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  • 22 ore fa
La tutela dell'ambiente non passa solo dalla riduzione delle emissioni e dall’attenzione ai consumi, ma anche da un uso più consapevole delle nuove tecnologie, intelligenza artificiale in testa. I giovani italiani ne sono consapevoli, come testimoniano i risultati della terza edizione dell’Osservatorio Giovani & Sostenibilità, presentata a Roma e promossa da Angelini Industries con Quorum/YouTrend e Csa Research. Il 45% degli Under 30 considera l’impatto ambientale delle tecnologie paragonabile a quello dei combustibili fossili e della deforestazione, il 64% dei giovani intervistati utilizza i propri device in maniera efficiente, mentre il 22% sceglie di comprare smartphone e computer usati o rigenerati. Alla consapevolezza si affianca però anche una certa disillusione: ben il 56% del campione dubita che gli obiettivi di sostenibilità possano essere davvero raggiunti. Aumenta però il ruolo attribuito alle nuove generazioni e ai singoli cittadini nel promuovere il cambiamento. La ricerca dedica un focus anche alla Generazione Alpha e al suo rapporto sempre più quotidiano con digitale e intelligenza artificiale.

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Trascrizione
00:07Quasi un giovane italiano su due considera l'impatto ambientale delle nuove tecnologie
00:11paragonabile a quello dei combustibili fossili e della deforestazione. Una consapevolezza che
00:16si traduce anche nelle abitudini quotidiane. Il 64% degli under 30 utilizza i propri dispositivi
00:22in maniera efficiente, il 22% sceglie smartphone o computer usati o rigenerati. È quanto emerge
00:28dalla terza edizione dell'osservatorio Giovani e Sostenibilità di Angelini Industries realizzato
00:33con Quorum Utrend e CSA Research. L'osservatorio, che fotografa il rapporto tra le nuove generazioni
00:39e la sostenibilità, nasce dalla volontà di Angelini Industries di mettersi in ascolto dei
00:44giovani, gli stakeholder del futuro, indagando e monitorando nel tempo l'evoluzione delle
00:49aspettative. Le nuove generazioni non sono solo digitalmente native, si parla spesso di questo
00:55aspetto. Sono anche native dal punto di vista della sostenibilità. Quindi una generazione
01:01che decide sulla base anche di considerazioni di tipo ambientale e sociale, anche nelle scelte
01:10lavorative. Quindi decidono di andare o non andare ad accettare una proposta di lavoro a
01:18seconda anche della presenza e dell'attenzione di questi temi all'interno dell'azienda. Questo
01:24significa che per le imprese, per le istituzioni, non si può non considerare quanto il tema della
01:30sostenibilità e dell'impegno di istituzioni, di imprese e di altri soggetti sia importante
01:37sui temi sociali e ambientali per i ragazzi.
01:40Dall'osservatorio emerge anche una tendenza dei giovani al green realism.
01:44I giovani sono pessimisti sul clima generale, ma ottimisti sulla loro possibilità di fare qualcosa
01:52e sul fatto che le loro azioni, per quanto piccole, possano avere un impatto. Loro si dimostrano
01:59così attenti e così capaci di cogliere i temi della sostenibilità da individuare in modo
02:05molto più forte che le altre generazioni l'allarme intelligenza artificiale dal punto di vista
02:11dei costi della sostenibilità. E cioè sono molto sensibili ai consumi energetici provocati
02:18dai data center. Questo dimostra come si prestano a cogliere anche le contraddizioni
02:27della sostenibilità, che viaggiava di pari passo con la rivoluzione digitale, ma oggi è come
02:33si divergesse e si dimostrano capaci di cogliere anche queste contraddizioni.
02:39Sono stati gli stessi giovani a raccontare in occasione della presentazione dei risultati
02:43dell'osservatorio quali comportamenti possono fare la differenza nel ridurre gli impatti
02:47delle nuove tecnologie e quale contributo possono dare le aziende in questo ambito.
02:52Sicuramente le aziende come comportamento e come contributo possono in qualche modo
02:58inserire quello del custodire il valore dell'ascolto. Le nuove tecnologie inevitabilmente
03:07ci aiutano, velocizzano dei processi, ci portano verso nuovi orizzonti, verso nuovi
03:13traguardi, però non dobbiamo rischiare di trascurare l'aspetto più umano, l'aspetto
03:19dell'ascolto, l'aspetto del dialogo e proprio dal dialogo, proprio dall'ascolto che spesso
03:24vengono fuori tante idee che poi sono il motore dell'evoluzione.

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