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00:04Musica
00:16Benvenuti a questa edizione speciale di Classi NBC dal congresso nazionale Andaf a Roma.
00:22Powering Intelligence, energia e talento, motori del futuro.
00:36Energia e competitività, intelligenza artificiale, capitale umano e nuovi modelli finanziari.
00:42In uno scacchiere mondiale, imprevedibile e incerto, il futuro si decide adesso.
00:47Le materie prime, l'energia, le incertezze della geopolitica diventano agenda del CFO
00:53e non solo voce di costo, materie prime, energia, a cui aggiungiamo anche il cambiamento nelle persone, nel workforce,
01:01ma di fatto devono diventare e stanno diventando sempre di più oggetto della previsione sul futuro.
01:07Non più solo quindi una commodity data, un prezzo certo,
01:11ma la necessità di avere anche competenze che hanno a che fare con la previsione sul futuro, sui nuovi scenari.
01:17Quindi la lettura del bilancio si affianca alla lettura delle mappe.
01:20Sono momenti di crisi che devono essere anche portati nei nostri tavoli
01:25per poterli affrontare e diventare soluzioni che attraverso i numeri portano ad abilitare
01:31nuove soluzioni e piani industriali di crescita.
01:35Power Intelligence, qual è il messaggio dei CFO per il 2026 e per guardare al 2027?
01:41L'energia muove le imprese, ma l'energia del futuro viene costruita dalle persone.
01:49Questa è l'energia che può cambiare il paese perché può trovare soluzioni sui temi anche infrastrutturali,
01:56quindi l'energia intesa come energia industriale, ma anche come energia che deve attivare le nostre organizzazioni,
02:04specialmente i leader nel finance.
02:06L'energia è il principale fattore abilitante dello sviluppo economico,
02:09ma quali conseguenze avranno sulle future generazioni le scelte che compiamo oggi?
02:252026, un altro anno nel segno dello shock energetico.
02:29Allungando lo sguardo dal breve a lungo termine, era prevedibile?
02:34Quello che l'energia ancora una volta ci ha dimostrato è che è qualcosa che funziona
02:40e pone i suoi effetti e i suoi risultati sempre nel lungo termine.
02:46L'energia è un ambito dove la pianificazione a lungo termine è straordinariamente importante
02:52e chi fallisce nella pianificazione a lungo termine o magari ritiene che non sia importante
02:58lascia ad altri decisioni che invece competerebbero a loro.
03:02In effetti siamo al centro dell'ennesimo shock che abbiamo importato dalla geopolitica
03:08e per l'ennesima volta ci troviamo a far fronte a delle decisioni che purtroppo rischiano di non essere efficaci
03:17proprio perché talvolta è mancato un approccio di pianificazione di lungo termine.
03:22Noi sappiamo che l'energia è un ambito che è stato forse erroneamente un po' troppo semplificato.
03:29Il dialogo sull'energia è un dialogo complesso in un mondo che non ama la complessità
03:34e invece noi questa complessità non dobbiamo avere paura di affrontarla
03:38perché se non la affrontiamo noi la affronta qualcun altro.
03:42E oggi siamo schiacciati fra grandi potenze democratiche o non democratiche
03:47che hanno fatto proprio delle strategie energetiche di lungo periodo una modalità per dominare sul mondo.
03:53Ecco noi dobbiamo recuperare questo spazio e dobbiamo farlo rapidamente.
03:57Considerando che non è il primo shock che stiamo subendo soprattutto a livello europeo
04:02la lezione che possiamo trarne soprattutto quale visione strategica quindi sta guidando la prospettiva di imprese e decisori pubblici?
04:12Abbiamo avuto la dimostrazione che l'energia non è un bene come tutti gli altri
04:16che non è qualcosa che possiamo affidare semplicemente a catene logistiche globali
04:23pensando di poter comprare quello che ci serve da chi ce l'offre al miglior prezzo
04:28indipendentemente se sia vicino o lontano.
04:31In fondo è quello che abbiamo fatto per tanti anni.
04:32Abbiamo pensato che la globalizzazione fosse la nuova normalità.
04:37Forse la globalizzazione è una piccola pausa rispetto a quello che invece il mondo è sempre stato.
04:43Un posto dove si combatte per avere l'accesso alle risorse
04:47e le risorse sono un elemento di sicurezza, indipendenza, di libertà dei paesi che ce le hanno
04:54e invece di poca indipendenza, di poca resilienza e di poca libertà per quelli che non le hanno.
05:01Pianificare, avere un approccio di strategia energetica di lungo termine è di fondamentale importanza.
05:08Vede, noi abbiamo ereditato un sistema straordinariamente forte
05:11ma lo abbiamo ereditato da persone che non ci sono più.
05:16Oggi abbiamo noi questa responsabilità di sviluppare questi asset
05:19e di consegnarli a qualcuno che non è ancora nato.
05:22Questo è l'elemento centrale ed è questo il messaggio più importante che noi vogliamo dare in questa occasione.
05:29La pianificazione, il dialogo energetico deve essere un dialogo serio.
05:33Anche la comunicazione sulle tematiche dell'energia deve essere seria.
05:38Oggi sull'energia si semplificano un po' troppo i messaggi.
05:41Si parla sempre di transizione energetica con modalità quasi così, da match, da derby calcistico,
05:49come se ci sia una soluzione perfetta per tutto.
05:52Le cose non stanno così.
05:54Non è possibile cambiare il mondo passando integralmente da una fonte a un'altra.
06:01Ogni fonte ha i suoi pregi, i suoi difetti, i suoi limiti tecnici, economici, ambientali.
06:07Tutto deve essere combinato.
06:09Questo è il motivo per cui noi preferiamo parlare di integrazione energetica
06:12piuttosto che di una semplice transizione.
06:15Transitare significa chiudere qualcosa e accendere qualcos'altro.
06:18Non funziona, non funziona, non funziona.
06:21C'è una connessione diretta tra energia, disponibilità delle risorse energetiche,
06:28intelligenza artificiale e competitività industriale.
06:31Quanto rischiamo di sottovalutare il legame tra disponibilità energetica e tecnologica?
06:38Questo è un tema di grande rilevanza e in effetti c'è un forte rischio di sottovalutazione.
06:44Noi consideriamo l'intelligenza artificiale come qualcosa legato al mondo digitale,
06:47come qualcosa che ci serve a fare il prompt per lanciare un ordine al nostro PC
06:53che poi ci restituisce con una schermata, diciamo una risposta.
06:57Quindi qualcosa di molto leggero, qualcosa che accade alla fine sulle nostre scrivanie.
07:01Le cose non stanno così.
07:03Lì dietro c'è una catena logistica materiale di macchine, di materie, di peso e di consumi energetici.
07:13Un data center al consumo energetico di un'acciaieria, un data center funziona
07:18consumando tantissima energia, tantissima acqua, tantissima energia che deve essere densa,
07:25base load come si dice, disponibile H24 e che non è esattamente il profilo di produzione
07:31fornito dalle fonti rinnovabili.
07:34E vede, spesso mancano un po' gli ordini di grandezza.
07:39L'Italia è in una situazione sicuramente diversa rispetto a dieci anni fa.
07:44Come si trova oggi il Paese ad affrontare la sicurezza degli approvvigionamenti?
07:49Diciamo che ci stiamo avvicinando a un inverno che si preannuncia delicato, evidentemente.
07:56Io credo che noi abbiamo fatto il nostro dovere, ovvero abbiamo fatto in modo,
08:01il prima possibile, con grande anticipo e anche assumendoci quei rischi di fare qualcosa
08:05che magari quando viene fatto non viene immediatamente compreso,
08:09di anticipare al massimo il riempimento dei nostri stoccaggi.
08:13Bisogna ricordare però che riempire gli stoccaggi è la condizione necessaria
08:16per affrontare l'inverno in sicurezza.
08:18Non è la condizione sufficiente.
08:21Perché se è vero che noi abbiamo circa 17-18 miliardi di metri cubi di stoccaggio
08:26su un consumo di 60-65 miliardi di metri cubi,
08:29non è che questo ci permette di stare poi per settimane o mesi chiusi,
08:34diciamo, senza aver bisogno degli altri.
08:36Le cose non stanno così dal punto di vista tecnico.
08:39In un giorno freddo di inverno noi possiamo estrarre dai nostri stoccaggi
08:44il 30-40% del consumo giornaliero.
08:46Il resto continua a venire dalle importazioni.
08:49Perché siamo comunque un importatore netto.
08:51L'Europa è un importatore netto di energia.
08:54E qui dobbiamo rilevare con dispiacere che quello che abbiamo fatto noi
09:00non è stato fatto anche da tutti gli altri.
09:02E questo inevitabilmente avrà una conseguenza anche per noi.
09:06Perché eventuali crisi di disponibilità in altri paesi
09:08non potranno non avere un riverbero anche da noi.
09:11Quali investimenti è necessario decidere oggi per i prossimi 10-20 anni
09:16per garantire al paese sicurezza energetica, competitività
09:20e soprattutto la possibilità di attrarre capitali.
09:25Io credo che dovremmo fare due cose.
09:26La prima, continuare a realizzare infrastrutture
09:30sapendo che fare questo mestiere è un mestiere difficile.
09:32Ci vuole pazienza, tenacia e soprattutto anche la capacità di spiegare
09:36a tutti, alle istituzioni, ai territori, perché servono le infrastrutture.
09:41E il secondo, fare una seria riflessione sul modello di mercato.
09:45Il nostro modello di mercato è un modello che deriva ormai da un'esperienza trentennale.
09:50È stato introdotto a valle del decreto Bersani alla fine degli anni 90.
09:55Ci dobbiamo domandare oggi se 30 anni dopo qualche presupposto originario
09:59forse è cambiato e quindi un po' di manutenzione straordinaria
10:02anche al modello di mercato è necessario.
10:09Dopo oltre quattro anni di guerra in Ucraina
10:11anche il Medio Oriente è finito nel caos
10:13con la guerra in Iran e la crisi dello stretto di Ormuz.
10:17Qual è la prospettiva istituzionale della sfida energetica?
10:20Lo abbiamo chiesto al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
10:23Gilberto Picchetto Fratin.
10:25Siamo in un momento molto complesso.
10:28Il messaggio che lancia alla comunità finanziaria
10:31e soprattutto alle imprese, alla comunità dei CFO.
10:35Il messaggio è un messaggio che in questo momento
10:38deve essere proprio di utilizzare tutte le cautele
10:41ma di dare le massime garanzie
10:43perché deve essere un messaggio di fiducia
10:46perché se si incrina nelle economie di mercato in particolare
10:50la fiducia da un lato ai consumatori
10:55ma degli operatori su quello che può essere il futuro di un'area
10:59e noi pensiamo all'area dell'Unione Europea
11:00con alcuni paesi europei importanti in enorme difficoltà
11:06e questo potrebbe avere conseguenze
11:08proprio a macchia d'olio su tutto il sistema dell'Unione Europea
11:13e naturalmente conseguenze anche sul nostro paese
11:17che ha certamente tanti problemi sull'aspetto energetico
11:21perché dipendiamo fortemente dall'estero
11:25e purtroppo quindi dipendiamo da questa volatilità dei prezzi enorme
11:31dovuta anche ad alcune cause europee
11:34ma però almeno abbiamo una condizione di stabilità.
11:38In Italia non abbiamo un ministro dell'energia
11:40però abbiamo il ministro della sicurezza energetica.
11:44Quanto è sicuro il nostro paese dal punto di vista energetico
11:47e che bilancio fa del governo di questi quattro anni
11:52rispetto al tema dell'energia?
11:54Quello che devo dire è che in questi quattro anni
11:56l'Italia ha dovuto rovesciare il sistema di approvvigionamento
12:02prendevamo quella che è la grande fonte programmabile
12:07che è la molecola del gas
12:09la prendevamo essenzialmente da nord
12:12adesso la prendiamo da sud e da est
12:15e quindi abbiamo dovuto ribaltare
12:16grandi investimenti e linee agriatiche
12:19un'esplosione anche delle rinnovabili
12:23con fotovoltaico ed eolico
12:24perché vorrei ricordare che
12:27ad oggi siamo circa 40 gigawatt
12:30tra installati e in installazione
12:33quindi autorizzati in installazione
12:35che è il 50% di quello che era l'obiettivo 2030
12:39quindi che è decisamente raggiungibile
12:43anche con i processi in corso
12:46questo è cosa abbiamo dovuto fare
12:49in un momento che ha visto tantissime difficoltà
12:52da prima l'invasione russa dell'Ucraina
12:58e in un secondo momento
13:00purtroppo adesso ormai da più di sette mesi
13:04la situazione del Golfo Persico
13:06che ha conseguenze
13:07essendo noi un paese che non ha la sicurezza
13:10ecco perché la denominazione del Ministero
13:14di Sicurezza Energetica
13:15si addice a un paese che
13:18nella storia non ha mai creato
13:20le condizioni di sicurezza energetica
13:22Pensa che nel 2027 vedremo
13:24una normalizzazione dei flussi energetici
13:27legata alla situazione in Medio Oriente?
13:30Questa è una brutta tona
13:32rispetto a un quadro geopolitico e bellico
13:34che è ancora difficile in questo momento
13:36se pensiamo che in queste ore stanno bombardando Riad
13:41quindi una situazione che era impensabile qualche tempo fa
13:45e che naturalmente oggi dobbiamo sperare
13:48che riesca a riequilibrarsi il più esatto possibile
13:51Veneremo a comprare gas e petrolio dagli Stati Uniti?
13:54Noi compriamo ovunque dove conviene
13:58come prezzo d'acquisto
13:59c'è però un lato negativo
14:02che quando tocca le coste dell'Europa
14:05il gas prende un prezzo tutto uguale
14:08che è quello del TF olandese
14:09e questo non è un fatto positivo
14:12perché gli Stati Uniti in questo momento
14:13vendono ancora gas in Florida
14:15a 11-12 euro al megawattora
14:18ma la quotazione in Italia e in Europa
14:22è quasi 80 euro al megawattora
14:24e non è giustificabile solo dal trasporto
14:27La questione energetica e la trasformazione digitale
14:30sono interconnesse
14:31come governare la complessità in un sistema
14:34dove tutte le decisioni sono interdipendenti?
14:38Energia, trasformazione digitale, infrastrutture di rete
14:42lei coniuga le competenze
14:45per una visione interconnessa di lungo periodo
14:48ma qual è oggi la situazione dell'Italia?
14:50Abbastanza articolata direi
14:52perché abbiamo tre mondi che lei ha citato
14:54che hanno caratteristiche, condizioni di mercato
14:59e sistemi di regolazione diverse
15:00se noi partiamo dal mondo energetico
15:03il mondo elettrico
15:04soprattutto le infrastrutture
15:06quindi la parte rete
15:07è disciplinata da un set di regolazioni
15:11che poi porta alla cosiddetta RAB
15:13cioè alla remunerazione del capitale investito
15:15quindi vuol dire che c'è un sistema di regole
15:16che favorisce gli investimenti
15:18e che vengono remunerati
15:19secondo una serie di parametri
15:22che vengono fissati alle autorità
15:24poi abbiamo il secondo parte
15:27che è quella che riguarda le infrastrutture fisiche
15:28penso le reti ferroviarie
15:30piuttosto le reti stradali
15:31dove gli investimenti per la stragrande maggioranza
15:33vengono fatti con il contributo dello Stato
15:35quindi incidono sul bilancio pubblico
15:38e sulla finanza pubblica
15:40e poi c'è un terzo mondo
15:41che è quello di cui fa parte
15:42Fastweb e tutti gli altri grandi operatori
15:46che invece sono totalmente a mercato
15:49quindi sono tre caratteristiche diverse
15:50e direi che partendo dal primo
15:53gli investimenti sicuramente sono remunerati
15:55e sono il driver principale
15:56quindi l'innovazione sicuramente trova la giusta remunerazione
15:59per quanto riguarda le infrastrutture fisiche
16:02ferroviarie e stradali
16:03dipende molto dal bilancio dello Stato
16:05e dalla disponibilità del momento
16:06il terzo punto è il mercato
16:07quindi spesso e soprattutto nel mondo delle telecomunicazioni
16:11dove si è favorito il proliferare di molti operatori
16:14e dove si è spinto molto sull'abbassamento del prezzo
16:16per favorire la diffusione
16:17non necessariamente sempre tutto questo ti consente
16:20di remunerare gli investimenti
16:22e quindi anche in chiave prospettica
16:23potremmo avere un problema
16:24Al contrario di quello che vediamo nell'energia
16:27nelle TLC la competizione ha favorito
16:30l'abbassamento dei costi
16:32mentre nell'energia i costi sono sempre ai massimi
16:36come ce lo spieghiamo?
16:37Bisogna intanto
16:38quando parliamo di costo di energia
16:40bisogna fare un po' di differenziazioni
16:42quello che noi paghiamo in bolletta
16:44è fatto sostanzialmente di tre componenti
16:45c'è una componente legata alle tasse
16:47ai vari contributi diciamo statari e non solo
16:50abbiamo una componente che riguarda il trasporto
16:53del chilolattore
16:54abbiamo una componente che riguarda il costo della commodity
16:56è questo terzo punto
16:58che oggi è fortemente influenzato dall'andamento dei prezzi
17:01invece il costo delle reti
17:02sostanzialmente si muove
17:04secondo i parametri dell'infrazione
17:05poi ci sono varie balselli
17:07eccetera che vengono caricati
17:09sempre nel costo della bolletta
17:10nel mondo delle telecomunicazioni
17:11c'è un prezzo al cliente finale chiaramente
17:13che è figlio del mercato
17:15però è ovvio che la competizione spinta
17:18ha portato ad avere in Italia
17:19un livello di prezzi
17:20che è del 20-25%
17:21mediamente più basso
17:22del resto dell'Europa
17:23positivo sicuramente per i cittadini
17:25che va protetto
17:26però questo rappresenta
17:27un vincolo pro futuro
17:28anche per gli investimenti
17:29che si possono fare
17:30e come valuta
17:31la strategia politica
17:34e la politica economica
17:35dell'Unione Europea
17:37messa in campo
17:38per governare
17:40la complessità energetica
17:42e tecnologica
17:43anche con riferimento
17:44ai rischi nei settori strategici
17:46e con riferimento
17:47alla competizione della Cina
17:50io credo che oggi
17:51siamo in un contesto
17:52dove la dimensione
17:54conta sempre di più
17:55per lo meno in certi segmenti
17:57se magari
17:57in certe nicchie di mercato
17:59il piccolo ti dà flessibilità
18:01capacità di reazione
18:02quando parliamo di energia
18:03e di infrastrutture
18:04la dimensione conta
18:05quindi noi non possiamo immaginare
18:07che un'Europa sull'energia
18:08non agisca in modo integrato
18:10in modo sinergico
18:11perché diversamente
18:12rischiamo di avere
18:13dei singoli stati
18:14che hanno dei punti di forza
18:15e dei punti di debolezza
18:16tutti insieme
18:17si può sfruttare al meglio
18:18la nostra capacità
18:19l'esempio che facevo prima
18:21noi abbiamo all'interno
18:23dell'Unione Europea
18:24un mix energetico
18:25che è fatto dal nucleare
18:27fino al gas
18:29fino alle rinnovabili
18:30che è ancora competitivo
18:31uniti attraverso
18:32una maggiore integrazione
18:34dovuta alle reti elettriche
18:35si riuscirà
18:36ad avere un mix
18:37che funzioni al meglio
18:38quindi che cosa deve fare
18:40dal pensiero
18:41bisogna passare all'azione
18:42nel senso che abbiamo prodotto
18:43adesso dei documenti
18:44sicuramente condivisibili
18:46adesso è auspicabile
18:47che ci siano poi
18:48delle scelte
18:49che si traducono
18:50in atti concreti
18:51e in investimenti concreti
18:52se si riesce a fare questo
18:54si evitano anche duplicazioni
18:55in tanti settori
18:56e si utilizza ciò
18:57che va meglio
18:59indipendentemente
19:00dallo Stato
19:00che lo fa
19:00ovviamente nel rispetto
19:02di quelle che sono
19:02le autonomie
19:03dei singoli Stati
19:04ma sull'energia
19:05si può fare sinergia
19:06lei adesso
19:07è ai vertici
19:08di un collosso
19:09delle telecomunicazioni
19:10e quindi
19:11visto dall'Europa
19:12qual è la sua idea?
19:14io credo che in Europa
19:15abbiamo troppi operatori
19:16di telecomunicazioni
19:17bisogna forse
19:18arrivare ad avere
19:19per esempio
19:19l'operazione
19:20Fastware Vodafone
19:22ha portato
19:23un'ulteriore integrazione
19:24bisogna favorire
19:25diciamo
19:25la crescita
19:26di grandi operatori
19:27perché gli investimenti
19:28e affari sono importanti
19:29sono massicci
19:30in Italia
19:31abbiamo avuto adesso
19:32dei cambiamenti
19:33Post acquisisce team
19:34noi siamo con Vodafone
19:35quindi la strada è
19:36avere un numero
19:37di operatori competitivi
19:39giusti
19:40e una regolazione
19:40che consenta
19:41di privilegiare gli investimenti
19:43bisogna aprire un tavolo
19:43su questo
19:44la sicurezza
19:45degli approvvigionamenti
19:46passa attraverso
19:47le strategie
19:48di integrazione
19:49energetica
19:50come rispondere
19:50agli shock
19:51dell'offerta
19:52sempre più frequenti
19:53e ai cambiamenti
19:54dello scenario
19:55geopolitico mondiale
19:56è una situazione
19:57molto delicata
19:58però
19:59dal punto di vista
20:01del gas
20:01le infrastrutture
20:03le ultime
20:04in particolare
20:05arrivate
20:05il TAP
20:06i nuovi gasificatori
20:08sul tirreno
20:09e sull'adriatico
20:10stanno facendo
20:11la differenza
20:11e soprattutto
20:13una capacità
20:14di stoccaggio
20:15del gas
20:15è importante
20:1618-19 miliardi
20:18di metri cubi
20:19sono molto
20:19compreso
20:20lo stoccaggio strategico
20:21danno una certa
20:22tranquillità
20:23sotto il profilo
20:24della disponibilità
20:26delle risorse
20:27naturalmente
20:28questo non ci permette
20:29di dire
20:29che siamo tranquilli
20:30che la situazione
20:31è risolta
20:32anzi
20:33è una situazione
20:33che deve essere
20:34assolutamente
20:35tenuta sotto controllo
20:36soprattutto
20:37sul livello
20:38di autonomia
20:39molto scarsa
20:40che noi abbiamo
20:41come paese
20:42come impatta
20:43tutto questo
20:43dal punto di vista
20:44dei costi energetici
20:46sui bilanci aziendali
20:48oggi
20:49impatta
20:49moltissimo
20:50come dicevo
20:52ancora una volta
20:52la crisi energetica
20:53ci ha trovati
20:55abbastanza scoperti
20:56dal punto di vista
20:57contrattuale
20:58perché esposti
20:59alla volatilità
21:00dei prezzi
21:01dell'energia
21:01che sono legati
21:02strettamente
21:03a quelli del gas
21:04i livelli
21:04dei prezzi
21:05e volatilità
21:06sono due nemici
21:07importanti
21:08con cui oggi
21:08dobbiamo fare i conti
21:09avere
21:10disporre
21:11di risorse
21:12che sono
21:13gestite
21:14contrattualmente
21:15il cui costo
21:16è legato
21:17al loro costo
21:18industriale
21:18significa
21:19iniziare
21:20veramente
21:20a allontanarci
21:23dalla logica
21:23diciamo
21:24di dipendenza
21:25diretta
21:25dalla volatilità
21:26del gas
21:26e quindi
21:27dalla volatilità
21:28delle fonti fossili
21:29extra italiane
21:30di dinamara
21:32la
21:34godina
21:35tra