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Protesi all'anca, al ginocchio e alla spalla con la chirurgia robotica: come funzionano gli interventi, quali vantaggi offrono al paziente e come cambia il recupero. Ne parla in studio Ferdinando Granata, primario di Ortopedia dell'ospedale Ingrassia di Palermo.

Nella seconda parte la puntata si occupa di nutrizione nelle cure palliative. La nutrizionista Rosanna Rugeri di Samo Ets spiega il ruolo dell'alimentazione nell'assistenza ai pazienti e alle loro famiglie.

Tgs Salus va in onda in diretta dalle 15 sul canale 12 del digitale terrestre. Durante la diretta potete mandare le vostre domande al 335 8783600.
Cura e conduzione di Aurora Fiorenza.

#TgsSalus #Salute #ChirurgiaRobotica #Ortopedia #Protesi #CurePalliative #Nutrizione #Palermo #TGS

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Novità
Trascrizione
00:24Buon pomeriggio e benvenuti alla
00:26prima puntata della seconda edizione di TGS Salus, la nostra rubrica dedicata alla salute e alla
00:34medicina. Prima di anticiparvi i temi di questa puntata vi ricordo che potete mandare in diretta
00:41le vostre domande ai nostri specialisti, ai nostri ospiti, per farlo basta scrivere alla
00:46chat whatsapp il numero, lo vedete, il 335 87 83 600, non chiamate questo numero mi raccomando,
00:53potete anche scrivere il classico e tradizionale sms, quindi basta in diretta scrivere le vostre
01:00domande ai vostri quesiti e verranno sottoposti ai nostri ospiti. Ma di che cosa ci occupiamo
01:05oggi? Nella prima parte parleremo di protesi, protesi all'anca, alla spalla, al ginocchio
01:12e parleremo soprattutto degli interventi che vengono effettuati con la chirurgia robotica.
01:18Poi invece nella seconda parte ci occuperemo di alimentazione e cure palliative, ma non
01:23solo, parleremo anche di un progetto che ha visto la nascita di un cortometraggio dedicato
01:29proprio alle cure palliative ed è un progetto di Samo ETS. Ma iniziamo subito, parliamo
01:34di chirurgia robotica, di protesi all'anca, alla spalla, al ginocchio, lo facciamo con il
01:39mio ospite che saluto, il dottore Ferdinando Granata, che è primario di ortopedia all'ospedale
01:47Ingrassia di Palermo, ma non solo, anche a Partinico, all'ospedale di Partinico ed è
01:51anche capo dipartimento chirurgia dell'ASPE di Palermo. Buon pomeriggio. Buon pomeriggio
01:55a voi e buongiorno a tutti i telespettatori. Intanto grazie per aver accettato il nostro
01:59invito. È un enorme piacere. Parliamo di protesi, anca, spalla, ginocchio, ma quando è
02:06necessario intervenire? Allora, l'intervento di sostituzione protesica dell'anca, ginocchio
02:14e spalla, li metto anche in ordine di frequenza, viene effettuato quanto sia un processo artrosico.
02:23Non è altro l'artrosi, è un processo degenerativo cronico della superficie di rivestimento dell'articolazione
02:31della cartilagine. Quindi il processo artrosico ha tantissime cause e con cause che vanno dall'ellusura
02:39dell'articolazione in seguito all'invecchiamento, dall'ellusura post-traumatica, dall'obesità
02:45e poi c'è anche una componente ereditaria. Quindi quanto si arriva ad una sintomatologia
02:50non più sopportata dal paziente, con una zoppia antalgica nel caso dell'anca o una limitazione
02:56funzionale nel caso della spalla, allora a quel punto, previa diagnosi corretta, si può
03:03arrivare alla sostituzione protesica. Quindi protesi anca, protesi di ginocchio, protesi
03:09di spalla, poi abbiamo anche protesi del polso, della caviglia, ma le principali come frequenza
03:14come sono la protesi di anca e il protesi di ginocchio e ormai anche se diffusa tantissimo
03:17la protesi di spalla.
03:19Ci ha portato anche dei modellini, tra poco ne parleremo.
03:24Intanto le chiedo, quando si parla di chirurgia robotica che cosa si intende?
03:29La chirurgia robotica non è altro che la chirurgia tradizionale ma assistita dalla tecnica robotica.
03:37Nel caso specifico dell'ospedale Ingrassia, nella mia unità, noi utilizziamo questo sistema
03:43robotico maco che assiste noi chirurghi nell'esecuzione dell'intervento. È un sistema rivoluzionario,
03:50ormai si sta diffondendo tantissimo perché ci permette una pianificazione preoperatoria
03:57adeguata, un'assistenza durante l'intervento rispettando la geometria dell'articolazione
04:05interessata e quindi il posizionamento delle componenti protesiche in una maniera più precisa.
04:11Questo significa minore perdita ematica da parte del paziente perché abbiamo una precisione
04:17nei tagli ossi e grazie al braccio robotico, maggiore recupero più rapido e co-recupero
04:24da parte del paziente e quindi riduzione dei giorni di ricovero post-operatorio.
04:30Stanno già arrivando delle domande per lei, dottore.
04:32Intanto ricordiamo il numero, è il 335 8783 600.
04:36Ci scrivono ben trovati. Quanto tempo occorre per riprendersi da un'operazione all'anca?
04:42Ci chiedono da casa.
04:43Quindi, mediamente dopo... Allora, l'indomani dell'intervento il paziente, sia che anche
04:50che ginocchio, viene messo in posizione ortostatica. Ci inizia un percorso fisioterapica.
04:54Per tornare al recupero totale, varia da soggetto a soggetto, da sesso a sesso, in linea generale
05:0230 giorni si torna alla vita regolare.
05:04Altra domanda. Dopo l'intervento all'anca, si può tornare in moto e fare ginnastica?
05:09Luigi, si firma.
05:11Assolutamente sì. Cioè, il fine di sostituire un'articolazione, tra l'altro oggi abbiamo
05:15dei materiali, una testa in ceramica che ha una resistenza notevole, deve permettere
05:21al soggetto di riprendere la vita normale, dall'attività sportiva alla vita lavorativa.
05:28Ci chiedono anche se ci sono dei movimenti invece da evitare.
05:30Dopo un intervento sempre di protesi all'anca, parliamo sempre di anca.
05:34Questo allora, dei movimenti dipende dall'accesso chirurgico. Nel caso dell'anca, ecco, che
05:38io utilizzo una via, che è la via posterolaterale, bisogna per i primi 3-4 mesi evitare di
05:44accavallare le gampe, quindi consiglio sempre l'utilizzo di un cuscino durante la notte,
05:50ma poi per il resto, se una componente, le componenti protesi che sono messe bene, si riprende
05:55la vita regolare. Quando e come, più che altro, si agisce all'anca? Perché il quando
06:01l'abbiamo spiegato, ma come si agisce praticamente con la chirurgia robotica?
06:05Con la chirurgia robotica, ripeto, previa diagnosi, quindi dopo si accede rispettando
06:11una lista d'attesa presso la struttura operativa, quindi il giorno prima dell'intervento il paziente
06:16viene ricoverato, esami di routine, visita cardiologica, anestesiologica, se tutto ok, l'indomani
06:23si sottopone all'intervento chirurgico. Intervento chirurgico che già è stato pianificato
06:27nel caso della chirurgia robotica, ma almeno 30 giorni prima tramite l'esecuzione di un
06:33esame TAC che ci permette di poter studiare l'articolazione del paziente e stabilire il
06:39tipo di protesi, le taglie, le misure da adottare. Un'altra domanda, mio marito ha fatto un intervento
06:45all'anca, finché faceva fisioterapia andava tutto bene, adesso che conduce una vita sedentaria
06:51fatica a camminare, è necessaria una fisioterapia periodica?
06:55No, si è risposto, non deve condurre una vita sedentaria, se è una protesi che durante
06:59la fisioterapia andava bene, ha ridotto la sua attività fisica e quindi la vita è diventata
07:04sedentaria, ecco che l'articolazione funziona male, quindi bisogna riprendere l'attività
07:10motoria, non serve fisioterapica, quindi fare dello sport fa soltanto bene un soggetto
07:15operato di protesi. Abbiamo parlato di anca, parliamo anche di ginocchio.
07:19Ginocchio, ginocchio ripeto, il concetto è sempre lo stesso, però nel caso l'articolazione
07:25del ginocchio è un'articolazione che la suddivido in tre comparti, quindi questo che significa
07:30che molte volte un'artrosi può essere tricompartimentale, cioè riguardante la parte femorale tibiale,
07:37ma molte volte può interessare, come vediamo qui nell'immagine, questa è un'artrosi complessa
07:42che necessita la sostituzione completa dell'articolazione del ginocchio, cioè la parte di rivestimento
07:49tibiale femorale. Molte volte si ha solo un interessamento di un solo comparto, che può
07:55essere mediale, che è più frequente o laterale, che c'è un'altra diapositiva che lo mostra,
08:00quindi che è questo, ecco qui, qui vediamo un'artrosi mediale con una sostituzione soltanto
08:06parziale della parte mediale dell'articolazione, che sarebbe proprio questo piccolo...
08:14Facciamolo vedere, facciamolo vedere...
08:15Ecco, questo che va a sostituire con una componente dottotibiale la parte usurata. L'intervento
08:23sembra assistito dal braccio robotico, è un intervento che ha una durata inferiore rispetto
08:29a una protesi totale, ma il recupero dei soggetti, cioè dell'operato, è molto più rapido
08:35rispetto a una protesi, una sostituzione totale. Ma torno a dire, l'indicazione è molto
08:40selettiva, non tutti possono fare una monocompartimentare. Quelli invece che ha accanto, cosa sono?
08:46Allora, questo proprio mette in evidenza, sarebbe quel modellino al centro dell'articolazione
08:52dell'anca, questa è la protesi dell'anca, cioè che va dentro il cavale midollare, il
08:56femore, questa è la testa in ceramica e questa è la parte acetabolare, quindi si sostituisce
09:02completamente l'anca con una perfetta articolarità. Mentre, un breve cenno, per quanto riguarda
09:08la spalla, cioè i processi artrosici, possono oltre che l'anca e il ginocchio, interessano
09:13anche l'articolazione glenomerale, che vediamo in quelle. Quindi, anche lì, quanto c'è, oltre
09:20a un'usura dell'articolazione, una rottura della cuffia dei rotatori, che sarebbero le
09:26componenti che permettono il movimento della spalla su tutte le piane, allora anche lì
09:31oggi si interviene, per esempio tramite l'utilizzo della cosiddetta protesi infersa di spalla,
09:36definita infersa perché assume una posizione infertita rispetto all'anatomia normale, che
09:42permette di recuperare tutti i movimenti articolari della spalla grazie al deltoide che diventa
09:48il motore della spalla dove una cuffia è completamente rovinata.
09:52Altra domanda che ci arriva sempre al 335 87 83 600, potete scrivere su whatsapp o anche
09:59mandare un semplice sms. Ci chiedono intanto quanto dura l'operazione e soprattutto che tipologia
10:06di anestesia viene effettuata?
10:08Per che cosa?
10:09Non ha specificato.
10:10Nel caso del ginocchio l'anestesia solitamente ormai si evita di fare un'anestesia generale
10:18quindi si tratta di anestesia spinale o peridurale. L'intervento tecnicamente siamo intorno ai 50-60
10:27minuti ecco e basta.
10:32Altra domanda, 18 anni fa mi hanno detto che la cartilagine alle ginocchia stava diminuendo
10:38dopo 18 anni ho solo qualche dolorino. Posso convincermi che non avrò più bisogno di
10:43ricorrere ad un'operazione chirurgica?
10:45Allora per poter convincersi io me lo auguro però sicuramente se c'era un iniziale usura
10:5018 anni addietro sicuramente l'usura cartilagine è andata avanti quindi fare una risonanza
10:55magnetica e una visita dallo specialista sicuramente lo aiuterà a poter togliere questo dubbio.
11:01Altra domanda che arriva sempre al 335 87 83 600. Subito un intervento di protesi
11:06al ginocchio lo scorso novembre. Tutto bene ma continua ad avere il ginocchio un po' gonfio
11:11e caldo ed una parte è sempre dura. È normale?
11:14È normalissimo. Purtroppo c'è un 20% degli interventi di protesi che si caratterizzano
11:20nel posto operatorio con questa permanenza di questo fastidio il sentire qualcosa all'interno
11:25sentirlo teso. È normale? Piano piano va regredendo e nell'arco di un annetto solitamente
11:31bisogna dimenticare di avere seguito l'intervento chirurgico.
11:35Altra domanda si firma Salvo Salamone da Palermo ci chiede qual è la strada per poter fare
11:41l'operazione all'anca?
11:43La strada è rispettando tutte le regole dettate dal Servizio Sanitario Nazionale ci sono le
11:50tre modalità standard e quindi tramite la richiesta del medico curante si prenota la visita
11:54al CUP e si prenota la visita ambulatoriale. Se c'è l'indicazione viene inserito in lista
12:00d'attesa che noi cerchiamo io di mantenerla nell'arco dei 60-70 giorni. Alternativa ci sono
12:06la cosiddetta attività intramenia eseguita da altri colleghi oppure l'attività extramenia
12:12da altri colleghi. Quindi ma qualsiasi sia il percorso l'intervento viene eseguito tramite
12:18il Servizio Sanitario Nazionale presso l'ospedale Ingrassia.
12:21Ci chiedono anche quali esami effettuare per effettuare prima dell'operazione?
12:25Basta una banalissima radiografia per quanto riguarda il ginocchio una radiografia in orto
12:30statisme in due proiezioni per quanto riguarda l'anca un RX bacino per anca e per la spalla
12:36la stessa cosa.
12:36Domande sulla cartilagine. Ne sono arrivate due. La prima, esistono esercizi che possono
12:42procurare beneficio alle ginocchia con problemi di cartilagine? Rispondiamo prima a questa
12:46recupero l'altra.
12:48Allora, esercizi, torno a dire, è fondamentale l'attività fisica. Se ci sono dei problemi
12:53di cartilagine io non consiglio uno sport da carico ed è fondamentale soprattutto mantenere
13:00un peso ideale, non andare in sovrappeso perché se no la cartilagine soprattutto del ginocchio
13:06è dell'anca si usurano.
13:08Altra domanda, chi ha problemi di cartilagine alle ginocchia può tranquillamente fare le
13:11scale? Può correre?
13:13Può fare tutto quello che vuole. Quello che limita è il dolore, è la zoppia. Se uno ha
13:18una sintomatologia si deve fermare e trovare una soluzione.
13:22Altra domanda che ne sta arrivando tantissime, dottore. Che efficacia hanno le infiltrazioni
13:27con cellule staminali nel ginocchio?
13:29Allora, le cellule staminali come anche la PRP, la papepiastrinica, rientrano nella cosiddetta
13:36terapia rigenerativa che sta avendo grandi successi. Dipende sempre dal tipo di processo
13:44artrosico presente nell'articolazione. Sicuramente stanno aiutando tantissimo perché hanno una capacità
13:50non di, ecco bisogna sfatare questo mito, di togliere, guarire dall'artrosi. Dall'artrosi
13:56non si guarisce, di bloccare l'evoluzione artrosica, quindi ritardare tantissimo l'intervento
14:03chirurgico, mentre nei soggetti giovani, parlo al di sotto, dai 30 anni, possano avere
14:08una capacità rigenerativa sulla superficie cartilaginea.
14:12Lacerazione tendini eccetera, ci scrivono. Spalla, seguito di torsione in paziente anziana,
14:17cosa fare? Bisogna innanzitutto fare una risonanza magnetica previa sempre visita
14:23dello specialista, quindi diagnosticare il tipo di lesione tentina, quale componente
14:30della cuffia dei rotatori e quindi vedere se c'è l'indicazione al trattamento chirurgico
14:34di suture. Ci scrive su WhatsApp Pina da Palermo, ho fatto la protesi totale al ginocchio destro
14:40nel mese di maggio di quest'anno, sto facendo tutto anche la Tecar, ma ancora non mi sento
14:46in perfetta forma. Cosa devo fare?
14:49No, deve, ripeto, la Tecar ha un'attività, diciamo, riduce la sintomatologia, ma quello
14:55che è fondamentale è cercare di camminare il più possibile, quindi io dico i primi sei
15:01mesi, anche un anno, l'attività fisica deve consistere nel passeggiare, camminare
15:05per almeno 30 minuti al giorno e cercare di usare il ginocchio. Dopo circa sei mesi inizierà
15:11avere sicuramente una miglioria che dopo l'anno dovrebbe scomparire.
15:14Abbiamo risposto prima al signore che ci chiedeva se era normale dopo un'operazione al
15:20ginocchio avere il ginocchio gonfio e caldo. Adesso ci chiedono, in questa situazione che
15:25cosa è consigliabile fare per diminuire il gonfiore? Magari ci sono delle terapie, ci
15:31scrivono. Allora, gonfiore e calore sono due sintomi di un processo infiammatorio, quindi
15:38secondo me è bene prima di autogestirsi consultare chi ha eseguito l'intervento, uno
15:47dell'equipe per vedere se non c'è un altro problema.
15:50Abbiamo parlato della chirurgia robotica su Anca e sul ginocchio, parliamo anche dei benefici
15:56concreti sul paziente.
15:58I benefici concreti si stanno traducendo in un... io parlo ecco della mia esperienza
16:05perché ormai sono tre anni che l'utilizzo e una maggiore soddisfazione da parte dei
16:10pazienti perché tornano prima alla loro vita normale, un recupero articolare più rapido
16:16ma la cosa più importante che ho notato da un punto di vista nel gestire l'attività
16:24del reparto è per esempio la riduzione delle trasfusioni. Difficilmente prima una protesi
16:29di ginocchio solitamente andava incontro a una trasfusione matica che oggi con la chirurgia
16:34robotica, facendo dettagli ben precisi e dopo entro nello specifico non usando ecco le guide
16:40midollari c'è una minore perdita matica durante l'intervento e quindi abbiamo quasi azzerato
16:45noi le trasfusioni matiche. Questo è un beneficio notevole. E poi ricordiamolo perché all'ospedale
16:50Ingrassia di Palermo voi avete seguito 420 interventi da gennaio del 2024 fino a oggi.
16:58È un bel numero perché quando si parlava di questa tipologia di interventi si andava
17:02fuori no? Si parlava di Lombardia, Piemonte... Bravissima sta dicendo brava. Allora ormai la chirurgia
17:07robotica ripeto io parlo dell'ingressia ma la chirurgia robotica si sta diffontente in tutta... in diversi
17:12presidi ecco della Sicilia e sta e l'obiettivo nostro è quello di ridurre la mobilità passiva.
17:19Cioè quei viaggi della speranza di andare a fare l'intervento di protesi Milano-Roma, ottimi
17:24centri ma ormai posso affermare che quello che si trova al nord lo si trova al sud da tutti
17:31i punti di vista, parlo per l'ortopedia, dove l'intervento di sostituzione protesica tranquillamente
17:37lo possono effettuare in Sicilia. Non c'è bisogno di partire e andare altrove perché ripeto
17:42stiamo ottenendo dei risultati che ci portano allo stesso livello del nord, del sud, nella
17:47maniera più assoluta. E poi i tempi di recupero sono? Tempi di recupero ormai torna a dire 30-60
17:52giorni si torna assolutamente. Arrivano altre domande al 335-8783-600. La cartilagine è quello
18:00il tema. Per la cartilagine al ginocchio prendo delle pillole per un mese due volte l'anno.
18:06gli integratori aiutano? Allora gli integratori a base di controcitodi hanno il loro perché
18:12voglio dire sicuramente aiutano ma non sono solo gli integratori ad aiutare perché non è
18:19che l'integratore ti va a costituire, a ricostruire una cartilagine articolare. Deve essere associato
18:24ad altri tipi di terapia farmacologica infiltrativa che deciderà lo specialista. Poi ci chiedono
18:31anche quanto dura una protesi nel tempo? Allora dobbiamo sfatare anche questo mito nel senso
18:36che se una protesi è messa bene dura tantissimo. Quindi perché come ho detto poco fa questa
18:42è la testa di una protesi d'anca in ceramica che ha una resistenza micidiale. Quindi una
18:47protesi messa bene dai 25 ai 30 anni tranquillamente dura per quanto riguarda l'anca. Idem il ginocchio
18:54ecco mentre la monocompartimentale ha una durata inferiore perché tutto grava dopo sull'altro
19:00comparto e quindi magari a distanza di 15 anni deve necessita un ulteriore intervento
19:06chirurgico. Però ormai la durata ripeto una protesi messa bene dura tanto. Intanto ricordiamo
19:11ai nostri telespettatori che il numero 335 87 83 600 non è attivo per le chiamate quindi scrivete
19:20un semplice messaggio su whatsapp o anche come dicevo prima il classico sms il tradizionale sms
19:28quindi fate così perché se chiamate poi non riesco a leggere gli altri messaggi. Abbiamo
19:34parlato appunto dei benefici abbiamo fatto vedere anche i modellini e per quanto riguarda
19:41invece gli interventi all'ingrazia che tipologie di pazienti vi sono arrivati sono più sportivi
19:46sono più giovani o sono ancora molto molti gli anziani perché poi quando si parla di questi
19:50interventi si pensa all'anziano. Allora ripeto per fortuna l'età dei pazienti che si sottopongono
20:00all'intervento di chirurgia protesica sono dei pazienti over 65. Noi cerchiamo sempre di evitare
20:08un intervento di sostituzione protesica di 40 50 anni ma purtroppo capita soprattutto l'artrosi
20:14post-traumatica negli sportivi però sempre ritornando al concetto della durata della protesi
20:19si cerca sempre di farla proprio quanto non si hanno altre soluzioni da adottare. Si parla di
20:26infiltrazioni al ginocchio per risolvere i problemi di cartilagine la consiglia o è meglio
20:31l'intervento? Allora certo che consiglio le infiltrazioni torno a dire abbiamo diversi tipi
20:37di infiltrazione ma tutto dipende dal grado di contropatia di cui affetta il paziente quindi
20:43si va dall'acido ialuronico ad alto peso molecolare si va alla pappa piastrinica si
20:47va alle cellule staminali quindi tutto è in base alla tipologia ecco. Altra domanda
20:53sempre al 335 87 83 600 l'intervento chirurgico all'anca è doloroso? No non è assolutamente
21:00doloroso perché uno viene effettuato in anestesia e successivamente gli anestesisti sono in grado
21:07di ridurre la sintomatologia nell'arco delle 48 ore che sono quelle un po' più fastidiose
21:13quindi assolutamente no c'è il dolore tenuto sotto controllo farmacologicamente quindi il
21:18paziente non soffre ecco. Cosa deve sapere il paziente prima dell'operazione? Lei aveva preparato
21:24proprio una slide con dei consigli per i nostri telespettatori e chiedo alla regia di mostrarla
21:30la numero 6 eccola cosa deve sapere il paziente? Allora per quanto riguarda la chirurgia robotica
21:38innanzitutto bisogna subito dire che non è un piloto automatico cioè che significa non è che
21:44l'intervento viene eseguito dal braccio robotico il braccio robotico è sempre guidato dal
21:50chirurgo. Due, il planning è fondamentale cioè noi già con la chirurgia robotica sappiamo cosa
22:00dobbiamo fare su quel paziente e quindi questo agevola noi ma permette di adattarsi alla geometria
22:06anatomica del paziente. Tre, ci permette quindi una maggiore precisione e controllo nell'esecuzione
22:11degli interventi e quattro ricordiamoci che deve esserci sempre un'indicazione corretta
22:18l'esecuzione di chirurgia robotica e il robot non sostituisce il chirurgo. Ecco ricordiamolo
22:23Assolutamente. Adesso invece parliamo dei falsi miti, falsi miti relativi alla chirurgia robotica
22:30li leggiamo insieme e poi li commentiamo con il dottore Granata. Con il sistema robotico non serve
22:35più l'esperienza del chirurgo perché decide tutto il computer. La protesi robotica dura sicuramente
22:42tutta la vita. Essere operati con un sistema robotico significa necessariamente avere un'incisione
22:48molto più piccola. Queste tre affermazioni sono tutte e tre false. Assolutamente sì, come aveva
22:53detto poc'anzi, perché il sistema robotico non sostituisce il chirurgo ma vi è una collaborazione
23:01tra il chirurgo e il braccio robotico nel planning e nell'esecuzione dei tagli ossei. Quindi la prima
23:08è assolutamente falsa. La protesi robotica dura tutta la vita magari. Non è possibile perché sempre si
23:15tratta di materiale che si usura. Essere operati in un sistema robotico non significa avere un'incisione
23:21più piccola. L'incisione sì, può essere un centimetro, due centimetri più piccola, ma è sempre
23:26ci deve essere il taglio chirurgico.
23:28Abbiamo parlato dei tre falsi miti relativi alla chirurgia robotica. Adesso invece leggiamo
23:34insieme le tre verità. La chirurgia robotica consente di adattare l'intervento all'anatomia
23:41specifica del singolo paziente. Il robot può aiutare a limitare i tagli ossei entro i confini
23:46pianificati dal chirurgo e il sistema robotico può essere utilizzato sia per la protesi d'anca
23:52sia per la protesi di ginocchio. Queste tre affermazioni invece sono vere.
23:55Sì, allora perché la chirurgia robotica consente di adattare, come dicevo, il planning
24:00che preoperatorio già ci consente di capire i tagli ossi che vengono effettuati e il tipo
24:07di protesi, la misura che dobbiamo utilizzare, il tipo di protesi per quanto riguarda il polietilene
24:14da mettere. Quindi è vero. Il robot può aiutare a limitare i tagli ossei, nel senso che noi
24:19già nel planning stabiliamo i tipi di tagli ossei. Quindi il robot che incamera ciò che è
24:25stato ricostruito dal sistema TAC ci permette di effettuare i tagli. Non possiamo andare
24:30oltre, non possiamo sbagliare, quindi maggiore precisione. E tre, il sistema robotico può
24:35essere utilizzato sia per l'anca che per il ginocchio e dal 2027, che ci sarà l'autorizzazione
24:42da parte della comunità europea, lo potremmo utilizzare anche per la chirurgia della spalla.
24:46Grazie mille, dottore. Grazie per essere stato nostro ospite, per aver risposto alle domande
24:51dei nostri telespettatori. In bocca al lupo per tutto, ma mi sa che ci rivediamo con qualche
24:55altro argomento. Grazie, grazie ancora al dottore Ferdinando Granata. E adesso invece
25:01apriamo una parentesi, parliamo di trapianto di midollo in età pediatrica, perché si riavvia
25:07il reparto di trapianto di midollo osseo pediatrico dell'azienda ospedaliera
25:11universitaria policlinico di Catania. Vediamo questa intervista, poi andiamo in pubblicità
25:17e dopo torniamo.
25:18E' un piccolo reparto con due stanze a pressione, con gradienti di pressione, costruita con molta
25:27tecnologia dentro, lo vedrete, di un'eclusiva minare che assicurano la sicurezza ai pazientini
25:33che accedono a questa fase difficilissima per la loro vita che è il trapianto di midollo.
25:39è il trapianto di midollo. È collocato all'interno del reparto più ampio che c'è sempre
25:48stato, ma finalmente riusciamo a fare questo tipo di trattamenti in modo molto più sicuro
25:54con gradienti di pressione, flussi laminari e soprattutto in assunta sicurezza. Un investimento
26:04regionale, sono stati oltre 350 mila euro, iniziati con la PSN da parte di regione Sicilia,
26:11abbiamo integrato noi alcuni fondi, abbiamo provato a farlo molto molto rapidamente. Quindi
26:17una piccola cosa, ma penso che è una più importante realizzazione per il cuore clinico
26:22che oggi si appresta a fare un'attività che in realtà ha sempre fatto, quello dei trapianti,
26:27ma oggi con altri requisiti e con altra serenità per i pazienti e ovviamente per i genitori.
26:34che si affigliano a questa situazione.
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30:27Rieccoci in studio, pronti per affrontare il secondo tema di oggi. Parliamo di alimentazione
30:33e cure palliative. Cosa fare e come comportarci. Ne parliamo subito con la mia ospite che saluto,
30:40la dottoressa Rosanna Ruggeri, dietista di Samo ETS. Buon pomeriggio e grazie per aver accettato
30:47il nostro invito. Grazie, è un onore per me. Allora, spieghiamo subito la figura del dietista
30:52di Samo. Di che cosa si occupa? Il dietista all'interno dell'associazione Samo che si occupa
30:58di cure palliative prende in considerazione un aspetto molto delicato che è quello dell'alimentazione
31:04nelle fasi delle malattie avanzate. È bene precisare che la nutrizione e l'alimentazione
31:11sono una componente fondamentale della presa in carico dei nostri assistiti. Quindi è una
31:17valutazione globale che va fatta, soprattutto tenendo conto di quelli che sono i sintomi,
31:22le difficoltà e i momenti della criticità legati all'alimentazione a proprio. Noi dietisti
31:28andando in casa del paziente, perché il nostro contesto è proprio il setting domiciliare,
31:34effettuiamo un'anamnesi sia sull'ammalato ma soprattutto sui caregiver che possono essere
31:38i familiari o comunque chi si occupa dell'ammalato e lì andando proprio a sondare come una sorta
31:43di intervista fatta ad hoc legata al momento del pasto, dell'alimentazione, si vanno a snocciolare
31:49un po' i problemi che nascono fuori. E quindi è un aiuto in termini nettamente
31:55pratici, sia su quello che è la preparazione del pasto, quindi l'assistenza a questo, e
32:01poi tutto ciò che riguarda una valutazione anche dei fabbisogni, di quelle che sono le
32:05esigenze nutrizionali, la valutazione degli esami clinici in senso stretto per dare proprio
32:09dei consigli mirati a migliorare anche in questo senso la qualità della vita dei nostri assistiti.
32:15Parliamo anche di sintomi, di campanellini d'allarme, che cosa dobbiamo notare dottoressa?
32:22Innanzitutto bisogna inquadrare bene qual è la patologia di base, quindi partendo dal focus
32:28il paziente da cos'è affetto, valutare se ad esempio ha delle difficoltà nella masticazione
32:33o nella deglutizione, ad esempio pensiamo ai malati oncologici con un tumore del tratto
32:38testacollo, o in chi purtroppo è affetto da una patologia neurodegenerativa e quindi
32:44con l'avanzare della patologia stessa viene meno la funzione deglutitoria, ecco in quel
32:49caso ad esempio la disfagia o la difficoltà proprio nella masticazione, in chi magari nelle
32:55fasi avanzate non ha più denti, per cui l'attività del dietista in quel caso è valutare la modifica
33:01della consistenza oppure in un'alternativa alla classica nutrizione per os, ma quella
33:08è una fase diciamo un momento secondario.
33:10Altro sintomo molto frequente è quello legato al senso di nausea oppure agli episodi di vomito
33:17che possono essere legati alla malattia o alle terapie che il paziente sta assumendo, per
33:22cui dare un consiglio rispetto ad un altro è fondamentale per ridurre il fastidio legato
33:29al sintomo. Come ci si comporta con l'alimentazione quando si parla di pazienti che comunque soffruiscono
33:36di cure palliative? Lei prima diceva noi andiamo a casa del paziente, ecco spieghiamo proprio
33:42nel dettaglio come ci si deve comportare, perché spesso accanto a questi pazienti ci sono i
33:48familiari. Ci sono i familiari che tra l'altro spesso sono quelli molto pesanti, ma in senso
33:54buono assolutamente del termine, perché noi a casa è come se scoprissimo il micromondo
34:00e l'alimentazione è una componente della relazione umana importantissima, soprattutto per noi
34:06qui al sud. L'alimentazione non è soltanto ricevere i nutrienti dall'esterno, ma è anche
34:11una relazione, è un momento in cui ci si prende cura in maniera proprio diciamo quasi intima.
34:18Preparo per te quello che ti piace di più, quello che è meglio, però in alcune fasi cambiano
34:23anche i sapori, anche la disgeosia è un altro sintomo molto frequente, secondario alle
34:29chemioterapie o alla malattia oncologica. Quindi noi cosa facciamo? Beh, parlando con
34:35il caregiver ci rendiamo conto un po' di quali sono le abitudini, di come è possibile spostare
34:42anche un pochino a volte l'orario di un pasto per renderlo meno pesante. È poi importante
34:48fare in un certo senso comprendere al caregiver che in alcuni momenti è opportuno non forzare,
34:54queste parole sono importantissime in cuore palliative ancora di più, perché è vero
34:59che è utile sapere fare, ma ancora meglio è il saper non fare nulla, cioè capire che
35:04in alcuni tratti della giornata forse è più opportuno prendersi cura del malato in un altro
35:11modo, perché l'alimentazione in questo contesto cambia completamente il suo obiettivo, cioè
35:16non è nutrire per rinforzare o trattare la malnutrizione in senso pratico. Sulle fasi
35:24finali non dobbiamo raggiungere il target del fabbisogno nutrizionale come ad esempio
35:29può essere nella vita quotidiana attraverso una dieta generica. In questo caso va bene anche
35:36poco, purché sia ben accetto al paziente che non prove chi danno, ma soprattutto che
35:41vada anche a dare un minimo di piacere, perché quello della tavola è un piacere. E quando
35:46laddove con i cibi comuni non si può raggiungere insomma quell'obiettivo, possono essere aiutati,
35:52non si assistiti con alcuni presidi che sono degli alimenti, chiamiamoli speciali, sono
35:57degli alimenti affinimetici che vanno a supportare la comune nutrizione. Ci sono delle difficoltà
36:03che incontrate quando comunque vi occupate di alimentazione, di nutrizione all'interno
36:10magari di queste case, di queste famiglie. Sì, sono delle difficoltà legate un po' alla
36:17gestione nel senso pratico del tempo, da dedicare anche a questo aspetto, dal tempo che è necessario
36:24per prendere insomma a provvigionarsi di questi alimenti speciali di cui parlavo, per cui tutto
36:30quello che riguarda la prescrizione dei presidi e quindi il farsi carico anche di un impegno
36:36extra. Però piano piano, perché noi andiamo a trovare periodicamente i nostri assistiti,
36:41quindi io e le mie colleghe teniamo anche un po' la comunicazione a distanza con i familiari,
36:46laddove c'è bisogno. Anche un consiglio pratico che molto spesso ci raggiunge tramite
36:50messaggio WhatsApp, anche quello è un momento in cui prendersi cura dei nostri pazienti.
36:57Intanto arriva una domanda, al 335 87 83 600 ci chiedono se tra i vostri pazienti comprendete
37:04anche i pediatrici, quindi i bambini. Sì, anche i pediatrici, purtroppo capita abbastanza
37:12insomma, meno frequentemente degli adulti, però c'è anche un servizio rivolto ai pediatrici,
37:16c'è una collega che con cura tratta proprio i ragazzi che ne hanno bisogno, i bambini che
37:23hanno difficoltà e lì cambia anche la gestione di quelli che sono i fabbisogni, perché i
37:27bambini non hanno gli stessi fabbisogni degli adulti e c'è una nutrizione specifica, laddove
37:32è necessario anche nei casi di nutrizione artificiale, raggiungere degli obiettivi con
37:38ausili speciali.
37:39Ecco, nutrizione artificiale, che cos'è? Parliamo neanche.
37:43La nutrizione artificiale consiste nel dare nutrienti al nostro assistito attraverso una
37:50via, chiamiamola non convenzionale, artificiale per questo, perché tutti siamo abituati a
37:55nutrirci attraverso la bocca, cioè quindi è la porta d'ingresso dei macronutrienti
38:00verso il nostro corpo. Con la nutrizione artificiale invece, tramite l'ausilio di sonde particolari,
38:06che possono essere i sondi non asogastrico oppure la PEG o addirittura una nutrizione
38:12parenterale, quindi che immette direttamente nel torrente ematico nutrienti, si cerca di raggiungere
38:19quelli che sono i fabbisogni energetici del nostro assistito. Ovviamente in quel caso
38:24è spesso un paziente che proviene da un percorso di cura anche più lungo e arriva alla nostra
38:32attenzione e le dietiste della SAMU si preoccupano anche di gestire la compliance di quelle che
38:37sono le indicazioni che vengono date, ad esempio in un regime ospedaliero. Oppure al contrario
38:42in altri contesti esistono dei percorsi che vengono proprio messi in pratica a partire
38:50dalla nostra associazione con valutazioni ovviamente del nostro medico, degli infermieri che indicano
38:57ad esempio quando è il momento o meno di inserire un sondino nasogastrico ad esempio.
39:03Arriva un'altra domanda al 335 8783 600. Quando un paziente con demenza non riesce più a
39:09deglutire, come affrontare questo momento? Esatto, lì se non riesce a deglutire neppure
39:15con gli alimenti speciali di cui parlavo prima perché esistono dei modificatori di consistenza
39:19quindi delle acque gelatificate oppure dei budini ad hoc fortificati con macronutrienti ma in alcuni
39:27casi laddove ci sono delle condizioni permettenti un paziente neurologico, questo è un paziente
39:34con demenza ma può essere anche un paziente con altra malattia neurologica, da linea guida
39:39il gold standard è indirizzarlo verso la nutrizione enterale, quindi che dall'esterno tramite
39:46le sonde di cui parlavo prima va ad essere nutrito, però quello è un atto specifico
39:51cioè l'indicazione del neurologo, del gastroenterologo.
39:54Ci chiedono invece com'è possibile soffrire dei servizi di SAMO?
39:58La SAMO è un'associazione che opera in regime gratuito per i suoi assistiti, viene fatta
40:05di base una richiesta a partire dal medico o dallo specialista ospedaliero che nel momento
40:12in cui vi è una condizione patologica grave, molto spesso nella fase in cui non esistono
40:19prospettive di guarigione, quindi una malattia incurabile, vada a fare una richiesta ad hoc per
40:25l'attivazione tramite le ASP dell'assistenza domiciliare.
40:29Adesso invece andiamo a sfatare dei falsi miti che sono relativi ovviamente all'alimentazione
40:35e alle cure palliative, li leggiamo insieme.
40:38Le cure palliative si fanno solo alla fine della vita, bisogna forzare il malato a mangiare,
40:43ne abbiamo anche un po' parlato prima, le cure palliative si possono fare solo in ospedale
40:48o comunque negli ospice. Sono tutte tre affermazioni false.
40:52Perché? Partiamo dalla prima. Le cure palliative non è detto che debbano giungere alla fine
40:58della vita, perché è vero sì che accompagniamo al fine vita, ma anzi con le nuove indicazioni
41:05sarebbe il caso di fare una presa in carico precoce del malato, proprio per alleviare le
41:11sofferenze che in quel momento sono presenti. Tra l'altro è utile focalizzarci con le cure
41:18palliative sul miglioramento della qualità di vita, non solo diretta alla fine vita.
41:25Seconda affermazione di cui abbiamo, come diceva Pocanzi, un po' parlato, mai forzare,
41:31ma anzi accompagnare, assecondare i gusti del malato. Magari preparare una ricetta particolare,
41:37molto spesso mi chiedeva in che termini voi, in senso pratico, aiutate il malato.
41:40A volte la cultura popolare ci viene in soccorso con delle ricette magari dette della nonna,
41:45però possono essere adatte, se aggiustate a dovere, per favorire il comfort anche in
41:51un pasto. In regime ospedaliero assolutamente no, esistono gli hospice, è vero, però il
41:59setting di cura principale è la casa. È stato visto che comunque si riduce tantissimo
42:05lo stress del malato se viene gestito in un clima che è comunque familiare, all'interno
42:10delle mura domestiche. Adesso invece leggiamo insieme le tre verità sempre relative a questo
42:16argomento, quindi all'alimentazione e alle cure palliative. Le cure palliative aiutano
42:22anche la famiglia, abbiamo parlato prima anche di questo aspetto, cioè voi si aiutate il
42:28paziente ma non solo, vi occupate anche della famiglia, di chi comunque sta accanto al paziente.
42:34Poi le cure palliative non sono a pagamento e si cura il dolore del corpo e della mente.
42:40Questo è importantissimo e voglio spendere qualche minuto in più per parlare dell'aiuto
42:45anche alla famiglia. Noi di Samo siamo un'equip specializzata ciascuno per la propria professione
42:51perché esistono i medici palliativisti, gli infermieri, ma all'interno dell'equip ci sono
42:56anche gli psicologi, i logopedisti, il fisioterapista, gli assistenti sociali oltre che le dietiste
43:01formate ad hoc per la nutrizione clinica che assistono la famiglia in quelli che sono i diversi
43:07bisogni assistenziali. Perché è vero che sì, c'è l'attivazione diretta alla presa in carico
43:13del malato, ma c'è la presa in carico anche della famiglia e dei bisogni legati a tutto
43:17un contesto che gravita attorno al malato stesso.
43:22Non sono a pagamento.
43:23Non sono a pagamento, esatto, perché grazie a Dio esiste in Italia la legge 38 del 2010
43:29che configura l'assistenza palliativa come inclusa nei LEA, quindi livelli essenziali e pertanto
43:37erogato dal sistema sanitario nazionale. Quindi sono totalmente gratuiti e noi di Samo facciamo
43:43questo lavoro nelle province di Palermo, Trapani, Agrigento e Catania.
43:47E poi si cura il dolore del corpo e della mente.
43:52Questo è importante, il dolore investe tutte le sfere della persona, quindi non soltanto
43:57il dolore fisico, c'è un dolore legato all'ansia, alla paura del domani, anche a quello che sarà
44:03dopo la fine della vita. Quindi nelle relazioni cosa verrà tramandato?
44:09Ecco perché è importante e delicatissima l'attività che svolgono anche i nostri psicologi
44:14assistenti sociali, proprio nel creare un sistema che possa supportare al meglio il
44:19nostro paziente.
44:21Un'ultima domanda, spesso avete a che fare con situazioni molto difficili, come andate
44:28avanti? Che cosa vi spinge ad andare avanti? Perché molto spesso avete a che fare anche
44:33con gente che poi ci lascia.
44:35Purtroppo sì.
44:36E anche supportare la famiglia, dove trovate la forza?
44:39Nel voler fare del bene, essenzialmente noi siamo un'equip che ci preoccupiamo tanto
44:46di dare qualità di vita, è una parola che a volte viene abusata, però noi la intendiamo
44:52nel senso esattamente pratico. A volte quando ci dicono grazie a dottoressa, quello ti ricompensa
44:58di tutto il sacrificio magari per raggiungere la casa del malato, a volte sono zone non semplicemente
45:04raggiungibili, a volte c'è tanto stress attorno ad un contesto, quindi mettersi in un ambiente
45:10davvero pesante diventa difficile, però devo dire che la nostra forza è anche l'equip,
45:16non siamo mai da soli. Sì, le visite le facciamo da soli, però c'è dietro di noi ogni singolo
45:20operatore, c'è una rete che sostiene noi per andare avanti.
45:24Grazie mille, grazie mille alla dottoressa Rosanna Ruggeri, dietista di Samo ETS, grazie
45:30in bocca al lupo per tutto. Grazie. Adesso ci fermiamo per la pubblicità e torniamo tra poco.
45:47Banco Metalli Italiano informa che dispone di una propria fonderia presso la quale tutti
45:52gli oggetti raccolti vengono fusi e trasformati in lingotti. Affidati di un'azienda seria,
45:58Banco Metalli Italiano, il tuo comprooro di fiducia.
46:37Eio Bag! Eio Bag! Eio Bag!
46:4750 anni fa i fratelli Arena hanno fondato il gruppo Arena che oggi ha 190 punti vendita
46:54e oltre 4.000 collaboratori. Il nostro lavoro è rimasto lo stesso, portare valori alle persone ogni giorno.
47:02L'aria fresca non mi esce, centro del telecomando, tante idee e soluzioni, dai fratelli Barcellona,
47:18e a Tommaso Bergallo, centro del telecomando.
47:27Sai qual è la cosa più bella quando entri al panificio Quartararo?
47:30Che trovi sempre qualcosa appena sfornato.
47:33Pane caldo più volte al giorno, bianco, rimacinato, integrale, lievitazione naturale e pane con le olive.
47:39La rosticceria Minion è preparata fresca, fragrante e pronta da gustare in ogni momento.
47:44Che sia per il pranzo, una pausa veloce o una cena in famiglia o per mangiarle in riva al mare,
47:48Da Quartararo c'è sempre profumo di cose fatte bene.
47:52Panificio Quartararo, qualità e quantità dal 1991.
47:58Dal 24 settembre al 7 ottobre, da Sisa, trovi la seconda puntata del grande concorso.
48:04Puoi vincere voucher vacanze per 20.000 euro, buoni spesa e tanti prodotti omaggio.
48:09Ma non è tutto. Trovi frigitrice ad aria tognana a soli 69,90 euro,
48:14100 cialde caffè trinca a 8,99 euro, latte granarolo a 69 centesimi e molto altro.
48:21Cosa aspetti? Ci vediamo da Sisa.
48:25Adesso parliamo di un progetto, un progetto che ha seguito la Samo ETS
48:31e che ha portato alla nascita di un cortometraggio.
48:34Un cortometraggio dal titolo La cultura del sollievo.
48:38Ne parliamo subito con la mia ospite che saluto, Alessandra Gualdani, responsabile della comunicazione Samo ETS.
48:44Buon pomeriggio, grazie per aver accettato il nostro invito.
48:48Come nasce questo progetto?
48:51Allora, questo progetto nasce dall'esigenza di far comprendere che esiste un diritto,
48:59prima di tutto appunto una legge che in Italia è la 38 2010, che come diceva poc'anzi una mia
49:07collega di Samo,
49:08è fondamentale perché garantisce a tutti le cure palliative gratuitamente, professionali,
49:15attraverso una rete di operatori sociosanitari che sono formati apposta per gestire questo tipo di paziente e la famiglia.
49:26Adesso mostriamo anche le immagini di questo corto, avete scelto un cartone animato,
49:31ecco, raccontaci come nasce.
49:34Allora, in una prima parte noi abbiamo deciso di coinvolgere una società ormai famosa,
49:39ad agency, perché volevamo un prodotto, appunto cartoon,
49:43che potesse spiegare il senso della cura in termini di sostegno ai pazienti e alle famiglie,
49:51a domicilio, perché Samo ETS si occupa di cura palliativa a domicilio.
49:59Volevamo rappresentare, appunto, il motivo per cui l'abbiamo chiamato la cultura del sollievo,
50:05il sostegno veramente è il beneficio che c'è nell'avere questa rete di supporto,
50:12perché ne possiamo parlare tantissimo, ma in realtà poi è intervistando persone
50:18che ogni giorno entrano nelle case e che si può veramente comprendere
50:22quanto la loro presenza sia fondamentale in quella fase della vita per i pazienti
50:29e soprattutto i caregiver, che a volte sono familiari, a volte sono amici,
50:36a volte, per fortuna, magari è più raro trovare persone anche sole,
50:40quindi magari diventano veramente in quella fase della vita un sostegno concreto a 360 gradi,
50:48per cui, diciamo, si potenziano anche rispetto a, magari, a chi ha una rete anche familiare intorno.
50:57Quindi, in questo bel progetto, voi avete presentato questo cortometraggio,
51:01l'avete fatto vedere, com'è andata?
51:03Allora, è andata molto bene, noi adesso ci auguriamo, diciamo,
51:09di cominciare a creare piccole reti di comunità, no,
51:13in cui poterlo trasmettere, per poter fare conoscere questo diritto,
51:20questa possibilità e soprattutto fare conoscere le persone,
51:28le figure professionali che devono svolgere queste attività,
51:32perché sentivo recentemente, alla radio, che in America esiste una figura come la Dula,
51:40una figura a pagamento, detta così.
51:42Ecco, noi in Italia abbiamo la fortuna di avere le cure palliative gratuitamente,
51:50in Sicilia, tra l'altro, la Sicilia è una regione, da questo punto di vista,
51:55veramente all'avanguardia, questo ci tengo a sottolinearlo,
51:58insieme a poche altre in Italia, come per quanto riguarda proprio la struttura,
52:03la struttura delle reti, le palliative, di cui non ci occupiamo solo noi,
52:07ma ci sono anche altre associazioni, e quindi, ecco, questo è importante ribadirlo,
52:13appunto, le figure sono altamente formate per poterlo fare.
52:20Dico, uno degli obiettivi era quello di far vedere, no, quanta rete c'è tra tutti i professionisti,
52:25e quanto è importante il lavoro che fate, sono più figure, c'è lo psicologo, c'è la fisioterapista,
52:31ecco, ci siete riusciti con questo corto, perché mostrate proprio tutte le professionalità,
52:36e mostrate anche tutte le tipologie di pazienti,
52:38e questo è fondamentale, perché possono essere, sì, anziani,
52:43ma ci sono anche dei bambini che comunque vengono coinvolti,
52:46e lo mostrate in modo chiaro.
52:49Sì, insomma, diciamo, l'augurio è anche quello magari di arrivare un giorno dove i futuri medici si formano,
52:57ne voglio parlare, perché, ecco, diciamo, tra le figure professionali,
53:02quel del medico palliativista è tra le più complesse da reperire,
53:09perché, ecco, noi stiamo cercando veramente di cambiare, diciamo, identità alle cure palliative,
53:17in qualche maniera proviamo a far capire che non è abbandono,
53:23ecco, non è, non sono, non sono, sono un altro tipo di cura,
53:29e, diciamo, l'aspetto, chiaramente, psicologico, sociale, in quelle fasi della vita è veramente, diciamo,
53:39importante, per cui l'augurio è anche quello, appunto, di arrivare tra gli studenti che studiano medicina
53:46e sperare, anche con un prodotto di questo tipo,
53:49e sperare che magari si appassionino e decidano di prendere una specializzazione di questo tipo,
53:57piuttosto che un giorno nelle scuole, ecco, perché la speranza è far comprendere e, diciamo,
54:04formare, tra virgolette, le persone sul fatto che, oltre a essere un diritto,
54:09che hanno tutti a disposizione, fa parte della vita, quindi è qualcosa, diciamo,
54:16chiaramente speriamo tutti, no, che noi, che i nostri cari stiano bene,
54:21però, diciamo, trovandosi nella situazione, sapere che esistono queste realtà, realtà come la nostra,
54:29è importante, è un aiuto fondamentale soprattutto per le famiglie, oltre che per il paziente.
54:35Esatto.
54:36In bocca al lupo, in bocca al lupo per tutti i vostri progetti futuri
54:39e speriamo che, no, questo obiettivo per il futuro, questo progetto per il futuro,
54:43si realizzi, perché no, magari all'università e quindi fare comunque un percorso lì,
54:49anche facendo vedere questo corto.
54:51È un primo step, vedremo, vedremo dove ci porterà.
54:55Grazie mille, Alessandra, grazie per essere stata nostra ospite,
54:58in bocca al lupo veramente per tutti i progetti futuri, grazie.
55:01E finisce qui l'appuntamento di oggi con TGS Salus,
55:05ringrazio chi ha curato la regia oggi, Pino Caracausi,
55:10all'audio Pietro Delfino, grazie a voi che avete seguito questa prima puntata.
55:16Noi torniamo in diretta il prossimo mercoledì, sempre a partire dalle 15,
55:20da Aurora a Fiorenza, all'augurio di una buona giornata.
55:43Grazie a tutti.

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