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  • 8 minuti fa
Trascrizione
00:00Riccardo Sibilla, grazie di essere qui.
00:02Grazie a voi.
00:04Allora, prima domanda e qualcosa a cui ci tengo particolarmente perché appunto mi è capito guardando il film,
00:15ed è, cioè, come si fa a raccontare un film come Memoria del Lampo?
00:19Come, senza intaccare o senza andare a perturbare quel nucleo emotivo che noi spettatori andiamo ad incontrare
00:28e a svelare in un certo momento in poi?
00:32Forse una cosa che possiamo dire è che è un film sul suono, è un film che scommette sulla possibilità
00:38di rendere il suono protagonista
00:40di un racconto fatto con suono e immagini.
00:43Un'altra cosa che possiamo dire è che è un film su una ricerca e la ricerca forse è ancora
00:50più importante dell'oggetto della ricerca.
00:53E una terza cosa che possiamo dire è che è un film sul passato, su un evento passato,
00:59e una cosa che ci piace dire è sulla sorta di radiazione fossile che continua ad emanare da questo evento
01:05passato
01:05e che attraverso il suono, attraverso la registrazione del suono, si può ancora captare in qualche modo, leggere e sentire.
01:13Sì, e proprio oggi riflettevamo anche su... ci siamo ritrovati a riflettere nuovamente sull'importanza del silenzio
01:22che in questo film è particolarmente presente, che penso un po' si ricolleghi alla tua domanda.
01:32Penso che il silenzio ci abbia aiutato molto, il fatto di non descrivere tutto, di non... alcune cose e lasciarle
01:40non ascoltabili.
01:43Ci abbia un po' aiutato anche a lasciare che il film avesse un po' una sua anima indipendentemente da come
01:50volevamo raccontarla.
01:52C'è uno spazio vuoto, in qualche modo, al centro del film, a cui i diversi elementi... attorno a cui
01:58orbitano i diversi elementi.
01:59E un'altra cosa, come diceva Sibilla, ci sono sicuramente dei suoni senza immagini
02:04e allo stesso tempo ci sono delle immagini senza suoni
02:07e ci sono alcuni momenti in cui le persone che guardano e ascoltano sono invitate a formare, creare una coesistenza
02:16di immagini e suoni, però nella loro testa.
02:18Perché è anche un film che viene in qualche modo montato davanti agli occhi di chi ne fa esperienza.
02:24Assolutamente, questa è una linea narrativa, però ci sono anche tutta una serie di altre questioni
02:31perché è una ricerca sonora, è quasi una caccia sonora, diciamo, però al stesso tempo sembra quasi che sia anche
02:38l'immagine
02:38che cerca di inseguire il suono oppure cercare di, banalmente, di inquadrarlo, di metterlo in scena.
02:46È molto interessante questo.
02:49Penso che a livello, quando noi abbiamo fatto le riprese, ovviamente c'è già una sorta di paradosso
02:55di andare con delle camere a registrare delle immagini di una persona che sta effettivamente registrando dei suoni.
03:02A livello proprio concettuale, non solo tecnico, è importante che i suoni sono stati registrati da Sibilla durante il film.
03:08Quindi Sibilla, oltre a essere la protagonista, è anche il fonico in presa diretta.
03:12E quindi noi eravamo dietro con delle camere a inquadrare una persona che quello che effettivamente sta facendo è
03:18ascoltare e cercare di riversare quella cosa su un supporto.
03:25Sibilla, ti volevo chiedere proprio del tuo personaggio, o meglio, del tuo lavoro come attrice con questo personaggio,
03:35perché tu probabilmente sei in scena in quasi ogni sequenza, ogni quadratura, però sei quasi sempre da sola.
03:42Cioè il tuo personaggio ha un grande rapporto appunto con la ricerca sonora, con le altre immagini,
03:48stiamo dicendo, però tu dialoghi sempre con qualcuno che sta fuoricampo, o qualcuno che sta nel passato,
03:54o spettatori magari futuri, perché stai andando a costruire un documentario unissimo.
04:00Come ti sei rapportato come lavoro, come attrice, da attrice?
04:03Allora, come attrice ovviamente è sempre importante l'ascolto del partner di scena.
04:12In questo caso per me è stato molto importante l'ascolto punto e basta.
04:17Per cui in realtà è stato un po' come se il suono fosse per tutto il tempo il mio compagno
04:25di scena.
04:26Io non penso di essermi mai veramente sentita sola né come attrice né come personaggio durante queste riprese,
04:34perché anche il semplice fatto di lavorare su un personaggio che poi ha anche tanto di me,
04:42perché comunque anche prima di questo film avevo lavorato a, diciamo, materiale audio,
04:50mi ha molto aiutato appunto nel farlo, mi ha molto aiutato proprio a domandarmi,
04:55ma una persona che lavora esclusivamente con il suono.
04:58Come ascolta? Come si relaziona all'esterno?
05:01Quali sono le cose che la stimolano, che catturano la sua attenzione?
05:06E in questo senso, ecco, diciamo il mio partner di scena è stato per tutto il tempo il suono.
05:12Sempre sul suono, Riccardo, è una traccia naturalmente che tu persegui non solo a livello artistico creativo,
05:21ma anche a livello teorico e con tanti altri momenti del tuo percorso.
05:29Ricordiamo ad esempio il festival di ricerca sonora Helicotrema oppure la Label
05:34che passa nel termine Butta Quevo di ricerca documentare sonora eccetera eccetera.
05:38Ci dice qualcosa appunto su questa ricerca sonora che non porti avanti solo con l'espressione filmica,
05:45con i lavori firmati da te, ma anche con tutt'altro?
05:50Sì, io sono molto appassionato di narrazione sonora, quindi quei formati che possono essere di radiodramma,
05:56quindi finzione sonora e radiodocumentario e collaboro, ho la fortuna di collaborare con Radio 3,
06:01con un programma che si chiama Tre Soldi per correalizzare i documentari sonori.
06:05Quello che abbiamo fatto in questo film era di utilizzare un formato, che è il formato del documentario sonoro,
06:11come un dispositivo narrativo, quindi attraverso le varie fasi della creazione di un documentario sonoro,
06:17registrazione voci, registrazione dei paesaggi sonori, montaggio e narrazione,
06:21quindi c'è un momento di Sibilla che fa una narrazione in studio,
06:24poter raccontare la storia però all'interno di un film.
06:27Quindi questa è stata un po' la scommessa e Sibilla all'interno del film sta lavorando,
06:34cioè non c'è una parte, questo è anche una cosa che per noi è importante,
06:38c'è il fatto quando ci chiedono un documentario o un film di finzione,
06:41è una sorta di misto, nel senso che ci sono le persone che abbiamo intervistato veramente,
06:46che Sibilla ha intervistato veramente, che parlano di loro veri ricordi,
06:50però c'è la costruzione narrativa che questo documentario sonoro, radiofonico,
06:54noi l'abbiamo fatto per poi fare un film.
06:57Però tutte le varie fasi sono state effettivamente effettuate.
07:01Prima tu parlavi di lei che si rivolge a un pubblico,
07:03quel pubblico è un futuro ascoltatore, ascoltatrice
07:06ed è questa sorta di finzione che abbiamo tutti
07:09che quando siamo in uno studio è come se tutto il mondo intorno
07:13non è più disponibile e rimane solo la nostra voce.
07:16Questo è stato l'elemento finale che abbiamo registrato del nostro film,
07:20quando Sibilla è in uno studio e si rende conto che anche in quel momento
07:24il silenzio non la lascia sola.
07:26Assolutamente.
07:27Volevo chiedere ad entrambi il rapporto invece con il lavoro precedente,
07:32Giganti Rossi che nel 2023 ha vinto a Torino come migliore documentario italiano,
07:39sia appunto a livello attoriale sia a livello registrico,
07:43rispetto appunto a Memoria dell'Apple.
07:46Allora a livello attoriale i miei due personaggi,
07:52il personaggio che interpreto in Giganti Rossi e quello che interpreto in Memoria dell'Apple
07:55sono molto diversi tra loro.
07:58ovviamente come la maggior parte dei personaggi su qualsiasi produzione artistica hanno un grande dolore alle spalle.
08:08in questo caso, avendo lavorato anche come sceneggiatrice in questo film,
08:15rispetto a Giganti Rossi c'è stata meno creazione del personaggio prima.
08:20quindi c'è stato meno lavoro proprio su come è fatto il personaggio,
08:27ma è stato più uno scoprirlo man mano che si andava avanti.
08:30In Memoria dell'Apple ho avuto modo di integrare sia il lavoro da attrice al lavoro da sceneggiatrice
08:36che il lavoro da sceneggiatrice al lavoro da attrice.
08:38e quindi è stato un po' come se entrambi i ruoli scopressero cose per l'altro ruolo.
08:48e questo per quanto riguarda l'approccio che ho avuto,
08:52sì, forse in Giganti Rossi mi sono più affidata a quello che era più scritto
08:58ed è stato comunque un viaggio meraviglioso
09:01e invece in Memoria dell'Apple è stato più un
09:04ok, scopriamo insieme cosa è scritto.
09:07E poi sono due film in qualche modo sia paralleli che speculari
09:10che abbiamo fatto a distanza di un anno.
09:12Giganti Rosse è un film su una famiglia,
09:15una vera famiglia con le vere relazioni
09:18a cui all'interno è stato inserito un dispositivo narrativo.
09:21Quindi sono stati rimescolati alcuni rapporti fra le persone
09:24e sono stati inseriti dei personaggi che non facevano parte della famiglia.
09:27Il resto della famiglia ha cominciato in qualche modo a rispondere a questi personaggi
09:30e da lì è nato il film.
09:32Quindi una sorta di nucleo, se vuoi, di finzione, di costruzione narrativa
09:35al centro di un dispositivo, scusami, di un contesto vero, reale, autentico, senza nessun copione.
09:42Memoria dell'Apple invece, diciamo che, se vuoi,
09:44la costruzione narrativa è stato il dispositivo stesso del documentario radiofonico.
09:49Quindi abbiamo deciso di utilizzare un dispositivo narrativo attorno a cui fare il film.
09:54E tutto il resto, le risposte che ci venivano date per la maggior parte
09:57erano cose che le persone ci dicevano a partire dai loro ricordi.
10:01Quindi senza copione, senza preparazione e quello che abbiamo messo in atto
10:06poi è andato avanti in qualche modo da solo.
10:09Un'altra grande differenza che mi è venuta in mente come attrice
10:13è il fatto che in Giganti Rosse mi sentivo proprio un personaggio della storia.
10:20In Memoria del Lampo, pur essendo un personaggio della storia,
10:24mi sentivo proprio più funzionale alla storia, alla creazione della storia,
10:28perché alla fine quello che Sibilla fa, Sibilla personaggio,
10:33è raccogliere la storia, la mette insieme e magari tira un po' le somme.
10:37Però non è lei a cambiare il corso degli eventi o a determinarlo in qualche modo.
10:44Riccardo, invece in Memoria c'è anche un grande lavoro di, magari non tanto ricerca,
10:52ma di composizione dell'archivio visivo, insomma.
10:57Ci sono immagini, diciamo, magari passano i termini vecchiate,
11:00ci sono immagini etnografiche, di stile, di termini immagini e di certo.
11:04Come ti sei rapportato invece a questo? Come sono arrivato a questo? Come l'hai messo in scaletta visiva, insomma?
11:11Sì. Penso che l'idea di come abbinare immagini e suoni è qualcosa che è sempre in discussione durante il
11:18film.
11:19È qualcosa... ci sono dei dubbi che vengono fuori durante il film, che fanno anche parte del film.
11:24Ad esempio, stiamo dicendo tutto? Stiamo dicendo abbastanza? Dobbiamo tirar fuori altre cose, dare altre informazioni?
11:30E l'idea di disallineare l'immagine e il suono è qualcosa che fa veramente... cioè non darlo per scontato.
11:36È veramente il cuore del film, che l'immagine e il suono non possono essere dati per scontati.
11:41Quindi queste immagini, come dice, alcune vengono al passato, alcune semplicemente sono osservazioni simili che fa il suo lavoro,
11:47sono state messe insieme come quando tu prendi appunti per una ricerca
11:51e questa ricerca non è più solo sull'argomento, un evento che è avvenuto nel passato, 40 anni prima,
11:58ma comincia ad essere su come mi sento adesso che ho incontrato queste immagini,
12:02come queste immagini la posso mettere in relazione con me che sto qui in questo momento
12:05e come poi mettendo queste cose una dopo l'altra si può costruire una storia.
12:11O perlomeno si può gravitare attorno a questo nucleo vuoto, non detto, che è un po' il cuore, secondo me,
12:18del film.
12:20E proprio le discenigiatura, quindi il lavoro che avete fatto a quattro umani e direi anche a due cuori,
12:28e questo non detto, senza magari svelare nulla, però è qualcosa di terribile, ma tutto intorno c'è, diciamo,
12:36un cuscino emotivo che quasi lo protegge, lo va a spiegare, lo rende magari narrabile e dimostrabile
12:43e che lo possiamo passare anche agli altri.
12:47È stato difficile maneggiare questa cosa, immagino.
12:53Sì, il lavoro di scrittura che abbiamo fatto poi insieme con Sibilla l'abbiamo fatto a distanza di un anno
12:57o due anni.
12:58Sì.
12:58Comunque a molta distanza.
13:00Un anno e mezzo.
13:02Un anno e mezzo, dopo aver registrato i suoni che Sibilla registra.
13:06Questo vuol dire che c'è stato un tempo in cui le cose si sono, diciamo, girate dentro di noi
13:13e abbiamo cercato di metterle in ordine.
13:16La sua presa di parola, la presa di parola di Sibilla all'interno del film è stata registrata da un
13:20'altra parte,
13:21in degli studi a Boston, quindi proprio in un altro continente,
13:25e questo diciamo che in qualche modo ci ha aiutato in questa fase di scrittura
13:28che non era solo scrivere un testo poi da pronunciare, ma era anche,
13:33stando in uno studio con diverse persone, chiedersi
13:35è questa la cosa che vogliamo, possiamo dire adesso
13:39o ci sono altre cose che dobbiamo dire per dialogare con le immagini e con i suoni che avevamo già
13:45prima.
13:46E questi sono i dubbi che rimangono all'interno del montaggio che viene fatto.
13:50Sì, secondo me è sempre stato molto importante per entrambi, credo,
13:58mantenere sempre una sorta di delicatezza, nel senso che
14:03credo che quando le cose si raccontino con delicatezza e senza nessun tipo di morbosità
14:10sia poi più semplice, sia da un punto estetico che da un punto estetico,
14:17dare il giusto spazio a quello di cui si vuole parlare.
14:21Per noi non era importante concentrarci su aspetti che magari avrebbero dato un'emozione più forte sul momento,
14:31ma che di fatto non avevano nulla da raccontare.
14:33E in questo secondo me abbiamo cercato di avere molta cura di tutto il racconto, di tutte le persone di
14:43cui parlavamo.
14:45E oltre appunto alla ricerca sonora c'è soprattutto, c'è anche un gran lavoro sulla voce attoriale.
14:53Questa cosa la tua mi ritorna tante volte.
14:55Mentre guardavo il film sentivo come fosse allo stesso tempo fragile, nervosa, desiderosa di andare a scoprire quello che appunto
15:04era successo,
15:04però timorosa, come è stato appunto sentirsi tante volte nel film, quindi come operatrice, come attrice, come dire, e sentire
15:11la propria voce in due o tre livelli diversi?
15:15Questa è una domanda molto interessante, vorrei stare i cinque minuti a riflettere e poi darti una risposta degna.
15:23Allora, io ho cercato il più possibile di non concentrarmi sulla voce in sé.
15:29Nel senso, per me sarebbe stato controproducente, per lo meno per come funziono io,
15:36sarebbe stato controproducente decidere come usare la mia voce.
15:39Quello che sapevo io era che per Sibilla, l'altra, Sibilla personaggio e di conseguenza anche per me,
15:46era molto molto importante creare un suono che funzionasse.
15:51A questo ho aggiunto l'immedesimazione in quello che Sibilla stava vivendo.
15:57E da lì poi è stato semplice.
16:03Penso che a tutti noi è capitato, almeno una volta, spero una volta, non di più, ma penso sia una
16:08cosa molto più frequente,
16:09di trovarsi a fare qualcosa di molto molto importante quando dentro si aveva il magone.
16:14È fondamentalmente quello che ho vissuto.
16:18E poi c'è anche questa cosa che la voce a un certo punto comincia ad esistere al di fuori
16:22di noi
16:23e nel film ci sono vari momenti in cui c'è questa sorta di estranità alla propria voce
16:28e ci sono dei momenti in cui la voce si rompe, quindi ci sono dei momenti di balbuzie, dei momenti
16:33di silenzio
16:34e collegati a questi ci sono dei momenti in cui la voce dice delle cose che nega le immagini.
16:40Cioè delle immagini e la voce cominciano ad essere in qualche modo scollegate,
16:43la voce comincia a non essere necessariamente qualcosa di cui possiamo totalmente avere fiducia
16:51e questo è un po' di nuovo la bassa del film del fatto che le connessioni fra i vari elementi
16:56non sono date per scontate.
16:58che vengono costruite davanti a noi ogni volta.
17:01Mi chiedo l'ultima, dopo Memoria del Lampo, un lavoro così immersivo, sentito,
17:08così dura e facile allo stesso tempo, dopo anche Dittivo con Giganti Rosse, dove si va?
17:14E dove andrete?
17:16Abbiamo fatto un altro progetto dopo Memoria del Lampo che in qualche modo è forse più simile a Giganti Rosse,
17:25quindi è un progetto più corale con due protagoniste, però ci sono tanti elementi in comune nel senso che sono
17:30delle persone
17:31che entrano in una famiglia e cominciano a esplorare le tracce che un evento passato ha lasciato su di loro.
17:40Grazie.
17:41Grazie a voi.
17:42Grazie.
17:43Grazie.
17:45Grazie.

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