,
00:31dopo il 2,9% atteso quest'anno.
00:34Io le chiedo se lei che conosce il funzionamento del patto di ristabilità ritiene questa una strategia compatibile con un
00:42percorso credibile di risanamento dei conti pubblici e come potrebbe essere valutata dai mercati?
00:50Il nuovo patto di stabilità, lo ricordo è stato approvato ed è in opera dal 2024, prevede una flessibilità anche
01:01giustamente per spese buone, sono spese inevitabilmente per la difesa e in parte anche per la competitività,
01:11anche sull'energia però per interventi strutturali e il governo ha una scommessa che aveva già fatto l'anno scorso
01:25e che non ha vinto, sappiamo, il famoso 3.1%.
01:30Adesso si va verso il 2.9% che permetterebbe una fuoriuscita dalla procedura utilizzando poi la flessibilità per gli
01:40anni successivi.
01:41È una scommessa rischiosa, io penso.
01:44Primo, non è da escludere come l'anno scorso sorprese all'ultimo momento che impediscano la fuoriuscita dalla procedura.
01:55E secondo, bisogna collegare i puntini, abbiamo visto e vediamo ancora oggi le fibrillazioni sui mercati finanziari, il rischio è
02:07che segnalando una ricerca un po' ossessiva di flessibilità
02:13in qualche modo si attizzino problemi e ulteriori tensioni sui mercati.
02:21Quindi in questa fase, con i tassi di interesse che stanno aumentando, con i mercati che prezzano un altro aumento
02:29dei tassi di interesse da parte della BCE,
02:31a dicembre io penso che sia molto importante dare un messaggio di prudenza, per impedire anche quello che il Governo
02:40ha fatto negli ultimi anni,
02:42cioè puntare sulla serietà nella gestione dei conti e la prudenza fiscale.
02:49Buti, il patto di stabilità prevede comunque una clausola di salvaguardia, prevede anche un eventuale ricalcolo della crescita,
02:59sono elementi invocati, almeno questi dalla nostra Premier Meloni, per chiedere flessibilità in Europa.
03:06Io le chiedo, al momento l'Europa appare, diciamo così, semicontraria, non ha ancora svelato del tutto le sue carte,
03:13è una posizione squisitamente politica, secondo lei o è davvero scritto nei trattati che non si può fare?
03:20No, la Commissione europea, io devo dire, è stata estremamente generosa,
03:27e parlo per esperienza personale considerando anche episodi passati, è stata molto generosa con l'Italia,
03:36ha allargato la clausola di flessibilità nazionale che era inizialmente prevista per la difesa anche a energia,
03:48e quindi allargando un po' le maglie, quindi io non descriverei assolutamente la posizione dell'Europa
03:57e della Commissione europea come ideologica o contraria.
04:04Chiaramente c'è un elemento di credibilità delle regole che è sul tavolo oggi.
04:13Ricordiamo che noi stiamo andando, e questo sarà, io penso, il problema dal punto di vista della gestione
04:20della finanza pubblica e della percezione dei mercati, stiamo entrando in un periodo di 9-12 mesi
04:29con 7 elezioni nazionali, con importantissime elezioni regionali in Germania nella primavera prossima,
04:39e alcuni di questi paesi guardano all'Europa e guardano alla Commissione europea
04:46attendendosi posizioni opposte rispetto a quello che si attende l'Italia.
04:51Quindi la Commissione, io credo, stia tentando di gestire in maniera equilibrata le concessioni di flessibilità,
05:00ma io penso resterà una prudenza da parte della Commissione e mi sembra che sia più possibile,
05:10più probabile che ci sia una sorta di valutazione ex post sulla base dei cosiddetti fattori rilevanti
05:18di eventuali scostamenti piuttosto che un via libera ex ante.
05:23E questo chiaramente dal punto di vista della ricerca di flessibilità per manovre di tipo elettorale
05:32non aiuta granché, e io direi molto giustamente.
05:37Buti, nel frattempo c'è una Francia con un deficit PIL al 5%,
05:42io le chiedo se il percorso decisamente accidentato, iniziato dal governo Lecornu,
05:51è in grado di risanare secondo lei i conti pubblici francesi o c'è bisogno di una maggioranza diversa,
05:58di un intervento diverso?
06:01C'è una situazione francese che è senza precedenti.
06:08Nel passato Francia e Germania erano viste come un duo inscindibile
06:15e infatti i tassi di interesse francesi hanno sempre stati storicamente vicini
06:22a quelli tedeschi, 30-40, massimo 50 punti di spread.
06:29Adesso invece la situazione è molto diversa,
06:33il fatto che i francesi abbiano quasi 100 punti di spread superiore alla Spagna,
06:4330 punti rispetto all'Italia, indica chiaramente che i mercati sono molto preoccupati
06:49e il fatto che non si trovi la quadra politica, diciamo così,
06:56perché il governo attuale è un elemento di grande preoccupazione.
07:01Quello che ha aiutato nel passato la sostenibilità dei conti francesi
07:07è stato il fatto che i tassi di interesse sono stati, come dicevo,
07:12tradizionalmente vicini a quelli tedeschi
07:14e una crescita economica che era soprattutto tirata da una demografia più dinamica
07:21rispetto all'Italia, rispetto alla Germania e altri paesi europei.
07:25Adesso questi due elementi che danno il differenziale
07:30tra il tasso di interesse e il tasso di crescita,
07:32che è il motore di accumulazione del debito,
07:35entrambi questi elementi stanno venendo meno.
07:38Quindi c'è una grossa preoccupazione ed è chiaro che
07:41anche le manifestazioni dei giovani in questi giorni,
07:48la pressione per maggiori spesa per l'istruzione,
07:53per l'istruzione universitaria e così via,
07:55che sono richieste, diciamo, al di là degli sbocchi violenti,
08:03sono richieste che hanno una loro ragione,
08:07nello stesso tempo complicano la messa in sicurezza dei conti pubblici.
08:13Quindi c'è una preoccupazione francese.
08:16I mercati anche hanno un grosso punto interrogativo
08:19su come la BCE possa aiutare la Francia in queste condizioni.
08:26Molto complicato per Francoforte intervenire a sostegno
08:32delle finanze pubbliche francesi acquistando obbligazioni a term,
08:38quindi i BTP francesi, perché le condizioni di sostenibilità sono in forse
08:48e questa è una condizione per la BCE per intervenire nei mercati.
08:52Nel frattempo, Buti, abbiamo finito il nostro tempo,
08:55quindi le chiedo di rispondermi solo in un flash,
08:57però di fatto il nostro debito è maggiore di quello francese,
09:01eppure i mercati ci regalano uno spread migliore,
09:05è un po' una dimostrazione che la reputazione conta un po' più dei numeri e così...
09:10La reputazione certamente conta e bisogna cercare di non gettarla alle ortiche.
09:17La prudenza, e questo è l'ultimo messaggio io penso importante,
09:20è la prudenza essenziale perché ricordiamoci che noi nel 2000,
09:26quindi nei prossimi 12 mesi,
09:28avremmo necessità di rifinanziamento del nostro debito,
09:33che sono molto più elevate di quelle del debito francese,
09:37quasi il doppio,
09:38quindi sia per questioni di maturità più corta del nostro debito
09:42che per questioni di stock di debito stesso.
09:45Quindi, senz'altro, l'elemento di reputazione è fondamentale,
09:50ma cerchiamo di preservare i buoni investimenti
09:53nella prudenza fiscale che abbiamo fatto negli ultimi anni.
09:57Marco Buti, Istituto Universitario Europeo,
10:00grazie di essere stato con noi.
10:02Grazie a voi.
10:03Grazie a voi.