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Can public companies compete with private equity giants? Discover how Italian Wine Brands, a publicly listed company, is strategically acquiring businesses just like traditional private equity firms.

Join us as we explore the evolving landscape of capital investment. We delve into how listed companies are adopting private equity's playbook, sometimes even becoming fierce competitors to PE funds in building expansive business platforms through strategic acquisitions.

With insights from Simone Strocchi, CEO of ElectAventures, and Alessandro Mutinelli, CEO of Italian Wine Brands, we uncover the innovative strategies at play. Learn how Italian Wine Brands leveraged its public listing to fuel its growth, acquiring companies and integrating them into a cohesive industry leader.

Explore the motivations behind going public – was it just a milestone, or a strategic tool for further expansion? Alessandro Mutinelli shares his journey, revealing how the stock market became the key to realizing an ambitious industrial and commercial vision.

We also address a critical challenge: the valuation gap between publicly traded SMEs and private equity targets. Understand the financial structuring and strategic approaches that enable companies like Italian Wine Brands to bridge this divide and achieve successful aggregations.

#PrivateEquities #PublicCompanies #InvestmentStrategy
Trascrizione
00:10Ben trovati a questa nuova puntata di Prime Mindset, la prima dopo la pausa estiva, parliamo
00:18sempre di approccio del capitale paziente, quindi del private equity alla borsa, in questo
00:24caso ragioniamo un po' di più su che cosa fanno le aziende che sono in borsa e che però
00:32a loro volta stanno adottando questo approccio del private equity, del private mindset, tanto
00:39che ogni tanto si trovano addirittura a fare quasi da concorrenti ai fondi di private equity
00:47che cercano di costruire delle piattaforme di aggregazione attorno a una prima acquisizione.
00:55Quindi ne parliamo oggi sempre con Simone Strocchi che è il CEO e founder di ElectAventures,
01:01quindi bentornato Simone.
01:04Buongiorno.
01:05Eccoci e poi con il nostro ospite di oggi che è Alessandro Mutinelli che è il CEO di Italian
01:11Wine Brands, quindi ben trovato Alessandro, Italian Wine Brands è appunto quotata su Borsa
01:18Borsa Italiana. Allora, affrontiamo un po' questo tema, questa provocazione se vogliamo
01:26di quasi concorrenza tra PMI che sono quotate, sono smart e quindi riescono a sfruttare la
01:35forza di essere in borsa per fare aggregazioni e dall'altra parte il private equity tradizionale
01:41che ha un approccio di costruzione e quindi compra sempre aziende PMI, ovviamente in questo
01:47caso non sono quotate e costruisce il polo. Quindi Simone, tu hai fatto un po' questo ragionamento
01:57ma hai portato in borsa, perché hai tu strutturato l'operazione che ha portato anni fa proprio in
02:03borsa Italian Wine Brands e tra l'altro non esistevano come gruppo, quindi hai studiato
02:07come aggregare i primi pezzi di questo gruppo e quindi portarli in borsa, ma poi avevi già
02:14in mente di utilizzare poi la carta di Italian Wine Brands per procedere e costruire ancora?
02:23Sì, noi con la nostra SPAC evoluta IPO Challenger abbiamo portato finanza abilitante a un progetto
02:30di costruzione di un campione di industria, che era un progetto condiviso con Alessandro
02:38Mutinelli, proprietario e presidente di Provinco Italia, che è stata la fiamma intorno al quale
02:45si è sviluppata questa costruzione e con questa prima dotazione raccolta attraverso un'emissione
02:52obbligazionaria convertibile che poi ha dato origine al primo flottante di Italian Wine Brands,
02:58una iniezione di circa 45 milioni di Euro, è stata formata il primo binomio fatto da Provinco
03:05Italia, appunto, e Giordano Vini. L'intento era quello di sostenere un progetto di Alessandro,
03:11che era un progetto comunque aggregativo, in un settore estremamente frammentato, quello
03:16vinicolo italiano, dove oggettivamente mancavano campioni italiani, cioè l'italiano sicuramente
03:24conosciuto e apprezzato nel mondo, noi siamo il primo o il secondo produttore di vino, a
03:29seconda della classifica dell'anno a cui ci si riferisce, ma non abbiamo grandi gruppi
03:34capaci di rappresentare il nostro prodotto nelle tavole e quindi sui mercati internazionali.
03:42Ecco, sentiamo ancora anche Alessandro, quando sei arrivato appunto in borsa con questo progetto
03:51di Italian Wine Brands, che cosa avevi in mente? Avevi in mente semplicemente il fatto
03:56di arrivare, quindi è un po' un traguardo il fatto di arrivare in borsa, magari appunto
04:02non solo con una società, ma all'interno già di un gruppo? Oppure già pensavi di utilizzare
04:07il canale, quindi lo strumento della quarta quotata per crescere ulteriormente?
04:14Intanto buongiorno a tutti, c'era una parte emotiva che era anche il sogno da ragazzo,
04:21che coltivavo da quando studiavo all'università di avere una società quotata, però di fatto
04:26poi nella realtà la borsa è stato il mezzo che abbiamo utilizzato per realizzare il progetto
04:31industriale e commerciale. Per crescere dovevamo fare acquisizioni, per fare acquisizioni servivano
04:37risorse e sul cammino ho trovato Simone che mi ha dato la possibilità di realizzare questo
04:44progetto. Nel corso degli anni abbiamo utilizzato la carta, come si può dire, per pagare anche
04:51in parte le acquisizioni che hanno fatto, quindi questo è stato sicuramente un vantaggio
04:57da un punto di vista finanziario, quindi di disponibilità di carta invece che di cassa
05:02e anche per coinvolgere poi gli imprenditori che man mano sono entrati nel gruppo, quindi
05:08sono diventati azionisti di Italia One Brands e hanno condiviso un percorso di aggregazione
05:14con tutti noi. Perfetto, però c'è un po' un però su questo punto, le società italiane
05:26quotate di piccole e medie dimensioni soffrono da un punto di vista delle valutazioni, perché
05:35spesso risultano sottovalutate rispetto a quello che sono le vere performance aziendali
05:42e quando poi si vanno a confrontare i multipli ai quali sono quotate rispetto ai multipli
05:48a cui passano delle target simili, che però sono target di operazione private equity, c'è
05:55un divario di diversi giri di EBITDA e quindi quando una quotata va a proporre alla target
06:04di essere acquisita invece che la cassa gli dà la carta, magari ci potrebbe essere qualche
06:10problema, poi nella realtà vediamo che le cose funzionano lo stesso, quindi qual è
06:15il trucco? C'è da un punto di vista di struttura finanziaria? Simone che cosa proponi
06:20perché questa cosa funzioni?
06:22Uno è la portata della proposta, l'intervento di un fondo private equity nel capitale di una
06:28società accompagnata da patruzioni parasociali che contemplano anche il diritto del fondo di
06:34trascinare tutti alla vendita quando il fondo vuole uscire, una costruzione invece in borsa
06:42offerta attraverso una combinazione, quindi un'emissione di azioni che comportano anche
06:48una qualificazione di parte del prezzo di quello che si compra, non comportano poi questo obbligo
06:54di aderire necessariamente e obbligatoriamente a una cessione quando uno solo decide di uscire,
07:00ognuno poi è libero di amministrare, quindi questo ha già un valore molto importante per
07:05tanti imprenditori, però oggi se faccio l'esempio di WB, noi quotiamo a 4 volte e mezzo
07:11il bid A, abbiamo un free cash flow yield probabilmente prossimo al 18-20% e i nostri omologhi che
07:19sono
07:19nel NAV di fondi private equity sono caricati a NAV a 10 volte le bid A, quindi c'è una
07:25distanza
07:26molto importante, però gli imprenditori sono persone concrete, quindi se io devo proporre una
07:33combinazione tra due entità, la valorizzazione non è perché la mia azione vale X, la tua Y, la valorizzazione
07:42è legata alla capacità di ciascuna entità di generare marginalità e utile, il contadino investe nel melo
07:51in ragione di quante mele gli dà in termini di raccolta, l'investitore investe il suo euro
07:57in ragione di che procuota di partecipazione all'utile, quell'euro investito gli consente
08:03di partecipare, l'industriale che aderisce a un progetto di aggregazione se porta un terzo
08:10dell'utile del gruppo è giusto che abbia un terzo del capitale del gruppo, siccome quel
08:16gruppo è sottovalutato in borsa allora lui deve avere di più, perché partecipa alla
08:21stessa partita. Quindi devo dire che molto è stato risolto attraverso ragionamenti di
08:27partecipazione e condivisione di un risultato netto, più solido, proprio perché multicanale,
08:33multibrand, realizzato in diverse regioni di mercato con diverse etichette, diverse tipologie
08:40di prodotto e dall'altro lato sicuramente anche la capacità di costruzione un po' di
08:47ingegneria finanziaria. Dov'è che si prone il problema? Quando una parte del prezzo è
08:51liquidata a cash, perché il cash non mente, se io devo pagare un multiplo più alto rispetto
08:57al multiplo di quotazione della società quotata che paga il cash, se dovessi realizzare un'operazione
09:03tutta a prezzo pagato cash, rischio di realizzare un'operazione diluitiva, però la società quotata
09:11può pagare una componente cash e far sottoscrivere una componente in carta definendo un valore
09:19dell'azione riservata di aumento di capitale riservata alla sottoscrizione dei nuovi soci
09:24a una valorizzazione più alta rispetto alla valorizzazione di trattamento del titolo in
09:29borsa e quindi la matematica ci aiuta a trovare dei sistemi di equalizzazione.
09:35Ho capito, ecco. Quindi Alessandro, stessa domanda, ma evidentemente dal punto di vista
09:43più che della struttura finanziaria, proprio da quello industriale, quindi comunque se ti
09:49trovi al tavolo della trattativa e devi proporre l'operazione all'imprenditore che sta dall'altra
09:56parte, quanto questa differenza di multiplo in qualche modo viene sottolineata da chi deve
10:06essere comprato e quanto invece non è neanche considerata perché piace di più appunto il
10:10discorso di essere in un gruppo quotato e quindi liquido e quant'altro.
10:15Ma normalmente per chi entra in un progetto come questo è il primo argomento che viene
10:21trattato, ma tu quanto mi offri rispetto alla concorrenza. Poi è vero che i fondi private
10:32quindi normalmente non comprano mai il 100% della società, ne comprano solo una parte,
10:36quindi una parte può essere valorizzata anche a uno o due giri di EBITDA in più. Agli imprenditori
10:43però spaventa anche la leva che utilizzano i fondi di private equity quindi il fatto di
10:48rimanere comunque poi alla guida di una società altamente indebitata e con la prospettiva di vendere
10:55o uscire quando lo decidono qualcun altro è comunque un elemento psicologico che influenza
11:00l'imprenditore che ci tiene la propria azienda. Quindi quello che noi abbiamo proposto non era di vendere
11:07l'azienda ma di entrare in un progetto più grande e quindi non con tutti funziona
11:13ovviamente, non con tutti funziona ma con alcuni sì e immagino che siano tutti soddisfatti.
11:20Poi abbiamo utilizzato sistemi come ha detto Simone per cui dove i multipli erano più alti,
11:27noi abbiamo anche fatto aumenti di capitale sociale a un prezzo più alto di quello che in quel momento
11:31lì la borsa esprimeva per il titolo di Italian Wine Branch. Però questo alla fine quello che conta
11:38è che prospettiva era la mia azienda cioè entro in un gruppo più grande perché? E quel perché lì ci
11:45sta bene
11:46il progetto di Italian Wine Branch che quindi è una società che non è qua per essere rivenduta giorno dopo
11:51ma per un progetto molto più lungo. Ecco, Simone adesso andiamo un attimo
11:58più nel dettaglio insomma del settore, visto il periodo non è dei più facili un po' per tutti ovviamente.
12:06Detto questo poi in più sul mercato del vino insomma sta, per quello che sento, sta un po' soffrendo,
12:14il mercato americano rallenta, le nuove generazioni bevono meno vino, insomma quindi la leva,
12:24immagino che la leva del consolidamento sia anche uno strumento un po' un po' difensivo che magari in
12:30questo momento aiuta il concetto di, ma forse se c'è qualcuno che mi propone di entrare in un gruppo
12:38forse mi conviene, magari prima uno non pensava a questa cosa, adesso è più facile. Non so che cosa stai
12:43vedendo su questo fronte? Secondo te il consolidamento è effettivamente uno strumento per affrontare
12:52meglio gli shock di questo tipo? Sicuramente un consolidamento nella strategia di WB che quindi è franca,
13:02non possiede vigne, non possiede terreni, ma ha la capacità di sviluppare prodotti, blends e brand
13:11rispondenti a ciò che il mercato internazionale desidera quando cerca un vino italiano è una
13:17chiave di successo anche in un settore maturo come quello del vino. Io da quando ho fatto questa
13:23operazione che sento che i volumi del vino stanno scendendo oggettivamente rispondevo dieci anni fa,
13:30quando ci siamo quotati con Italian Wine Brands, che certo nella giornaliera del minatore del
13:38sulcis era previsto un fiasco di vino, oggi nessuno si beve più un fiasco di vino al giorno,
13:43quindi che i consumi in termini di volume stiano scendendo è un fatto probabilmente fisiologico,
13:50ineludibile anche legato ai consumi e alle abitudini proprio di vita delle persone. I
13:58gusti sono volubili, quindi la capacità di un gruppo integrato e leggero come Italian Wine Brand
14:07di rispondere a quelle che sono le variazioni di consumo è una potenza in termini di capacità
14:15di resistere e progredire e crescere sul mercato e invece aziende tradizionali non hanno,
14:20uno che ha un vitigno di barbera e vuole vendere la barbera e se poi la barbera non
14:25aveva più nessuno non vende niente e quindi sicuramente è una soluzione per poter presidiare
14:32i mercati, crescere e rispondere comunque a un'esigenza che c'è, un'esigenza magari ridotta
14:38nei volumi ma più articolata nella qualità o nella proposizione che deve essere fatta
14:46sui mercati internazionali. Io poi aggiungo, oggi i VB penso che più o meno canalizzi il
14:533% della produzione vitivinicola italiana nei suoi prodotti e nei suoi brand. Le altre
14:59società che sono oggi nel portafoglio di fondi private equity, peraltro vintage, insieme a
15:06DVB probabilmente arriveremmo a sfiorare il 10%, quindi vuol dire che un grappolo ogni 10 in Italia
15:14finisce in una bottiglia di questi signori del vino, che è importantissimo, quindi pensa che
15:20funzioni di trattore di una filiera importante a un gruppo come Italian Wine Brands e pensa come
15:27sarebbe sciocco riuscire a perdere questo presidio di mercato andando a cedere per l'ennesima volta
15:36una costruzione o consentire a uno straniero di completare questa costruzione, magari formando un
15:42gruppo da un billion o due billion di vino italiano. Per questo io penso che l'attenzione che noi
15:49poi percepiamo nei corridoi, al di là dei corridoi, degli investitori, dei fondi USIC cercano sempre
15:55volume, liquidità giornaliere eccetera, ma c'è un interesse superiore a quello che registravo qualche
16:01anno fa, nei corridoi invece dove si fa attenzione, non dico al golden share che non è certo applicabile
16:08a una società che va fino, ma dove va la filiera italiana e chi saranno i trattori di domani di
16:14questa filiera italiana. Quindi c'è un interesse molto grosso intorno alla costruzione
16:19Italia Wine Brand. Giusto, ecco Alessandro, parlando invece da un punto di vista più appunto
16:29poi del che cosa andate a fare, quindi benissimo, quindi continuate a costruire, quindi l'idea
16:35vi guardate attorno e cercate di concentrare sempre più altri attori nel gruppo, ma quali
16:43sono un po' le sottostrategie, gli obiettivi, abbiamo detto ci sono magari giovani che non
16:51vogliono più il vino, ma magari qualcos'altro vogliono e quindi quali sono, se andate a cercare
16:56di distribuire prodotti diversi dove inventate qualche cosa, oppure mercati, quali mercati, il
17:04fatto di fare questo tipo di ragionamenti da quotato quanto vi sta aiutando e quali ragionamenti
17:11effettivamente state state facendo, dove state andando in questo momento.
17:15Questo è indipendente dalla borsa, quindi le scelte che fa l'azienda. Avendo raggiunto
17:24una dimensione importante, possiamo permetterci di avere una struttura di sales e marketing
17:32che raggiunge tutti i paesi in giro per il mondo. Quando noi siamo partiti 13 anni fa
17:39probabilmente esportavamo in 10 paesi, oggi esportiamo in 94 paesi, quindi una spinta molto
17:45forte sulla diversificazione dei mercati, diversificazione dei canali commerciali, diversificazione dei
17:51posizionamenti dei vari brand sui mercati. Quindi è vero che ci sono dei mercati che stanno
17:56soffrendo, ma è anche vero che in giro per il mondo si sono aperti mercati che prima
18:01non esistevano. Quindi il primo punto è raggiungere questi mercati, raggiungere i consumatori,
18:06mettere una bottiglia ovunque ci sia consumo. Questo lo puoi fare solo se hai una struttura.
18:12Piccole aziende non riescono a farlo questo perché mancano di forza, di organizzazione,
18:18di persone e di risorse anche per andare su questi mercati. Quindi questo è il primo punto.
18:23quindi cercare di vendere già quello che facciamo e ne abbiamo tanto da vendere e soprattutto
18:29siamo posizionati sui prodotti che stanno andando meglio in questo periodo. Siamo il
18:33primo prodotto di Prosecco, quindi non lo sparkling. È vero che c'è un calo complessivo
18:38dei volumi venduti, ma c'è un aumento degli sparkling per dire dove noi siamo al nostro
18:45punto di forza. E poi l'altra cosa, è l'altro punto che anche il nostro valore è quello
18:49dell'innovazione, perché non c'è nessun mercato che è rimasto statico con i soliti
18:55prodotti a lungo termine. Quindi capire cosa vuole il consumatore finale,
19:00targetizzare il consumatore finale e poi dargli il prodotto che vuole.
19:04Quindi come diceva Simone, abbiamo una struttura importante, ma molto snella, che ci consente
19:10di cambiare le produzioni in base agli andamenti di mercato. Questa è la base penso di un'azienda
19:19flessibile, che riesce ad adattarsi. Quindi innovazione vuol dire nuovi prodotti, vuol dire
19:25nuovi brand, vuol dire saperli presentare in maniera differente, perché poi alla fine si parla
19:30sempre di prodotti diversi, però poi gli ingredienti sono sempre quelli, no?
19:36Ci fai dei mix diversi, no?
19:39Senti, ma ecco però, siccome ciascuna poi delle aziende che entrano nel gruppo, mantiene
19:46poi il suo marchio, il suo brand, la sua identità, quello che quindi mi immagino sia centralizzato
19:56sono appunto queste funzioni, no? Quindi di, non so, vogliamo chiamarla ricerca e sviluppo,
20:02non lo so, per pensare all'innovazione, piuttosto che la parte di distributivo, regia
20:08della distribuzione, come funziona questa cosa? Perché appunto prima ti arriva un'azienda
20:13che magari nel suo piccolo qualcosa ha da questo punto di vista e poi però cosa fa?
20:17Lo demanda al centro?
20:19No, no. Allora, l'innovazione può venire da qualsiasi, non c'è un ufficio deputato
20:26per l'innovazione, no? E tutte le volte che c'è l'ufficio deputato per l'innovazione
20:30normalmente quello produce foto.
20:31Non innova.
20:33Produce foto. No, l'innovazione viene da qualsiasi persona all'interno dell'azienda,
20:39perché a volte noi parliamo sempre di innovazione di prodotto, ma poi ci sono anche le innovazioni
20:44di processo. Quindi l'innovazione a 360 gradi tocca tutte le aree aziendali.
20:50Però dove facciamo efficienza? Facciamo efficienza su tutte quelle funzioni che sono ridondanti
20:56e quindi un'operazione che abbiamo fatto due anni fa, siamo passati da One Company, praticamente
21:03abbiamo eliminato cinque legal entities e facendo una fusione su un'unica azienda.
21:10Quindi tutte le funzioni di base sono state unificate in un'azienda, quindi parliamo di
21:16acquisti, procurement, parliamo di amministrazione, parliamo di servizi di gestione della qualità
21:23e tutte quelle funzioni che erano ribondanti all'interno del gruppo. I sistemi informativi,
21:29pensiamo ai sistemi informativi, pensiamo alle riduzioni di magazzino, di cercenze di magazzino
21:35solo unificando i codici dei vari prodotti, che prima nel termine delle varie aziende erano
21:40codificati in maniera differente. Quindi tutte quelle cose che portano efficienza, ma senza
21:46toccare il valore dato al cliente, perché quella è l'unica cosa che non bisogna toccare.
21:53Ok, benissimo. Allora, io direi che abbiamo un po' toccato tutti i vari temi, che ci eravamo
22:00un po' preparati. Non so se c'è qualcos'altro che vogliamo andare a sottolineare, ma ci viene
22:05in mente qualcosa.
22:07Sì, nel senso che secondo me è stato toccato tutto, rimane questo aspetto, i trend, i nuovi
22:14trend, noi vediamo sempre montagne di trillion che si muovono per inseguire il trend, di sicuro
22:21mozzarella, prosciutto, vino, insomma queste cose sono un po' al riparo dell'intelligenza artificiale.
22:27Per fortuna.
22:28Può essere uno strumento abitante, ma non è uno strumento che può sostituire. Ecco,
22:33quindi mi preoccuperei di più su altri tipi di azienda.
22:38Bene. Allora, io ringrazio Simone Strocchi di ELECT, Alessandro Mutinelli di Italia
22:44Maimbranzo essere stati con noi anche questa puntata e poi ci rivedremo nel nostro prossimo
22:50appuntamento. Quindi grazie.
22:52Grazie a tutti!
22:54A presto, ciao, ciao.
23:02Grazie a tutti!