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00:002, 3, 4, 0
00:04Nel 1994 furono uccisi circa un milione di Tuzzi, un'etnia di pastoni, minoranza in Ruanda, paese sotto il controllo
00:11della Francia.
00:12Lo sterminio fu un affare di Stato, con la complicità o meglio il negazionismo dei paesi occidentali,
00:18che etichettarono quei tragici eventi come una questione tra tribù rivali africane.
00:23Nessuno intervenne per salvare una popolazione inerme, furono massacrati a colpi di macete donne e bambini.
00:28Soprattutto questi ultimi perché il progetto era quello di far scomparire dal paese un'intera etnia.
00:34Una disparità tra persone con una stessa cultura, lingua e religione,
00:39nata da quando i belgi decisero di effettuare delle misurazioni sui fisici dei druandesi,
00:43in base alle quali il popolo venne diviso in Utu e Tuzzi, con tanto di dicitura nei documenti di identità.
00:50Furono gli stessi colonizzatori, prima dell'indipendenza, a utilizzare i Tuzzi come strumento di controllo degli Utu,
00:55di generazioni agricoltori, per costringerli a coltivare il quantitativo richiesto di caffè.
01:01Da qui l'odio tra le due etnie, che si è scatenato in un primo uccidio nel 1959,
01:06poi il più terribile nel 1994.
01:09Ma l'Occidente rimase silente nonostante il monito del mai più scaturito all'indomani dell'Olocausto.
01:15Abbiamo sentito François Canchindi, ruandese Tuzzi.
01:19E oggi è l'onore di sedere accanto a François, lei è qui in Sardegna, qualche giorno per ricordare il
01:27massacro del suo popolo in Ruanta.
01:30Tutto ciò avvenne nel 1994, noi dicemmo mai più ecidi, mai più genocidi,
01:38e invece nel 1994 il popolo Tuzzi, al quale François appartiene, è stato massacrato per volontà di uno Stato.
01:48Lei ormai sta, diciamo, girando l'Italia, anche l'Europa, per raccontare quei fatti.
01:55Sì, adesso quest'anno, il 7 aprile, c'è stata la ricorrenza della commemorazione,
02:02la venticinquesima commemorazione del genocidio dei Tuzzi in Ruanda.
02:07Un quarto di secolo è passato, ma sembra davvero ieri.
02:11Sì, io come ruandese che vivo qua in Italia, ho i figli e sento un dovere di ricordare i nostri,
02:20perché così come diceva Elie Weasel, un genocidio uccide due volte, la seconda volta con il silenzio.
02:27Allora noi cerchiamo di non far morire i nostri per la seconda volta.
02:31Per noi spesso le vicende dell'Africa sembrano lontanissime, no?
02:37E questo genocidio forse è passato nell'immaginario degli europei come un fatto interno a voi africani, un fatto tribale,
02:49no?
02:49Sì, sì, questa idea l'ha sdoganato anche ad arte il governo francese che appoggiava il genocidio che succedeva a
02:59casa.
03:00Mitterrand stesso ha detto che un genocidio in questi paesi non è importante, cioè un genocidio in quei paesi lì
03:08non è importante.
03:09Per cui ecco è passato proprio questo messaggio durissimo, molto superficiale, il genocidio dei Tutsi Rwanda era un genocidio evitabilissimo.
03:20C'era una contingente dell'ONU presente e il generale aveva chiesto, il comandante Romeo Daler aveva chiesto il permesso
03:29di intervenire per fermare quel genocidio
03:32e questo permesso gli è stato negato.
03:34800.000 persone furono massacrate semplicemente perché appartenevano a un'etnia.
03:42Sì, semplicemente perché noi eravamo Tutsi, eravamo nati Tutsi.
03:47Il governo nostro erede della divisione della colonizzazione, perché comunque è stata la colonizzazione belga
03:57che ha cominciato a schedare la popolazione, ha introdotto la prima carta di identità dove c'era scritto Uttu e
04:05Tutsi,
04:06ha cominciato a misurare i nasi della gente e da lì, quando abbiamo chiesto l'indipendenza nel 1960,
04:14ci hanno risposto con il primo genocidio dei Tutsi nel 1959 che nessuno ha mai parlato.
04:22I Tutsi sono un popolo fiero, quando si parla dei Vattussi che poi erano diventati famosi per una canzone ironica
04:31che era molto popolare in Italia, i Tutsi è un popolo fiero che ha combattuto poi nel fronte
04:40e lei si è ritrovata nella sua vita a combattere come fece i nostri partigiani, a poi combattere per liberare
04:49il suo popolo.
04:50Sì, noi non avevamo un'altra scelta perché stavamo crescendo, io ero nata in Burundi e senza una cittadinanza
04:58non avevo diritto di andare avanti a scuola, avevo finito con fatica le medie perché ci escludevano nelle scuole
05:05e poi dovevo andare all'università, non avevo nessuna possibilità, ci eravamo riuniti in questo movimento nostro
05:13di fronte patriotico ruandese, io nel 90 mi sono presentata veramente anche per partire al fronte con mio fratello
05:21ma siccome mio fratello era lui sì un vero Vattus perché più alto, più forte e io sono minuta come
05:27mia madre
05:27hanno preso lui perché le condizioni erano molto difficili e anche mio marito ha combattuto quella guerra
05:36ci ha perso il suo fratello e quel movimento ci ha permesso veramente di poter tornare a casa
05:44di fermare quel genocidio tra l'altro perché ad oggi sono qua a parlare del genocidio dei Tuzzi
05:49perché il fronte patriotico ha vinto quella guerra, diversamente non sarei manco qua, non saremmo manco qua a parlare
05:56Loro volevano uccidere chiunque appartenesse a questa etnia, è una cosa incredibile che ancora succeda in epoca moderna
06:05perché stiamo parlando del 1994, ecco poi lei per fortuna è arrivata in Italia, ha studiato alla cattolica, lavora, ha
06:16conosciuto suo marito
06:17che come ci ha detto anche lui era un patriotta e vive qui a Roma
06:24I fatti del Ruanda del 1994 dimostrano come anche da stereotipi, da frasi si possa degenerare fino a questi estremi
06:37drammatici
06:38Sì, purtroppo gli atti di razzismo che ultimamente in Italia sono quasi all'ordine del giorno
06:45perché veramente basta andare su internet e metti atti di razzismo perché ci sono vari siti che li documentano
06:53e li troverai che veramente negli ultimi tre mesi o di più, quasi un giorno sì, un giorno no, c
06:59'è un atto di razzismo
07:00A Roma in particolare, in piazza Euclide, il 24 marzo, una donna con due bambini piccoli
07:08è stato picchiato selvaggiamente, preso calci nel sedere, buttato giù per terra con una bambina sulla schiena
07:17un poliziotto è intervenuto e il quattrene che l'aveva picchiato è stato fermato
07:23e questi sono atti concreti che mi fanno paura
07:29e una settimana dopo a Ostia un ragazzo di 17 anni stava passeggiando con una sua amica a lungomare con
07:37il cane
07:38questo ragazzo è stato adottato da una famiglia italiana
07:41è stato picchiato da otto ragazzi incappucciati
07:45è finito, l'hanno ridotto quasi in fin di vita
07:49lui è finito in ospedale con il bacino rotto, con una prognosi di 20 giorni
07:54io ho un figlio di 13 anni, mi domando il suo futuro qua
07:58cioè quando uscirà?
08:01io devo stare tranquilla, siccome io sono cresciuta, discriminata
08:06noi a scuola ci chiedevano di alzarsi durante l'appello
08:13e alcuni professori denigravano i ragazzi che eravamo
08:18io sono cresciuta con queste piccole dose di odio tutti i giorni
08:23che hanno sfociato nel genocidio
08:27perché un genocidio non arriva così di un giorno all'altro
08:32viene preparato, si creano queste condizioni di disumanizzare l'altro
08:38di discriminarlo, di creare delle parti
08:42e la mia sensazione, la mia paura è che le persone hanno una memoria corta
08:49perché quando sono state emanate le leggi razziali, razziali in Italia
08:56dal governo fascista
08:58non c'è stata una grande manifestazione manco delle proteste, vero?
09:02così come quando sono stati eppurati dalle scuole i ragazzi ebrei
09:09i vicini italiani non è che hanno fatto qualcosa
09:13poi quando sono stati mandati questa volta proprio nei campi di concentramento
09:18l'amico, il vicino si è guardato bene di dire qualcosa
09:23per cui si è arrivato alla Shoah in Europa
09:27nel 44-45
09:31nel 94 in Ruanda i Tuzzi vengono massacrati
09:35ma i massacri dei Tuzzi non sono nati nel 94
09:40erano nati già dal 59
09:42e ogni 10 anni venivano massacrati sotto il silenzio della comunità internazionale
09:48allora oggi in Italia
09:51quello che si cerca, si sta sdoganando la vergogna
09:57cioè i razzisti si sentono quasi figli di fare questi atti di dimostrazione
10:03magari quando sono arrivata c'era una vergogna
10:06veramente si sentivano anche un po', anzi erano schifosi
10:11perché veramente un razzista è una persona che si deve sentire schifoso
10:15e questa cosa va detto
10:18va detto perché noi l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle
10:28è davvero tutto per il momento
10:30io vi ringrazio per averci seguito e vi do appuntamento alla prossima settimana
10:36a
11:06Grazie a tutti.