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  • 2 ore fa
Milano, 7 ott. (askanews) - Cercare nell'Universo una delle particelle più elusive che conosciamo, usando migliaia di sensori sepolti nei ghiacci dell'Antartide. È il lavoro di una vita che ha portato Francis Halzen al Nobel per la Fisica 2026. A 82 anni, lo scienziato americano-belga è il padre di IceCube, l'osservatorio composto da 5.484 rilevatori ottici.A Torino, durante una conferenza stampa all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) con cui collabora, Halzen ha parlato del premio soprattutto pensando alla squadra di ricercatori che ha lavorato con lui per decenni. "Il lavoro che meritava il Nobel risale a molti anni fa. Ho sempre avuto la sensazione che, non avendolo ancora ricevuto, stessi deludendo i miei straordinari collaboratori. Quindi sono semplicemente felice che questo problema ora sia risolto", ha spiegato.Al centro delle sue ricerche ci sono i neutrini, particelle quasi prive di massa e senza carica elettrica, capaci di attraversare la materia quasi indisturbate. Quelli provenienti dallo spazio profondo possono offrire informazioni su alcuni dei fenomeni più estremi dell'Universo. E per Halzen il prossimo grande passo potrebbe arrivare molto più vicino a noi."Quello che darebbe davvero un enorme impulso all'astronomia dei neutrini sarebbe osservare l'esplosione di una supernova nella nostra galassia. In pochi secondi - ha sottolineato - l'astronomia dei neutrini ci fornirebbe dati di fisica delle particelle e di astronomia sui quali potremmo lavorare per decenni".Dopo il Nobel, però, Halzen vuole tornare ai dati raccolti sotto i ghiacci e continuare a cercare di interpretarli. "Il mio prossimo sogno è poter tornare a fare fisica, e sto facendo di tutto per riuscirci. Ho passato circa 35 anni a costruire questi esperimenti, quindi il mio unico vero piacere è guardare i dati e cercare di capire cosa significano. È un po' come leggere le foglie di tè, perché non abbiamo ancora così tanti neutrini, ma è davvero molto divertente".

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00:03Cercare nell'universo una delle particelle più elusive che conosciamo usando migliaia di sensori
00:10sepolti nei ghiacci dell'Antartide. È il lavoro di una vita che ha portato Francis Halzen al Nobel
00:16per la fisica 2026. A 82 anni lo scienziato americano belga è il padre di Ice Cube,
00:23l'osservatorio composto da 5.484 rilevatori ottici. A Torino, durante una conferenza stampa
00:31all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con cui collabora, Halzen ha parlato del premio,
00:37soprattutto pensando alla squadra di ricercatori che ha lavorato con lui per decenni.
00:45Il lavoro che meritava il Nobel risale a molti anni fa. Ho sempre avuto la sensazione che,
00:52non avendolo ancora ricevuto, stessi deludendo i miei straordinari collaboratori. Quindi sono
00:59semplicemente felice che questo problema ora sia risolto, ha spiegato. Al centro delle sue ricerche
01:06ci sono i neutrini, particelle quasi prive di massa e senza carica elettrica, capaci di attraversare
01:12la materia quasi indisturbate. Quelli provenienti dallo spazio profondo possono offrire informazioni
01:19su alcuni dei fenomeni più estremi dell'universo. E per Halzen, il prossimo grande passo potrebbe
01:26arrivare molto più vicino a noi.
01:35Quello che darebbe davvero un enorme impulso all'astronomia dei neutrini sarebbe osservare
01:42l'esplosione di una supernova nella nostra galassia. In pochi secondi, ha sottolineato,
01:48l'astronomia dei neutrini ci fornirebbe dati di fisica delle particelle e di astronomia sui quali
01:55potremmo lavorare per decenni. Dopo il Nobel, però, Halzen vuole tornare ai dati raccolti
02:01sotto i ghiacci e continuare a cercare di interpretarli. Il mio prossimo sogno è poter
02:13tornare a fare fisica e sto facendo di tutto per riuscirci. Ho passato circa 35 anni a costruire
02:20questi esperimenti, quindi il mio unico vero piacere è guardare i dati e cercare di capire
02:26cosa significano. È un po' come leggere le foglie di tè, perché non abbiamo ancora
02:31così tanti neutrini, ma è davvero molto divertente.

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