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  • 23 ore fa
Cinquantadue storie, da leggere tutte d’un fiato o saltando tra l’una e l’altra. In un giorno o in una vita. Perché sono tutte storie vere, potenti che parlano di emozioni e sentimenti veri: amore, tristezza, amicizia, gioia, disperazione, felicità. Un libro che - tra una lacrima di commozione e un sorriso di stupore - parla della vita degli altri ma anche e soprattutto della nostra. Perché gli eroi oggi - incredibile ma vero - sono tutti i giorni in mezzo a noi. E a volte siamo noi.Sopra l’intervista video integrale allo scrittore.​​- Qui il pezzo che Massimo Gramellini ha scritto per il Corriere della Sera ​​Gli appuntamenti​Massimo Gramellini racconterà le storie di protagonisti del nuovo libro, «Beato il popolo che ha bisogno di eroi» (in libreria da martedì 15 settembre per Solferino, pp. 240, e 18,90) a Padova domenica 4 ottobre alle 19, nella giornata conclusiva del festival letterario La Fiera delle Parole (che prende il via mercoledì 30 settembre). Il giorno successivo, lunedì 5 ottobre, alle 20.30, sarà al Teatro Sala Jacopo da Ponte a Bassano del Grappa (Vicenza) per l’evento di presentazione organizzato in collaborazione con la Libreria Palazzo Roberti. E mercoledì 21 ottobre, alle 21, farà tappa al Teatro Carcano di Milano.

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Novità
Trascrizione
00:03gli eroi siamo noi esseri umani che ogni mattina ci svegliamo e troviamo la forza di cominciare una
00:11nuova giornata nonostante tutto qualcuno forse pensa che l'eroe o comunque l'uomo la donna del
00:18destino sia qualcuno di lontano che sta da un'altra parte a cui bisogna aggrapparsi a cui bisogna
00:23delegare tutto no non c'è da delegare niente a nessuno c'è da prendersi la responsabilità della
00:28propria vita e gli eroi di questo libro che poi sono 52 ma in realtà come se fosse uno solo
00:33che
00:34prendo nella prima storia da bambino e porto fino all'età molto avanzata e la storia di ognuno di
00:41noi che nella vita ci troviamo spesso a dovere affrontare delle prove imprevedibili e niente da
00:48come reagiamo rispetto all'imprevisto scopriamo delle cose di noi stessi in questo senso siamo degli eroi
01:06il palloncino è la storia del primo eroe diciamo così è una mia è un mio ricordo di guerra io
01:12ho fatto
01:13l'inviato di guerra a sarajevo è una storia che leggerete nel libro insomma che mi ha molto toccato
01:20mi ha insegnato mi ha fatto capire che cos'è la guerra una cosa terribile banale dirlo ma vederlo
01:26più sicuro è un'altra cosa abbiamo raggiunto davvero un livello di vicinismo per cui non ci
01:32fermiamo davanti a niente neanche davanti alla morte per esempio oggi vediamo che muore una
01:37persona e c'è magari un leader politico che ironizza sul morto prende in giro una cosa che
01:42un tempo sarebbe stata inconcepibile così come appunto era inconcepibile che i bambini venissero
01:49utilizzati proprio come arma di ricatto per carità la storia è piena di eccidi anche di bambini
01:55però oggi dovremmo essere un po più evoluti io nel libro racconto la storia di lyam a questo
02:01bambino di cinque anni arrestato da l'ice la polizia speciale di trump e perché di quella storia
02:08fra le tante cose mi colpì una signora che mentre il bambino veniva preso dai poliziotti esce da casa
02:15sua e gli dice ma non vedete ma è un bambino e state arrestando un bambino dove finita la vostra
02:22umanità e questa è la domanda che ci dovremmo fare sempre e che i nostri eroi quelli del libro ma
02:28non
02:29solo si pongono ogni giorno e rispondono con i loro comportamenti sono tutte storie vere la maestra
02:36è una storia vera incastrata con un'altra storia non voglio rivelare i particolari però è così
02:43cioè le maestre italiane i maestri della scuola pubblica italiana sono quelli che hanno secondo
02:49me costruito questo paese e meriterebbero di essere pagati dignamente uno dei grandi problemi
02:55che abbiamo oggi è proprio la perdita di autorevolezza di professioni fondamentali come
03:02il medico e come il maestro come l'insegnante che sono stati invece come posso dire le strutture
03:08portanti del nostro paese e quel racconto noi vediamo come anche ancora oggi maestro una maestra
03:18della scuola primaria come si chiama adesso italiana sia quella che ha su di sé diciamo così
03:24dall'imprinting a tutti noi io quando devo quando chiudere gli occhi e penso così al primo grande
03:30emozione della mia vita penso alla mia maestra delle elementari che che fu straordinaria e in quel
03:35racconto ho messo anche una cosa autobiografica perché anche la mia maestra delle elementari quando
03:40quando morì mia mamma con una scusa ci fece ci ritirò tutti i sussidiari e strappò la pagina in cui
03:49si parlava delle mamme proprio perché voleva che io in qualche maniera voleva proteggermi no e queste
03:54sono sensibilità straordinarie che non non sono un anno prezzo ecco è soltanto grande rispetto
04:01quella un'altra storia del primo capitolo dedicato agli eroi bambini e ragazzini e della storia di
04:07quel di quel ragazzo trovato in fondo al mare a causa di uno spaventoso naufragio e nella tasca
04:16della sua giocchetta venne trovata ripiegata con cura una pagella con scritto appunto bulletin sculaire
04:25in francese ed erano i suoi voti e quindi io mi sono immaginato come una mamma probabilmente
04:32aveva racconcito questa questa questa pagella perché in qualche maniera era come se quel ragazzino
04:37non aveva niente ma poteva portare quella come prova del suo valore che era brava a scuola ora mi
04:42domando noi che spesso diciamo che la scuola non serve più a niente pensiamo che in altre parti del
04:47mondo ancora la scuola è considerato l'unica vera medaglia che possiamo esporre c'è un eroe del
04:54libro che forse quello che mi commuove di più si chiama naiac è un fruttivendolo analfabeta vive in
05:01un villaggio sperduto indiano e la scuola a cui vanno tutti i bambini del suo villaggio vista dieci
05:07chilometri ma non c'è una strada per raggiungerla e cosa fa quest'uomo la sera finito di lavorare
05:13prende il piccone la zappa e comincia a scavare nella nuda pietra un sentiero per collegare il
05:21villaggio alla scuola poi il resto lo leggerete nel libro perché la storia va avanti ma già questo
05:26questa cosa vi fa capire ecco quando mi chiedono a cosa serve la scuola io penso al fruttivendolo
05:32lo scrivo a proposito della storia che tra l'altro anche l'immagine di copertina la storia
05:39pazzesca che sembra inventata da uno sceneggiatore geniale invece è successa nella realtà e cioè una
05:46carabiniera una giovane carabiniera martina la sua prima missione importante viene spedita su un ponte
05:52tibetano dove una donna sta cercando di buttarsi martina sale si mette a distanza e la donna la
06:02guarda si gira e gli dice parlami di te cioè è l'aspirante suicida che chiede alla sua salvatrice
06:08di raccontarle la sua vita e martina che una ragazza timidissima improvvisamente si apre e
06:15racconta a questa donna tutti i suoi problemi i suoi drammi le sue difficoltà nella vita i suoi
06:20successi i suoi insuccessi e alla fine le dice questa frase di cuore meravigliosa le dice che poi
06:26un altro tempo è nato un dialogo fra le due e lei ha capito che questa signora ha tre figlie
06:31di
06:31cui in parola non si ritiene più degna perché poi quando quando cadi nella depressione nulla
06:36non ha più valore e lei gli dice tu potresti essere mia madre e io potrei essere la tua quarta
06:41figlia
06:42ecco secondo te io preferirei avere una madre con dei problemi o una madre morta e di fronte a
06:48questa frase quella quella donna evidentemente ha una reazione salta in piedi tutti pensano che
06:55sia per buttarsi invece poi succede lo vedrete nel libro ma insomma succede mi domando sempre no
07:01ma quando è l'ultima volta che ci siamo fermati ad ascoltare qualcun altro perché poi se c'è una
07:07cosa che unisce tutti gli eroi di questo libro è che fanno qualcosa non solo per il proprio ego non
07:13sono dei santi non sono delle persone alcuni si alcuni si immolano anche ma non tutti altri fanno
07:18cose semplici c'è una signora nel libro che pensate si chiama l'ho chiamata io ma la chiamavano i
07:24ragazzi fatta prosciutto perché era una salumiera che ogni giorno all'uno e mezza regalava ad i ragazzini
07:32che uscivano dalla scuola vicino alla salumeria una fetta di prosciutto ora è chiaro che quella
07:36fetta di prosciutto non spamava nessuno e quei ragazzini non erano indigenti eppure ogni giorno
07:42l'intero mercato si fermava per aspettare l'arrivo dei ragazzini e quando questa nonna muore l'intera
07:49chiesa è piena di ragazzi di giovani come se fosse morta una pop star e cosa aveva fatto questa
07:54donna niente aveva regalato una fetta di prosciutto in un piccolo gesto è contenuto il codice del mondo
08:01il codice dell'anima del mondo questo lo dice un ragazzo che si chiama davide cavallo a cui ho
08:07dedicato una storia che ho anche intervistato in televisione ragazzo straordinario che è stato
08:14coltellato a Corsocomo a Milano da una gang che voleva rubargli dei soldi e lui non solo dopo
08:21alcuni mesi non subito perdona perché i perdoni fatti immediatamente sembrano sempre un po' filtri
08:27no lui prima ci soffre ci sta male vive elabora anche il lutto è un enorme danno che ha subito
08:34perché ha perso l'uso delle gambe ma dopo alcuni mesi quando si apre il processo lui dice voglio andare
08:39a incontrare chi mi ha ferito perché il mio corpo per guarire ha bisogno di toccare il corpo che mi
08:46ha ferito e quindi lo abbraccia il suo accoltellatore e quando io gli ho detto ma dico ma tu sei
08:52molti
08:53dicono che te che sei un santo o un pazzo cosa sei e lui ridendo mi ha detto ora ti
08:58faccio anche una
08:58domanda ci vuole più forza a dare un pugno o a dare una carezza e questa è una domanda che
09:04dovrebbero
09:05farsi in tanti in questo momento anche diciamo nelle nelle segreterie di stato dei paesi e delle
09:10razioni io ho messo vicino due storie una di una una una donna israeliana in un kibbutz che riesce a
09:21proteggere in maniera eroica la sua famiglia tenendo chiuso con la mano per tutta la notte la maniglia di
09:27una porta e insomma è una storia e raccontando tenendo i figli svegli raccontandogli delle storie
09:33e a fianco la la pediatra di gas la che ha perso nove bambini pensate una donna che era in
09:41ospedale
09:41a salvare altri bambini che viene a sapere che una bomba ha appena ucciso nove di suoi figli e lei
09:47racconta lo scritto in prima persona perché poi è un grande suo racconto infatti sono tutte cose che
09:52lei ha raccontato e dice che lei di notte si sveglia e conta 1 2 3 4 5 6 7
09:598 9 sono i bambini che non ci
10:01sono più ecco in questo senso avremo bisogno di madri ma anche della madre che dentro anche tutti i maschi
10:08cioè con l'energia femminile che abbiamo anche noi maschi e che spesso rinneghiamo e che perché la
10:13cultura da cui veniamo ci ha condizionato ci porta a rinnegarla invece è nostra e della cultura della
10:19protezione dell'attenzione all'altro la cura dell'ascolto e non solo della vendetta questa
10:26è una frase che mi disse aves zanardi qui io voglio particolarmente bene perché è stato il primo ospite
10:32che ho avuto in televisione ero emozionatissimo la mia prima volta da conduttore e prima che partisse
10:39la sigla zanardi mi guardò mi fece l'occhiolino mi disse sono così emozionato che mi tremano le gambe
10:45è detto da lui capirete mi arrivò l'emozione sua ecco ma mi passò la paura dell'esordio e una
10:52volta
10:52gli chiesi ale ma dimmi la verità cioè tu adesso davanti a tutti fai ovviamente quello che sei questa
10:58persona meravigliosa ma ogni tanto tu nella tua quotidianità ti senti mai disabile e lui mi guardò
11:05ma con una sincerità mi disse no mas ricordati è disabile solo chi non ha stima di sé ma è
11:13somigliare
11:13anche solo ogni tanto questi eroi che mi commuovono ancora a parlarne a me non era mai successo nemmeno
11:19quando ho scritto di mia madre di scrivere e di piangere mentre scrivo le storie che potrei anche
11:25denunciare ormai la mia età però effettivamente c'erano delle storie perché poi quando sai che sono
11:32storie vere autentiche c'è un elemento quasi in più perché dici questo è successo davvero cioè noi parliamo
11:38soltanto dell'orri dell'orrore che ci circondano ma intorno a noi succedono ogni giorno queste storie
11:45di cui stiamo parlando delle storie meravigliose che spesso non vengono neanche raccontate dei
11:49protagonisti perché una delle caratteristiche di questi eroi e di non essere di essere immuni dal
11:56vero morbo del tempo che il narcisismo c'è un notissimo benefattore di milano che oggi non c'è più
12:02a
12:02cui ho dedicato un racconto che mi diceva per me bene va fatto come le rapine col passamontagna
12:09lui non appariva mai soltanto in punto di morte nell'ultima mail che mi ha scritto mi ha finalmente
12:15rivelato il suo nome mi ha detto quando il giorno che morirò solo quel giorno ti autorizzerò a scrivere
12:21quel nome nel libro l'ho scritto ma ecco lui faceva bene regalato felicità benessere a centinaia di
12:30milanesi sempre rimanendo nell'ombra dietro il passamontagna c'è un professore che è uno degli
12:37ultimi eroi del libro ma ripeto il libro è un eroe solo io lo vedo per me è sempre la
12:42stessa siamo
12:42tutti noi e questo eroe è un professore che ha più di 80 anni che viene accudito da un'intera
12:50classe di
12:51suoi ex allievi che ormai sono tutti sessantenni ma che si riuniscono per aiutarlo e per aiutarlo
12:58intanto guarire da una malattia in ospedale e poi portarlo in una casa di cura di cui loro poi
13:03si occuperanno e quando gli chiedono ma perché secondo lei i suoi allievi sono così legati a lei
13:09e lui dice ma effettivamente lui potrebbe dire chissà perché ero severissimo io a scuola ero un
13:14professore molto duro eppure forse dipende dal fatto adesso che lei me lo chiede non ci penso bene
13:20dipende dal fatto che quando insegnavo mi batteva forte il cuore cioè la passione di quell'insegnante
13:27si trasmetteva io penso che sia l'unica cosa che possiamo fare con i figli ma con chiunque
13:32anche io da giornalista nei confronti dei lettori o dei telespettatori chiunque di noi qualunque
13:37sia il proprio mestiere e il mestiere che abbiamo tutti che è quello di per esempio di genitore
13:41o di figlio o di amico fare le cose con passione lo diciamo si dice persino non dice questa cosa
13:48l'ho fatta con amore nessuno dice ti ho preparato questa torta buonissima l'ho fatta con odio
13:53dice l'ho fatta con amore perché vuol dire ci ho messo qualcosa di mio quali sono i cantanti
13:59che amiamo di più quelli che hanno la voce più bella non sempre ci sono cantanti penso
14:03al grande adriano celentano che hanno una voce che non è la voce angelica però la perché ci
14:09piacciono perché hanno passione hanno un'anima sono unici sono inconfondibili e questa è la
14:15caratteristica delle persone appassionate è il viaggio dell'eroe è proprio si chiama proprio
14:20così è proprio dei codici che sono stati in qualche maniera appunto per sempre definiti
14:28dall'odissea e quello è il viaggio dell'eroe ed è il viaggio che tutti noi facciamo nella
14:32vita sottoposti a tentazioni a prove a scelte a sconfitte perché io quando vado nelle scuole
14:39dico sempre ai ragazzi guardate che perdere non è brutto non è fallire non è una brutta parola
14:45non fallisce chi non prova a chi non prova non fallisce mai ma che vita ha fatto alla fine che
14:51vi che senso ha la vita se non provi insomma il viaggio dell'eroe è fatto di mille inciampi
14:58perché di mille buchi ma quelle buche ci vengono messe lungo il cammino perché attraverso il modo in
15:04cui noi reagiremo a quelle buche capiremo chi siamo davvero una vita in pianura non è una vita è un
15:10deserto era un gramellino era mio papà ed è l'ultimo eroe del libro l'ho associato ai suoi eroi
15:16che naturalmente poi sono diventati anche miei perché poi è questa l'educazione e trasmettere
15:21dei desideri trasmettere delle passioni il grande torino mio papà era un grandissimo tifoso del grande
15:28torino è una serie di circostanze che racconto nel libro il giorno del funerale di papà il carro
15:36funebre passò vicino alla ai ruderi perché allora adesso è stato ricostruito ma allora c'erano
15:42i ruderi dello stadio filadelfia dove aveva giocato il grande torino e dove mio padre aveva passato tutte
15:47le più belle domeniche della sua giovinetta e ora io chiesi a questo autista se poteva fargli fare
15:54l'ultimo giro d'onore e lui era un tifoso del toro e quindi mi disse lo faccio con molto
15:59piacere e la
15:59cosa buffa se volete perché poi c'è sempre in ogni cosa emozionante e commovente c'è anche un elemento
16:04sempre ironico perché così è la vita io che non avevo pianto fino a quel momento nei giorni
16:09precedenti sono scoppiato a piangere e le macchine dietro che ci seguivano non capivano ma che te
16:15sono impazziti che fanno giro intorno a uno stadio tutto rotto tutto rudere e la vita è così è un
16:21paradosso continuo è fatto di sorrisi di lacrime e bisogna riuscire a attraversare entrambe le cose
16:27è questo che ci rende eroi

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