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  • 2 giorni fa
"I medici sono sempre stati clinici delle persone, capaci di sospettare le malattie. Con questo nuovo mondo dell'intelligenza artificiale, credo che dovranno sempre di più conoscere la possibilità di avere l'intelligenza artificiale al proprio fianco. E non solo al proprio fianco ma al fianco del paziente. Bisogna lottare insieme, con i pazienti e con tutta la tecnologia ". Così Marco Fontanella, professore ordinario di Neurochirurgia all'Università di Brescia, riflettendo sul futuro della professione medica, in occasione del 75° Congresso della Società Italiana di Neurochirurgia (SINch).

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00:04Negli ultimi tempi, l'anno scorso, quest'anno e sempre di più nel futuro, c'è questa comparsa
00:11dell'intelligenza artificiale anche per quanto riguarda le discipline mediche e quindi la cura
00:16dei pazienti e l'interazione fra i medici che sono sempre stati dei clinici, delle persone che
00:23sospettavano le malattie e questo nuovo mondo dell'intelligenza artificiale. Credo che i
00:29medici debbano conoscere, dovranno sempre di più conoscere questa possibilità di avere
00:34intelligenza artificiale al proprio fianco e non al proprio fianco, al fianco del paziente
00:41naturalmente, quindi lottare insieme con i pazienti e con tutta la tecnologia, fino adesso avevamo
00:47avuto la robotica, la tecnologia sempre più importante in camera operatoria, ma adesso
00:52l'intelligenza artificiale ci mette a confronto di nuove sfide e quindi certamente che dovranno
00:58essere affrontate nel futuro.

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