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Tgs Sette. La puntata è dedicata al tredicesimo anniversario del tragico naufragio che a Lampedusa fece 368 vittime. Ospiti alcuni sopravvissuti che oggi vivono in altri paesi europei, Tareke Brhane che guida il Comitato 3 Ottobre; il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino; Francesca Bonelli dell'Unhcr e Francesca Albanese, relatrice delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati.
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NovitàTrascrizione
00:16ben trovati a tgs 7 siamo qui al molo papa francesco luogo di approdo speranza e umanità
00:22in questo momento dove è appena avvenuto l'ennesimo sbarco di persone che hanno
00:27affrontato il mediterraneo ed è questa una giornata come tante altre gli sbarchi sono
00:34diminuiti ma da alcuni anni a questa parte si contano ancora e nuovamente vittime della
00:41traversata e comincia qui il nostro breve viaggio in memoria delle 368 vittime della strage dell'isola
00:49dei conigli 3 ottobre 2013 si contano ancora a decine a centinaia le vittime della traversata
00:56del mediterraneo in questa puntata ci occuperemo di ricostruire quanto accadde in quel giorno e ci
01:03occuperemo di fare il punto sull'isola di lampedusa dal punto di vista del suo destino di confine
01:11dell'europa e dal punto di vista di un'isola che comunque cresce e guarda al futuro cominciamo con
01:18una scheda che ci racconta il 3 ottobre del 2013 3 ottobre 2013 un peschericcio partito dalla libia
01:25con a bordo centinaia di migranti eritrei e somali naufraga a poche miglia da lampedusa davanti
01:31all'isola dei conigli per segnalare la propria presenza viene incendiata una coperta le fiamme
01:37si propagano e l'imbarcazione si rovescia muoiono 368 persone tra cui donne e bambini i superstiti sono
01:45155 e una delle più gravi tragedie mai avvenute nel mediterraneo da quella tragedia nasce il comitato
01:533 ottobre preseduto da tareche brane che negli anni ha trasformato la commemorazione in un'attività
02:00permanente di memoria sensibilizzazione e ricerca il comitato è tra i promotori della giornata nazionale
02:07della memoria e dell'accoglienza istituita nel 2016 e porta ogni anno a lampedusa studenti italiani ed
02:14europei per confrontarsi sui temi delle migrazioni e dei diritti ma oggi il lavoro del comitato riguarda
02:20soprattutto una questione rimasta aperta per anni restituire un nome alle vittime rimaste senza
02:26identità in collaborazione con il laboratorio di antropologia e odontologia forense labanov
02:33dell'università degli studi di milano il comitato raccoglie dai familiari informazioni
02:38ante mortem e campioni genetici da confrontare con il dna delle salme sepolte senza nome il lavoro
02:46ha prodotto risultati concreti nel 2026 sono state riconosciute altre vittime a gennaio è stata
02:52resa nota l'identificazione della vittima numero 186 un giovane eritreo di circa 20 anni a maggio ad
03:00adissa beba il comitato ha raccolto campioni genetici informazioni da 19 familiari di dispersi
03:06ritrei e 15 sono stati ritenuti riconoscibili sulla base degli elementi raccolti in attesa delle
03:12conferme scientifiche definitive il dato più recente racconta però anche quanto sia ancora
03:19lunga la ricerca delle 368 vittime circa la metà resta tuttora senza un'identità certa il
03:26comitato sostiene la necessità di procedure comuni europei di una banca dati europea del dna
03:32perché l'identificazione delle persone morte nel mediterraneo non si interrompa davanti ai confini
03:44nazionali ed eccoci in via roma a due passi da piazza castello la piazza dove si tengono tutte
03:50le manifestazioni di lampedusa e dove si ricorda ovviamente anche il 3 ottobre ma sono state giornate
03:57in qualche modo vivaci sull'isola anche per altre ragioni è stata inaugurata la nuova scuola del tutto
04:05efficientata dal punto di vista energetico e si è registrata la protesta dei pescatori dunque
04:10il 3 ottobre è anche l'occasione per fare il punto su quest'isola che comunque registra un boom di
04:15presenze fra cose magnifiche cose e complessità vorremmo fare il punto con filippo mannino il sindaco
04:23di lampedusa da dove vogliamo partire mi dica lei iniziamo dalla stagione che è stata appunto come
04:29diciamo tantissima gente sì sì fortunatamente dico quest'anno è stata una stagione straordinaria oggi
04:342 ottobre e ancora l'isola è piena di turista nel scorso fine settimana sono arrivato migliaio di
04:40persone abbiamo avuto in più 33 per cento rispetto al 2025 che già era stato un anno fantastico
04:47probabilmente insomma la congiuntura internazionale fatto che insomma quello che è successo a dubai ci ha
04:54portato ad avere ulteriori diciamo turisti sull'isola e naturalmente di questo ne beneficiamo
05:00un po tutti e siamo contenti insomma ecco ma la chiave qual è di lettura è un'isola che offre
05:05ormai una buona ricettività che accoglie tutto tondo ci pare di capire certamente quando ci sono
05:12numeri così alti qualche disservizio si registra però sì il buon lavoro che abbiamo fatto sia di
05:18promozione nelle fiere sia noi abbiamo la materia prima che in qualche modo insomma
05:24accennuta molto la materia prima è il mare il sole e l'accoglienza che è la caratteristica di questo
05:29territorio di questo popolo le criticità l'ultima quella che ha riguardato un po tutti ma che qui si
05:35fa sentire di più è stato è stata quella dei costi dei carburanti che sono arrivati a sfiorare i tre
05:42euro
05:42al litro per il gasolio i pescatori si sono come dire fatti sentire lei cosa pensa di questo guardi
05:50noi in questo abbiamo uno dei pochi prima possiamo vantare uno dei pochi primati perché di solito anche
05:55quando si parla non è telegiornale a oggi la benzina raggiunta il prezzo di 2 euro e 50 noi l
06:00'abbiamo
06:01superato da tempo all'inosa oggi la benzina al litro costa 3 euro e 25 che è un prezzo che
06:08non si può
06:08sopportare e naturalmente eh questo è dovuto sicuramente alla questione internazionale insomma
06:15guerre e cose varie ma poi noi scontiamo un altro problema che è quello di lì dell'insularità che
06:21ha dirette conseguenze appunto sul costo dei trasporti e quindi tutte le due questioni unite
06:26assieme fanno sì che questo diventa veramente un problema per questo territorio se tutto è tessuto
06:31economico in generale ma anche ed in particolare per i pescatori i pescatori ieri hanno protestato
06:37perché loro non conviene più uscire materialmente eh in mare e andare a provare a pescare perché i
06:44costi di un pieno superano quello che è il possibile guadagnato di una giornata di lavoro eh ci sono
06:51problemi tutta la Sicilia però qui naturalmente lo senti ulteriormente perché se eh in terraferma lo
06:57prende un euro e quaranta qua lo prende un euro ottanta e quando fai duemila litri di gasolio lo senti
07:04la differenza di prezzo sono diciamo eh questioni che veramente vanno ad impattare
07:09sull'economia di di questa categoria. Senta sindaco qui si sono spesi i fondi del PNRR eh un tipo di
07:16performance che non ha ah come dire eh lo stesso tipo di eh risultato in tutta la Sicilia si sono
07:24spesi anche eh per la scuola per una delle vostre scuole ci racconta brevemente come è andata. Sì noi
07:29abbiamo speso quasi trenta milioni di euro di fondi del PNRR siamo intervenuti su diversi fronti
07:35sulla mobilità sostenibili. In sostenibile abbiamo acquistato appunto bus elettrici, macchine
07:39elettrici sia quelli che fanno insomma il trasporto urbano ma sia anche per uso eh del comune insomma
07:46per quello che può servire alla collettività. Sull'efficientamento idrico abbiamo realizzato nuove
07:51rete idriche e sostituito quelle quelle faticenti. Sull'efficientamento energetico con le scuole nuove
07:57prossima settimana appunto inauguriamo una nuova scuola. Oggi abbiamo all'ex scuola eh
08:02oggi si chiama scuola secondaria di primo grado. La prossima settimana inauguriamo la scuola
08:08dell'infanzia. Insomma abbiamo fatto un bel po' di lavoro anche sui dissalatori eh siamo
08:14siamo soddisfatti e anche anche in questo campo purtroppo è fare una corsa contro il tempo sempre
08:20per gli stessi problemi. Purtroppo siamo in isola e l'approvvigionamento dei materiali
08:25arriva spesso e volentieri di tardo specialmente nel periodo invernale perché poi vivere le isole
08:30d'estate è sempre bello no? Chi viene qui rimane una settimana eh due settimane lo vede dal punto
08:37di vista del turista ed è bello però d'inverno le difficoltà ci sono. E siamo al 3 ottobre
08:42all'anniversario della strage dell'isola dei conigli trecentosessantotto morte morti e gli arrivi
08:49che non che non si fermano anche se i numeri sono veramente tanto calati. Che rapporto ha oggi
08:54l'isola con questo suo ruolo? L'isola che accoglie, di isola che ha organizzato una eh
08:59un modo di gestire l'emergenza che funziona, la Croce Rossa gestisce l'hotspot eh gli arrivi
09:05sono continuamente monitorati. Qual è il rapporto dell'isola con questo suo ruolo nel Mediterraneo?
09:11Guardi eh io in questi tre anni sono riuscito a fare un lavoro di sinergia con il ministro dell'interno,
09:17con il governo centrale, insomma con la regione proprio per cercare di cambiare quell'approccio
09:23che si aveva prima nella gestione di questo fenomeno che era un approccio perfettamente
09:28emergenziale. Abbiamo lavorato in maniera strutturale e i risultati appunto si sono visti sia per quanto
09:33riguarda i numeri, insomma adesso ne arrivano molti di meno, ma sia per quanto riguarda la
09:38logistica sul territorio, la gestione dell'hotspot, quello che succedeva prima. Prima eravamo sempre
09:43sui giornali per come insomma erano trattati migranti all'interno. Adesso invece c'è il rispetto
09:49della persona, della dignità umana e questo grazie a Croce Rossa e finito il meccanismo
09:54delle cooperative che insomma era un tantino discutibile. I trasferimenti avvengono in maniera
10:00molto più veloce, le identificazioni veloce. Tutti questi come dire accorgimenti hanno fatto
10:06sì che adesso come dire il fenomeno c'è ma scorre in maniera più fluida. Poi cosa c'è da
10:11dire?
10:12Lampedusa rimane sempre una terra, una terra di frontiera. Non siamo più emergenza, grazie insomma
10:18la gestione che l'ho appena detto, però rimaniamo terra di frontiera e ritengo sia
10:23doveroso e giusto come dire non mettere da parte, ricordare quello che negli anni
10:28quest'isola ha fatto, tutte le persone che ha salvato e il ruolo che ha nella difesa
10:35dei diritti umani. E quindi non mancate anche ai dibattiti che vengono organizzati
10:40attorno a questa data. Che tipo di contributo potete dare al ragionamento su quello che sta
10:45accadendo, il fatto di essere al centro del Mediterraneo in un momento di guerra
10:49così cruente, così terribile e con prospettive non del tutto chiare?
10:54Guardi, io il contributo che posso dare, noi lo diamo come isola e l'ho detto, insomma
10:59noi quello che possiamo fare al di là delle discussioni che si fanno in generale a Bruxelles
11:05piuttosto che a Roma, io dico sempre noi ci troviamo su un'isola e quando una persona
11:09arriva qua non ci possiamo girare dall'altra parte. Un conto è stare seduti a pensare
11:15come gestire il fenomeno, ripeto, farlo da Bruxelles un conto è stare su un'isola e
11:19se c'è una persona che ti chiede aiuto, persone che stanno annegando, noi abbiamo
11:23il dovere di salvare queste persone. Io penso che l'Occidente potrebbe fare qualcosa in
11:30più per aiutare queste persone, però è giusto intervenire sia per stroncare il traffico
11:36di esseri umani, perché non è che queste persone si alzano la mattina, si mettono sulla
11:40barchetta dietro, ci sono organizzazioni criminali che devono essere stroncate, per
11:44cui l'Europa deve lavorare sui viaggi umanitari, sui canali umanitari, consentire alle persone
11:52di arrivare in maniera legale o comunque con l'aiuto delle istituzioni europee. Il patto
11:59europeo sull'immigrazione sembra andare in questa direzione quando si parla di solidarietà
12:03tra gli stati e di canali umanitari. Speriamo che si riesca in qualche modo a mettere in
12:09atto. Grazie sindaco, grazie per questa intervista. Ci fermiamo, fra poco entriamo dentro le manifestazioni
12:17del 3 ottobre.
12:30E adesso le testimonianze di chi ce l'ha fatta e di chi è sopravvissuto alla strage dell'isola
12:36dei conigli. Comincio da Agos, al quale chiedo cosa ricorda di quel terribile giorno. Nisiti tradurrà.
12:59Grazie.
13:33Io sono sopravvissuto da quelli che sono morti. Io ho notato, sono riuscito di uscire. Per ricordare
13:44difficile e pesantissimo, per ricordarlo, il 3 ottobre, quel giorno che siamo riusciti
13:49a sopravvivere.
13:51Tutti e tre adesso i nostri ospiti vivono in Germania. Possiamo chiedere a Sultan, qual è
13:58oggi la sua vita?
14:01Sultan, come si vive in Germania?
14:16Io vivo in Germania, vivo come immigrato, come tutti i cittadini che lavoro, vivo in Germania.
14:24Perché era partito da l'eritra?
14:27Perché era partito da l'eritra?
14:55traduciamo noi non riusciamo non riusciamo a vivere in eretrea perché per la politica
15:00soltanto non è che da libia dal deserto di sara no dall'eretrea che comincia questi siamo
15:08seguitati fino in italia praticamente anche quando partiamo in eretrea che viviamo i soldati
15:17dell'eretrea del dittatore sempre siamo perseguiti e allora fammi un attimo di posto per favore
15:24sultan e qui invece abbiamo brane brane ha avuto un'ulteriore perdita no lui era sopravvissuto
15:32da loro allora ci sono i miei parenti cugini ho perso al mare io lui sopravvissuto perso al mare
15:51e tutti i miei compagni di crescita di compagni della scuola che l'ho perso al mare mi sta dicendo
15:58cosa significa e lo chiediamo a sultan essere qui a lampedusa nel tredicesimo anniversario della
16:06strada a serta se l'este a be lampedusa america a un taino a fattur boom
16:14buco letta negare il coltano sgol bettahad e non mando con storia con lupers di gira
16:21isa ha sbo cala e canna con lo saizino vero a ustero for the music armare io spiego di 22
16:30tipi di
16:32La prima volta che io penso come un giorno il mio compleanno di questo che è sopravvissuto e il secondo
16:40ricordo il mio compagno che ho perso.
16:43A Sultan chiedo, gli sembrano cambiate le cose rispetto a quell'epoca?
17:12No, no, è peggiorato ancora prima, anche possiamo attraversare dall'Eretrea in Itopia, era senza pagamento adesso, dovunque confini paghiamo
17:29sacco di soldi, peggiorato il torino.
17:32Quindi la tratta di esseri umani è peggiorata?
17:35Peggiorata tantissimo.
17:38Chiedo ad Agos, scusami se ti passo dietro, l'ultima domanda è per Agos, al quale chiedo cosa fa oggi,
17:45qual è il suo lavoro e qual è la sua vita?
18:01Io vivo in Germania, come tutte le persone che vivono in Germania, lavoro, vivo tranquillamente in Germania, non sto dicendo.
18:08Sei sereno?
18:11Ma adesso ci vuole essere perfetto.
18:15La mia cicatrice ancora non si cancella, però dovrebbe vivere, devo continuare la vita.
18:33Grazie a tutti e quattro, adesso passiamo la parola all'Alto Commissariato per i diritti umani, sentiremo, faremo il punto
18:44della questione migratoria in questa fase nel Mediterraneo.
18:53Con Francesca Bonelli che rappresenta nel nostro paese l'Alto Commissariato per i rifugiati, proviamo a fare un punto in
18:59quest'anno e in questa circostanza durante queste giornate dedicate alla commemorazione delle vittime della strage dell'Isola dei Conigli.
19:08Cosa possiamo dire nel 2026?
19:10Sono passati 13 anni e il 3 ottobre ci ricorda che le persone scappano dalla guerra per cercare protezione e
19:20sicurezza e nel fare questo mettono anche a rischio la loro vita.
19:25Nel 2026 quest'anno in media ogni giorno quattro persone hanno perso la vita in mare per cercare protezione, per
19:32cercare salvezza e fuggire dalle guerre.
19:37Lampedusa è un simbolo di accoglienza, di solidarietà e vorrei ringraziare Lampedusa, la Sicilia, tutte le istituzioni, la società civile
19:49che è un esempio che ci ricorda che l'essenziale è salvare le vite in mare prima di tutto.
19:57Lampedusa è anche una realtà non solo che salva vite ma include perché Lampedusa e devo dire anche la Sicilia,
20:08ci sono tantissimi esempi in Sicilia di accoglienza, di disponibilità e di solidarietà per le persone che arrivano, che cercano
20:16accoglienza e che scappano dalle guerre.
20:18Ovviamente questa situazione degli arrivi è una situazione che corrisponde a un problema molto più grave delle guerre in tutto
20:28il mondo perché abbiamo più di 41 milioni di rifugiati nel mondo, tuttora ci sono delle guerre in corso come
20:36in Sudan e in Ucraina.
20:37E bisogna ricordare che la maggioranza dei rifugiati sono accolti nei paesi limitrofi a queste guerre. Se si pensa in
20:45Sudan dove è in corso una guerra atroce, i rifugiati scappano in Uganda, in Kenya, in Etiopia. Il 68%
20:53delle persone che scappano dalle guerre scappano nei paesi vicini.
20:57La vostra agenzia fa riferimento alle Nazioni Unite, che cosa è in grado di prevedere alla luce di questi nuovi
21:04conflitti che comunque sono con lo sguardo sul Mediterraneo?
21:08È importante continuare l'aiuto umanitario per aiutare i rifugiati, ma anche aiutare le comunità che le accolgono e continuare
21:18a dare loro le necessità essenziali, ma anche l'istruzione, la possibilità di lavorare, la salute, la possibilità di avere
21:29una vita dignitosa che non li costringe a cercare una via pericolosa
21:34e mettersi in un viaggio pericoloso come quello in mare nelle mani dei trafficanti perché non hanno le opportunità e
21:41la possibilità di avere protezione e sicurezza.
21:44Quindi noi come UNHCR insieme ai governi e alla società civile siamo in prima linea per aiutare la gente che
21:52scappa dalle guerre a proteggerli.
21:55Sì, ma ovviamente l'anno passato è stato un anno molto difficile e ancora è difficile per tutte le operazioni
22:03umanitarie perché i fondi sono stati ridotti drasticamente
22:06e questi servizi, questi interventi umanitari sono stati e sono tuttora molto difficili.
22:13In alcune zone abbiamo dovuto ridurre gli aiuti umanitari e questo ovviamente mette a rischio molte vite.
22:20L'aver lavorato così tanto sul campo, che sentimento vi dà in questa fase storica?
22:27Lei è una che solca i campi di battaglia, tra virgolette, si va dove arriva la richiesta di aiuto.
22:33Che sentimento porta con sé?
22:36Porta un sentimento che siamo tutti parte dell'umanità e dobbiamo tutti avere un ruolo di aiuto umanitario
22:47e di contribuire alla nostra società. L'Italia è tra i paesi un paese di esempio dell'accoglienza e dell
22:55'inclusione.
22:56Abbiamo molti esempi positivi e come italiana, anche ritornando nel mio paese dopo tanti anni passati nelle emergenze umanitarie,
23:07vedo che c'è una solidarietà e un'apertura delle comunità italiane a considerare le persone che scappano dalle guerre,
23:16non solo delle persone che hanno bisogno di aiuto, ma anche delle persone che possono dare il loro contributo
23:23allo sviluppo economico, alla società, alla comunità in generale che le accoglie.
23:27Grazie a Francesca Bonelli dell'UNHCR. Adesso ci spostiamo nella scuola Luigi Pirandello,
23:35dove il Comitato 3 Ottobre ha organizzato una serie delle sue manifestazioni per questo anniversario.
23:46E adesso con Tarek Ebrane. L'anima del Comitato 3 Ottobre, che da 13 anni si batte non solo per
23:53ottenere verità
23:54fino in fondo su quanto accadde in quella terribile notte, ma per ottenere giustizia anche per le vittime
24:01riconosciute e non riconosciute, per i loro familiari che chiedono che vengano trovate tracce delle loro vittime.
24:09La battaglia dura ancora, non si ferma?
24:11La battaglia dura ancora, basta anche vedere in questi giorni, mentre facciamo la preparazione 3 Ottobre,
24:17continuiamo a ricevere anche dei corpi, altri corpi. Ancora oggi non c'è una banca date,
24:22ancora oggi non c'è una procedura. Il massimo è che possano ottenere una foto maschio e femmina.
24:28E questo rende la vita difficile ai familiari, ai genitori in questi giorni che sono qua,
24:33che piangono, che soffrano, finché non trovano il corpo, si mettono a piangere.
24:37La cosa però ci ha reso, diciamo, fieri, felici, vedere, c'è proprio questa tanta, tanta giovane
24:45da tutta l'Iroba, da tutta l'Italia. Vedevo la piazza ieri, era proprio piena,
24:49non c'è, posso sederci, ci allungavano. E questa è la risposta che vogliamo dare all'Italia.
24:54L'Iroba fa tutti insieme, organizzazioni, studenti, familiari, organizzazioni, agenzie dell'ONU,
25:00qua per cercare un dialogo. Saranno tre giorni, piena, ricca, ma la cosa davvero che abbiamo detto
25:09nei anni mai più morti, e anche durante questi giorni continuiamo a vedere i corpi anche di bambini.
25:15La maggior parte, parliamo di donne, di bambini, continua a pagare prezzi enormi.
25:20Vi sentite ascoltati dalle istituzioni nazionali e sovranazionali, c'è anche questo tema,
25:26ottenere delle interlocuzioni, perché a parole sono tutti solidali, sono tutti con voi,
25:32la giustizia, bisogna dare nomi ai corpi, bisogna trovare tracce di chi non è stato mai trovato.
25:37Ma nei fatti?
25:39Nei fatti manca il coraggio politico, è vero che spesso riceviamo tantissimi complimenti,
25:46poi quando andiamo nella pratica, le cose molto semplici, abbiamo chiesto perché non si possono raccogliere campioni DNA alle famiglie.
25:52Nessuno vuole mettere la faccia, ci stiamo lavorando, è un lavoro costante.
25:57Questi giorni forse riceveremo qualche notizia molto bene dall'Europa,
26:02ma rispetto ad altre cose siamo davvero lontanissimi, perché ormai è un periodo buio,
26:10un periodo della propaganda, non di pensare alla soluzione, ma a pensare del poltrona,
26:16perché parlare con questi temi generico, senza dare risposta, senza affrontare o gestire il problema,
26:22perché loro sanno si vince facile.
26:24E quelle che in questi giorni vediamo, c'è una sofferenza enorme di queste persone,
26:28vedendo a volte vengono presi per mira solo perché di colori o solo perché hanno fatto,
26:35nati nel posto sbagliato, nell'angolo sbagliato del mondo.
26:39Quindi davvero invito a tutti, ai nostri rappresentanti, ci vuole un dialogo,
26:48ci vuole affrontare e gestire, non a fare la propaganda perché non si risolve a nulla.
26:54Nel frattempo, Tareke, la scienza va avanti, anche rispetto al dramma,
26:59di questo dramma fra i più terribili della contemporaneità, di 13 anni fa,
27:04il 3 ottobre all'Isola dei Conigli.
27:06Il riconoscimento va avanti, viene dato un nome a nuovi reperti.
27:11Sì, noi in questi anni non abbiamo mai smesso, siamo riusciti e continuiamo a dare i nomi
27:16ai quei naufragi, ad oggi abbiamo raggiunto oltre 100 vittime identificati,
27:23non solo, per la prima volta negli ultimi 40-50 anni abbiamo preso un permesso
27:28per l'usumazione a fine identificativa.
27:31Siamo riusciti ad avere un permesso, per la prima volta ci hanno permesso
27:33di aprire una scatola, una barra per poter prendere il campione DNA.
27:37La scienza sono disponibili, ma bisogna metterla anche in condizione di lavorare
27:42e quindi c'è un lavoro congiunto con i medici legali, con l'Arab,
27:45con tante altre realtà che vogliono dare una mano, dare una risposta a queste famiglie.
27:54Vogliamo chiudere TGS7 con Francesca Albanese,
27:57relatrice ONU per i territori palestinesi occupati.
28:00Vogliamo chiederle se da questo lembo del Mediterraneo è chiara la percezione
28:04di quello che sta accadendo laggiù?
28:08Non posso rispondere a questa domanda, nel senso non lo so,
28:10andrebbe chiesto ad un lampedusano o a qualcuno che qui ci vive, lavora,
28:17però provando ad immedesimarmi nelle persone che vivono negli hotspot,
28:25che passano da Lampedusa, che perdono i propri cari nel Mediterraneo,
28:29che è diventato un cimitero dei numeri, come direbbero i palestinesi.
28:35Mi sembra che la prossimità tra quello che succede alla gente, ai migranti,
28:42i migranti forzati, sono migranti forzati,
28:45i palestinesi è una linea diretta, è possibile,
28:51quindi secondo me loro la capiscono benissimo la realtà in Palestina,
28:54e dobbiamo capirla anche noi,
28:56quindi dobbiamo riuscire a uscire da questo guscio di desensibilizzazione
29:01in cui siamo rinchiusi,
29:05perché lo stadio successivo è la disumanizzazione dell'altro,
29:09che è quello che poi porta a trattare migranti e rifugiati come sono trattati.
29:14E' molto sovraesposta anche per i termini,
29:16e per una eloquenza molto chiara, molto schietta,
29:19nel nome delle Nazioni Unite.
29:22Ricordare il 3 ottobre, a cosa ci serve?
29:26La memoria serve non come ornamento,
29:30altrimenti come un orpello,
29:33se non serve a riorientare il presente
29:37e per la costruzione di un futuro diverso,
29:40non mi sembra che stiamo andando in quella direzione,
29:43quindi è una commemorazione che rimane molto triste.
29:46Tanta gente, però tanti giovani, ad ascoltarla,
29:50cosa si dice a loro?
29:52Loro sono proprio il terreno in cui cade il seme della speranza,
29:57ogni volta, ogni volta che proferisco parola
30:00e ogni volta che poi mi trovo sorbontata di attacchi,
30:04perché certo sono sovraesposta,
30:05perché spiego anche a chi non conosce la Palestina
30:12e non capisce bene cosa sia successo negli ultimi anni,
30:17che sono parte di tutti questi eventi e anche il genocidio è parte di un sistema
30:21e siamo tutti in qualche modo collegati a quel genocidio.
30:24Anche le tragedie che si consumano nel nostro Mediterraneo sono collegate a quel genocidio.
30:30e quindi parlare giovani è un modo per essere sicuri che...
30:36o meglio essere sicuri, non essere sicuri, ma sperare in un futuro diverso.
30:40Infine le chiedo se ha visto Nazza, probabilmente sì,
30:43e quanto può servire a un documentario così.
30:46Allora, io l'ho visto, è durissimo, ma non mi ha detto niente di nuovo,
30:53perché io queste cose le so dal dicembre del 2023,
30:55da quando ho preso visione dell'inchiesta di Yuval Abraham,
31:00che ha dovuto fare un film per far aprire gli occhi all'Europa,
31:05al mondo occidentale, perché chiaramente se lo dice un israeliano
31:10che stanno ammazzando intenzionalmente decine di migliaia di persone
31:15ed affamandone e distruggendone milioni, allora deve essere vero.
31:19Poi chiaramente la reazione israeliana fa capire dove sia Israele in questo momento.
31:24Con le parole di Francesca Albanese si chiude questa puntata di TGS7.
31:29Grazie per averci seguito, ci vediamo la prossima settimana.
31:46Grazie per aver guardato il video.