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Tgs Sette edizione del 4 ottobre 2026
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NovitàTrascrizione
00:04Musica
00:15Bentrovati a TGS7, siamo qui al Molo Papa Francesco, luogo di approdo, speranza e umanità.
00:21In questo momento dove è appena avvenuto l'ennesimo sbarco di persone che hanno affrontato il Mediterraneo.
00:29Ed è questa una giornata come tante altre.
00:32Gli sbarchi sono diminuiti ma da alcuni anni a questa parte si contano ancora e nuovamente vittime della traversata.
00:40E comincia qui il nostro breve viaggio in memoria delle 368 vittime della strage dell'Isola dei Conigli 3 ottobre
00:492013.
00:50Si contano ancora a decine, a centinaia le vittime della traversata del Mediterraneo.
00:56In questa puntata ci occuperemo di ricostruire quanto accadde in quel giorno e ci occuperemo di fare il punto sull
01:04'isola di Lampedusa.
01:05Dal punto di vista del suo destino di confine d'Europa e dal punto di vista di un'isola che
01:13comunque cresce e guarda al futuro.
01:16Cominciamo con una scheda che ci racconta il 3 ottobre del 2013.
01:203 ottobre 2013. Un peschericcio partito dalla Libia con a bordo centinaia di migranti eritrei e somali naufraga a poche
01:28miglia da Lampedusa davanti all'Isola dei Conigli.
01:31Per segnalare la propria presenza viene incendiata una coperta.
01:35Le fiamme si propagano e l'imbarcazione si rovescia.
01:38Muoiono 368 persone, tra cui donne e bambini.
01:43I superstiti sono 155.
01:46E' una delle più gravi tragedie mai avvenute nel Mediterraneo.
01:50Da quella tragedia nasce il Comitato 3 ottobre, preseduto da Tareke Brane,
01:55che negli anni ha trasformato la commemorazione in un'attività permanente di memoria, sensibilizzazione e ricerca.
02:02Il Comitato è tra i promotori della giornata nazionale della memoria e dell'accoglienza,
02:08istituita nel 2016 e porta ogni anno a Lampedusa studenti italiani ed europei
02:13per confrontarsi sui temi delle migrazioni e dei diritti.
02:17Ma oggi il lavoro del Comitato riguarda soprattutto una questione rimasta aperta per anni,
02:22restituire un nome alle vittime rimaste senza identità.
02:26In collaborazione con il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense Labanov
02:32dell'Università degli Studi di Milano,
02:34il Comitato raccoglie dai familiari informazioni ante mortem e campioni genetici
02:40da confrontare con il DNA delle salme sepolte senza nome.
02:44Il lavoro ha prodotto risultati concreti.
02:47Nel 2026 sono state riconosciute altre vittime.
02:50A gennaio è stata resa nota l'identificazione della vittima numero 186,
02:55un giovane eritreo di circa 20 anni.
02:58A maggio, ad Addis Abeba, il Comitato ha raccolto campioni genetici
03:02e informazioni da 19 familiari di dispersi eritrei
03:05e 15 sono stati ritenuti riconoscibili sulla base degli elementi raccolti
03:10in attesa delle conferme scientifiche definitive.
03:13Il dato più recente racconta però anche quanto sia ancora lunga la ricerca.
03:19Delle 368 vittime, circa la metà resta tuttora senza un'identità certa.
03:25Il Comitato sostiene la necessità di procedure comuni europei
03:29di una banca dati europea del DNA
03:31perché l'identificazione delle persone morte nel Mediterraneo
03:35non si interrompa davanti ai confini nazionali.
03:43Ed eccoci in via Roma, a due passi da Piazza Castello,
03:47la piazza dove si tengono tutte le manifestazioni di Lampedusa
03:51e dove si ricorda ovviamente anche il 3 ottobre.
03:54Ma sono state giornate in qualche modo vivaci sull'isola anche per altre ragioni.
04:00È stata inaugurata la nuova scuola, del tutto efficientata dal punto di vista energetico
04:06e si è registrata la protesta dei pescatori.
04:08Dunque il 3 ottobre è anche l'occasione per fare il punto su quest'isola
04:12che comunque registra un boom di presenze.
04:15Fra cose magnifiche e cose e complessità
04:18vorremmo fare il punto con Filippo Mannino, il sindaco di Lampedusa.
04:22Da dove vogliamo partire?
04:24Mi dica lei, iniziamo dalla stagione che è stata appunto come diceva
04:28Sì, tantissima gente.
04:29Sì, sì, fortunatamente.
04:30Dico, quest'anno è stata una stagione straordinaria.
04:33Oggi 2 ottobre è ancora l'isola, è piena di turista.
04:36Nel scorso fine settimana sono arrivati migliaia di persone.
04:39Abbiamo avuto in più 33% rispetto al 2025
04:43che già era stato un anno fantastico.
04:46Probabilmente la congiuntura internazionale,
04:48il fatto che Dubai, quello che è successo a Dubai,
04:52ci ha portato ad avere ulteriori turisti sull'isola
04:56e naturalmente di questo noi beneficiamo un po' tutti
04:59e siamo contenti, insomma.
05:01Ma la chiave qual è di lettura?
05:03È un'isola che offre ormai una buona ricettività,
05:06che accoglie tutto tondo, ci pare di capire?
05:09Certamente quando ci sono numeri così alti
05:12qualche disservizio si registra.
05:14Però sì, il buon lavoro che abbiamo fatto
05:16sia di promozione nelle fiere,
05:20noi abbiamo la materia prima che in qualche modo
05:22c'è molto molto, la materia prima è il mare,
05:25il sole, l'accoglienza che è la caratteristica
05:27di questo territorio, di questo popolo.
05:30Le criticità.
05:31L'ultima, quella che ha riguardato un po' tutti
05:34ma che qui si fa sentire di più,
05:35è stata quella dei costi dei carburanti
05:38che sono arrivati a sperare i 3 euro al litro
05:41per il gasolio.
05:42I pescatori si sono, come dire, fatti sentire.
05:47Lei cosa pensa di questo?
05:48Guardi, noi in questo possiamo vantare uno dei pochi primati
05:52perché di solito, anche quando si parla nei telegiornali,
05:56oggi la benzina ha raggiunto il prezzo di 2,50 euro.
05:59Noi l'abbiamo superato da tempo.
06:01All'Inosa oggi la benzina al litro costa 3 euro e 25,
06:05che è un prezzo che non si può sopportare.
06:08E naturalmente questo è dovuto sicuramente
06:12alla questione internazionale, insomma, guerre e cose varie,
06:15ma poi noi scontiamo un altro problema che è quello dell'insularità
06:19che ha dirette conseguenze appunto sul costo dei trasporti
06:23e quindi tutte le due questioni unite assieme fanno sì che questo diventa veramente un problema
06:28per questo territorio, se tutto è tessuto economico in generale,
06:31ma anche ed in particolare per i pescatori.
06:34I pescatori ieri hanno protestato perché loro non conviene più uscire materialmente
06:39in mare e andare a provare a pescare, perché i costi di un pieno
06:44superano quello che è il possibile guadagnato di una giornata di lavoro.
06:49Ci sono problemi in tutta la Sicilia, però qui naturalmente lo senti ulteriormente,
06:54perché se Interferma lo prende a 1,40 euro, qua lo prende a 1,80 euro.
06:59E quando fai 2.000 litri di gasolio, lo senti la differenza di prezzo.
07:04Sono, diciamo, questioni che veramente vanno ad impattare sull'economia di questa categoria.
07:11Senta, Sindaco, qui si sono spesi i fondi del PNRR,
07:14un tipo di performance che non ha, come dire, lo stesso tipo di risultato in tutta la Sicilia.
07:22Si sono spesi anche per la scuola, per una delle vostre scuole.
07:26Ci racconta brevemente com'è andata.
07:28Sì, noi abbiamo speso quasi 30 milioni di euro di fondi del PNRR,
07:31siamo intervenuti su diversi fronti, sulla mobilità sostenibile.
07:35In sostenibile abbiamo acquistato appunto bus elettrici, macchine elettrici,
07:39sia quelli che fanno insomma il trasporto urbano,
07:41ma sia anche per uso del comune, insomma per quello che può servire alla collettività.
07:47Sull'efficientamento idrico abbiamo realizzato nuove rete idriche,
07:50sostituito quelle faticenti.
07:53Sull'efficientamento energetico con le scuole nuove,
07:56prossima settimana appunto inauguriamo una nuova scuola.
07:59Oggi abbiamo all'ex scuola, oggi si chiama scuola secondaria di primo grado,
08:05la prossima settimana inauguriamo la scuola dell'infanzia.
08:08Insomma abbiamo fatto un bel po' di lavoro anche sui bissalatori.
08:13Siamo soddisfatti.
08:14E anche in questo campo purtroppo è fare una corsa contro il tempo,
08:18sempre per gli stessi problemi.
08:20Purtroppo siamo in isola e l'approvvigionamento dei materiali
08:23arriva spesso e volentieri, ritardo, specialmente nel periodo invernale,
08:27perché poi vivere le isole d'estate è sempre bello, no?
08:31Chi viene qui rimane una settimana, due settimane,
08:35lo vede dal punto di vista del turista ed è bello,
08:37però d'inverno le difficoltà ci sono.
08:39E siamo al 3 ottobre, all'anniversario della strage dell'isola dei Conigli,
08:44368 morti e gli arrivi che non si fermano,
08:49anche se i numeri sono veramente tanto calati.
08:51Che rapporto ha oggi l'isola con questo suo ruolo?
08:54L'isola che accoglie, l'isola che ha organizzato un modo di gestire l'emergenza
09:00che funziona, la Croce Rossa gestisce l'hotspot,
09:03gli arrivi sono continuamente monitorati.
09:06Qual è il rapporto dell'isola con questo suo ruolo nel Mediterraneo?
09:10Guardi, io in questi tre anni sono riuscito a fare un lavoro di sinergia
09:14con il ministro dell'interno, con il governo centrale,
09:18insomma con la regione, proprio per cercare di cambiare
09:21quell'approccio che si aveva prima nella gestione di questo fenomeno,
09:24che era un approccio perfettamente emergenziale.
09:27Abbiamo lavorato in maniera strutturale,
09:29i risultati appunto si sono visti sia per quanto riguarda i numeri,
09:33insomma adesso ne arrivano molti di meno,
09:35ma sia per quanto riguarda la logistica sul territorio,
09:38la gestione dell'hotspot, quello che succedeva prima.
09:41Prima eravamo sempre sui giornali,
09:42per come erano trattati i migranti all'interno.
09:46Adesso invece c'è il rispetto della persona,
09:49della dignità umana e questo grazie a Croce Rossa
09:51è finito il meccanismo delle cooperative
09:53che insomma era un tantino discutibile.
09:57I trasferimenti avvengono in maniera molto più veloce,
10:00le identificazioni veloce.
10:01Tutti questi, come dire, accorgimenti
10:04hanno fatto sì che adesso, come dire,
10:07il fenomeno c'è ma scorre in maniera più fluida.
10:09Poi cosa c'è da dire? L'Anfedusa rimane sempre una terra di frontiera.
10:14Non siamo più emergenza,
10:16grazie insomma alla gestione che l'ho appena detto,
10:18però rimaniamo terra di frontiera.
10:20E ritengo sia doveroso e giusto,
10:23come dire, non mettere da parte,
10:25ricordare quello che negli anni quest'isola ha fatto,
10:29tutte le persone che ha salvato,
10:31e il ruolo che ha nella difesa dei diritti umani.
10:34E quindi non mancate anche ai dibattiti
10:37che vengono organizzati attorno a questa data.
10:41Che tipo di contributo potete dare al ragionamento
10:43su quello che sta accadendo,
10:44il fatto di essere al centro del Mediterraneo
10:46in un momento di guerre così cruente,
10:49così terribile e con prospettive non del tutto chiare?
10:52Guardi, io il contributo che posso dare,
10:55noi lo diamo come isola,
10:57e l'ho detto, insomma,
10:58noi quello che possiamo fare,
10:59al di là delle discussioni
11:01che si fanno in generale a Bruxelles,
11:04piuttosto che a Roma,
11:05io dico sempre,
11:05noi ci troviamo su un'isola
11:07e quando una persona arriva qua
11:08non ci possiamo girare dall'altra parte.
11:11Un conto è stare seduti,
11:13a pensare come gestire il fenomeno,
11:15ripeto, farlo da Bruxelles,
11:16un conto è stare su un'isola
11:18e se c'è una persona che ti chiede aiuto,
11:20persone che stanno negando,
11:21noi abbiamo il dovere
11:24di salvare queste persone.
11:26Io penso, insomma,
11:27che l'Occidente potrebbe fare qualcosa in più
11:29per aiutare, insomma, queste persone.
11:31Però è giusto intervenire
11:33sia per stroncare il traffico di esseri umani,
11:35perché non è che, insomma,
11:36queste persone si alzano la mattina,
11:38si mettono sulla barchetta dietro,
11:40ci sono organizzazioni criminali
11:41che devono essere stroncate.
11:43Per cui l'Europa deve lavorare
11:46sui viaggi umanitari,
11:49sui canali umanitari,
11:50consentire alle persone di arrivare
11:52in maniera legale
11:53o comunque con l'aiuto, appunto,
11:55delle istituzioni europee.
11:57Il patto europeo sull'immigrazione
11:59sembra andare in questa direzione
12:01quando si parla di solidarietà
12:02tra gli stati
12:03e di canali umanitari.
12:05Speriamo, insomma,
12:06che si riesca in qualche modo
12:07a mettere in atto.
12:08Grazie, Sindaco.
12:09Grazie per questa intervista.
12:11Ci fermiamo.
12:12Fra poco entriamo
12:13dentro le manifestazioni
12:15del 3 ottobre.
12:22Regionali e formazione
12:23e scontro sui contratti.
12:25Poi ci sarà
12:25da approfondire tanto
12:27il caro carburante.
12:29Certo,
12:29è una caldissima.
12:32Noi siamo già a lavoro
12:33perché tornano le nuove puntate
12:35di Nomi, cose, città, talk.
12:37Torna Nomi, cose, città, talk
12:39a partire da giovedì 8 ottobre
12:42dalle 21 e 15
12:44approfondimenti su cronaca,
12:46attualità e politica.
12:48Arte, cultura e società
12:50per raccontare il nostro territorio
12:52con voci e punti di vista diversi.
12:55Ne aspettiamo dunque tutti i giovedì
12:57a partire dalle 21 e 15
12:59con Nomi, cose, città, talk.
13:07Approfondimenti su patologie,
13:09diagnosi, terapie e innovazioni
13:12in campo medico.
13:13Da casa potete confrontarvi
13:15con i nostri specialisti.
13:17Potete mandare le vostre domande
13:19in diretta al 335-87-83-600.
13:25Vi aspetto tutti i mercoledì
13:27a partire dalle 15
13:28con TGS Salus.
13:45Sabato 3 e domenica 4 ottobre
13:48su RGS e TGS
13:50Malika Iann presenta il nuovo album
13:52Cicali
13:53e il tour Malika Iann a Teatro 2026
13:56il 19 novembre a Catania
13:59Teatro Metropolitan
14:00e il 20 novembre a Palermo
14:02Teatro Gollem.
14:10Adesso le testimonianze
14:11di chi ce l'ha fatta
14:13e di chi è sopravvissuto
14:14alla strage dell'isola dei conigli.
14:17Comincio da Agos
14:19al quale chiedo
14:20cosa ricorda
14:22di quel terribile giorno.
14:24Nisiti tradurrà.
14:25Iannis
14:26che ho una domanda
14:28di ce l'ha fatta
14:29di questo
14:30ma
14:30di questo
14:36bene
14:37non c'è nessuno per il papà
14:39se
14:40se
14:40aspettanto
14:415
14:413
14:414
14:44volevo
14:44...
14:55io
14:57io
14:57quando facevo a lui io ho un pesco
14:59e ho un pesco
15:01ho un po' prima di fare
15:03che io miro con il cabello
15:03che io miro con il cabello
15:05Io sono sopravvissuto da quelli che sono morti, io ho notato, sono riuscito di uscire, per ricordarlo è difficile e
15:25pesantissimo, per ricordarlo il 3 ottobre, quel giorno che siamo riusciti a sopravvivere.
15:30Tutti e tre adesso i nostri ospiti vivono in Germania, possiamo chiedere a Sultan, qual è oggi la sua vita?
15:40Sultan, come si vive in Germania?
15:56Io vivo in Germania, vivo come immigrato, come tutti i cittadini che lavoro, vivo in Germania, perché era partito dall
16:06'Eritrea?
16:06Sì, come si vive in Germania?
16:35Noi non riusciamo a vivere in Eritrea perché per la politica, soltanto non è che da Libia, dal deserto, dal
16:44deserto.
16:44Dall'Eritrea che comincia, questi siamo perseguitati, fino in Italia, praticamente anche quando partiamo in Eritrea che viviamo, i soldati
16:57dell'Eritrea, del dittatore, sempre siamo perseguiti.
17:00E allora, fammi un attimo di posto per favore Sultan, qui invece abbiamo Brane. Brane ha avuto un'ulteriore perdita?
17:10Brane, no, lui era sopravvissuto da loro, allora.
17:23Ci sono i miei parenti, i guggini che ho perso al mare, io l'ho sopravvissuto, perso al mare, tutti
17:32i miei compagni di crescita, i compagni della scuola che l'ho perso al mare.
17:38Cosa significa, e lo chiediamo a Sultan, essere qui a Lampedusa nel tredicesimo anniversario della strage?
18:08Io spiego di due tipi di spiegazione.
18:12La prima volta che io penso come un giorno, il mio compleanno di questo che ho sopravvissuto, il secondo ricordo
18:20il mio compagno che ho perso.
18:23A Sultan chiedo, gli sembrano cambiate le cose rispetto a quell'epoca?
18:29Allora?
18:29Ma tutti, non sono.
18:32Sede che sono state situazioni all'inferno della scuola?
18:34Dice黑.
18:35Perché non lo vediamo?
18:37Ancora per fare?
18:40Non è normale, ma sono state situazioni all'integgiare, non lo vediamo.
18:50Adesso siamo stati roto verso la scuola.
18:53Noi non sono stati di forma.
18:58No, no, è peggiorato ancora. Prima anche possiamo attraversare dall'Eretrea in Itopia, era senza pagamento. Adesso dovunque confini paghiamo
19:09un sacco di soldi, è peggiorato il torrenamento.
19:12Quindi la tratta di esseri umani è peggiorata?
19:14È peggiorata tantissimo.
19:17Chiedo ad Agos, scusami se ti passo dietro, l'ultima domanda è per Agos, al quale chiedo cosa fa oggi,
19:25qual è il suo lavoro e qual è la sua vita?
19:41Io vivo in Germania, come tutte le persone che vivono in Germania, lavoro, vivo tranquillamente in Germania, mi sto dicendo.
19:48Sei sereno?
20:05La mia cicatrice ancora non si cancella, però dovrebbe vivere, devo continuare la vita.
20:13Grazie a tutti e quattro. Adesso passiamo la parola all'Alto Commissariato per i diritti umani, faremo il punto della
20:25questione migratoria in questa fase nel Mediterraneo.
20:33Con Francesca Bonelli che rappresenta nel nostro paese l'Alto Commissariato per i rifugiati, proviamo a fare un punto in
20:39quest'anno e in questa circostanza durante queste giornate dedicate alla commemorazione delle vittime della strage dell'Isola dei Conigli.
20:47Cosa possiamo dire nel 2026?
20:49Sono passate 13 anni e il 3 ottobre ci ricorda che le persone scappano dalla guerra per cercare protezione e
21:00sicurezza e nel fare questo mettono anche a rischio la loro vita.
21:04Nel 2026 quest'anno in media ogni giorno quattro persone hanno perso la vita in mare per cercare protezione, per
21:12cercare salvezza e fuggire dalle guerre.
21:16Lampedusa è un simbolo di accoglienza, di solidarietà e vorrei ringraziare Lampedusa, la Sicilia, tutte le istituzioni, la società civile
21:28che è un esempio che ci ricorda che l'essenziale è salvare le vite in mare prima di tutto.
21:37Lampedusa è anche una realtà non solo che salva vite ma include, perché Lampedusa e devo dire anche la Sicilia,
21:48ci sono tantissimi esempi in Sicilia di accoglienza, di disponibilità e di solidarietà per le persone che arrivano, che cercano
21:55accoglienza e che scappano dalle guerre.
21:58Ovviamente questa situazione degli arrivi è una situazione che corrisponde a un problema molto più grave delle guerre in tutto
22:08il mondo, perché abbiamo più di 41 milioni di rifugiati nel mondo,
22:13tuttora ci sono delle guerre in corso come in Sudan, in Ucraina e bisogna ricordare che la maggioranza dei rifugiati
22:20sono accolti nei paesi linitrofi a queste guerre.
22:23Se si pensa in Sudan dove è in corso una guerra atroce, i rifugiati scappano in Uganda, in Kenya, in
22:31Etiopia, il 68% delle persone che scappano dalle guerre scappano nei paesi vicini.
22:37La vostra agenzia che fa riferimento alle Nazioni Unite, che cosa è in grado di prevedere alla luce di questi
22:44nuovi conflitti che comunque sono con lo sguardo sul Mediterraneo?
22:48È importante continuare l'aiuto umanitario per aiutare i rifugiati, ma anche aiutare le comunità che le accolgono e continuare
22:58a dare loro le necessità essenziali,
23:03ma anche l'istruzione, la possibilità di lavorare, la salute e la possibilità di avere una vita dignitosa che non
23:10li costringe a cercare una via pericolosa
23:14e mettersi in un viaggio pericoloso come quello in mare nelle mani dei trafficanti perché non hanno le opportunità e
23:21la possibilità di avere protezione e sicurezza.
23:24Quindi noi come UNHCR insieme ai governi e alla società civile siamo in prima linea per aiutare la gente che
23:32scappa dalle guerre a proteggerli.
23:35Sì, ma ovviamente l'anno passato è stato un anno molto difficile e ancora è difficile per tutte le operazioni
23:42umanitarie
23:43perché i fondi sono stati ridotti drasticamente e questi servizi, questi interventi umanitari sono stati e sono tuttora molto difficili.
23:52In alcune zone abbiamo dovuto ridurre gli aiuti umanitari e questo ovviamente mette a rischio molte vite.
24:00L'aver lavorato così tanto sul campo, che sentimento vi dà in questa fase storica?
24:07Lei è una che solca i campi di battaglia, tra virgolette, si va dove arriva la richiesta di aiuto.
24:13Che sentimento porta con sé?
24:16Porta un sentimento che siamo tutti parte dell'umanità e dobbiamo tutti avere un ruolo di aiuto umanitario
24:27e di contribuire alla nostra società. L'Italia è tra i paesi un paese di esempio dell'accoglienza e dell
24:35'inclusione.
24:36Abbiamo molti esempi positivi e come italiana, anche ritornando nel mio paese dopo tanti anni passati nelle emergenze umanitarie,
24:47vedo che c'è una solidarietà e un'apertura delle comunità italiane a considerare le persone che scappano dalle guerre,
24:56non solo delle persone che hanno bisogno di aiuto, ma anche delle persone che possono dare il loro contributo
25:03allo sviluppo economico, alla società, alla comunità in generale che le accoglie.
25:07Grazie a Francesca Bonelli dell'UNHCR. Adesso ci spostiamo nella scuola Luigi Pirandello,
25:14dove il Comitato 3 Ottobre ha organizzato una serie delle sue manifestazioni per questo anniversario.
25:26E adesso con Tareke Brane, l'anima del Comitato 3 Ottobre che da 13 anni si batte,
25:32non solo per ottenere verità fino in fondo su quanto accadde in quella terribile notte,
25:37ma per ottenere giustizia anche per le vittime, riconosciute e non riconosciute,
25:42per i loro familiari che chiedono che vengano trovate tracce delle loro vittime.
25:49La battaglia dura ancora, non si ferma?
25:51La battaglia dura ancora, basta anche vedere in questi giorni,
25:54mentre facciamo la preparazione 3 Ottobre, continuiamo a ricevere anche dei corpi, altri corpi.
25:59Ancora oggi non c'è una banca dati, ancora oggi non c'è una procedura.
26:04Il massimo che possono ottenere è ottenere una foto maschio e femmina.
26:08E questo rende la vita difficile ai familiari, ai genitori in questi giorni che sono qua,
26:13che piangono, che soffrono finché non trovano un corpo, si mettono a piangere.
26:17La cosa però ci ha reso fieri, felici,
26:21vedere questa tanta tanta giovane da tutta l'Iroba, da tutta l'Italia.
26:26La piazza ieri era proprio piena, non c'è posto di sedere, ci allungavano.
26:32E questa è la risposta che vogliamo dare all'Italia.
26:34L'Iroba fa tutti insieme, organizzazioni, studenti, familiari, organizzazioni, agenzie dell'ONU,
26:40qua per cercare un dialogo.
26:42Saranno tre giorni, piena, ricca,
26:45ma la cosa davvero che abbiamo detto,
26:49nei anni mai più morti,
26:50e anche durante questi giorni continuiamo a vedere i corpi anche di bambini.
26:54la maggior parte, parliamo di donne, di bambini,
26:57continuano a pagare prezzi enormi.
27:00Vi sentite ascoltati dalle istituzioni nazionali e sovranazionali?
27:04C'è anche questo tema, ottenere delle interlocuzioni,
27:08perché a parole sono tutti solidali,
27:10sono tutti con voi, la giustizia,
27:13bisogna dare nomi ai corpi,
27:15bisogna trovare tracce di chi non è stato mai trovato.
27:17Ma nei fatti?
27:18Nei fatti manca il coraggio politico,
27:23è vero che spesso riceviamo tantissimi complimenti,
27:26poi quando andiamo nella pratica,
27:27le cose molto semplici,
27:28le abbiamo chiesto perché non si possono raccogliere i campioni DNA alle famiglie.
27:32Nessuno vuole mettere la faccia,
27:34ci stiamo lavorando,
27:35è un lavoro costante,
27:37questi giorni forse riceveremo qualche notizia
27:40molto bene dall'Europa,
27:42ma rispetto ad altre cose siamo davvero lontanissimi
27:47perché ormai è un periodo buio,
27:50un periodo della propaganda,
27:51non di pensare alla soluzione,
27:54ma a pensare del poltrone,
27:56perché parlare con questi temi generico,
27:58senza dare risposte,
27:59senza affrontare o gestire il problema,
28:02è perché loro sanno che si vince facile.
28:04E quelle che in questi giorni vediamo,
28:06c'è una sofferenza enorme di queste persone,
28:08vedendo che a volte vengono prese per mira,
28:11solo perché di colori,
28:14o solo perché hanno fatto nati nel posto sbagliato,
28:18nell'angolo sbagliato del mondo.
28:19Quindi davvero invito a tutti,
28:24ai nostri rappresentanti,
28:26ci vuole un dialogo,
28:28ci vuole affrontare e gestire,
28:30non a fare la propaganda,
28:32perché non si risolve a nulla.
28:34Nel frattempo, Tarek,
28:35la scienza va avanti,
28:37anche rispetto al dramma,
28:39di questo dramma fra i più terribili della contemporaneità,
28:42di 13 anni fa,
28:44il 3 ottobre all'Isola dei Conigli.
28:45Il riconoscimento va avanti,
28:48viene dato un nome a nuovi reperti.
28:51Sì, noi in questi anni non abbiamo mai smesso,
28:54siamo riusciti e continuiamo a dare il nome
28:56ai quelli nafragli.
28:57Ad oggi abbiamo raggiunto oltre 100 vittime identificate,
29:02non solo per la prima volta negli ultimi 40-50 anni
29:06abbiamo preso un permesso
29:08per l'usumazione a fine identificativa.
29:10Siamo riusciti ad avere un permesso,
29:12per la prima volta ci hanno permesso di aprire
29:13una scatola, una barra,
29:14per poter prendere il campione DNA.
29:17La scienza, sono disponibili,
29:18ma bisogna metterla anche in condizione di lavorare.
29:21E quindi c'è un lavoro congiunto con i medici legali,
29:25con l'Aberto, con tante altre realtà
29:26che vogliono dare una mano,
29:28dare una risposta a queste famiglie.
29:30Grazie a Tarek Brane.
29:32Adesso facciamo il punto
29:33su cosa sta accadendo nel Mediterraneo.
29:36I punti di grande tensione,
29:39di grande criticità sono molti.
29:41La Sicilia è al centro.
29:42Faremo una riflessione con Francesca Albanese.
29:46Vogliamo chiudere TGS7 con Francesca Albanese,
29:48relatrice ONU per i territori palestinesi occupati.
29:52Vogliamo chiederle se da questo lembo del Mediterraneo
29:55è chiara la percezione di quello che sta accadendo laggiù.
29:59Non posso rispondere a questa domanda,
30:01nel senso che non lo so,
30:02andrebbe chiesto ad un lampedusano
30:05o a qualcuno che qui ci vive e lavora.
30:09Però provando ad immedesimarmi
30:13nelle persone che vivono negli hotspot,
30:16che passano da Lampedusa,
30:18che perdono i propri cari nel Mediterraneo,
30:20che è diventato un cimitero di numeri,
30:25come direbbero i palestinesi.
30:26Mi sembra che la prossimità
30:29tra quello che succede alla gente,
30:33ai migranti,
30:33i migranti forzati,
30:35sono migranti forzati,
30:36i palestinesi,
30:38è una linea diretta.
30:41È possibile,
30:42quindi secondo me loro la capiscono benissimo
30:44la realtà in Palestina.
30:46dobbiamo capirla anche noi,
30:48quindi dobbiamo riuscire a uscire
30:49da questo guscio di desensibilizzazione
30:52in cui siamo rinchiusi,
30:56perché lo stadio successivo
30:59è la disumanizzazione dell'altro,
31:01che è quello che poi porta a trattare
31:02migranti e rifugiati come sono trattati.
31:05E' molto sovraesposta anche per i termini
31:08e per una eloquenza molto chiara,
31:10molto schietta,
31:11nel nome delle Nazioni Unite.
31:13Ricordare il 3 ottobre,
31:15a cosa ci serve?
31:17La memoria serve
31:19non come ornamento,
31:22altrimenti un orpello,
31:25se non serve a riorientare il presente
31:29e per la costruzione di un futuro diverso.
31:31Non mi sembra che stiamo andando in quella direzione,
31:35quindi è una commemorazione che rimane molto triste.
31:38Tanta gente, però,
31:39tanti giovani ad ascoltarla.
31:41Cosa si dice a loro?
31:44Loro sono proprio il terreno
31:47in cui cade il seme della speranza.
31:49Ogni volta,
31:50ogni volta che proferisco parola
31:52e ogni volta che poi mi trovo
31:54sorbontata di attacchi,
31:55perché certo sono sovraesposta
31:57perché spiego a chi non conosce la Palestina
32:04e non capisce bene cosa sia successo negli ultimi anni,
32:08che sono parte di tutti questi eventi
32:10e anche il genocidio è parte di un sistema
32:13e siamo tutti in qualche modo collegati a quel genocidio.
32:16Anche le tragedie che si consumano nel nostro Mediterraneo
32:19sono collegate a quel genocidio.
32:22E quindi parlare giovani è un modo per essere sicuri
32:27che...
32:28o meglio essere sicuri,
32:29non essere sicuri,
32:30ma sperare in un futuro diverso.
32:32Infine le chiedo se ha visto Nazza,
32:34probabilmente sì,
32:35e quanto può servire un documentario così.
32:38Allora, io l'ho visto,
32:42è durissimo,
32:43ma non mi ha detto niente di nuovo,
32:44perché io queste cose le so dal dicembre del 2023,
32:46cresce da quando ho preso visione dell'inchiesta di Yuval Abraham,
32:52che ha dovuto fare un film
32:53per far aprire gli occhi all'Europa,
32:57al mondo occidentale,
32:58perché chiaramente se lo dice un israeliano
33:01che stanno ammazzando intenzionalmente
33:04decine di migliaia di persone
33:06ed affamandone e distruggendone milioni,
33:10allora deve essere vero.
33:11Poi chiaramente la reazione israeliana
33:13fa capire dove sia Israele in questo momento.
33:15Con le parole di Francesca Albanese
33:17si chiude questa puntata di TGSE 7.
33:20Grazie per averci seguito,
33:22ci vediamo la prossima settimana.